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Ciao a tutti per questo inizio mese di dicembre, 23 giorni dopo la bomba d'acqua e l'esondazione dei fossi che hanno devastato materialmente e psicologicamente il paese di Campo e molte località limitrofe, una intera comunità.
Mentre quotidianamente continuano i lavori dei volontari per poter permettere alle famiglie alluvionate di rientrare nelle loro abitazioni e in maniera dignitosa, anche la comunicazione e l'informazione stanno iniziando a funzionare in maniera più attenta e ciò grazie al continuo tentativo di rapportarsi con chi fa informazione evidenziando il reale disagio che da una settimana è stato ufficialmente definito calamità naturale dal governo della Repubblica.
Anche ieri Angelo Mazzei e Adolfo Tirelli di "Elba Alluvione" hanno accompagnato sui luoghi più colpiti un giornalista del Corriere della Sera, mentre oggi e domani Alessio Rocchi e una troupe di TV7 (Rai 1) preparano un servizio di approfondimento, anch'essi accompagnati da Cheti Soldani, Anna Maria Segnini e Roberto Bartoli.
Da lunedì prossimo sarà la volta di una troupe del Tg2 accompagnata dal giornalista di origini elbane Senio Bonini per il programma "Storie". Elba Alluvione, questo gruppo spontaneo di cittadini elbani nato per una emergenza umanitaria e continuamente alla ricerca di soluzioni per alleviare il dramma di tante persone, continua le proprie attività a fianco di Istituzioni e Protezione civile; a breve faremo uscire un comunicato dove sarà fatto un punto della situazione più esauriente di quanto fatto e di cosa ancora possiamo fare. Tra le buone notizie che accarezzano questo catastrofe l'idea di inviare vestiario in eccesso agli altrettanto sfortunati siciliani colpiti dalla recente e tremenda alluvione: abbiamo ricevuto molta solidarietà e ricambiamo con gioia.
Grazie ancora ai molti cittadini elbani e non che continuano ad offrire gratuitamente e con calore le proprie prestazioni e professionalità ma soprattutto la propria concreta solidarietà, grazie a chi continua a devolvere anche pochi euro ma con il cuore sui conti pro alluvionati (ricordo che il nostro conto con l'effige della manina serve per spese immediate per le famiglie più colpite ed è una commissione di garanti che darà l'assenso definitivo per questi interventi).
E grazie ai media locali (e in particolare al blog/guestbook "Camminando" che può essere definito una fonte di informazione a tutti gli effetti) che, altrettanto coinvolti nei loro vari soggetti virtuali e cartacei, hanno dato nel suo insieme una visione realistica della situazione tenendo alta l'attenzione soprattutto ora dove tutto rischia di essere dimenticato tra cene e feste imminenti. Dimenticare significherebbe lasciare al loro destino coloro che hanno perso tutto ma hanno trovato il calore di tutta una Comunità, l'Elba più vera e senza barriere di nessun tipo, l'Elba del fare e bene.
Un grazie particolare a Michele, Roberto, Adolfo, Anna Maria, Angelo, Patrizio, Antonio, Vittoria, Maria Letizia, Cheti, "Kassandra" (la fotografa) alcuni volti che continuano a spendersi ma che sono il volto di quelle centinaia, migliaia di persone che hanno e continuano a gravitare su Campo per rinascere tutti insieme, e meglio.
Gian Carlo Diversi
[SIZE=3]A buon intenditor poche parole ma.... non c'è più sordo di chi non vuol sentire![/SIZE]
Con un paio di giorni di ritardo, la cosiddetta "informazione" si è accorta della sentenza relativa alla gestione demaniale di Porto Azzurro.
Poichè il contraddittorio non è uno sport per giornalisti, l'articolo riporta una dichiarazione dell'Avvocato Gallo al quale, evitando domande imbarazzanti, viene concesso un minispot a cui vorremmo replicare da questa tribuna di non iscritti all'ordine, né degli Avvocati né dei giornalisti.
La dichiarazione del legale è questa: “Stiamo valutando il da farsi ma pubblicheremo il bando per la gestione dell’approdo turistico nei tempi indicati dal TAR – ci ha detto l’avvocato Luciano Gallo, che ha rappresentato e difeso in giudizio il Comune di Porto Azzurro – la sentenza conferma comunque la legittimità della scelta della privatizzazione della società partecipata. Al Comune di Porto Azzurro – ha aggiunto l’avvocato Gallo – interessano le risorse umane della D’Alarcon (13 dipendenti, ndr) e l’amministrazione vuole darsi tempi brevissimi per l’attuazione dei suoi programmi”.
Ora, nei panni dell'intervistatore, ricevendo una dichiarazione del genere, poiché avrei avuto almeno la premura di leggere la sentenza del TAR (giusto per farmi un 'idea personale) mi sarebbe scappato da ridere e non sarei riuscito ad esimermi dai seguenti rilievi.
Cosa significa "stiamo valutando il da farsi" ?? Il da farsi lo ha già detto il TAR a gennaio, lo ha ripetuto tre giorni fa informandone la Procura e la Corte dei Conti, ha allertato il Prefetto e l'Avvocato Gallo ci vuole raccontare che sta valutando cosa???
Perché parla di "bando per la gestione dell'approdo turistico" ?? Capisco che leggere la sentenza non sia una cosa piacevole ma, visti gli obblighi perentoriamente imposti ed il coinvolgimento delle Procure, sarebbe quantomeno consigliabile; al suo posto, intanto, lo facciamo noi: "Il Collegio ritiene inoltre di assegnare al Comune il termine di 7 (sette) giorni per l’indizione di gara, ai fini della scelta del concessionario . Nell’indizione della procedura concorsuale dovrà tenersi conto che la durata minima ordinaria delle concessioni demaniali del tipo di quella in questione è pari a quattro anni......." . Basta leggere, è scritto in italiano, non si parla di gestione, c'è scritto concessione, l'Avvocato pensa di rendere una dichiarazione a degli idioti o non conosce la differenza tra gestione e concessione???
Cosa vuole raccontarci dicendo che "la sentenza conferma comunque la legittimità della scelta della privatizzazione della società partecipata", che il procedimento è stato fatto bene?? La sentenza, in soldoni, dice che il Comune può procedere legittimamente a privatizzare la D'Alarcon fermo restando che tutto il procedimento svolto è da buttare nel secchio! Cerchiamo di non confondere le idee perchè dopo i risultati prodotti, nei confronti dei cittadini correrebbe almeno l'obbligo della chiarezza.
Per concludere, non voglio dimenticare i dipendenti della D'Alarcon.
Tutti hanno a cuore il bene di persone che hanno bisogno di uno stipendio, magari per mandare avanti una famiglia. Però, non ci si può nascondere dietro i dipendenti per mascherare una gestione illegittima, se non addirittura illegale, di un bene pubblico.
Poiché i dipendenti della D'Alarcon non sono stati scelti perché porteranno i loro voti e quelli delle loro famiglie all'Amministrazione pro-tempore ma perché sono persone volenterose e capaci, qualsiasi concessionario opererà un'analoga scelta ed il loro posto di lavoro sarà sicuramente mantenuto. Difficile pensare che il personale necessario sarà reperito altrove, soprattutto con i costi degli alloggi in loco!
E' certamente apprezzabile l'interesse del Comune alla manodopera impiegata sul porto sempre che non sia rivolto ai voti di questa manodopera; basta aprire un giornale qualsiasi per capire che con questi "giochetti" sarà meglio smettere prima che sia troppo tardi (e forse lo è già)!!!
IL DUBBIO
Ma come mai i più accesi sostenitori del comune unico sono tutti targati "centrosinistra"?
Solo, se non sbaglio, due comuni su otto sono governati dal centrosinistra.
Forse tutta questa "passione" per il comune unico deriva dalla sola volontà di "invertire" un processo decennale di allontanamento degli elettori elbani dal centro sinistra?
Di solito le idee nuove o "rivoluzionare" le portano i giovani se non di età almeno di idee.
E questi rivoluzionari chi sarebbero? Forse Fratini, Alessi o il nuovo Orsini? O la Schezzini?
Sono tutti pensionati che non trovano pace con la pretesa di indicare al mondo la giusta via per consolidare le proprie posizioni all'interno della macchina provinciale e regionale.
Dicono che le poltrone, oggi come oggi, sono troppe. E' vero ma ne vogliono di meno, e magari più comode, ma solo per sedercisi loro.
Su Tenews di ieri un lettore, in buona fede, indicava nella troppa passione di questi "attori immortali della modesta politica locale" un difetto per la costruzione di un comune unico.
Forse il lettore in buona fede si sbaglia. Non è solo troppa passione. E' l'unico modo per impedire che il centrodestra amministri tutti i comuni elbani.
Un augurio di buon lavoro al bravo Marini perchè si impegni sempre di più ad illustrare a tutti gli elbani gli effettivi propositi dei "rivoluzionari" legati a livorno ed a Firenze da rapporti ultraquarantennali che, finchè amministravano 8 comuni su 8 mai hanno fatto un pensiero al Comune Unico.
Ora che la struttura vacilla si muovono nervosamente, seguendo le date dei mercatini settimanali, con gli stessi movimenti degli zombies nella più famosa canzone di Micheal Jackson.
E te Orsini ma perchè ti preoccupi tanto dei comuni elbani e ignori i problemi di Fornacette?
Cosa ti lega all'Elba? Ti sembriamo tutti, noi elbani, dei dementi che non riescono a scegliere da soli un modello amminstrativo senza la "super visione" di "grandi menti amministrative"?.
Dai retta, goditi la pensione. Eventualmente sappiamo sbagliare da soli.
Disastro di Marina di Campo: no ai depistaggi
Cura quotidiana del territorio e stop alla cementificazione
[ 15 novembre 2011 ]
Legambiente Arcipelago Toscano
Vediamo che, depositato il fango e asciugata l'acqua, come già accadde nel 2002, è partita un'operazione di depistaggio dei cementificatori e dei loro amici sulle vere cause del disastro "innaturale" che ha colpito Marina di Campo e Procchio. Oltre che a cercare di scaricare le "colpe" sul Parco Nazionale di mancati interventi di manutenzione di fossi e torrenti che sono a carico di altri enti, ora qualcuno dice che la colpa è addirittura tutta delle canne che ostruiscono i fossi, la stessa identica cosa che accadde quando l'alluvione del 2002 spazzò via la pista di gokart dei Marmi, fatta costruire in un'area a rischio in dispregio di tutte le norme, portando le macchinine fino in Pianosa.
Quali siano le vere cause di quanto accaduto lo si può evincere della foto che alleghiamo del torrente che ha invaso le case del Piano di edilizia economica e popolare (Peep) che in gran parete è in realtà un ammasso case vacanze, in affitto e seconde case , che la passata amministrazione del Comune di Campo nell'Elba ha sciaguratamente permesso di edificare in zona di raccolta acque sotto il bacino scolante di San Piero.
Come scrive l'ambientalista Francesco Mezzatesta, che abita in quella zona, «Sono i comuni molto spesso i veri colpevoli dei disastri idrogeologici perché per non scontentare i loro elettori rilasciano licenze edilizie in zone sbagliate. E' sbagliato ripetere la solita frase che bisogna pulire i fossi perché prima di invocare le pulizie bisogna che i fossi vengano mantenuti e non chiusi perché in ogni caso l'acqua si riprende il proprio spazio. E' inoltre sotto gli occhi di tutti che i fossi oltre che eliminati vengono ristretti per avere spazio da edificare nei dintorni. Ma negli spazi ristretti e "messi in sicurezza" l'acqua aumenta pericolosamente di velocità e comunque, soprattutto dopo che a causa dei cambiamenti climatici i fenomeni atmosferici si sono radicalizzati, non riesce ad essere contenuta nei canali-budelli anche se questi vengono puliti. E' come se un contenitore in grado di contenere 10 litri al secondo potesse accoglierne 100 litri al secondo. E' chiaro che se non si lascia lo spazio per l'espansione dell'acqua in favore di case, muri e recinzioni metalliche da qualche parte la massa idrica esonda».
Ricordiamo che il Piano strutturale di Campo nell'Elba, mai approvato grazie alla ferma opposizione ed alle osservazioni presentate da Legambiente, prevedeva la costruzione di altre nuove 1.500 case ed una "pede-collinare" che avrebbe attraversato le aree da dove è partito l'alluvione.
Naturalmente la manutenzione dei fossi, dei torrenti e del reticolo idrogeologico elbano resta uno degli elementi di cura e buona gestione quotidiana del territorio, tanto che sulla questione si è espresso anche il Congresso regionale di Legambiente Toscana nel suo documento finale approvato all'unanimità: «Il Congresso di Legambiente Toscana esprime cordoglio alle famiglie delle vittime dell'alluvione che ha colpito i territori della Lunigiana, dell'isola d'Elba e quelli della Liguria e solidarietà verso le popolazioni colpite dalla catastrofe e vuole, inoltre, ringraziare tutti i volontari e particolarmente i giovani "angeli del fango" che si sono prodigati per aiutare e prestare i primi soccorsi alle persone duramente colpite da questo ennesimo disastro annunciato. In merito a questi eventi, il Congresso Toscano fa propria la proposta di Legambiente di coinvolgere i volontari del servizio civile in un vasto progetto di prevenzione e di manutenzione del territorio e si impegnerà affinché si possano trovare le risorse necessarie per rendere fattibile questa operazione e chiede alla Regione Toscana e alle amministrazioni locali di far proprio questo progetto anche attraverso l'iniziativa "Giovani Si". Il Congresso di Legambiente Toscana registra con profondo rammarico un decadimento da parte delle amministrazioni e della politica in generale nella gestione del territorio e chiede un segnale forte da parte della Regione Toscana affinché assuma un ruolo nel governo del territorio. In particolare si richiede alla Regione un ruolo di maggiore controllo sulle politiche territoriali prendendo atto del fallimento dell'approccio della politica di sussidiarietà che la regione stessa aveva attuato. Nell'esprimere vivo apprezzamento per l'intento fermamente manifestato di bloccare d'ora in poi l'edificazione nelle aree a rischio, il Congresso di Legambiente Toscana chiede al presidente Enrico Rossi di tradurlo in norme vincolanti ed efficaci, capaci cioè di spezzare il meccanismo perverso che, finora, ha utilizzato perfino le opere di "messa in sicurezza" delle aree inondabili come cavallo di Troia per dare il via libera alla loro ulteriore urbanizzazione. È proprio grazie a questo uso distorto, infatti, che gli investimenti per "mettere in sicurezza" le aree hanno condotto molto spesso ad un aumento del rischio e dei danni alluvionali».
quanto costa studiare i ratti?
[URL]http://www.montecristo2010.it/dettaglio.asp?C=0810614AAE4126049054[/URL]
Leggo la missiva indirizzata da Catalina Schezzini ad Anna Bulgaresi. Alcune esternazioni mi paiono stonate, perchè conoscendo entrambi diffondono due linguaggi diversi. La Bulgaresi infatti manifesta il suo pensiero e non prova neppure a convincere la platea, dice cosa pensa. La Schezzini invece richiama le qualità dell'esser donna, davvero trite e ritrite, non sento mai uomini rafforzare il loro pensiero con appunto un valore aggiunto per tale ragione. E poi Catalina ha esperienza e capacità che non le consentono di cadere in alcuni purtroppo errori volutamente percorsi già dal comitato, nel descrivere la formidabile occasione del referendum. La domanda anch'essa ultra consumata è la solita: Cara Catalina, perchè il referendum non lo facciamo noi, autonomamente all'Elba e fra gli Elbani???? Serve proprio, coinvolgere la Regione??????
Il comportamento del Comitato, l'assoluta carenza informativa, le limitate aspettative di vantaggi futuri, le aleatorie motivazioni, concorrono tutte a far crescere la contrarietà.
Non meno, la deriva politica, le aspettative neppure troppo nascoste, l'aspetto accentrativo.
E' evidente e palpabile la forzatura anche nella raccolta delle firme, dove come è successo a me, non si chiede se si è a favore o contrari, ma solo di firmare. Per favore, lasciamo almeno stare la parola "democrazia", salviamo il pudore.
Diverso invece, si fossero indetti dibattiti pubblici in ogni Comune, con i cittadini ed accettando il contradditorio prima di chiedere anche solo una firma, e per DEMOCRAZIA rispettando chi contrario.
"Muti" interpreta e spiega molto meglio di quanto io possa fare, cosa una tale scelta tocca e colpisce, una appartenenza più viscerale che materiale, ponendo al centro più l'aspetto emotivo di una praticità non rivoluzionaria ma solo alternativa e forse peggiore della attuale.
Io la penso così, e lascio libero pensiero al prossimo, masculo o femminula essa sia, infatti apprezzerei una consultazione tutta elbana, o la grandezza dei nostri promotori e delle nostre "donne" è incapace di porre in atto un elbarendum????
One
Domenica 27 Novembre Alessandra Rossi ha partecipato alla 10° edizione del C2 Open Indoor Rowing Championship (campionato di remergometro a livello nazionale) presso l'All Round ASD di Roma, dove ha ottenuto la medaglia d'oro nella gara individuale di 2000 metri con i colori del circolo velico Porto Azzurro e la medaglia d'argento nella staffetta a quattro, gareggiando con la società Prosport trento.
Vista la parecchia inesperienza in questo ambito e il numero degli allenamenti... che si contano nelle dita delle mani,poter assistere ad una performance del genere è' stata senz'altro un'esperienze bellissima ed emozionante!!! Questa è stata la dimostrazione che con l'impegno, la volontà di fare e la passione certi obiettivi si "conquistano"!!!!!!!! Complimenti davvero!!! "Prossimo appuntamento": Livorno, 29 Gennaio 2012. Isabella!!!
ho un appartamento a procchio libero da subito di circa 100 mq con riscaldamento se le può interessare mi faccia sapere.......
Sono d'accordo con Cavaliere, e posso concordare anche con le sue scelte, mi rammarico però del fatto che fra poco si avvicina il Natale e quest'anno sarà molto triste e "buio" l'ingresso nel nostro Centro Storico.
Con grande e infinita tristezza,caro Francesco,ti dico che anche a Capoliveri siamo nelle stesse condizioni e non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.....Purtroppo i nostri centri storici sono morti e sepolti.....Arriveremo al punto che d'inverno chiuderemo tutti!!!!!
A leggere quello che dice il signor Cavaliere c'è da rimanere basiti. A Portoferraio il traffico sarebbe chiuso? E da quando? Esiste solo una chiusura parziale che fa solo danni come tutte le cose fatte a metà. Serve la chiusura totale, solo questo potrà avere un effetto positivo e innescare un circolo virtuoso.
Certo è vero che il Comune non può limitarsi a chiudere il traffico ma deve anche creare intorno alle attività presenti e future un ambiente favorevole. Per quel che ne so per esempio, tanta gente che arriva con la nave non sa nemmeno che esiste un centro storico lì a pochi passi perchè tutto porta fuori.
Ciao Lelio, benvenuto.
Non posso non condividere le tue osservazioni cosi come quelle di Marini sul metodo attualmente proposto per far esprimere i cittadini sulla questione Comune unico si o no. Anch’io non condivido quella modalità "non referendum" e dico che non mi piace, che non la voglio, non ho difficoltà a denunciare che chi l’ha confezionata non ha fatto la proposta migliore e che il referendum comune per comune la ritengo migliore. Poi la pianto lì perché l’obiettivo che voglio raggiungere non è il consenso , non ho cariche politiche, ma come la maggioranza degli elbani, è quello di arrivare ad un comune unico convinto che ne deriverebbero dei vantaggi inveche che degli svantaggi come sostieni te. Quindi mi do da fare perché venga indetto un referendum perché la gente possa esprimersi, magari comune per comune, e provo a convincere questa stessa gente a votare si. Questo farei anche se svolgessi una attività politica e questo vorrei che facesse soprattutto chi fa politica. Quando c’è di mezzo un referendum non mi piace che venga usata la tattica volta a “demolire” le proposte di quelli che lo propongono senza contrapporne di proprie da sottoporre al giudizio del voto. E questo perché si può “vincere”, anzi si “vince” meglio senza compromettersi, se il referendum va a monte. Facciamo delle semplici considerazioni. Cosa viene contrapposto, in realtà, a chi propone un, chiamiamolo pure “non referendum”, per dire si o no al comune unico? Dai sostenitori del no viene contrapposto un no al comune unico ovviamente ed anche un no al “non referendum” perché ritenuto un po’ troppo.... furbetto. Bene, ma questo si o no al comune unico allora come dovrebbe poter essere espresso dai cittadini? La risposta, per un maligno come me è semplice: chi è per il si, vuole ovviamente il referendum, sia questo proposto sia quello comune per comune , chi è per il no è evidente che non voglia alcun referendum il no esiste già, basta non far niente, perché pestarsi i maroni? Questa Lelio è la semplice, elementare, ma realistica conclusione. Lo so che è’ lecito, ci mancherebbe altro, far melina o politica aperta per impedire un confronto referendario, è previsto anche nel nostro ordinamento, lo so, comunque la ritengo pratica incivile, diseducativa e antidemocratica. Ma questi sono affari miei. Ora , mio caro Lelio, ti saluto
Valerio
QUANTO E' COSTATO IL VIAGGIO IN ELICOTTERO ALLA BRAMERINI???
Mi chiedo se anche questo non sia che un ulteriore segnale della distanza tra questi politici e noi gente comune.
Chi paga per questo viaggio?
[SIZE=4][COLOR=darkred]Egr. Presidente Enrico Rossi, [/COLOR] [/SIZE]
Penso che puo' già vedere dalla foto di oggi 01.12.2011, dopo venticinque giorni dall'alluvione del 07 novembre 2011 le condizioni attuali del fosso degli alzi dopo il ponte agli olmi nella piana di marina di campo, nelle immediate vicinanze della periferia del paese stesso.
In ogni caso penso che sarebbe opportuno che porti anche l'assessore Ceccobao per fargli vedere l'aeroporto internazionale della pila della regione toscana, costruito pure in una zona a elevatissimo rischio di esondazione, che sarebbe anche quello forse l'ora che venga messo in sicurezza, cosiccome tutto il comune di campo nell'elba.
L'elicottero va bene per il viaggio, ma in caso dovesse arrivare la piena millenaria prevista dalla profezia maya a breve termine, dopo quella di più del doppio di quella duecentennale, mi permetto di consigliare l'idrovolante.
Una buona serata
[COLOR=darkblue]Gimmi Ori [/COLOR]
P.S.
per la class-action quasi quasi la pago io la perizia idro-geologica
Il Commissario scende in Campo.
Presto pioveranno sull'Elba piogge ben meno devastanti di quelle che ci hanno colpiti neanche un mese fa. Saranno piogge di milioni, provenienti da tutta Italia.
Si parla di 1,6mln dalla Provincia, 2,5 dall'Assessorato al Turismo della Regione Toscana, 5 dalla Regione, altrettanti dal Governo, e poi Assessorato all'Ambiente, Ministero dell'Ambiente e, magari, persino l'Europa interverrà a riparare i danni del cataclisma.
Qualcuno penserà che a Campo si sfreghino le mani nelle stanze del Comune, invece non c'è da giurarci.
Certo, tutti sono felici che finalmente si siano stanziati fondi per rimettere in moto l'economia e far ripartire la macchina del turismo; ma non saranno loro a contare i soldi e decidere come spenderli.
Infatti verrà nominato prestissimo un Supermegacommissario, che dirigerà le operazioni di ricostruzione col suo portafoglio da ministro.
E chi sarà questo commissario?
Il Sindaco stesso? Non c'è da scommetterci, giustamente la politica sul territorio comprometterebbe la trasparenza dell'equità degli interventi. Sarà allora una persona stimata e rispettata da tutti? Per esempio uno dei benefattori o dei volontari che si sono distinti negli aiuti delle prime settimane? Anche su questo non c'è da scommetterci. E allora? Chi vestirà l'uniforme del Gran Mogol? Si parla di un commissario "tecnico"; no, no, non preoccupatevi, non un banchiere, un tecnico per la situazione specifica!
Ma sarà un tecnico esperto in alluvioni o in amministrazione pubblica?
Nel primo caso la rosa dei nomi si restringe a pochi, tra cui uno potrebbe essere il Presidente del Parco uscente Mario Tozzi, che verrebbe premiato per essersi distinto alla guida dell'Ente Parco, oppure l'ingegner Ferrari, che verrebbe premiato per il lavoro svolto alla Comunità Montana prima e all'Unione dei Comuni poi.
Nel secondo caso il "tecnico" potrebbe essere un ex segretario, Fratini o Orsini, entrambi distintisi per l'immenso lavoro svolto nell'allestimento dei banchetti su stretti marciapiedi o appiccicati a guard-rail o addirittura sulla banchina del porto col rischio di cadere in mare che ne ha fatto degli eroi loro malgrado.
Noi vi suggeriamo di scatenarvi e fare qui i vostri nomi. Di chi vi fidereste di più e riterreste la persona più indicata ad assumersi una così grande responsabilità sociale e politica?
Sfogatevi su camminando con le vostre indicazioni, ne faremo un documento da sottoporre al Presidente della Regione e a quello della Provincia, alla Protezione Civile Nazionale ed al Consiglio dei Ministri.
Su una cosa siamo tutti d'accordo, devono essere i campesi e/o gli elbani a scegliere chi gestirà i loro soldi, e non deve essere il merito nella gestione di un ente o di un banchetto a determinare la scelta di chi di dovere.
Uno che ama l'Elba
[SIZE=4][COLOR=darkred]COMUNE UNICO. CHI DIRIGE IL COMITATO E’ ALL’ALTEZZA DEL COMPITO ? [/COLOR] [/SIZE]
[COLOR=darkblue]di Giovanni Muti [/COLOR]
Abbiamo avuto occasione di precisare, nelle infinite polemiche seguite alla decisione di istituire il Parco, che L’elbano è colui che vive e lavora in quest’isola indipendentemente da dove è nato, dalle sue convinzioni religiose o dal colore della sua pelle. E abbiano anche detto che l’ “Elbanità” è un termine che non ci piace perché riecheggia l’italianità di stampo fascista .
Detto questo bisogna dire , però, che il sentimento che lega una persona alla terra dove è nata e il senso di appartenenza che ne deriva non sono un’invenzione ma sono parte inscindibile della identità di ognuno. Non si tratta , quindi, di campanilismo becero che, invece, si esprime con atteggiamenti esterni spesso volgari.
Perché ne parliamo ? Ne parliamo perché promotori del Comune Unico stanno offendendo questi sentimenti e lo fanno aprendo un solco tra gli elbani nativi e glie elbani d’adozione . Lo stanno facendo, forse senza neanche rendersene conto. Forse perché loro non riescono a capire questi sentimenti. E questo è comprensibile . Il loro rapporto con l’isola non sarà mai come quello di uno che c’è nato. Per loro l’Elba è una terra bellissima che bisogna gestire in modo razionale, come se fosse una gigantesca azienda, e per certi versi hanno anche ragione. Ma la terra dove si è nati è qualcosa di più e di più complesso. Ed è questo che i promotori del Comune Unico dovrebbero cercare di capire.
Bisogna comunque riconoscere agli elbani importati il merito di aver costruito l’Elba turistica cosi come la vediamo oggi. E questo ha permesso a noi elbani di migliorare le nostre condizioni di vita e siamo loro riconoscenti . Anche gli ultimi arrivati sono sati accolti bene ed addirittura eletti a cariche importanti. Li vediamo seduti ai tavoli dove si raccolgono le firme per il Comune Unico: sono assessori, porta voci di comitati, presidenti di associazioni imprenditoriali importanti, tutti elbani d’oltre canale. Sono lì convinti di avere il diritto di stabilire semplicemente come deve essere il nostro futuro e di farcelo entrare in testa con le buone o con le cattive.
Questa divisione delle truppe su base “etnica” più che politica, ci aiuta a capire il linguaggio da loro usato nelle polemiche. Che non è un linguaggio politico, quindi , adatto a smussare a mediare, ma è un linguaggio rozzo e primitivo che non argomenta ma offende.
A questo punto noi indigeni o gorilla con tutti nostri difetti cosa possiamo dire?
dobbiamo dire loro, con paziente amicizia che se non cambiano atteggiamento e linguaggio possono innescare meccanismi molto pericolosi perché potrebbero dividere gli elbani invece di unirli.
Siamo anche convinti che per affrontare temi politici impegnativi come cambiare l’assetto istituzionale all’Elba dove ci sono 8 comuni , ma c’è anche una società culturalmente frantumata , ci vorrebbe un altissima preparazione ed esperienza politica notevole, che non sembra posseggano coloro che dirigono il comitato pro comune unico. Se credono veramente che i problemi dell’Elba si risolvono solo con Comune Unico, cerchino di spiegarlo con pazienza e senza offendere.
Se invece loro vogliano insistere con questo atteggiamento e vogliono civilizzare gli indigeni ( il Gorillaio direbbero Beppe Tanelli , Mario Tozzi, e gli ambienti locali ) allora non devono dimenticare che un elbano non è come un veneziano un bolognese o un fiorentino . Un elbano, intendo dire uno nato e cresciuto all’Elba è prima di tutto un isolano. Cioè è come un siciliano come un sardo e come un corso.
In passato, nel corso della lotta antiparco, vi furono personaggi che fecero dichiarazioni di tipo razzista nei confronti delle popolazioni locali. Ebbene il trattamento ricevuto li fece rientrare nei ranghi e non si sono più ne’ visti e’sentiti.
Leggo della visita dell'assessore regionale Bramerini a Marina di Campo e delle peripezie dell'elicottero, che non ha potuto atterrare in Aeroporto in quanto chiuso, atterrando in un parcheggio privato.
L'assessore ha dichiarato che l'emergenza a Marina di Campo non è ancora terminata, nel frattempo la regione approva la chiusura dell' Aeroporto nei giorni feriali , non tenendo conto che l'Aeroporto a suo tempo è stato dichiarato di pubblica utilità da Presidente della Repubblica Italiana, e che siamo ancora in emergenza per la calamità naturale.
Peggio ancora, detto comportamento, è stato appoggiato dai rappresentanti delle associazione di categoria e di buona parte delle istituzioni Elbane.
Dico rappresentanti, perchè non sò se i rappresentati sono completamente d'accordo sul detto operato.
Penso che L'Isola d'Elba, nella condizione in cui si trova, abbia bisogno di comportamenti responsabili e intelligenti, nonche grande disponibilità di chi è addetto ai lavori.
P.S Le perline di vetro colorato e i balletti delle veline sono ancora ben quotati nel Paese dei Campanelli.
[COLOR=darkblue]Cercasi appartamento, non arredato in affitto tutto l'anno.
Preferibilmente composto da , cucina, sala, due camere da letto e bagno.
Grazie per contatti telefonare al n° di cell. 3495549275 [/COLOR]
Caro Giovanni,
ho letto con attenzione la tua lettera e siccome faccio parte di quei commercianti che in questo periodo hanno chiuso il loro esercizio per " ferie" provero' ad aggiungere alcune riflessioni, senza voler entrare in polemica con nessuno, soprattutto con te.
Non voglio scendere in analisi economiche di carattere generale, non ne sarei all'altezza, ma siccome per anni ho criticato come te i commercianti che raccoglievano d'estate e abbandonavano al loro destino Portoferraio e i Portoferraiesi d'inverno, con grande rammarico e solo dopo aver provato sulla mia pelle cosa vuol dire stare "al pezzo" in centro storico d’inverno, mi sono dovuto ricredere e dar ragione ahimè, a chi dopo aver raccolto d’estate, scappa!
Con grande entusiasmo, io e la mia famiglia abbiamo deciso di investire nella ristrutturazione del nostro locale e di occuparci direttamente della gestione .
Il nostro progetto non e' mai stato finalizzato al solo "raccolto" estivo ma era, e lo e' ancora, un progetto annuale, soprattutto con riguardo al rapporto di continuità lavorativa con i miei collaboratori e di servizio per i clienti . L’anno scorso, quando anch’io sono "diventato" un commerciante del centro, i colleghi di piazza mi hanno messo subito al corrente dei grandi danni subiti dovuti, a loro dire, dalla chiusura invernale del traffico, chiedendomi appoggio e sostegno per cercare di convincere gli amministratori a cambiare idea.
Dopo averli ascoltati, ho pensato che la cosa piu' giusta sarebbe stata trascorrere l’autunno e l’ inverno per valutare direttamente la situazione e farmi un opinione.
Aggiungo che negli ultimi anni, fino all’apertura del bar, frequentavo poco il centro storico perche' per me e la mia famiglia risultava molto piu' comodo, acquistare sigarette, giornali, quaderni, carne e quant’altro in altra zona. Lo ammetto faccio parte di quella categoria di persone che in una giornata invernale, e con poco tempo a disposizione, non parcheggia la macchina al molo gallo per andare dal buon Dellea a comprare il quotidiano. Preferisce fare una breve sosta al Ponticello o altrove, prendere ciò che serve, giornale, sigarette e via a casa; ma chi e' che non lo fa , sono in buona compagnia !!
Ma e' anche vero che dal 1991 e fino al 2000 ho avuto il mio ufficio in Piazza Cavour, sopra "il Daddi" e ricordo di quando, scendevo in piazza per una pausa caffe' e trovavo, in qualunque ora della giornata, un paese vivo, movimentato, forse a volte un po' caotico, ma comunque vivo. A volte , per quanti amici incontravi le pause caffè diventavano interminabilii .
Tornando ad oggi, come dicevo, sono stato In quest'ultimo anno spesso sotto e oltre "l'arco" e con grande amarezza ho constatato , ahimè, che in qualsiasi ora della giornata e con qualunque condizione metereologica la zona pedonale del nostro centro storico era ed è tuttora quasi sempre deserta.
E' vero, nel corso degli anni sono cambiati gli usi, le abitudini, la crisi, la recessione etc etc , ma perché, mi chiedo, dopo anni di continue richieste e di lamentele dei commercianti l'amministrazione non ha provato, e ancora non prova, anche attraverso la riapertura del traffico a ridar vita al centro storico?
Una prova, cosa costerebbe?? A chi giova questa chiusura? Non credo che possa esserci un solo portoferraiese contento di vedere la piazza del proprio paese, deserta, trascurata e capace solo di trasmettere una inconsolabile tristezza ! L' unica risposta datami da qualche amministratore e' stata che anche altri posti hanno il centro chiuso , Siena, Firenze per esempio , ma per favore !!!
Siamo in tanti a sostenere l'idea che l'apertura del traffico nel centro storico, chiaramente in bassa stagione, e la creazione di posti auto anche nella prima parte della Calata, di fronte al Bar di Vania Bonini, regolamentati da disco orario, come succedeva fino a qualche anno fa, possa portare beneficio alle attivita' e ricreare, come succedeva anni addietro anche , momenti di incontro e di aggregazione.
Nella tua lettera, caro Giovanni, hai fatto riferimento al fatto che in altre zone di Portoferraio, Ponticello, via Manganaro e altrove non si verifica o si verifica meno che in centro, questa anomalia delle chiusure invernali. Prova a chiudere il traffico, in inverno in quelle zone eppoi vedrai ! Sono anche convinto che il giorno stesso i commercianti i prenderebbero “d' assalto “ (giustamente) il palazzo comunale.
Credo comunque che ormai sia inutile chiedere ancora ai nostri amministratori di fare qualcosa, chiedo invece se possibile :che vengano rispettate le scelte (non sempre facili) di ogni singolo commerciante ; a chi esprime giudizi sul blog (camminando, camminando) di firmarsi , e' molto meglio credetemi ed infine agli amministratori invece di darmi il "piacere" di vederli anche una sola volta passeggiare, in quello che loro definiscono il salotto di Portoferraio .
Ciao Giovanni buon lavoro e tieni duro.
[COLOR=darkblue]Francesco Cavaliere Bar La Gran Guardia [/COLOR]
