..tanti, troppi anni fa, ricordo che eravamo divisi in bande che oggi sarebbero definite "organizzate" per via della loro rigidissima disposizione militare: un capo assoluto da venerare( se no erano nocchini in capo) , un vice capo che aveva funzioni di leccaculo , spia e compratore di pizzette, e i "soldati" , tutti a gruppi rigorosamente di due , un po'come i Carabinieri che ben conosco e nei quali anni dopo ho ritrovato il vecchio organigramma . Una sorta di Via Paal trasferita a Carpani .
Una delle attivita'piu'frequenti, oltre che alle sassaiole tra fazioni e i gavettoni agli stranieri , era il commercio e la vendita di fumetti usati, unica nostra fonte di sostentamento , con gli introiti dei quali potevamo acquistare il materiale per la nostra sopravvivenza, leggasi SuperTele, pizzette, e miscela per i motorini ( SI e CiAO in prevalenza)
Le bancarelle venivano allestite all'alba, di solito in prossimita'delle zone e degli incroci piu'trafficati, come supermercati e distributori di benzina .
Tutti dovevano contribuire a portare un certo quantitativo di fumetti, pena l'esclusione dai dividendi finali ( circa 1000 lire a fine mese) ed erano costretti a turni massacranti, senza neanche una pausa per una partita a flipper o a qualche giochino elettronico che veniva azionato gratis muovendo con maestria la spina dell'attacco della corrente . La vera sofferenza era pero'privarsi dei fumetti, ognuno di loro era un piacevole ricordo, ognuno di loro era stato comprato e cercato a costo di indicibili ricerche e sacrifici nelle varie bancarelle nostre rivali in giro per l'Elba .
Un misto di emozioni arrivava con la vendita di ognuno di questi cimeli: la contentezza per le lire che riempivano la scatola di scarpe, ma subito dopo la drammaticita' del non poter piu'leggere il tex o lo Zagor , che seppur sapevamo a memoria, era per noi un pezzo della nostra cultura…Riflettendo su questi bei ricordi, ho fatto un acrobatico paragone con le bellezze di Portoferraio, cosi'ben citate in un articolo recente dell'amico Bruno Paterno'.Cosi'come i fumetti venivano dati al miglior offerente, o a chiunque ce li pagava, anche le glorie e i pezzi rari della bancarella Portoferraio sono da troppo tempo in svendita a tanti e troppi padroni, che magari neanche ci giocheranno, ma le penseranno come semplici tramiti commerciali, con i quali trarre ricavi e utili.
Il porto e il suo panorama , non รจ forse un vecchio tex serie oro? La Gattaia non puo'essere considerata uno dei primi Zagor, magari contro il Vampiro? E le bellezze del Puntale, non sono l'equivalente di una collezione di Alan Ford privata dei primi dieci numeri, i piu'belli? La Calata e la Darsena , recintata e occupata , non sembra una collezione di Super Eroi alla quale mancano tutti i numeri dell'Uomo Ragno? E cosi'via, senza parlare di spiagge, di panchine, di recinti, di tante, troppe cose svendute, che ritroviamo in vecchie litografie Portoferraiesi, ingiallite come tante pagine di Supergulp ormai introvabili .
Era bello avere un po'di soldi per una pizza il sabato sera, che ci dividevamo in venti , ma poi, la mattina dopo , c'era un buco tristemente vuoto sugli scaffali davanti al nostro lettino , un buco che nessuno ci ridara'piu'… e come diventava acida allora quella pizza…….
PORTOFERRAIO SVENDESI SU BANCARELLA USATO
