Comunque, parliamoci chiaro. Si sentono tanti politici che gridano la loro indignazione per queste parole dette “in libertà”, ma i vari politici che hanno dei poteri decisionali hanno veramente, la volontà di combattere, per quanto possono, il precariato? Protestare dicendo belle parole , a volte, è facile, assumere comportamenti conseguenti, è un ‘ altra cosa.
Facciamo , un esempio. Ho assistito pochi giorni fa alla riunione generale, a Portoferraio, dei tanti che rappresentano l’ Elba, i suoi vari movimenti, le associazioni, i movimenti studenteschi, diversi Sindaci. S’ udiva un grido comune: è tanto che chiediamo il potenziamento dell’ ospedale di Portoferraio con vari posti in organico, specialmente in ortopedia e medicina generale. In altre parole, il popolo chiede che alcuni posti in organico siano ricoperti stabilmente, con urgenza, e non con incarichetti a tempo determinato. Questa è stata la volontà espressa anche dalla conferenza dei Sindaci.La volontà in pratica degli elbani e dei tanti non elbani residenti all’ Elba è che alcuni posti siano coperti stabilmente, per sempre. Ricoprire alcuni posti in modo stabile non è solo la tranquillità per alcune persone, e per alcune famiglie, ma è, per gli elbani, un modo per soddisfare giuste, sacrosante esigenze popolari.
Che senso ha dire no al popolo? E legittimo che il grido di dolore degli elbani venga così clamorosamente disatteso?
Viene spontanea un’ altra considerazione: il presidente della Regione Toscana Rossi e l’ ass Scaramuccia dicono che non ci sono i soldi per assumere stabilmente alcuni medici , noi elbani diciamo invece un’ altra cosa: i soldi sono nostri, sono prodotti all’ Elba, abbiamo il diritto di decidere come ci pare. In ogni caso, per l' ospedale ci piace spendere un pò di più…Non sarebbe complicato dire alla Regione dov’è che deve risparmiare , la Regione ha una miriade di spese che appaiono molto meno importanti di quelle di cui ora si discute. Andrebbe detta anche un ‘altra cosa. Non ci piace per niente questo continuo rinviare decisioni che per noi sono improcrastinabili. Abbiamo la prova di quanto tempo, a volte, i politici perdono prima di arrivare a decisioni ovvie, da tutti reclamate.
