Con la legge legge 856/86 noi cittadini italiani abbiamo finanziato la Toremar di euro 29 per ogni turista imbarcato verso l'Elba.
mah!
Con la legge legge 856/86 noi cittadini italiani abbiamo finanziato la Toremar di euro 29 per ogni turista imbarcato verso l'Elba.
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Tirrenia, salta la privatizzazione, gli acquirenti non si presentano.
La Fintecna annulla la gara per la società di navigazione. "Mediterranea Holding ha disertato la convocazione per la firma". Perché le banche non cacciavano fuori i quattrini.
Ma perché per Toremar (Società di per sé sanissima) non si punta a strappare buoni livelli di servizio minimi (per noi isolani, concordando la Carta dei servizi con la Regione) e ci se ne frega se il proprietario è privato o no?
Il problema non è solo quanto costa ai turisti il biglietto d'estate. E' pure importante quante corse, ed a che ora, ci faranno d'inverno (appunto la Carta dei servizi).
La Stato ogni anno, per 12 anni almeno, darà a Toremar 13 milioni. La Regione ne aggiungerà ogni volta 3 dei suoi e sarà il regolatore del servizio. Vi pare poco? Gente furba e residente tutto l'anno all'Elba punterebbe a vincere proprio su quest'ultimo punto.
come tu hai titolato su il Vicinato :
Gimmi Ori ha polemizzato con il PD Elbano , ma intendo precisare che avrei anche polemizzato con il PDL Elbano , ma risulta assente sulla questione caro-traghetti , sono in " religioso silenzio " .
Intanto dall'Ansa giunge notizia della chiusura senza esito e la conseguente mancata privatizzazione di Tirrenia e auspico che dal 01 ottobre 2010 venga istituita dalla Commissione Europea una commissione d'inchiesta per verificare le procedure di liberalizzazione del cabotaggio marittimo in Italia con la privatizzazione Tirrenia e Toremar iniziate dal Governo Prodi e proseguite dal Governo Berlusconi , con un ulteriore aumento dei costi per i cittadini del 50 % circa fin'ora .
" E meno male che le privatizzazioni sono un'opportunita' . "
Gimmi Ori
Chi l'ha detto che la Toremar produce utili ?
Si analizzi con attenzione il bilancio e si vedrà chiaramente che la società è stata tenuta in piedi dai finanziamenti annuali previsti dalla legge 856/86: euro 13.400.000.
Nel bilancio 2008 a fronte di costi per euro 37.668.386 i ricavi delle vendite per prestazioni sono stati euro 25.401.604
[COLOR=darkred]"E' cara, meglio guardarla sui libri"Die Welt aveva criticato i pedaggi autostradali[/COLOR]
Altro che "modello Toscana". La stampa tedesca sembra amare sempre di meno la nostra terra e l'ultima rassegna di articoli esaminata dalla società "Nathan il saggio" di Klaus Davi suscita le reazioni indignate della Camera di commercio di Firenze e del presidente provinciale di Confesercenti Nico Gronchi. "Sono attacchi gratuiti, non li accettiamo", ribattono furiosi. Elenco doloroso, comunque. Si comincia dall'inchiesta di Tomahs Kapielski sul settimanale "Die Zeit" in cui il giornalista racconta di essere stato "costretto a vedere le torri di San Gimignano pagando un panino col salame uno sproposito" e aggiunge: "Meglio guardare Firenze sui libri che andarci di persona".
C'è poi l'attacco all'isola d'Elba sferrato dal quotidano Die Welt, che se la prende con i pedaggi autostradali: "Andare in Toscana costa caro perché le autostrade italiane sono tra le più care d'Europa. Per andare a Pisa si pagano più di 40 euro dal confine. E l'Elba è raggiungibile solo col traghetto con prezzi non abbordabili e orari per niente co modi. Evitate". Klaus Davi fa notare che oltre ai tedeschi, ci criticano pure gli inglesi. Sul Times Paul Kimmage fa un altro affondo su San Gimignano: "Mi sono seduto al ristorante e per venti minuti la cameriera mi ha ignorato. Poi mi ha dato un menu plastificato con fotografia dei piatti. Mai stato trattato così male in vita mia".
Può capitare di aspettare in una trattoria affollata ma il pedaggio delle autostrade che c'entra con la Toscana? Se lo chiede Vasco Galgani, presidente della camera di commercio di Firenze, preoccupato dal riflesso che questi articoli potrebbero avere sul turismo in un anno di crisi. "Che la stampa estera, soprattutto tedesca e inglese, attacchi l'Italia non è una novità", premette Galgani. "Che però si attacchi la Toscana dimenticando il piccolo particolare che le tariffe autostradali non si decidono qui assume una dimensione davvero preoccupante. Il mio invito agli imprenditori turistici è quello di garantire all'utenza straniera un trattamento professionale, qualitativamente elevato, identico a quello riservato agli italiani". Gronchi chiede addirittura alle istituzioni "di intervenire per fermare una strumentale campagna denigratoria". Il settore del turismo, spiega Gronchi, "negli ultimi anni è già stato colpito pesantemente dalla crisi economica globale e non possiamo rischiare di farci danneggiare ulteriormente".
(04 agosto 2010)
Assistiamo in questi giorno ad uno sfoggio di presunzione e prepotenza da parte della Regione Toscana (controfirmato dal PD elbano) nell’affrontare la questione Toremar perfettamente in linea con le linee ideologiche del peggior liberismo nostrano. L’Assessore Ceccobao, viene all’Elba e rilascia interviste dal contenuto così grave che abbiamo il dubbio che neppure lui, Assessore ai trasporti, abbia ben capito quali saranno le conseguenze di certe scelte. Già, è bene sottolinearlo, si tratta di scelte politiche e non di obblighi imposti. Matteoli prima e il duo Conti/Ceccobao dopo hanno più volte cercato di imbrogliare le carte nascondendosi dietro le normative comunitarie.Ma altre voci, ben più autorevoli della nostra, e le decisioni assunte da altre regioni italiane, hanno dimostrato che si trattava di bugie. Ceccobao e Mazzei parlano esclusivamente degli effetti positivi sulla libertà d’impresa. Si dimenticano però che nell’Arcipelago Toscano vivono migliaia di persone che, con le loro scellerate decisioni, vedranno raddoppiare (nella migliore delle ipotesi) il costo del biglietto-residenti. La Regione Toscana quindi con una scelta politica ha deciso di non garantire il diritto alla mobilità degli isolani. Altro che concetto di continuità territoriale ! Con la privatizzazione al 100% della compagnia pubblica si fa un passo indietro di sessanta anni. E oltretutto è bene ricordare che TOREMAR, nonostante l’infausta gestione attuale e del passato, è una società che produce utili e molti di più ne potrebbe produrre se fosse gestita in altro modo.
I pericoli dovuti a quanto sta accadendo per i nostri diritti e per la nostra economia sono acuiti dalle dubbie scelte dell’Autorità Portuale di Piombino riguardo all’assegnazione degli “slot” di attracco. In tanti si chiedono ancora, e senza risposta, come abbia potuto aver la meglio nella gara di assegnazione una compagnia senza traghetti né esperienza e come sia stato possibile mantenere l’assegnazione pur in presenza di un’immediata cessione ad una nuova società pochi giorni dopo la conclusione dell’iter di aggiudicazione. Certo è che la piccola e neonata Blu Navy non impensierirà chi già punta al monopolio dei collegamenti con l’Elba….
La Regione Toscana manda a fondo il diritto alla mobilità degli elbani e i nostri Sindaci non sanno che tacere. Una linea comune tra amministratori del PD e del PDL. Bosi ogni tanto tossicchia qualcosa di incomprensibile, ma niente di sostanza reale. Tutti allineati e coperti in difesa delle scelte del duo Matteoli-Regione Toscana. Conti prima e Ceccobao oggi dettano la linea: i Peria e gli Alessi, come i Ciumei e i Papi obbediscono. Troppo valgono i finanziamenti per i loro beneamati porti turistici? Con questi comprano il silenzio dei sindaci ?
La Regione Toscana deve fermarsi e tornare indietro. Toremar può e deve restare pubblica. La normativa comunitaria lo consente (fino al 60%). Le decisioni attualmente assunte sono gravemente lesive dei diritti degli abitanti, dell’economia locale e, è bene non dimenticarlo, dei livelli occupazionali del settore del trasporto marittimo.
Chiunque stia appoggiando, seppur tacendo, questa politica di destra e neoliberista si assume gravissime responsabilità verso il nostro futuro.
[COLOR=darkred]PRC Circolo U.Lupi – Isola d’Elba [/COLOR]
si parla di elezioni anticipate… le riforme non si fanno.. e non si faranno….. un paese indietro di 20 anni… futuro non ne vedo…figli che emigrano….cervelli che vanno all'estero..
ma è questa l'italia che vogliamo?… ho votato fino ai miei 60 anni.. questi politicanti TUTTI non mi rappresentano più, per cui, NON ANDRO' MAI PIU' A VOTARE!!!!!!
Non voglio esser più complice di giochetti e regole che faranno in vista delle prossime elezioni.
BY BY ITALY :angry: :angry:
[SIZE=4][COLOR=darkblue]TIRRENIA, SALTA LA PRIVATIZZAZIONE [/COLOR] [/SIZE]
Mediterranea Holding non si presenta (ma aveva chiesto un rinvio…nota di Marco).
L'annuncio a sorpresa di Fintecna a poche ore dall'approvazione finale alla Camera del decreto sulla gara. La società vincitrice del bando, che appartiene per il 37% alla Regione Sicilia, ha disertato l'appuntamento nel quale avrebbe dovuto firmare il contratto
ROMA – La privatizzazione di Tirrenia salta. A darne comunicazione con un comunicato di poche righe è stata Fintecna: "Con riferimento alla procedura di privatizzazione della Tirrenia, Fintecna comunica che non essendo intervenuta la sottoscrizione del contratto da parte di Mediterranea Holding, all'uopo convocata in data odierna, viene conseguentemente dichiarata la chiusura senza esito della procedura di dismissione". La nota, di fatto, annulla la gara.
La notizia è arrivata a poche ore dal varo alla Camera del decreto legislativo sulla privatizzazione e dell'approvazione, in consiglio dei ministri, del decreto legge che varava le misure di sostegno provvisorie e urgenti a sostegno della compagnia nel passaggio dalla mano pubblica a quella "privata". La Mediterranea Holding, rimasta unica concorrente della gara, è in realtà una società a capitale misto nel quale il socio di maggioranza è la Regione Sicilia che possiede il 37% delle quote. Oggetto del bando insieme con Tirrenia era anche la Siremar, la controllata che gestisce i trasporti marittimi in Sicilia.
Il decreto approvato in via definitiva stamattina alla Camera (304 sì, 251 no e 2 astenuti) consentiva a Fintecna di concludere nei tempi previsti il processo di privatizzazione Tirrenia, dando il via libera alla nomina di un amministratore unico insediato fino al 30 settembre. Dopo una consultazione tra i ministri dell'Economia, Giulio Tremonti e delle Infrastrutture, Altero Matteoli, il 14 luglio era stato scelto Giancarlo D'Andrea, già direttore generale di Fintecna.
Il primo commento dei ministero delle Infrastutture è stato: "Sarà assicurata la continuità operativa". Nei fatti, l'annullamento della gara preoccupa soprattutto i dipendenti per i quali si prevedeva un piano di esuberi a fronte dei conti societari, carichi di un debito di 520 milioni di euro.
Commento
Ora si andra' alla gara separata delle diverse rotte rimaste alla Tirrenia e Siremar. Ricordo che rotte in attivo come quelle delle Toremar sono state regalate da Tirrenia alle regioni che le regaleranno a loro volta ai privati.
Navi, un marchio presente da decenni sulla linea (centinaia di dipendenti di agenzie turistiche conoscono il numero telefonico e, ora gli indirizzi e-mail, delle agenzie Toremar a memoria…),esperienza dei lavoratori: costo zero.
lo sapete che oggi i moli si progettano e costruiscono, (nelle località importanti dove ci sono amministratori in gamba e lungimiranti) come fossero delle vere e proprie penisole corredati anche della macchia mediterranea?
cosa ne pensate campesi?
non riesco ad allegare il file ma andate su mucchio selvaggio al n° 1 dello Scoglio e quardate la bozza di progetto del famoso porto del Landi.
X Sandra, il Parco delle 5 Terre è grande 3.860 ettari (a terra) con un trasferimento dallo Stato di 2 milioni e 175 mila euro. Il NOSTRO Parco è grande 16.856 (a terra) con un trasferimento dallo Stato di 1 milione e 600 mila euro.(a Piombino ci sono "Le 5 ciminiere") :gren:
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