X Giuseppe Torni
Sig. Torni, fortunatamente viviamo in democrazia, per cui siamo liberi di pensarla ciascuno come ritiene meglio, sulla base delle proprie esperienze di vita e del proprio livello culturale ed intellettuale.
Perciò va rispettata la sua ideologia di sinistra, come quella di destra e quella di centro.
Però, mi permetta di dirle che forse ha le idee un tantino
confuse sull'Elba e su ciò che è la vita su un'isola.
Intanto le tariffe dei camion non solo certo quelle che dice lei: sarebbe bene fosse così! In realtà gli automezzi che trasportano le merci pagano, in virtù della propria lunghezza, tariffe ben più elevate di Euro 70,00. Ma soprattutto (cosa che lei ingora) c'è un prezzo nettamente diverso se il camion viaggia carico o scarico (quando è carico di merci paga quasi il doppio).
Al riguardo, provi un po' ad informarsi quanto paga ESA per i camion che portano fuori la spazzatura.
Poi, lei parla di merci di piccola pezzatura che fanno numero per riempire l'automezzo e pertanto ammortizzano meglio il costo, ma pensi a materiali più ingombranti quali mobili, elettrodomestici, biciclette, ecc. Se poi si parla di acqua in bottiglia e altri generi dal valore intrinseco basso, sa quanto incide il costo del traghettaggio?
Inoltre, lei molto ingenuamente dice: l'autista perde due ore, andata e ritorno. No, caro signore, non è così.
Incominciamo a calcolare il tempo di preimbarco sul piazzale di Piombino, poi lo sbarco e il raggiungimento della meta, che non è detto sia Portoferraio: può essere anche S.Andrea, Capoliveri, ecc.
Dopo aver compiuto tutte le operazioni di scarico, il mezzo torna a Portoferraio, e lì deve aspettare la prima partenza utile: considerando che d'inverno le corse sono molto più diradate, può capitargli di dover aspettare anche un paio d'ore, ed ammesso che trovi posto sul primo traghetto!
Allora, quanto tempo perde un camion per venire a consegnare sull'isola? A seconda degli orari e del posto dove deve andare, gli parte quasi la giornata. Quanto incide allora il costo del traghettaggio sulle merci che giungono all'Elba? Rifaccia un pochino i conti sig. Torni e vedrà che le cifre son ben diverse da ciò che lei ha asserito.
Poi, lei parla di industrie che delocalizzano in Croazia, Romania, Cina. Cita Termini Imerese e la Fiat.
Ma mi dice cosa c'entra tutto ciò con l'Elba (della quale stiamo parlando), con l'on. Bosi e con il suo libro ?
Per i motivi di cui sopra (elevata incidenza di costi logistici), per mancanza di spazio territoriale e per una serie di altri motivi, l'Elba non potrà mai, e non ha potuto nemmeno in passato (quando c'erano le agevolazioni della Cassa del Mezzogiorno), essere una realtà di tipo industriale.
E' proprio un'altra cosa, sig. Torni, quindi visto che parliamo dell'Elba, cerchiamo di essere un po' più appropriati e pertinenti.