Mer. Mag 6th, 2026

Home [old]

Camminando Camminando

Lascia un messaggio

 

 

 

 

Attenzione: questo modulo può essere usato solo se JavaScript è abilitato nel tuo browser.

 


 

I campi con * sono obbligatori.
Il tuo messaggio sarà online dopo l'approvazione della Redazione di Camminando.
Ci riserviamo il diritto di cancellare o non pubblicare il tuo messaggio.
113746 messaggi.

Marcello Meneghin – ACQUEDOTTI ELBANI


da
Marcello Meneghin – ACQUEDOTTI ELBANI


pubblicato il 2 Luglio 2010

alle
5:37

Seguito per idrico
Messaggio 15782 del 01.07.2010, 12:55
Provenienza: elba

Carissimo
Vorrei aggiungere qualche altro dettaglio.
Il mio progetto di serbatoio galleria è, come dichiarato più volte, solo un progetto di massima che richiede, prima della stesura progetto definitivo, quello studio di fattibilità che a suo tempo La Comunità Montana aveva già deliberato di fare anche se dopo gli avvenimenti sono andati diversamente. Qualcosa è però stato fatto. In quel tempo da Roma è stato incaricato un ingegnere specialista del ramo il quale è venuto più volte all’Elba, si è interessato dei problemi del Capanne ed in genere di tutta la questione, ha fatto dei prelievi di materiali e li ha mandati ad analizzare. Ha poi redatto una relazione ed un bilancio complessivo di massima dell’intera operazione, relazione dalla quale risultava economicamente positiva nel suo complesso. Io sono in possesso di una copia.
Lei si preoccupa dei cantieri. Forse sa già che la costruzione delle gallerie in questi ultimi tempi ha fatto progressi giganteschi. Ad esempio le mando in allegato la foto di una fresa gigantesca la quale provvede, guidata stando in ufficio, a scavare la roccia frantumandola in piccoli elementi, a trasportare fuori il marino di risulta ed a porre in opera gli elementi prefabbricati di rivestimento che alla fine risulteranno a perfetta tenuta. Ha inoltre un’altra caratteristica particolare ed è questa. Qualora si voglia non molestare la falda esterna allo scavo, la macchina è fatta precedere da uno appropriato volume di acqua messa a forte pressione la quale impedisce l’entrata dell’acqua esterna fino alla fine del lavoro di rivestimento. In questo modo possono venir scongiurati quei pericoli da lei temuti e che sono spesso accaduti nello scavo delle gallerie (Vedi Gran Sasso dove si sono fatti dei veri scempi).
Infine l’ulteriore sua preoccupazione per il materiale di risulta. Le chiedo: lei ha un’idea di cosa costa all’Elba l’inerte per calcestruzzi? Cosa costa la sabbia per fare le malte oppure la semplice ghiaia per fare riporti o per sottofondi vari? Infine lei non crede che poter avere in Isola del materiale inerte come sabbie finissime, ghiaie di tutte le granulometrie ed anche sabbie per il rinascimento delle spiagge a prezzo bassissimo costituirebbe una vera ricchezza? Io le conosco le spiagge elbane e credo che un efficace apporto di sabbia nuova, bella e di appropriata granulometria sarebbe una buona cosa. Ebbene quell’ingegnere di cui le parlavo prima ha portato i campioni di granito a Verona dove ci sono gli specialisti di questi materiali ed ha avuto le risposte più positive in questo campo.
In sostanza mi sento di affermare che il problema del serbatoio galleria, a fronte di indubbi pericoli che debbono esser fugati con appropriata capacità da specialisti, ha moltissimi aspetti positivi sia primari e sia secondari che, dopo i necessari approfondimenti, sicuramente presenterebbero per l’Elba una somma incredibile di vantaggi.
Le faccio notare che con lei non ho ancora parlato della possibilità, anch’essa futura, di captare alcuni fossi che durante il periodo autunno-invernale scendono dal Capanne per periodi lunghissimi con acqua buonissima e tanta. Non abbiamo ancora parlato della possibilità di deviare direttamente nel serbatoio le molte sorgenti d’alta quota del Capanne che, soprattutto fuori stagione, sono ricchissime di buonissima acqua attualmente alimentante gli acquedotti ma che d’estate anch’esse come i pozzi sia elbani che della val di Cornia diminuisono enormemente di portata.
Il tutto per costituire sotto il monte una grande riserva di acqua, non già grezza come si conta di fare con i 21 laghetti che ASA andrà costruendo, bensì di acqua potabile, fresca, priva di inquinanti e di boro, acqua che permane in un ambiente che le è perfettamente congeniale come il sottosuolo, pronta ad entrare in rete per gravità e quindi senza bisogno di pompe, di personale di sorveglianza. Niente di tutto questo: basterà aprire a distanza le saracinesche per averla in rete buona ed abbondante: le pare poco?
Saluti Cordiali.
Marcello Meneghin

Attendi…

bruno paternò


da
bruno paternò


pubblicato il 2 Luglio 2010

alle
5:25

Caro Riccardo, ssei sempre il solito attento e cinico osservatore. Per stabilire il da farsi si riuniscono il primo di luglio. Comunque era meglio il due parile, non perchè avevano ter mesi di tempo in più, ma perchè il due aprile ricordava tanto il PRIMO APRILE e la gente avrebbe ben capito che si trattava di uno scherzo e non di una cosa seria.

Almeno avrebbero sorriso, che ancvora ne avesse avuto
la forza.

Il recupero nel turismo è com l'acqua passata sotto i ponti : la recuperiamo alla foce !

Questi politici, nessuno escluso, stanno al turismo come la sabbia sta all'agricoltura. Solo che la sabbia non fa danni.

b. paternò

Grazie Riccardo, grillo parlante e pensae dell'isola Verde ( ormai siamo solo al verde, ma non solo i biechi " padroni". I danni sono generali, più pesanti per la povera gente )

Attendi…

Riccardo Nurra


da
Riccardo Nurra


pubblicato il 2 Luglio 2010

alle
3:38

[SIZE=3][COLOR=darkblue]Ricorsi storici [/COLOR] [/SIZE]

La notizia è straordinaria: oggi 1° luglio esce il comunicato che c’è stata una riunione a Firenze fra diversi attori del nostro turismo per dare un’”aggiustata”a questa stagione critica.
Anche un paio d’anni fa, quando si prospettava, purtroppo, come al solito, una stagione turistica da “miseria” ci fu un incontro fra i “big “ per sistemare la stagione che poi andò naturalmente come era cominciata.
Si parlò come al solito in modo trionfale di questo nuovo geniale strumento: il GOAL (Gruppo Operativo Azione Locale) costruito apposta per sistemare la stagione oramai in corso..
Del GOAL poi non se ne è più parlato. Si faceva tanto per dire, per dare un po’ di segnali di fumo.
E pensare che era il 2 aprile quando si riunì per la prima volta e già a tutti sembrava un po’ tardi, ma a loro no.
Ora ci vogliano sorprendere con effetti speciali : addirittura Regione e Provincia ed altri importanti soggetti si sono riuniti il 1° di luglio per decidere che quel 25% perso ad inizio stagione lo dobbiamo recuperare alla fine. Se davvero ci credono di riuscirci, tanto di cappello, sarebbero dei personaggi eccezionali.
Noi però questo film l’abbiamo già visto e dopo non se ne parla più e ci crediamo poco ai miracoli dell’ultim’ora.
Noi crediamo in una seria programmazione che deve essere proiettata con lungimiranza.
Idee e servizi programmati per gli anni futuri e non si può guardare in modo raffazzonato ai prossimi 60 giorni.
Per rendere credibile ed appetibile una località turistica ci vogliano anni e non una riunione il primo di luglio.
Comunque se ci riusciranno sono disposto ad ottobre a chiedere scusa.
Vuol dire che non mi ero accorto di essere circondato da “fenomeni”.

[COLOR=darkblue]
Riccardo Nurra
Consigliere Comunale
[/COLOR]

Attendi…

Giovanni Muti (Il monello)


da
Giovanni Muti (Il monello)


pubblicato il 2 Luglio 2010

alle
3:31

Caro Serrantoni,lasci perdere le bacchettate, sono un Monello ma non me le merito.

Mi segua, ma brevemente per non annoiare chi legge:
Lei ha scritto: “ L'uomo fa veramente un gran passo in avanti quando riesce a sostituire lo scontro dialettico a quello fisico e a non farsi lusingare dalla nostalgia per il cambiamento.”
Lei dice che ha usato “scontro fisico”( invece di personale) per enfatizzare “scontro dialettico”? Se lo dice ci credo, ma dal testo era difficile capirlo.
Lei dice che “la nostalgia per il cambiamento” è riferita a “ da scontro fisico a scontro dialettico? Ma questo non spiega quello che io ho rilevato: e cioè che non si può avere nostalgia di un cambiamento perché la nostalgia e rivolta al passato mentre il cambiamento è rivolto al futuro. Quindi più correttamente bisognerebbe dire : “ una volontà di cambiamento”.
In più, adesso, abbiamo un altro problema: questa sua precisazione rende il testo ancora più oscuro. Mi segua: lei dice che l’uomo fa un passo avanti quando non cede alle lusinghe del cambiamento. Cioè, se capisco bene, quando non fa cambiamenti. Ma siccome il cambiamento di cui lei parla è quello che si verifica quando si passa “ da scontro fisico a quello dialettico”,( lo dice lei) allora vuol dire che l’uomo non dovrebbe cambiare e quindi rimanere allo scontro fisico. Ma questo, secondo me non sarebbe un passo avanti ma un passo indietro. Sintetizzando il suo pensiero : L’uomo fa un avanti quando ne fa uno indietro.
E poi le faccio notare un’altra cosa , ma mi creda non per esser pignolo. I monelli non lo sono mai.
Lei sostiene che ciò conta . . .” è quanto scritto più o meno corretto grammaticalmente e semanticamente. Se così non fosse niente potrebbe essere interpretabile e valutabile secondo logica e men che meno criticabile, non crede? Questa considerazione vale anche per i testi di letteratura, storia, per non parlare di filosofia e dell’informazione e della comunicazione in generale.”
Beh .. ci sarebbe molto, ma molto da dire, specialmente in campo storico. Ma, qui mi limiterei a consigliarla di non mettere sullo stesso piano almeno informazione e letteratura. Nell’informazione, la credibilità del messaggio è fondamentale; è, quindi, essenziale conoscere la fonte. D’accordo, invece, sull’analisi di un testo letterario che contiene in se tutti gli elementi di valutazione. Ma anche qui per poterlo valutare con rigore e a fondo non dovrebbe esser staccato dal contesto storico culturale che lo ha prodotto.
E infine, se lei pensa che nei Blogs chi legge debba riferirsi solamente al testo, a maggior ragione chi scrive dovrebbe essere semplice chiaro e non produrre testi ambigui che si prestino ad interpretazioni diverse. Naturalmente, data la disinvoltura con cui interveniamo in rete, tutti facciamo facilmente errori, io per primo, ed è comprensibile. Lo è meno quando ci mettiamo cattedra, dando bacchettate e giudizi su persone che non conosciamo.

Un cordiale saluto Giovanni Muti

Ps. Dimenticavo, finiamola qui Sig. Serrantoni perché abbiamo già annoiato abbastanza i camminatori, dia retta a me.

Cordialmente
Giovanni Muti detto il Monello ( Elbanotizie.it)

Attendi…

DAL GRUPPO NO TRALICCI DI FACEBOOK


da
DAL GRUPPO NO TRALICCI DI FACEBOOK


pubblicato il 1 Luglio 2010

alle
22:59

COSì SI FA
QUALCUNO DA CUI IMPARARE

[SIZE=3][COLOR=red]Tralicci addio, la sfida di Ancona Qui l' elettricità viaggia sottoterra[/COLOR] [/SIZE]

Repubblica — 23 maggio 2007 pagina 34 sezione: CRONACA
ANCONA – Manca solo la banda, per la festa di addio all' Ultimo Traliccio. Ci sono il sindaco e gli assessori, le maestre con gli scolari, i capi dell' Enel e soprattutto gli operai che sbullonano il traliccio a metà della sua altezza poi lo agganciano a una gru che alza il gigante e lo deposita su un prato. Se ne va così in pensione, dopo 40 anni, l' ultimo dei 47 tralicci dell' alta tensione della città di Ancona. Sono le 13,11 e tutti sono contenti. «La nostra – dice il sindaco Fabio Sturani – è la prima città italiana dove l' alta tensione corre soltanto sottoterra. Questo è un bene per la salute e anche per gli occhi: i turisti non vengono ad Ancona per ammirare i tralicci. Certo, non è stato facile, ma adesso tanti altri Comuni ci invidiano». L' idea di fare sparire i tralicci è nata nel 2001. Anzi, è stata imposta. «C' era la campagna elettorale – ricorda il sindaco – e i comitati si sono fatti sentire, diciamo così, con molta forza. Dicevano che l' alta tensione minacciava le scuole e le case e avevano ragione». Nel piazzale dell' ultimo traliccio, sulle colline che guardano il porto, ci sono anche le signore del Conacem, comitato nazionale contro l' elettromagnetismo. «C' era un traliccio – dice Cinzia Burini – proprio nel cortile della scuola Rodari. Altri erano a pochi metri dai balconi. Non potevamo stare a guardare. Riunite nei comitati Brecce bianche, Baraccola e Torrette, abbiamo iniziato la nostra giusta battaglia». Nel 2002 viene firmato un protocollo d' intesa fra Comune ed Enel distribuzione. «Le regole – dice Marzio Pisani, responsabile centro alta tensione per l' Emilia Romagna e le Marche – sono molto chiare: i Comuni che vogliono interrare i cavi lo debbono fare a loro spese. Noi facciamo i lavori, loro pagano le fatture. Qui in Ancona c' è però stato un fatto positivo: noi dell' Enel dovevamo comunque investire per ammodernare linee e centrali vecchie ormai di 40 anni. Invece di costruire tralicci nuovi, abbiamo unito le nostre risorse a quelle del Comune per interrare tutto». Costa caro, fare sparire i tralicci. «All' incirca un milione di euro al chilometro in zona abitata e molto meno in campagna. Nella città di Ancona c' erano due elettrodotti aerei di 12 chilometri e ora sono spariti. Ora ci sono 12 chilometri di linee sotterranee». Dalle casse comunali sono usciti 3.856.000 euro. «Una spesa importante – dice il sindaco Sturani – ma è un investimento per un ambiente più sicuro. Tanti sindaci mi telefonano per sapere come abbiamo fatto a liberarci dai tralicci. Quando dico che bisogna pagare, l' entusiasmo scompare». I cavi a 150.000 volt viaggiano ora sotto le strade che dalle colline arrivano al porto. «In ogni elettrodotto coperto – racconta Antonio D' Amato, responsabile della zona Enel – ci sono tre cavi in alluminio, ognuno dei quali ha un diametro di 10 centimetri. Vengono messi a una profondità di un metro e mezzo e poi isolati con sabbia e cemento magro. Interrare i cavi non è semplice perché ogni "pezzo" è lungo 600 metri e pertanto, anche lungo una strada, bisogna tenere aperto un cantiere lungo più di 600 metri, per permettere poi la posa». Scomparsi i tralicci, il lavoro non è finito. «Nel quartiere Baraccola – dice il sindaco – si stanno costruendo 140 villette. L' energia elettrica dovrà arrivare da cavi sotterrati. Anche qui abbiamo fatto un accordo con l' Enel, e con i costruttori sono stato molto chiaro: se appare anche un solo traliccio, io non firmo la concessione edilizia». Applaudono, i bambini delle elementari, quando l' ultimo traliccio quasi scompare fra l' erba del prato. Sono quasi contente anche le signore dei comitati. «Adesso siamo in lotta per fare sparire dai tetti dei palazzi privati le antenne per i telefonini. Ci vuole un Prg delle antenne. Il sindaco dovrà ascoltarci». Cominciò così anche nel 2001. – DAL NOSTRO INVIATO JENNER MELETTI

Attendi…

X quello che risponde al turista..


da
X quello che risponde al turista..


pubblicato il 1 Luglio 2010

alle
22:17

Attaccati dell'altro alle pitte…
qui vogliono tutti la botte piena e la moglie briaca!!
Se la festa serve a far cassa per l'associazione ben venga..vorrà dire che ci sarà una festa dell'uva ancora più bella..e in quei giorni quando gli altri paesi son vuoti e qui c'è il pieno (e non intendo solo la domenica..)tutti gli esercizi aperti potranno rifarsi della serata del pesce povero..

Attendi…

MinervArte Eventi d'Autore


da
MinervArte Eventi d'Autore


pubblicato il 1 Luglio 2010

alle
22:08

MOSTRA ASSOCIAZIONE ISOLA DI MONTECRISTO E COMUNE DI MARCIANA
Montecristo L'isola che c'è e presentazione del libro di Marcello Camici "L'Elba tra Maedioevo e Rinascimento. Viaggio alla scoperta di un'isola"

A Marciana, presso la Collegiata di San Sebastiano, si terrà dal 2 all’11 luglio 2010 (tutti i giorni 21.30 – 23.30) la mostra fotografica “Montecristo, l’isola che c’è” promossa dal Comune di Marciana in collaborazione con l’Associazione Amici di Montecristo. Il percorso espositivo esalta la grandezza e l’unicità della collegiata e fa da cornice ad una serie di incontri che rendono questo contenitore culturale un momento vivace e propositivo ricco di appuntamenti da non perdere. Si inizia venerdì 2 luglio ore 21.30, con i saluti del Sindaco di Marciana Anna Bulgaresi e la presentazione dell’ultimo libro di Marcello Camici “L’Elba tra medioevo e rinascimento. Viaggio alla scoperta di un isola” che riporta alla memoria fatti storici e sociali dell’epoca medievale e rinascimentale, attingendo alle fonti archivistiche e soprattutto valorizzando le emergenze storiche come rocche, pievi e castelli che fanno parte del nostro patrimonio storico-culturale.
La serata è coordinata da Rossella Celebrini che eseguirà inoltre alcuni brani al pianoforte. Per finire con un brindisi e assaggi di specialità elbane offerti dal Bar La Porta, Bar Acropoli e Agruturismo Casa Fèlici di Marciana.
Si approda, domenica 4, a nuove sensazioni attraverso il video “Emozioni” realizzato da Piero Comanducci che riassume in un unicum tratti della recente storia elbana, passando per le eccellenze sportive, fino ai gioielli dell’arte italiana del 400.
Conclude la mostra, domenica 11, una visita guidata alle varie sezioni con approfondimenti sulle vicende di vita vissuta dalle famiglie dei guardiani presenti sull’isola fin dagli anni 40 raccontata da Raffaele Sandolo. L’esposizione ospita inoltre una raccolta di mappe storiche dipinte su tessuto con elementi naturali del territorio di Adriana Martorella.

Attendi…

Per il Presidente Enrico Rossi


da
Per il Presidente Enrico Rossi


pubblicato il 1 Luglio 2010

alle
21:59

Margarethe :
[COLOR=darkblue]Io vengo x il secondo anno all'isola però è vero, nn è giusto questi prezzi, ai residenti dovrebbero veramente fare prezzi diversi, ma anche a noi che comunque ormai ci siamo innamorati della vostra isola, però diventa sempre più difficile visto la concorrenza con sardegna e corsica. E' proprio assurdo, così fanno perdere tanti villeggianti. E nn mi sembra che l'anno scorso sia andata molto bene x alberghi e case private. Forse mi sbaglierò, ma non è una buona politica. [/COLOR]

593 membri iscritti al gruppo facebook :

Vogliamo prezzi piu' bassi per tutti dei traghetti Elba " Continente "

[URL]http://www.facebook.com/group.php?gid=101032436614982[/URL]

Attendi…

Porto


da
Porto


pubblicato il 1 Luglio 2010

alle
21:09

X CAMPESE DI CENTRO
Si in effetti hai ragione,non avevo preso in considerazione il problema che hai sollevato,mi sembra però che la tua soluzione sia ottima.
Hai visto che da privati in un attimo abbiamo trovato una soluzione a tutto?
Adesso vediamo quanto ci metterà il pubblico a trovare una soluzione,quantomeno decente, per risolvere questo problema che fa incazzare decine di persone ogni volta.
Resto in attesa

Attendi…

vittorio


da
vittorio


pubblicato il 1 Luglio 2010

alle
20:56

Con molta cortesia chiedo ai tecnici del comune di marciana marina di voler ripristinare i due lampioni che in via san giovanni,23 e 27 non funzionano da mesi,grazie mille.
inoltre colgo l'occasione per dire a chi scrive su questo blog,non sarebbe bello e utile firmare gli articoli coi propri nomi? gentilmente ringrazio Vittorio Dattilo

Attendi…

vecchio elbano


da
vecchio elbano


pubblicato il 1 Luglio 2010

alle
18:15

X I NOSTRI POLITICI

SI PARLA TANTO DI CRISI,MENO PRESENZE,ALBERGHI,PENSIONI E APPARTAMENTI MEZZI VUOTI E NON VOGLIAMO RENDERCI CONTO CHE CHI CI AMMINISTRA DA DECINE DI ANNI,SINDACI,AMM.RI PROVINCIALI,PARCO,REGIONE ECC.NON FANO ASSOLUTAMENTE NIENTE PER METTERE IN VEWTRINE NEANCHE LE NSS.BELLEZZE NATURALI CHE NON SONO POCHE !

AD ESEMPIO:COSA COSTEREBBE IN TEMPO E DENARO DIRADARE (NATURALMENTE SENZA FARE SCEMPI) LE PIANTE CHE, CRESCENDO IN MODO SPONTANEO E NATURALE,STANNO ELIMINANDO I BEI PANORAMI DI UN TEMPO ?
IL PARCO INSTALLO' DIVERSI ANNI OR SONO ALCUNE PIAZZOLE IN PUNTI PANORAMICI,ADESSO SO :bad: :bad: NO IN COMPLETO ABBANDONE E SEMI-DISTRUTTE E I TURISTI SI ARRAMPICANO SUI TAVOLI RIMASTI PER CERCARE DI FARE QUALCHE FOTOGRAFIA…………………………………..
NON SIAMO CAPACI NEANCHE DI MOSTRARE CIO' CHE MADRE NATURA CI HA DONATO,VERGOGNA !!

Attendi…

per vocina


da
per vocina


pubblicato il 1 Luglio 2010

alle
18:05

si e vero che la caput liberum al 31 12 2010 chiude i battenti come e vero che chiudono la cosimo de medici l'elbana servizi ambientale la civitas di marciana ecc ecc.in base ad un decreto legislativo del governo
di fine maggio le partecipate dei comuni sotto ai 30 mila abitanti o vengono cedute o dovranno essere chiuse …ed i nostri sindaci che dicono ……sono circa 100 120 posti di lavoro in crisi. politici sveglia

Attendi…

Servizi per l' Elba


da
Servizi per l' Elba


pubblicato il 1 Luglio 2010

alle
17:02

Stamani ore 13.05 Biglietteria Moby, alla stazione marittima : un solo sportello aperto : dietro impiegato sudaticcio in affanno: flia intreminabile di passeggeri in attesa del proprio turno per fare il biglietto: attesa affannosa e allucinata: la nave sta per partire. Non so se farò in tempo: quasi sicuramente perderò la nave. All' altro sportello cartello con scritto "CHIUSO". Signorina tranquilla all' interno smanetta intorno ad una stampante! Non credo ci siano commenti da fare!

Attendi…

DITTATURA


da
DITTATURA


pubblicato il 1 Luglio 2010

alle
16:41

è di questi giorni una circolare del ministro Gelmini inviata alle scuole dell'emilia romagna,dove si VIETA di criticare l'operato del governo in materia scolastica!!!Pena la sospensione con perdita del trattamento economico!!Ma i tg non ne parlano,e tutti tacciono

Attendi…

CARO DANTE


da
CARO DANTE


pubblicato il 1 Luglio 2010

alle
16:32

Così come hai posto la questione, non posso che essere d'accordo con te: razionalizzare, unificare servizi, ridurre i costi.
A questo scopo dovevano servire le gestioni associate e l'Unione dei Comuni. Ma, ahimè, entrambe stanno fallendo clamorosamente: le prime per implicita ammissione della Regione. La seconda per esplicita dichiarazione del presidente Della Lucia, che ha recentemente lamentato l’assenza dei finanziamenti regionali promessi, i soli che avrebbero garantito il funzionamento dell’ente.
Io continuo a ripetere che la semplificazione si può fare cominciando da dove è più facile: Rio e Rio Marina, Marciana e Marciana Marina. Hanno la stessa storia, gli stessi ceppi familiari, una medesima realtà economica e sociale; sono a un tiro di schioppo l’una dall’altra e hanno già in corso esperienze di collaborazione

Attendi…

X Toremar Ladrona


da
X Toremar Ladrona


pubblicato il 1 Luglio 2010

alle
16:04

Oltre ad essere incredibilmente di parte (chi sei?), mi devi spiegare se i prezzi praticati da altri sono inferiori… visto che, come ben sai, le sovvenzioni statali non sono applicate per far venire i turisti con 2€, ma per noi residenti, sennò dovrebbero essere ben superiori…
Qui tutti ci stritolano, non solo la Toremar, che mi sembra quella che ci stritoli di meno!

Oltre a questo, secondo me è maleducazione scrive in maiuscolo, è come urlare… e mi pare che qui regni la civiltà.

Attendi…

Dal Corriere


da
Dal Corriere


pubblicato il 1 Luglio 2010

alle
15:51

PER ANDARE IN PENSIONE NON BASTERANNO PIU' 40 ANNI DI CONTRIBUTI.

Dal Corriere :

Per andare in pensione, dal 2016, non basteranno più i 40 anni di contributi. È quanto prevede l'emendamento del relatore alla manovra e che fra l'altro innalza l'età pensionabile delle donne nella P.a. La novità è una conseguenza delle misure che prevedono che dal primo gennaio 2016 scatti l'adeguamento fra l'età pensionabile e la speranza di vita calcolata dall'Istat e si 'sommà agli effetti analoghi prodotti dall'introduzione della cosiddetta 'finestra mobilè prevista dalla manovra. In attuazione – si legge nell'emendamento – del decreto legge dello scorso anno che già interveniva sul fronte previdenziale si stabilisce che «a decorrere dal primo gennaio 2016 i requisiti di età e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva e il requisito contributivo di 40 anni ai fini del conseguimento del diritto all'accesso al pensionamento indipendentemente dall'età anagrafica sono aggiornati a cadenza triennale con decreto direttoriale del ministero del lavoro di concerto con il ministero dell'economia da emanarsi almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento».

Sempre a risparmiare sulla gente, mai che rinuncino a qualche privilegio.
Stai a vedere che ci tocca lavorà fino a 70 anni ……. :p

Attendi…

un campese del porto


da
un campese del porto


pubblicato il 1 Luglio 2010

alle
14:33

X CAPITANERIA DI PORTO E SINDACO DI CAMPO

MI DOMANDO COME SIA POSSIBILE CHE A MARINA DI CAMPO I POSTI BARCA A BANCHINA SIANO DIVENTATI ESCLUSIVA PROPRIETA' DI POCHI E SEMPRE DEGLI STESSI I QUALI ESERCITANO DA ANNI CON ASSOLUTA INDIFFERENZA TALE POSSESSO CON OGNI STRATTAGEMMA:CEDERE IL POSTO IN VIA PROVVISORIA A QUALCHE AMICO,SOSTITUIRE LA BARCA IMPORTANTE CON UN BATTELLINO DI POCO CONTO SENZA NEANCHE METTERE I PARABORDI E COSì VIA.
SI E' CREATA UNA SITUAZIONE PSEUDO-MAFIOSA CHE PRIMA O POI PORTERA' A DEGLI INCIDENTI IN QUANTO I SOLITI "ESCLUSI" NE HANNO LE P…E GONFIE,SPECIE QUEST'ANNO CHE CON I BASSO-FONDI NON SI SA DOVE METTERE BARCHE E BARCHETTE.
SAREBBE QUINDI OPPORTUNO CHE LE AUTOPRITA' PREPOSTE PRENDESSERO UNA VOLTA PER TUTTE DEI PROVVEDIMENTI,ALTRIMENTI SI ASSISTERA' PRIMA O POI ALL'ASSALTO A FORTE APACHE………………………… :bad: :bad: :bad: :bad:

Attendi…

Meneghinh Marcelleo – ACQUEDOTTI ELBANI


da
Meneghinh Marcelleo – ACQUEDOTTI ELBANI


pubblicato il 1 Luglio 2010

alle
14:17

Rispondo a idrico
Messaggio 15782 del 01.07.2010, 12:55
Provenienza: elba

Carissimo
Bisognerebbe che anche lei mi ascoltasse. Peccato che il discorso, per mè molto interessante, sarebbe lunghissimo per essere esaustivo. Cercherò di fare il mio meglio
I 25 Km di galleria rappresentano un’opera futura da realizzare per stralci e che sarà necessaria solo fra qualche decennio quando e se si vorrà rendere indipendente l’Elba dalla Val di Cornia. Quindi cominciamo a dividere l’opera in tanti tratti corti e da costruire uno dopo l’altro e a distanza di tempo e di investimenti. Lasciamo quindi perdere l’importo totale dell’opera che è solo un dato statistico e nulla più. Il primo di questi tratti da fare subito sarebbe già finanziato in quanto basterebbe dirottare i fondi che ASA ha già in tasca per fare altre opere (secondo mè infruttuose) all’Elba. Quindi in questo momento il problema economico non c’è. Lei parla di sostanze varie che si trovano nel granito del Capanne. Ma cosa c’entra questo? Il serbatoio-galleria è un manufatto interamente rivestito in calcestruzzo e quindi a perfetta tenuta, posto a 150 metri sul livello del mare e che avrà un tracciato studiato per fare il meno danno possibile (basterà solo rispettare la sua quota pari a 150 m. sul mare). Al suo interno, in questa prima importantissima fase, viene immagazzinata durante l’autunno-inverno-primavera la stessa acqua che, in quei mesi corre sui tubi dell’acquedotto in abbondanza rispetto al fabbisogno, acqua che poi rimane in serbatoio al buio e al fresco fino all’estate e quando arriva la crisi ed allora essa è pronta ad rientrare a gravità negli stessi tubi dai quali era partita: tutto qui. Questa è la prima fase da realizzare subito per risolvere immediatamente ed effettivamente l’attuale problema idropotabile. Non c’è manutenzione particolare se non quella ordinaria che tutte le opere richiedono ma soprattutto molto ma molto meno dispendiosa di quella manutenzione che richiederà il laghetto Condotto che , usando le cifre prima citate, l’ASA tra poco costruirà nei pressi di Portoferraio. Qui sì che occorre manutentare un laghetto all’aria aperta soggetto ai raggi del sole ed alle perdite del fondo naturale che non è, come la galleria, rivestito in calcestruzzo. Ma non solo! . L’acqua depositata nel laghetto per qualche mese, dovrà poi essere trattata, resa potabile per poter entrare in rete. Mi pare si tratti di tutt’altra cosa rispetto al citato piccolo tratto di galleria-serbatoio che non richiede alcun trattamento in quanto l’acqua vi può stare a lungo al fresco ed al sicuro e che per di più si trova a 150m. di altezza!
Io vorrei che non parlasse più delle perdite perché sta dicendo cose completamente errate a cui le ho già in parte risposto ma mi ripeterò ancora. Intanto le perdite reali d’acqua dell’Elba sono molto ma molto superiori al 30 % da lei citato. Io potrei arrivare a dirle che va persa metà dell’acqua che partendo dalla Val di Cornia arriva a casa dell’utente elbano e se commetto un errore questo è sicuramente per difetto. In secondo luogo io sono in possesso dei profili longitudinali delle condotte degli acquedotti elbani e ne conosco alcune caratteristiche fondamentali come le pressioni attuali di funzionamento. Le posso assicurare che la prima cosa da fare non è il rifacimento delle condotte ma la regolazione della pressione di funzionamento perché condotte che funzionano a quella pressione non possono non perdere! Le ho già detto che una grande parte delle perdite avviene negli allacciamenti privati ed anche qui, se non si regola la pressione di funzionamento, ma si fanno invece delle condotte nuove aumenta ancora di più la pressione di consegna dell’acqua e quindi aumentano ancora le perdite.
Le ho anche già detto un altro particolare e la prego di credermi, parlo per esperienza diretta. Il territorio elbano non è affatto facile da servire d’acqua ed anche la regolazione di cui sopra non è cosa facile. Bisogna ricorrere a compromessi e cioè prevedere apparecchiature di regolazione e sistemi di distribuzione sofisticati sì ma non eccessivamente! Ci si deve fermare ad un certo grado oltre il quale è preferibile tollerare un po’ di perdita salvo supplirvi con altri sistemi come ad esempio dei buoni accumuli attuati fuori stagione quando gli acquedotti sono ricchi d’acqua e gli utenti sono pochi!
Sarei contento la discussione continuasse ma la prego non citi più l’impegno di spesa di opere futuribili né di risoluzione dei problemi tramite eliminazione delle perdite attuate con il rifacimento delle reti.
Mi permetta dei farle una altro esempio con il quale forse riesco a spiegarmi . Immaginiamo che si decida di iniziare subito il rifacimento delle condotte colabrodo dell’Elba. Si Comincerà sicuramente nel punto di arrivo della condotta della Val di Cornia e quindi da est verso ovest ed immaginiamo di rifare il primo Km di rete. Lei sa cosa succede immediatamente in tutti gli altri Km di condotta posti più ma valle ed in tutti gli allacciamenti di utenza? Glielo dico io: la pressione aumenta a dismisura ed aumentano anche le perdite. Questo per dirle che la prima cosa da fare è la regolazione della pressione e per far questo ci sono sistemi collaudatissimi e già adottati da coloro che vogliono e riescono effettivamente a ridurre le perdite!
Ricambio il saluto chiedendo scusa se non riesco, nella fretta, a spiegarmi bene.
Marcello Meneghin

Attendi…

X Franco Serrantoni e p.c. Giovanni Muti


da
X Franco Serrantoni e p.c. Giovanni Muti


pubblicato il 1 Luglio 2010

alle
14:04

Cari signori, mi sono piaciuti davvero i vostri post, vere "chicche" di raro "parlar forbito" con condimento "politichese", ma… parlare come si mangia no??? un sacco di parole e concetti per non dire quasi niente di particolare, una vera chicca per intellettuali e cultori della parola, direi quasi un intermezzo sprecato per i consueti contenuti di Camminando!!
Ma, se devo dire la mia, propenderei per ciò che sembra dire il S. Muti, cioè il dire cambia aspetto secondo chi lo dice. Per poter "leggere" il contesto senza "vizi né interpretazioni", bisognerebbe ripristinare nella gente quei concetti di verità, lealtà e onestà che forse non sono mai stati presenti in assoluto ma in un certo grado una volta si. Un grande della politica, della filosofia e del "pragmatismo" una volta disse:
A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina! Ed io aggiungerei… quasi sempre!!

ECHO

Attendi…