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Graziani assolto con formula piena per il caso-Vallone [/COLOR] [/SIZE]
"Il fatto non sussiste" anche per Mai, consulente comunale. L'avvocato: “Soddisfatti del risultato, agiremo per ingiusta detenzione, l'ex vicesindaco sottoposto a contestazioni controverse e cervellotiche, ma alla fine sempre prosciolto". Lui: "Non si deve smettere di avere fiducia nella magistratura"
LA SENTENZA
Enrico Graziani
Il fatto non sussiste. Per Enrico Graziani ex vicesindaco e assessore ai lavori pubblici a Campo nell’Elba e Roberto Mai consulente comunale, oggi il giorno del verdetto finale. L’assoluzione con formula piena è stata pronunciata questa mattina in primo grado dalla sezione penale del Tribunale di Livorno in composizione collegiale che vedeva impegnati i magistrati Dal Forno, Zucconi e Iadaresta. Nel processo era coinvolto anche l’imprenditore Luigi Pieruzzi, per il quale è stata dichiarata l’assoluzione per prescrizione del reato. Un processo lungo e articolato in cui a Graziani veniva contestato di aver concusso una cena e di aver tentato di estorcere al titolare della ditta che gestiva la raccolta differenziata di ferro e legno al centro del Vallone di Marina di Campo la somma di 20 milioni di lire. Stesse accuse, più un altro episodio, contestato a Mai. I fatti contestati si sarebbero succeduti in un tempo relativamente lungo: dal 2001 al 2005. Nel calderone erano finite anche la delibera di giunta comunale che affidava l’incarico per il compostaggio domestico a Tekneko, oltre alla delibera di Consiglio che rinnovava l’incarico alla stessa società. “In questo caso – spiega l’avvocato Lorenzo Calvani, difensore di Mai e Graziani – Sarebbe stata sufficiente per gli imputati la dichiarazione di prescrizione del reato, ma il Tribunale in composizione collegiale ha voluto, comunque, dichiarare anche per questi capi d’accusa l’assoluzione perché il fatto non sussiste”. Per questa vicenda che colpì molto l’opinione pubblica, Graziani e Mai furono sottoposti a misura cautelare tradotta in quattro mesi e mezzo fra detenzione in carcere e arresti domiciliari. Il Pubblico ministero Luca Masini, al termine del processo aveva chiesto pene durissime: quattro anni e mezzo per Roberto Mai e cinque e mezzo per Enrico Graziani, ma il Tribunale è andato nella direzione opposta. “Siamo soddisfatti del risultato – spiega Calvani – penso a quanto fatto da Graziani durante la sua vita politica e ai processi controversi che, definirei, anche cervellotici, nei quali è stato coinvolto e dai quali è uscito sempre vincitore. Il Tribunale, lo ha sempre assolto – prosegue Calvani – Sono sempre stato convinto della sua innocenza. Graziani ha sempre detto di non aver fatto mai nulla di male e la sua fiducia nella giustizia non è mai venuta meno. Per questo ha affrontato sempre a testa alta le vicende giudiziarie di questi anni.” Poi le parole di Enrico Graziani: “Bisogna credere nella magistratura – dice emozionato – Questa è la cosa più importante che mi sento di dire in questo momento di dire”. Intanto la difesa annuncia di promuovere l’azione per il risarcimento del danno per ingiusta detenzione.
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