La notte scorsa a Portoferraio, gli uomini della Ditta Permare in azione straordinaria, si sono prodigati per circoscrivere con panne e con appositi fazzoletti assorbenti delle chiazze di idrocarburi sversati, “finora da ignoti” nelle acque del Golfo di Portoferraio. Ovviamente in questi frangenti ci sono dei disagi, ma sono cose che purtroppo succedono. Gli incidenti accadono in ogni tipologia di lavoro e dobbiamo far fronte dispiaciuti certamente a questa comune realtà, senza polemiche perché non ne sussiste il vero motivo.
Altra situazione che cambia totalmente le carte in tavola, sono gli sversamenti di idrocarburi in mare da parte di “ignoti disonesti”. Un semplice esempio: è la ricorrente ma vietatissima pulizia delle tanche o dei residui che si creano dopo i lavori di manutenzione ai motori delle navi.
Ma anche in questo caso “come al solito” gli ignoti non verranno mai scoperti!!
Oggi, grazie alle tecnologie avanzate, potremmo se volessimo,determinare con certezza chi sversa in mare gli idrocarburi. Ma di questa importante e vitale notizia, la maggior parte delle Persone non ne è a conoscenza. Agli interessati, cioè ai Nostri “tutelatori”, nonostante tutto non viene mai preso in considerazione. Ma è bene che i Cittadini siano messi al corrente di quello che accade anche perché dovrebbe essere un Nostro sacrosanto diritto.
Un sostanzioso esempio per la difesa dagli idrocarburi per tutto l’Arcipelago, lo ideato dopo il disastroso affondamento in acque atlantiche, della petroliera “Prestige”.
Infatti nell’anno 2004, parlandone con “Fabrizio Prianti” Nostro Garante, mi disse, trovando il progetto molto interessante, di preparare la giusta documentazione che me lo avrebbe pubblicato. Entusiasta, mi organizzai, ma camminando camminando mi accorsi, che il progetto allora come ad adesso è fattibilissimo e di semplice (per me) attuazione e avrebbe fatto parlare in ogni dove di questa meraviglia che tutelerebbe l’intero Arcipelago. Ma il vero meccanismo difficile da abbattere, e da combattere era però la burocrazia e chi la mette in atto.
Basti pensare che hanno speso duecentomila euro per un radar mai entrato i funzione e i responsabili, invece di essere spediti a casa a calci nel fondoschiena, sono ancora lì a mangiare a quattro ganasce i Nostri soldi. Stanno continuando con progetti costosi e insignificanti, ma per una vera ed efficace protezione dell’Arcipelago, al momento sembra incredibile ma con tutti i soldi che hanno speso,NON C’E’ ASSOLUTAMENTE NIENTE. Ecco questa è la realtà con cui dobbiamo convivere.
Quindi pur sapendo che in mare i disastri ecologici sono possibili in ogni momento, non hanno mai organizzato niente di ottimale per evitarli, dimostrando che Noi Cittadini, siamo in mano a dei veri incompetenti che nonostante tutto vengono anche pagati!. E di questa favola evito per il momento di dire il resto. Rimane però il reale costo della Ditta Permare, che per una prestazione simile si aggira intorno ai ventimila euro. Domanda chi pagherà tutto questo??? Forse come sempre metteranno le mani nelle Nostre tasche??.
Giancarlo Amore
