Rimango veramente basito nel leggere il post riportato da Elbanotizie. E’ una accozzaglia così sconclusionata di concetti (in toscana li chiamiamo bischerate) che mi viene il dubbio che alla fine sia una semplice zingarata goliardica. Comunque si tratta un energumeno anonimo che sparla a briglia sciolta.
Dal momento che c’è il rischio che qualche lettore sprovveduto prenda per oro colato quei concetti, mi sento in obbligo di rispondere seriamente.
La “destagionalizzazione” è un concetto statistico che si applica a serie storiche su dati economici mensili per “depurarli” dagli effetti stagionali; utilizzare questo concetto per il fenomeno turistico è letteralmente un controsenso, perché il turismo per sua natura è soprattutto stagionale.
Più corretto è il concetto di “allargare” la stagione turistica; cioè come passare per es. dalle attuali 8-10 settimane elbane alle oramai consolidate 20 settimane di altre zone della Toscana.
Nel Chianti si sta cercando alacremente anche di riempire le settimane di bassa stagione (da novembre a marzo) fornendo nelle strutture servizi innovativi come aree Wellness (centri benessere) e aree Fitness (palestre); direi di più: molte strutture stanno perdendo clienti proprio per l’assenza di questi servizi integrativi anche per periodi di media-alta stagione.
A pensare che la stagione climatica all’Elba è molto più favorevole rispetto alle altre zone toscane; parafrasando un vecchio detto mi verrebbe voglia di dire che “non di solo mare vivrebbe il turista all’Elba”.
Turismo di qualità. Nel caso dell’Elba non si tratta di voler escludere certe categorie di turisti, ma prendere atto che questa selezione “naturale” la stanno già facendo attualmente le tariffe marittime tra la costa e la nostra isola.
Inoltre non è affatto detto che migliorando la qualità mediante servizi a valore aggiunto, quest’ultimi debbano scaricarsi “tout court” in maggiori costi per l’utenza; i servizi a valore aggiunto servono per essere più appetibili all’utenza. Le sopracitate aree Wellness e Fitness ne sono un esempio.
Infine Internet. Sta diventando la chiave di volta nel settore turistico per due fattori: il raggiungimento di un mercato mondiale (centinaia di milioni di utenti potenziali) e la disintermediazione del settore con notevoli risparmi per gli operatori.
Internet rappresenta una vera e propria “killer application” in questo settore strategico non solo per la nostra isola.
