Da tempo a Portoferraio hanno abituato noi cittadini a subire tutto.
L’elenco è lungo:
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_26/m.JPG[/IMGSX] ⁃ L’incapacità con cui sono state gestite le problematiche del traffico..dal caotico traffico portuale, che qualcuno ha pensato di risolvere con un senso unico e una zona a traffico limitato, senza considerare che gli aggravi alla viabilità arrivano da altre zone congestionate, come Viale Tesei che con l’ingresso/uscita degli automezzi dalla Centrale Gourmet-Eurospin blocca tutto il traffico veicolare per il porto, ma i bravi amministratori ci vogliono far credere che il problema è Via Fucini...al traffico del centro di Portoferraio, dove non sono stati capaci di progettare alcun che e hanno creato una situazione tra il comico e l’assurdo, fatta di lunghe file di auto in coda che devono passare da un varco obbligatorio a staccare un ticket per garantirsi l’accesso alle strade del paese, senza considerare che da lì passa chi abita nel centro storico alto, sopratutto anziani...
⁃ Le nomine nelle società di servizi, in cui si privilegia l’amico dell’amico invece di dare opportunità di crescita a qualche giovane del territorio, con il risultato che ci troviamo di fronte a scelte organizzative e di gestione lontane dai veri problemi del territorio;
⁃ Hanno dato la colpa al Covid, al distanziamento, intanto però durante i mesi invernali, gli appalti scadevano senza rinnovo e la città accelerava la corsa nella situazione di degrado in cui si trova, così abbiamo visto gli appalti improvvisati del verde, fatti con la stessa superficialità con cui è stato fatto tutto il resto..
⁃ La scelta di dare la possibilità a tutti di estendere i propri tavoli, sacrosanta per tutelare il commercio e la ristorazione, ma magari prima di dare permessi potevano gettare un occhio ai fondi stradali? Qualcuno ha ammirato il fascino di mangiare una pizza su una strada asfaltata dove di norma passano le auto? È forse sufficiente una transenna per fare un angolo accogliente nel paese? O è sufficiente spostare un vaso di fiori in un parcheggio per fare luoghi dove chi si ferma pensa che si trova in un angolo indimenticabile dell’isola, fra le auto che ti sfrecciano accanto e ti sgassano nel piatto?
⁃ E questi amministratori incapaci e autoreferenziali si guardano bene dal pensare di confrontarsi con i cittadini, ma di giorno in giorno ci riservano invece sempre nuove sorprese : un gazebo, una chiusura, cartelli nuovi (senza togliere i vecchi) che campeggiano nelle aiuole abbandonate tra palme mozzate e copertoni di auto in bella mostra.
Purtroppo quello che viene fuori da tutte queste situazioni è una cosa sola: la scarsa conoscenza del paese, della sua cultura, delle sue necessità, della sua storia. Piazza Cavour è bene ribadirlo non è una Via è una piazza, ed era la prima a meritare di essere liberata dalle auto e dai gazebo, a favore di tanti fiori, di bei tavoli, di bei negozi senza avvilenti bancarelle...
Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un amministrazione che pensa di chiudere una via e non comprende che da quando Portoferraio è stata progettata nella versione moderna, sono passati almeno 50/60 anni e adesso la crescita del paese e le nuove esigenze impongono una nuova visione dei servizi, della viabilità, dell’uso del territorio.
Ancora una volta ci troviamo di fronte ad amministratori ottusi che pensano che per gestire le aiuole basti tagliare le erbacce e non progettano e non recuperano, amministratori che si affidano al Parco che pensi al loro posto cosa fare alle Galeazze - un museo dei cetacei - anziché quella centrale gourmet che avrebbe dovuto trovare posto nel cuore del paese, scelta fatta da tutte le grandi città....oppure il Palazzo delle ex-Poste in cui uno squallido quadrato delimita l’ingresso per non si sa quale museo, o ancora la Gattaia, onta alle fortezze medicee, ma che, dal momento che esiste, andrebbe almeno gestita.
Ogni strada, ogni angolo del paesaggio urbano e non è in degrado, ma non per le cartacce o i rifiuti, o non solo, ma perché i muri cadono, le facciate si scrostano, i negozi chiudono e lasciano vetrine tappezzate di giornali, un arredo urbano ignobile e fatiscente, non esiste un’organizzazione della pulizia, cestini gettacarta che risalgono agli anni ‘90, consumati e pieni di ruggine, fioriere e segnaposti zoppicanti, rotti, sbilenchi, e offensivi per lo sguardo ignaro di chi passa, palmette secche e ripiegate tristemente su se stesse sono il verde che ci riservano.
Ogni luogo comune, dove la vita del paese si è svolta e si potrebbe svolgere, è travolto dall’incuria, dal degrado, da interventi di cui nessuno sembra sapere niente, in cui si sono perse antiche pavimentazioni e segni dei tempi passati: Piazza Padella, Via dell’Amore, Via Vittor Hugo, in cui fa bella mostra di se l’abbandonato e pieno di topi ex ospedale, ex centro per l’impiego, affogato nel cemento che si disfa e nel verde che aumenta, Via della Regina dove una voragine da anni ha creato uno smottamento dell’asfalto e della terra verso i palazzi sottostanti, il Teatro dei Vigilanti, con gli interni scrostati, le poltroncine avvizzite, le facciate cadenti, e poi si potrebbe proseguire con il Forte Falcone, Via del Carmine, Via Ninci....E se si scende verso il porto, innominabile, portici squallidi, pavimentazione sconnessa e divelta, un vecchio calpestio gommato consunto dal tempo, cabine della Telecom ormai in stato antico di abbandono. Le Ghiaie un tempo area verde del paese, divenute anonimi spiazzi misti di erba, terra e di vecchi tappeti gommati, e l’elenco potrebbe durare a non finire con Piazza Pietri e il fatiscente cinema, Le anonime Via Carducci e Via Manganaro, i vecchi macelli le cui erbacce invadono la carreggiata, protetti con un ombreggiante di plastica quando Mattarella venuto a Portoferraio non doveva vedere, Via della Casaccia dove un immondo puzzo di fogna staziona ormai da anni giorno e notte per tutto l’anno...
Ma questi anmministatori si sono accorti che quella che chiamano periferia è diventata il cuore attivo della città? E quando si progetta per il paese bisogna cominciare a pensare come si può vivere e passeggiare in quella che chiamano periferia, dove invece che orribili gazebo vorremmo vedere viali alberati a senso unico, in cui sostare per un caffè, per un libro, per un acquisto.
Si sono posti il problema che le piazze le vorremmo vivere? Esempio Piazza del Popolo al massimo dello squallore, tra cestini della spazzatura arrugginiti, ailanto e verde incolto, recinzioni inesistenti, in cui si pensa di fare il massimo con una giostra per bambini o una vendita di frutta e verdura....
Nel nostro bel paese ci vorremmo vivere, vorremmo anche noi sederci ad un tavolo a gustarci la visuale di un porto e del bel cielo elbano.
113705 messaggi.
Caro Semeraro, grazie per le informazioni puntuali che dai sempre alla cittadinanza... Questi sono i politici e amministratori che abbiamo.... Mah pregamoci la salute....
Ma è mai possibile che tutto lievita dalle pedane, agli sdrai agli ombrelloni ai tavolini e stanno tutti zitti e non c'è nessun controllo? La sera ormai si fa lo slalom alla Tomba per camminare, ma i controlli dove sono? Io ho perfino qualche dubbio sulla mancanza di contagiati, spero ovviamente di sbagliarmi, ma controlli zero
[COLOR=darkred][SIZE=4] TAC FUORI USO, CAMERA IPERBARICA BLOCCATA, PARCHEGGI SANIFICATI PER L'ARRIVO DI UN MINISTRO. [/SIZE] [/COLOR]
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_26/stop.JPG[/IMGSX] No non siamo alle comiche ma alla cruda realtà dove in alcuni casi si può rischiare anche la vita.
LA TAC....è fuori uso e non ci risulta che abbiano attivato il Centro specializzato privato/convenzionato a fronteggiare le necessità che si venissero a creare in caso di urgente bisogno. Anche in questo caso forse ci si affida all'Elisoccorso mentre abbiamo una struttura a pochi metri dall'ospedale inutilizzata o poco utilizzata per questi e altri esami di una certa complessità e affidabilità.
LA CAMERA IPERBARICA....NON è ferma per problemi tecnici o burocratici, ma pare per un problema marginale di un contratto al tecnico, tra l'altro Elbano, che affiancherà il personale dedicato all'uso della macchina. PARE che un dirigente dell'ospedale si è incaponito considerando la figura di questo tecnico non necessaria con il risultato che è ancora tutto fermo con grossi rischi per i subacquei convinti, in caso di necessità, di avere qui all'Elba una Camera Iperbarica che li possa salvare.
NON SAPPIAMO A CHI URLARE QUESTE PREOCCUPAZIONI perché sono tutti impegnati a dare spazio, quindi a bloccare parcheggi utilizzati dai turisti e locali, a un Ministro che di domenica decide con la sua scorta e relativi codazzi, a vederci chiaro sulle "Ecoballe".
NO NON SONO LE COMICHE purtroppo.
Francesco Semeraro.
Al comune di Capoloiveri e alla guardia costiera p.c.
Sono portoferraiese e spesso vado al mare a Norsi Prima bellissima spiaggia libera, ora spiaggia privata. La concessione balneare è come il pane ben lievitato, ogni giorno si spande in verticale e in orizzontale. Ultimamente c'è stata la transumanza delle attrezzature, ombrelloni e lettini da fondo spiaggia che impediva il transito per raggiungere la parte est dell'arenile(devono esserci state lamentele) per cui ora.oggi 9 agosto ore 1300 circa, i lettini lambivano il mare occupando interamente la battigia e il passaggio avveniva facendo slalom tra gambe e lettini (sapevo che dovrebbe esserci una fascia libera di bagnasciuga di circa .una volta- di 5 mt)Ma ora c'è il covid e bisogna chiudere tutte e due gli occhi!!. Inoltre i concessionari si sono appropriati anche della parte est con una corsia per l'atterraggio dei natanti, ma soprattutto per propria convenienza, dato che hanno ingombrato con imbarcazioni la spiaggio retrostante fino alla scarpata. Ma anche qui Capoliveri acconsente a chi ha fama
Infine i singoli vacanzieri che dimorano nelle vicinanze, con arroganza abbandonano ,ben chiusi, i propri ombrelloni e poltrone per riservarsi il posto dopo la meritata pennichella
Questa è un assaggio della ex libera spiaggia di Norsi.
E' uno sfogo che senza dubbio lascia le cose come vogliono, ma almeno mi sono sfogato e sono in possesso di foto a dimostrazione di quanto sopra
Concordo con te che ti rivolgi ai promotori dell area marina protetta.
Le leggi già ci sono, basta che vengano rispettate.
Mi auguro che in un momento economico come quello che stiamo vivendo, non vengano create altre fonti da cui attingere soldi statali che non portano ad alcun vantaggio , ma che creano solo molto fumo ma poco arrosto.
Visti i disastri degli ultimi Sindaci il ritorno della Mancuso sarà la salvezza del Comune unico.
Molti adesso hanno terrore di questo
Rassegnatevi
La fine è vicina e il ritorno di Paola sarà l'inizio del riscatto
Per amministrazione Portoferraio
Grazie per aver risolto il problema della rumorosa griglia in Via Guerrazzi.
A Rio penso che ne abbiamo viste abbastanza. Ci mancherebbe solo il ritorno della Mancuso. Magari sponsorizzata dal Bosi con Fortunato vice. Suvvia. Duri va bene ma tutto ha un limite
Leggo l'articolo su quinews in particolare dove si tirano in ballo le forze dell'ordine....... Sarà anche vero che fanno quello che possono con i mezzi che hanno, ma si potrebbe fare molto di più......... Quanti tonni pescati e venduti di frodo, quanti calamari pescati con fonte luminosa e poi venduti, quanti diportisti calano palangaro con più di 200 ami, ce ne sarebbe ancora....... Con l'area marina protetta sarebbero sempre loro a controllare, quindi cosa cambia, niente.
Guide sub e diving, quanti sono elbani......... Questi vogliono la nostra libertà per fare soldi da spendere fuori dalla Elba
Mercato delle Galeazze
Sarebbe un gravissimo danno all’economia del centro storico destinare uno spazio così importante ad un museo dei cetacei. Si potrebbe fare alle ghiaie o in altri spazi. Spero che l’amministrazione rifletta bene prima di commettere un simile errore..
Lo strano caso del presidente degli Elbani nel mondo che si batte per i sette Campanili sullo scoglio. Per fortuna la storia è ricca di eventi, l'Australia non è più colonia, con Camberra capitale edificata apposta, e l'Italia non è più monarchia. Se si facesse Comune unico all'Elba sarebbe davvero una situazione peggiore di adesso? Liberissimi in tutto il mondo di essere contrari, ma a voi cosa vi cambia? La vostra elbanitudine nelle origini non cambia davvero.
PS: Grazie ma facciamo da soli.
Se è per quello,prima del Flamingo,abbiamo avuto per decenni il cinema dal Nicchero...che non c'entra nulla,come non c'entrano nulla le persone che si sono distinte all'estero con il Comune Unico! Orsù...
Dopo la catastrofe politica di Rio penso che l'unica soluzione sia il ritorno della Paola Mancuso.
Speriamo presto
Caro Presidente capisco la sua strenua difesa del passato, ma per cortesia torni al reale!
Siano nel 2020.
Le cose sono cambiate , la gente si evolve e lei parla delle Guerre Puniche!
Rimanere ancorati al passato ha portato allo sfacelo di oggi lei se lo addebita pure
Si evolva
Rimanga sul suo No, ma mediti sul cambiamento
Essere aggrappati allo scoglio non rende
Si guardi intorno o torni all'Elba.
Da 15600 km di distanza i problemi non emergono
Con stima comunque
Da Gualberto Gennai, presidente dell’AEM, Associazione Elbani nel Mondo di Melbourne, 09 agosto 2020
Agli Elbani delle due risposte:
- Da residente da ISOLA D'ELBA pubblicato il 5 Agosto 2020 alle 14:00:
- Siamo rimasti al Medioevo pubblicato il 5 Agosto 2020 alle 14:09:
In risposta alle vostre lettere, non firmate.
E’ una dimostrazione non etica per dimostrare la sincerità di quanto si voglia esprimere in argomenti di grande importanza.
Io vivo a Melbourne con una grande Comunità di Elbani come ho precedentemente accennato. Sono un Elbano di Capoliveri vantandomi di esserlo. Per andare in ordine, per coloro che non lo sapessero, il nuovo Teatro Flamingo e il Koala di Capoliveri sono stati I miei gioielli, per avervi vissuto per circa 14 anni dal 1973 al 1986, nel bene e nel male.
I due Elbani che hanno risposto alla mia lettera, forse non hanno capito I reali valori di quanto detto. Con la mia presidenza dell`Associazione Elbani nel Mondo ho avuto l`onore e il piacere di contattare dei grandi personaggi di origine Elbana e Australiana. Gli Elbani, cosiddetti Oriundi, hanno rappresentato con entusiasmo la loro discendenza Elbana come, per esempio, l`ex Ministro degli Esteri del Venezuela Dr. Miguel Bulleri Riva, il quale fu anche Ambasciatore negli USA, era di origini elbane. Il Presidente del Senato del Venezuela Dr. Martorella proveniva da Marciana. A Mar del Plata in Argentina
abbiamo la Professoressa Anna Maria Martorella laureata in “Impatto della Violenza contro le Donne e Psiche Infantile”; la Prof.ssa si pregia di essere Elbana con provenienza da San Piero in Campo. E` molto vicina alla nostra Associazione e spesso ci sentiamo. Ci è giunta anche una importante lettera da un nostro connazionale Avv. Luis Alfredo Battaglini da Buenos Aires parlandoci di una numerosa famiglia e di grandi Professionisti fra Avvocati, Medici e Ufficiali, vantando la sua provenienza da San Piero.
Sempre a Buenos Aires uno fra I migliori Ristoranti della Provenienza è gestito da Sergio Ballerini di Capoliveri che emigrò in Argentina con l`intera famiglia.
Il Capoliverese Ernesto Puccini, dal Mato Grosso in Brasile col suo Floriano Pesoto riusci a scoprire un nuovo Fiume chiamato poi “Rio Puccini”.
Abbiamo anche il Regista e Commediografo con un premio Oscar, un vanto che Jan Sardi coinvolge anche l`Elba essendo parte di una famiglia Capoliverese. Questi nostri conterranei all`estero hanno onorato l`Elba e i Paesi dei loro padri e nonni. Non più errate allusioni contro questa grande e operosa Comunità residente all`estero in onore dei loro padri e nonni che ebbero il coraggio di emigrare, non per fare una passeggiata lungo mare, ma procurare lavoro per I loro figli diventati leggende in quei paesi onorando la provenienza dei loro antenati.
Comunque come andranno le cose noi saremo per il NO.
Cordialita`e saluti per tutti.
Gualberto Gennai da Melbourne.
Presidente AEM.
[COLOR=darkred][SIZE=4] DE SANTI: UN LIBRO PER NON DIMENTICARE E GUARDARE AL FUTURO – [/SIZE] [/COLOR]
In uscita “La Balena Bianca e la caduta dell’ultimo castello”, racconto di cinque anni di politica amministrativa da Rio a Portoferraio
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_26/claudio.JPG[/IMGSX] Un ex sindaco che diventa scrittore? Succede all’Isola d’Elba ed è il caso di Claudio de Santi, architetto fiorentino da decenni ormai elbano d’adozione, di cuore e di interessi lavorativi oltre che politici. Dopo l’esperienza fatta dapprima come sindaco di Rio nell’Elba, comune strappato alla sinistra nel 2014 dopo una lunghissima egemonia “rossa”, e poi come assessore esterno a Portoferraio nella giunta Ferrari nel 2019, oggi de Santi è responsabile del settore Dipartimenti del coordinamento Forza Italia di Firenze Città, ma non dimentica certo la sua passata esperienza amministrativa elbana, tanto da scrivere un libro sui fatti degli ultimi cinque anni.
Perché la voglia di mettere tutto per iscritto?
Soprattutto per non dimenticare – racconta l’autore – fatti accaduti ed inconfutabilmente dimostrati dai resoconti della stampa locale. Rio, innanzitutto, non può non ricordare i miei quattro anni di amministrazione, combattuti in una realtà amministrativa compromessa da problemi contabili venuti poi alla luce grazie al mio operato ed al successivo vaglio della Corte dei Conti, che ha puntualmente confermato tutto. Il mio libro è un insieme di racconti, testimonianze e contributi autorevoli tutti volti a ristabilire definitivamente una verità che ancor oggi è estremamente attuale, visto quello che accade proprio in questi giorni alla amministrazione comunale di Rio. E poi Portoferraio: un altro caso da ricordare con dovizia di particolari, soprattutto nel periodo che coincise con la campagna elettorale per le amministrative del maggio 2019, durante il quale molti fatti accaduti meritano anche in quel caso di essere ricordati. Lo scopo è fare in modo che non si ripetano in futuro degli errori politici come quelli che hanno portato alla frammentazione delle liste di centrodestra per poi stendere letteralmente un tappeto rosso alla sinistra che attualmente governa indisturbata il capoluogo elbano senza averne i numeri a livello di coalizione.
Il titolo del libro incuriosisce: cos’è questa Balena Bianca di cui si parla?
E’ semplicemente un riferimento alla vecchia politica toscana, quando l’Elba, dapprima feudo DC negli anni ‘60/’70 e poi terra di moderati di centrodestra in tutti i suoi comuni, veniva vista dal resto della Toscana “rossa” come una specie di balena, vista la forma con cui si staglia all’orizzonte, dapprima bianca – appunto – e poi azzurra, con riferimento ai colori della politica. E la caduta dell’ultimo castello è proprio riferita alla conquista del comune di Rio Elba nel 2014, ultimo baluardo della sinistra sull’isola, allorchè vinsi nettamente le elezioni amministrative alla guida di una lista civica ispirata al centrodestra.
Che messaggio politico manda con questo libro?
Non ho certo la presunzione di avere la ricetta per risolvere i problemi dell’Elba, ma ogni riferimento alla necessità di una politica unitaria, sia a livello di scelte che il territorio subisce dall’esterno che di gestione delle risorse e delle potenzialità dell’isola, è fortemente voluto. L’Elba ha tutto, a livello risorse, di capacità e di potenziale umano e politico, per decidere il proprio destino senza farsi imporre alcunché, ma soprattutto ha la possibilità di fare da modello di sviluppo turistico ed amministrativo in generale in un momento delicatissimo come quello che stiamo vivendo.
Che sensazioni prova rileggendo quello che ha scritto?
Soprattutto tanta amarezza, per aver dovuto rinunciare ad amministrare il mio comune di Rio nell’Elba dedicandomi esclusivamente alla risoluzione dei problemi contabili ereditati, oltre che per aver dovuto concludere prima del previsto il mio mandato amministrativo, anche se ne è valso la pena perché l’unificazione delle due Rio – e questo è uno dei tanti dati inconfutabili che emergono dal libro – ha portato in dote alla comunità riese risorse diversamente impensabili. Come queste siano gestite, poi, è un altro discorso. Quella stessa amarezza è legata anche ai fatti di Portoferraio, che mi hanno visto protagonista solo per pochi mesi, ma abbastanza per percepire in tutte le sfumature quello che accadeva intorno a Mario Ferrari.
Da politico di centrodestra, cosa si sente di dire – concludendo – in prospettiva delle prossime elezioni regionali?
Innanzitutto rivolgo un grande apprezzamento al lavoro del nostro coordinatore regionale di Forza Italia, Stefano Mugnai, che fra l’altro è anche autore della prefazione del mio libro. La coalizione di centrodestra sta lavorando molto bene, ed i segnali che arrivano dal territorio fanno capire che i cittadini toscani hanno davvero voglia di voltare pagina. La gestione di quanto avviene all’Elba invece è la dimostrazione, con la sua frammentarietà, di come certi problemi organizzativi interni siano ancora ben lontani dall’essere risolti.
[COLOR=darkred][SIZE=4] PREGO SI ACCOMODI ALL’OMBRA DELL’IBISCO [/SIZE] [/COLOR]
Saremo anche critici “strumentali” anche se nel nostro caso gli unici strumenti sarebbero qualche striscia di buon legno, un barattolo di vernice e cosa più difficile da trovare un poco di BUONA VOLONTA’ …
Ebbene questo incipit per ricordare che è trascorso un mese esatto (9 Luglio)dalla richiesta di manutenzione delle panchine nei giardini a fronte piazzale alto fondale quelli della panchina rossa e dell’ombroso magnifico Ibisco delle Norfolk …ma come da prassi nessuno ha provveduto eppure ricordo bene le parole redatte a pag.6 del programma dei nostri attuali “reggenti” : Creazione di un sistema efficace per la gestione del verde pubblico “allo scopo di garantire immediatamente il decoro, l’implementazione del verde ove necessario ed il controllo di tutte le aree verdi della Città, dalle fioriere alle rotatorie, dalle siepi spartitraffico ai giardini pubblici”
Forse con la grande mole di lavoro che vi vede impegnati questa è stata una semplice dimenticanza, per questo molto cortesemente vi chiediamo di provvedere quanto prima e se proprio non avete tempo beh fate un atto di umiltà (vi farebbe solo onore) e chiamate la task force di Fornino che probabilmente in una mezza giornata ce lo restituirebbe più accogliente e più bello che pria….
[COLOR=darkblue][SIZE=3] POGGIO – ACCADEMIA DEL BELLO – MERCOLEDI 12 AGOSTO 2020 – ORE 21,30.
Caprili dell’isola d’Elba [/SIZE] [/COLOR]
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_26/caprili.JPG[/IMGSX]
L’architetto Silvestre Ferruzzi illustra il volume “Caprili dell’Elba”scritto assieme a Fausto Carpinacci parlando di questa piccola capanna primitiva e modello sul quale sono state pensate le magnificenze dell’architettura, come ebbe a dire Marc-Antoine Laugier, e archetipo primordiale di uno spazio circoscritto dall’essere umano costantemente alla ricerca di un nuovo “utero” per proteggersi dalle avversità del mondo.I caprili dell’Elba riassumono tutto questo; disseminati sui ventosi monti dell’isola, offrirono rifugio ai pastori dalle piogge e dai fortunali lassù, in quel piccolo mondo che ogni giorno si alimentava di paesaggi sconfinati. La partecipazione è limitata nel rispetto delle Norme Covid19. Ingresso gratuito. Per prenotazioni 3475857092
ARSENALE DELLE GALEAZZE
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_26/mercato.JPG[/IMGSX] “Allo scopo, è nostra ferma intenzione procedere sin dall’avvio della legislatura, alla realizzazione di un nuovo modello di gestione di tutto il patrimonio storico e monumentale della Città attraverso una fondazione culturale partecipata interamente dal Comune di Portoferraio, superando tutti i sistemi di gestione finora adottati, in particolare quello adottato con la Cosimo de’ Medici Srl, per arrivare ad un modello di gestione più idoneo, svincolato da altri sistemi collaterali e collegati come succede con la partecipata, con un management all’altezza del ruolo.”
Sono queste parole testuali del programma della lista “Cosmopoli rinasce” che si trovano scritte al Capo V intitolato “LA CULTURA” (pg 8) di detto programma.
L’arsenale delle Galeazze museo dei cetacei?
La giunta Zini ha proceduto a questa scelta su indicazione della fondazione culturale di cui sopra ?
Credo che l’Arsenale delle Galeazze rientri a pieno titolo nel patrimonio storico e monumentale della città di Portoferraio.
A questo patrimonio va restituito.
Come ?
E’ un monumento storico(lo ricorda una lapide affissa al suo ingresso)e tale va trattato. Uno spazio che dunque potrebbe essere usato per la memoria storica del territorio di cui fa parte:la storia di Portoferraio.
Certo Portoferraio ha bisogno di attività commerciali che sono scomparse dal centro storico ma non mettiamole dentro un monumento storico.
Certo è importante il museo dei cetacei ma non mettiamolo dentro un monumento storico.
Marcello Camici
