Adesso glielo spiegate Voi alla gente a cosa andiamo incontro (ma dovete dire la verità) a seguito delle vostre decisioni dettate più da un indirizzo politico che pensando al bene della nostra Isola.
m.m.
E quanti sono già morti così? Io mi vergono di essere elbano. Non so voi.
Non credere che la tua idea della Provincia non ci piaccia: solo, ci sembra semplicemente impossibile che un governo, fautore dei tagli e dell·abolizione delle province (vabbé che il Capo oggi dice una cosa e domani la smentisce, però questa è la dura realtà…) possa pensare a concedercela, anche se ci fossero i 5 sindaci che tu dici necessari.
Insomma, mi sembra che nemmeno un gatto randagio ti abbia supportato, almeno finora. E intendo i gatti grossi, perché, come dicevo, a noi micini non è che l·idea di una provincia autonoma che tenga in ordine, chessò, le strade, ci farebbe poi schifo…
Caro Stefano, noi chiediamo una cosa semplice: un solo referente, magari lasciandoci il gusto di scegliercelo, che tratti sui traghetti con Onorato e con Toremar, che si confronti col Parco o coi Ministeri, che gestisca le strade, il pattume, le coste, l·ospedale, le poste, gli autobus e tutti i servizi in maniera unitaria e coesa. Che stabilisca regole uguali per tutti, perchè l·isola è una, e se costruiamo 1000 appartamenti a Procchio è inutile bloccare i peep di Campo…
Insomma: se noi facciamo il comune unico, poi tu ce la fai a fare lo stesso anche la provincia, con giglio e capraia, o no?
cosi pigliamo du· piccioni con una sola fava…
La scorsa primavera spiegammo in diversi interventi che, a norma della legge 267/2000 sugli Enti Locali, la “Unione di Comuni” era inutile in quanto non aggiungeva nulla all’Elba quanto a risorse ed autonomia, risolvendosi nella semplice associazione di Comuni che conferiscono determinati servizi e risorse fiscali per mantenerli ( Capo V “Forme Associative” Art. 32). Era inevitabile che, una volta compreso i Sindaci di cosa si trattasse realmente, alcuni si sarebbero “ribellati”.
In precedenza avevamo però spiegato che nemmeno si poteva sostituire l’abolita “Comunità Montana” con la “Comunità delle Isole” trattandosi dello stesso Ente mutato di nome (Capo IV “Comunità Montane”- art. 29 “ In ciascuna isola o arcipelago di isole, ad eccezione della Sicilia e Sardegna, ove esistono più Comuni può essere istituita, dai Comuni interessati, la Comunità Isolana o dell’Arcipelago, cui si estendono le norme sulle Comunità Montane”). Per cui non si comprende come alcuni tornino ad invocarla, non essendo attuabile.
La classe dirigente politica deve dunque rassegnarsi a considerare l’unica soluzione indicata dalla legge 267/2000 per coordinare l’attività dei Comuni in territori complessi come l’Elba Arcipelago: la Provincia. Riproduciamo l’articolo 3 della citata normativa qualora non fosse mai stato letto: “Autonomia dei comuni e delle province”- Le comunità locali, ordinate in comuni e province, sono autonome. Il comune è l·ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo. La provincia, ente locale intermedio tra comune e regione, rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi, ne promuove e ne coordina lo sviluppo. I comuni e le province hanno autonomia statutaria, normativa, organizzativa e amministrativa, nonché autonomia impositiva e finanziaria nell·ambito dei propri statuti e regolamenti e delle leggi di coordinamento della finanza pubblica”. Come si suol dire: “il morto è sulla bara”.
Riguardo infine il Comune Unico, abbiamo già dimostrato che si risolverebbe in una ulteriore perdita di autonomia per l’Elba a favore di Livorno senza alcuna risorsa aggiuntiva, ed abbiamo dunque messo in guardia da coloro che se ne fanno paladini: favorisce Livorno a danno dell’Elba.
Non ci stanchiamo dunque di ripetere per il bene dell’Elba, che la nuova Provincia è l’unica soluzione prevista per dare al nostro territorio autonomia e risorse aggiuntive, a condizione che almeno 5 Sindaci dell’Arcipelago siano coordinati nell’inoltrarne la richiesta presso il Parlamento Italiano. E’ questa una delle ragioni che mi ha indotto ad accettare la candidatura a Sindaco di Campo nell’Elba nel 2009 ed a sostenere altri candidati d’accordo per la nuova Provincia.
il responsabile nazionale
[COLOR=darkblue] Stefano Martinenghi [/COLOR]
Otto Comuni, una Comunità Montana, sindacati di varie sigle, partiti, associazioni, comitati di cittadini, un tribunale dei diritti del malato. Un grande movimento che in oltre vent·anni, non è riuscito a garantire agli abitanti dell·isola, e agli ospiti, una decisa svolta, fatta di servizi sanitari in grado di coprire ogni tipo di esigenza, minuto per minuto.
Un lusso pretendere il massimo per chi vive in mezzo al mare? Demagogia? 30.000 isolani e in estate tale cifra si moltiplica per il noto flusso turistico, migliaia di persone alle prese con un clima di instabilità, dovuto a minacce, vere o presunte, di tagli per tanti settori del terziario. Sanità all·Elba ormai quasi sinonimo di carenza, di insicurezza, e nei casi disperati ci si affida ad un viaggio della speranza in elicottero, se può atterrare o decollare. Carenze che non fanno capo, in genere, agli addetti ai lavori, i quali cercano di garantire il miglior servizio con i mezzi a disposizione. I problemi veri sono quelli strutturali, organizzativi e finanziari. Deficienze di un·isola che vengono da lontano, con una storia di marginalità rispetto ai centri del potere. In passato un Principato, un Granducato, una periferia, oggi, della regione Toscana, che certamente vorrà dare sempre di più alla “Perla del Tirreno”. Uno Scoglio troppo bello, reso povero nei diritti. Problemi analoghi a tutte le periferie d·Italia, prime fra tutte le isole.
Per la sanità isolana pesano anche gli organici all·ospedale non a regime e probabilmente tale carenza esiste anche nel territorio. Taluni reparti sono ridotti se non mancano del tutto. Caso emblematico l·emergenza-urgenza, richiesta da anni e mai attuata in pieno. Ora rinforza il vento che porta altri servizi oltre canale, come avviene già per certi rinnovi di patente o verifiche sull·invalidità. L·elbano, paziente, ha sempre le valigie pronte per viaggiare altrove cercando soluzioni sanitarie più ampie. E sono spese e sacrifici. Insomma, come rimediare a questa situazione complessa che penalizza chi sta sull·isola? Debbono passare altri vent·anni per ottenere qualche progresso?
[COLOR=darkblue]Ritieni efficace e sicuro il servizio sanitario all’Isola d’Elba? Questa la domanda alla quale i cittadini sono chiamati ad esprimersi su [URL]www.elbacomunico.com[/URL] dal prossimo primo novembre. [/COLOR]
Circolo Culturale Sandro Pertini dell’Isola d’Elba – Elbacomunico
questa mattina ho trovato un interessante articolo su [URL]www.altroconsumo.it[/URL] :
[COLOR=darkblue]Centri assistenza per computer: amare sorprese [/COLOR]
Un danno semplice da riparare: un piolo di un cavo vga di un monitor piegato. Eppure due centri di assistenza su tre non sono riusciti a individuarlo o si sono fatti pagare troppo, magari fingendo di aver riparato un presunto danno al monitor, anche se in realtà si sono limitati a raddrizzare il piolo senza dircelo. Sono questi i risultati della nostra inchiesta condotta su trentuno riparatori di tre grandi città italiane (Roma, Milano e Napoli) più due assistenze telefoniche ufficiali. Solo dieci riparatori hanno diagnosticato correttamente il problema, senza farci pagare interventi inutili o senza chiedere prezzi troppo alti per la sostituzione del cavo.
continua su :
[URL]http://www.altroconsumo.it/hardware/centri-assistenza-per-computer-amare-sorprese-s224943.htm[/URL]
saluti, filippo.
[COLOR=blue]non l·ha trovato perchè spostato su [URL]www.elbaconvenienza.forumfree.net[/URL][/COLOR] 🙂