Qualcuno può darmi delle spiegazioni.
Gimmi Ori
L'Elba e' contro il caro-traghetti
P.S.
Ci prepareremo anche per andare a manifestare a Firenze davanti alla sede della Regione .
Carloforte – Porto Vesme mg. 4,5
Portoferraio – Piombini mg.13
Saluti
Dopo la caduta del muro di Berlino il P.C.I, vista l’ormai manifesta insostenibilità della loro ideologia, avrebbe dovuto iniziare un vera autocritica sul comunismo e aprire un dialogo con chi da sempre professava il riformismo.
Si sarebbe creato, così, un unico e forte partito socialdemocratico, com’è avvenuto negli altri paesi europei. Se ciò non è accaduto è per i motivi addotti da lei, ma non solo: non bisogna dimenticare che il PCI è stato il primo vero partito azienda della storia repubblicana. Un’ azienda con ampi e complessi interessi economici e una vasta schiera di politici di professione, funzionari e dipendenti. Questi, per paura di perdere il loro status e le relative prebende, hanno rimandato il processo di revisione del comunismo italiano. Non arriverò a dire che, a questo scopo, hanno inventato “mani pulite” ma, mentre navigavano in pessime acque, hanno visto passare quella scialuppa e, piuttosto che annegare, ci sono imbarcati.
Così hanno inventato -unici nella storia del movimento operaio internazionale- la “via giudiziaria al socialismo” per annientare il PSI e gli altri partiti riformisti i quali, solo per il fatto di esistere, li avrebbe costretti a fare i conti con la propria storia.
Hanno imboccato questa scellerata scorciatoia e per questo, oggi, si dibattono in mille difficoltà.
Gimmi Ori
l'Elba è contro il caro-traghetti
Cordiali saluti dall'Elba
Gimmi Ori
portavoce del costituendo comitato
" l'Elba è mcontro il caro-traghetti "
P.S. cosa significa la parola elbano dopo il suo nome e cognome , quando scrivevo io qualcosa al riguardo , tutti a criticarmi .
LA CRISI TURISTICA NON DIPENDE DAL CARO TRAGHETTI
di Maurizio POLI
Da operatore turistico che opera tutto l'anno sull'Elba , e' ovvio che la crisi turistica non dipende solo dal caro-traghetti , che , comunque a mio modestissimo parere , e' la causa principale , visto la crisi economica , in quanto i turisti prima di andare fanno i preventivi di tutto , anche del viaggio .
Per arrivare a casa ci vuole la strada .
Gimmi Ori
portavoce del costituendo comitato
" l'Elba e' contro il caro traghetti "
Caro sig. Gimmi Ori, non essendo utente abituale di Camminando ho letto solo ora il suo messaggio in merito al caro-traghetti ed espongo alcune considerazioni. E' voce comune che il traghetto abbia prezzi eccessivi, ed una prima grezza riprova può venire da confronti con traghetti che servono altre isole i cui prezzi paiono inferiori. Ma ciò è un approccio spicciolo, da discussione al bar! La mia prima sensazione è che la tratta elbana sia vista come "la mucca da mungere". Il primo ragionamento da fare verte sul "costo" del servizio reso e sul relativo "prezzo" del biglietto. La differenza fra i due elementi costituisce il margine lordo di guadagno/perdita del gestore. Il "costo" può essere calcolato con i metodi dell'economia, che qui posso solo accennare: conoscendo il costo d'investimento di acquisto del traghetto, il periodo di ammortamento (20 anni?), il costo di gestione – l'armamento (il personale a bordo), il personale di ufficio a supporto, le spese di carburante e di manutenzione , le spese accessorie, il numero dei viaggi annuali – può essere calcolato il costo totale annuale dell'iniziativa imprenditoriale che divisa per il numero dei passeggeri/utenti previsto dà il costo medio di un passaggio fra Piombino e l’Elba.
In un regime di libero mercato l’imprenditore agisce sia sul “costo” – minimizzandolo – che sul “margine” – decidendo il limite del suo guadagno – allo scopo di acquisire il cliente. Cioè agisce su questi fattori tenendo d’occhio la concorrenza, che d’altra parte fa lo stesso. Ma qui non si parla di libero mercato, bensì di duopolio pubblico/privato, a cui solo recentemente si è aggiunto un terzo attore. Inoltre nel problema hanno influenza anche le sovvenzioni che lo stato eroga al fine di garantire il servizio sociale (cioè un minimo di corse giornaliere anche nei periodi fermi – ma credo che ormai il traffico sulla tratta sia ormai pressoché stabile tutto l’anno con punte moltiplicate, forse anche di un fattore 10, nel periodo estivo)
Esaminiamo i fatti. I prezzi praticati dalle due compagnie sono abbastanza simili, entrambi elevati, però l’una (la privata) mi sembra che abbia alti guadagni mentre l’altra (la pubblica) sia in perdita. Quindi debbo pensare che sia malgovernata, od oberata da debiti pregressi che le impediscono di rientrare in nero pur in presenza di ampi margini.
Nell’assenza anche prospettica di un vero mercato di molti concorrenti – non ne vedo la realizzabilità – e nell’assenza di strumenti giuridici atti ad imporre il prezzo – impossibili in un regime privatistico, anche se molti gradirebbero simili soluzioni – vedo possibile un solo approccio teorico: una compagnia di mano “pubblica” basata sul concetto di servizio di pubblica utilità (che possa accettare di operare con “margine” basso fino a quasi nullo) ma gestita con metodi privatistico sul piano dei “costi” (quindi operando al costo minimo). Ma temo che sia utopia, poiché la compagnia pubblica sarebbe sottoposta a tali e tanti vincoli politici, ai quali non potrebbe sfuggire, che la porterebbero ad operare con “costi” elevati fino ad allinearsi ai “prezzi” del concorrente privato o poco meno. Con santa pace del mercato ed in barba all’utente/pollo da spennare! Tutti conosciamo molti esempi di tale condotta (anche Alitalia che è fallita pur avendo il monopolio della “tratta d’oro” Milano-Roma, oppure Tirrenia – avete sentito dei suoi 4 traghetti abbandonati nuovi ed inutilizzati con sorveglianti ed anche qualche equipaggio a ruolino paga?).
In buona sostanza: dovremmo avere un imprenditore in grado di fornire un servizio al “costo” minimo (modello privato) con “margine” nullo (modello pubblico), o in alternativa averne molti in concorrenza fra di loro.
Oppure, se fossero pochi e privati (come sembra stia per avvenire nel futuro – e certamente non si farebbero concorrenza, bensì si aggiusterebbero su prezzi allineati mediamente) l’unica leva per tutelare l’interesse degli elbani sarebbe un ferreo controllo sul rispetto del contratto di servizio da effettuare con enti terzi indipendenti, duro fino alla rescissione forzata dello stesso in caso di inadempienze sia sul piano economico (prezzi) sia su quello del servizio (numero corse). E’ inoltre evidente che detto contratto di servizio dovrebbe essere predisposto da veri conoscitori del mestiere, professionalmente liberi ed indipendenti dalle parti – e non so quanto ciò sia possibile.
Perciò preferisco la prima soluzione: sarebbe l’unica garanzia di continuità territoriale per l’Isola a prezzi minimi: coniugare l’efficienza del privato senza aver il relativo obbligo di massimizzare il guadagno. Un “pubblico” efficiente: sarà mai possibile?
Cordialmente,
Alberto Nannoni, elbano
ripartiamo dalle chiacchiere al bar del sig. Nannoni di Piombino :
Lei parla di Tirrenia ( e sono di Tirrenia non di Toremar le navi veloci di cui parla ) , ma non ha letto la notizia che un noto armatore privato interessato ( di una compagnia dal nome simile al suo ) , ha dichiarato alla stampa che paghera' di piu' il personale navigante e ne mettera' di piu' su ogni nave della Tirrenia ?
Per tornare alla Toremar avra' piu' contributi pubblici di prima quindi gli utili aumenteranno , il personale rimane tutto quello che c'e' e per il loro contratto e orario di lavoro , come hanno gia' dichiarato autorevoli esponenti del PD alla stampa , ci sono i sindacati .
Quindi se gli utili aumenteranno si possono anche diminuire i prezzi come dice la legge , altrimenti che si fa a fare la privatizzazione .
Ottimizzare tratte e orari per favorire la continuita' territoriale e le coincidenze con gli altri trasporti , sicuramente c'era un danno erariale ( da Corte dei Conti ) nel far partire le navi ai 40 e ai 00 oppure ai 10 e ai 30 minuti dell'ora , qualcuno raccoglieva la gente per 40 minuti dell'ora e l'altro per 20 minuti , per esempio .
Comunque le sue preoccupazioni sarebbero sopite se fosse fatto un bel bando europeo e ci fossero almeno cinque compagnie di navigazione italiane e/o europee e se vuole anche del resto del mondo , che si dividessero equamente i 50 accosti disponibili , vedra' come una bella sana concorrenza fa diminuire i prezzi .
Cordiali saluti
Gimmi Ori
portavoce del costituendo comitato
" L'Elba e' contro il caro-traghetti "
P.S.
Lei ci viene alla manifestazione del 29.09.2010 ore 17,00 contro il caro-traghetti al porto di Portoferraio ?
Da sempre difendo l'istituzione dell'area protetta, voluta dalla vecchia DC negli anni 90, da chi vuole fare LIBERAMENTE su questa Isola gli affari propri fregandosene dell'ambiente e delle persone che ci vivono.
E mi creda i miei interessi personali andrebbero nella direzione opposta… :p

Cordiali saluti
Gimmi Ori
portavoce del costituendo comitato
" l'Elba è contro il caro-traghetti "
P.S.
Per quanto riguarda i conti fanno parte del mio mestiere , sono un ragioniere-imprenditore , in ogni caso la invito alla manifestazione contro il caro-traghetti del 29 settembre al Porto di Portoferraio ore 17,00 , abbiamo anche delle adesioni dalla Toscana e dai proprietari di seconde case .
Non sono mai stato un europeista completamente convinto, ma se la Comunità riuscisse vittoriosa in questa lotta titanica contro uno dei più scandalosi privilegi clericali sostenuto dal nostro governo vergognosamente bigotto, stapperei non una ma mille bottiglie.
Caro Defender Ilvae, io un uomo LIBERO ma LIBERO veramente, e sono contro qualsiasi tipo di proibizionismo, ma se tu difendi il parco, allora mi sa che tu vivi da un'altra parte.
Saluti