E’ forse utopicamente corretta, aumentiamo la massa, diminuiamo i costi per utente, stimoliamo la formazione di nuove attività.
Il concetto in sé è semplice e corretto , ma mal si applica all’Elba ed avrebbe forse senso solo se la massa aumentasse per merito della fertilità delle coppie residenti; stimolare una migrazione verso l’Elba è infatti impossibile vista comunque la limitatezza di movimento imposta dalla condizione di piccola isola e creare falsi residenti non servirebbe a mantenere la massa critica che giustifica il mantenimento di servizi che vivono non in funzione della popolazione teorica , ma di quella che effettivamente ne usufruisce.
E’ quindi il classico caso del cane che si morde la coda ed imiterebbe il fallito modello spagnolo di sviluppo della fascia costiera che è quello che ha scatenato la crisi immobiliare di quel paese o quello americano di Miami che soffre oggi del più alto tasso di disoccupazione negli USA.
Già ora l’antropizzazione dell’isola è arrivata a livelli insostenibili per l’ambiente, nei regolamenti urbanistici si parla di protezione della fascia costiera in tutte le pagine, ma la realtà è che l’80% degli scarichi finisce in mare senza trattamento alcuno , l’erosione delle spiagge sta toccando anche da noi livelli degni dell’alta costa toscana , la cementificazione delle valli provoca alluvioni sempre più frequenti e le risorse idriche sono scarse anche in anni come questo in cui l’acqua certamente non dovrebbe mancare.
Aumentare ulteriormente l’impatto antropico in una situazione come questa , significa completare il deterioramento dell’unica risorsa residua realmente attraente per l’utenza turistica senza certezza alcuna di cambiare le cose.
La frase ricorrente del Bosi o dei suoi collaboratori che le scelte vengono fatte dai residenti e non dai turisti o dai proprietari di case è un segno importante della fragilità del progetto : sono i non residenti oggi che mantengono in vita i comuni dell’isola con l’ICI al 7 x mille e le sovratasse , non i residenti od i presunti tali; sono i turisti che mantengono in vita le poche e costosissime attività rimaste ; alienarseli, offenderli, ignorare le loro richieste legittime, significa chiudere tutto , sia con 30 che con 50000 residenti e le porcate come lo sbancamento della collina di San Bennato non sono state ben interpretate da chi quest’anno ha visto Cavo, né lo sarebbero le altre 4 o 5 previste nel suo ambizioso R.U. ora bloccato.
Purtroppo la scelta di costruire molto e male ,che nasce a partire dagli anni 80’ ,viene scontata oggi ; si è consentita l’abitabilità a loculi di 28 mq (o meno) quando nelle località turistiche di spicco se ne chiedevano almeno 50, ci si è alienati un turismo elitario che frequentava l’isola fin dagli anni 60’ con espropri e dispetti vari che nessuna giustificazione avevano se non l’invidia per la diversa condizione sociale, si sono smontate ville importanti per frazionarle in mini da poveri e si è scatenata la corsa all’acquisto con la liquidazione impiegatizia e la prospettiva di affittare al nero. Il turismo di massa non è compatibile con luoghi delicati come l’Elba , era facile capirlo, ma lo si è volutamente ignorato sino a quando si è standardizzata un utenza che si porta da casa anche la carta igienica ed ora si vuole fare marcia indietro.
Se il Bosi , o chi lo seguirà, vorrà reperire nuove risorse per : riempire le buche delle strade, costruire finalmente un depuratore a Cavo,fare una rete idrica degna di questo nome, svuotare i cassonetti tutti i giorni e non quando capita, pulire le spiagge ecc.ecc. non potrà far altro che attivare finalmente uno sfruttamento turistico delle miniere di Rio che da quarant’anni producono solo lavoro fittizio,maneggi di minerali e perdite di bilancio, favorire le ristrutturazioni dell’esistente e non l’ulteriore cementificazione del territorio, ottimizzare lo sfruttamento degli 80000 mq del porto di Rio che potrebbero ospitare il triplo delle barche attuali , ovvero, in virtù della nuova legge che glielo consente, far finalmente emergere gli affitti al nero, ma per fare tutte queste cose cose , dovrà prendersela non con i turisti rompipalle, ma con gli elbani , che hanno sì una certa idea dell’Elba e della vita, ma notevolmente diversa dalla sua.
Auguri di cuore.
[SIZE=4][COLOR=darkblue]LA…. SUA IDEA DELL’ELBA [/COLOR] [/SIZE]
