ora che la signora Giuzio è assessore vogliamo proprio vedere cosa farà per la città di portoferraio
fino ad oggi come imprenditrice turistica (è socia in una delle agenzie che gestiscono gli scali delle crociere a pf)
la sua attività è stata sempre e solo volta alla promozione degli imbarchi dei turisti una volta scesi su bus verso portoazzurro,marciana marina ....
113666 messaggi.
BUONGIORNO CAMMINATORI ,
QUALCUNO SA DIRMI DI QUALE DISPOSITIVO SI TRATTA ?
NUMERO DATA TIPO .
[COLOR=red]all’uscita dell’Isola d’Elba dal dispositivo delle Isole Minori e l’inserimento nel Dispositivo delle Isole Maggiori, Sicilia e Sardegna .[/COLOR]
🙂
Vorrei fare i complimenti alla compagnia " Rita e gli animali da palcoscenico" che ieri sera hanno dato il meglio di se in una brillante commedia " Dove vai tutta nuda", bravi bravi bravi ,non sembrate dei principianti ma piuttosto dei veri attori che fanno solo quel mestiere, invece tutti fate delle professioni che vi impegnano molto, quindi ancora più BRAVIIIIIIII!!!!!!!!
Fateci sapere quando andrete con la replica, GRAZIE PER AVERCI FATTO DIVERTIRE COSI' . Brava all?unica donna che ha fatto da padrona sul palcoscenico, e gli altri eccezionali.
Caro Dreamer, il Parco della Corsica comprende circa un terzo (un terzo!) dell'isola e due zone a mare. [URL=http://www.parc-corse.org/]http://www.parc-corse.org/[/URL]
(a Piombino chi ha la mente sbarrata... a Piombino):gren:
“L'ELBA minaccia di diventare, e in parte è già divenuta, una propaggine della malavita organizzata”, si legge in un appello per l’Elba del 2006 che allego e che invito tutti a leggere o rileggere senza pregiudizi. Vorrei chiarire che non è mio obiettivo sponsorizzare il “comune unico” bensi portare all’attenzione le motivazioni alla base dell’appello allegato.
Il reale pericolo di una deriva mafiosa è il gravissimo problema che ogni Elbano deve comprendere fino in fondo, farlo proprio e combatterlo con tutte le forze. Deve dar prova di averlo compreso fino in fondo e prendere posizione, per non dire poi a babbo morto di non averlo capito bene, soprattutto chi utilizza i mezzi di comunicazione per portare avanti proprie idee ed ambizioni e chi, in piccolo o in grande, può fare opinione ed informazione direttamente o indirettamente. Ed anche chi si dice orgoglioso di essere Elbano e ricopre ruoli sociali di una certa importanza. L’Elba e dintorni sono gioiellini che fa gola e anche tanto anche ad Elbani qualche volta, diciamolo pure, un po’ troppo disinvolti. Ora, mentre è un po’ troppo azzardato e fuori luogo definire questi ultimi personaggi “mafiosi” , non è affatto azzardato definire il meccanismo che si mette in moto o che si predispone, estremamente funzionale ad una affermazione realmente mafiosa sul territorio. Questo modo di operare e soprattutto il silenzio, stende ponti d’oro al mafioso di razza. I segni già esistono, inequivocabili, tanti e documentati. Quindi per favore, se seriamente vogliamo fare qualche cosa per l’Elba, cominciamo subito con una massiccia opera di sensibilizzazione e vigilanza sul problema perché terribilmente palese. Parliamone, discutiamone, facciamo sentire chiaramente che il problema è nel mirino che già questo è un buon antidoto.
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Appello per l'Elba: il Comune Unico contro la mafia
Da Elbareport dell'11 novembre 2006
L'ELBA minaccia di diventare, e in parte è già divenuta, una propaggine della malavita organizzata. Le recenti
vicende giudiziarie hanno rivelato il ripetersi di gravi episodi di corruzione che dimostrano che l’Isola è divenuta terreno fertile per infiltrazioni mafiose e per una “politica di rapina” quasi sempre gestita da portatori d’interesse estranei all’Elba e alla sua Storia.
Un termine, un alt perentorio deve essere immediatamente posto a questa minacciosa e straripante deriva, se non vogliamo che la nostra Isola perda del tutto e per sempre i caratteri che ne avevano fatto un gioiello dell'Italia, sia per la sua natura e il suo mare, sia per la sua Storia, che è uno straordinario compendio delle complesse vicissitudini del nostro paese, fin dall'inizio dei tempi.
Le cause del degrado vanno individuate nella mancata definizione di un turismo compatibile con le caratteristiche accennate. L'Elba non è né Viareggio, né Rimini né altro. E’ un’isola mediterranea con proprie caratteristiche e specificità ambientali, storiche e culturali, che proprio per questa sua identità straordinariamente ricca deve essere amata e rispettata da chi vi risiede stabilmente e da chi vi
soggiorna per turismo.
Danni gravissimi sono stati fatti in questi ultimi decenni dalla mancata tutela dell’ambiente e dall'indiscriminata inflazione edilizia, dal disordine e dalla casualità dei piani urbanistici (cui solo oggi si tenta di porre rimedio).
Un danno ulteriore discende inoltre dallo spezzettamento amministrativo in otto comuni per soli 30 mila abitanti, una segmentazione assurda che,
se ha avuto origine nelle occupazioni straniere e nelle spartizioni della Storia passata, è ormai divenuta del tutto anacronistica.
L'Elba e gli Elbani che ne sostengono il carico, sopportano così un assurdo spreco finanziario e di risorse umane per sovvenzionare:
-un numero di consiglieri comunali spropositato rispetto ai consiglieri di Roma o di Milano;
- una moltiplicazione dei servizi - dalla nettezza urbana all'anagrafe alle polizie municipali - che costituiscono degli inutili e costosissimi duplicati;
- una frammentazione non più giustificata da presunte identità di campanile, in realtà funzionale alla conservazione di centri di potere, non soltanto amministrativi, che sono stati spesso non un presidio contro, ma un veicolo ulteriore di degrado civile.
Per uscirne, per ridare all'Elba l’identità unitaria che le compete ed il respiro di un'aria civile e sociale sana, che corrisponda all'atmosfera che la natura le ha elargito, noi sottoscritti ci appelliamo all'opinione pubblica intera, senza distinzione di convincimento politico o religioso, al fine di chiedere tutti insieme, al Governo, alla Regione, alla Magistratura, un esame immediato delle strutture amministrative e di tutela dell'ordine e della giustizia nell'Isola, al fine di prendere tutte le misure che si impongono, anzitutto per unificare in un solo Comune, con sette Consiglieri Delegati e una trentina di Consiglieri comunali in tutto, l'organizzazione civile dell'Elba.
Il compito è grave e arduo, ma il tempo corre rapido verso scadenze che potrebbero rivelarsi non più rimediabili.
Carlo Baroni - Ordinario all’Università “La Sapienza” di Roma (Nisporto)
Giuseppe Battaglini- direttore della Biblioteca Foresiana di Portoferraio
Franco Cambi-Professore Associato di Archeologia all’Università di Siena (Portoferraio)[/SIZE]
Margherita Cerletti –Presidente degli “Amici del festival musicale dell’Elba” (Capoliveri)
Giorgio Fanti – Giornalista e scrittore (Procchio)
Riccardo Francovich- Ordinario di storia medievale all’Università di Siena (Porto Azzurro)
Umberto Gentini - Redattore della rivista ”Lo Scoglio”. (Portoferraio)
On. Giuseppe Lucchesi – Presidente Comitato Certificazione Ambientale (Portoferraio)
Leonardo Preziosi – Responsabile Progetto e Promozione Assidai – (Portoferraio)
Leonardo Santi -Professore emerito all’Università di Genova (Rio nell’Elba)
Giuseppe Tanelli – Ordinario Georisorse e Mineralogia Ambientale dell’Università di Firenze (Pomonte)
Francesco Varanini – Antropologo, scrittore e giornalista (Portoferraio)
[COLOR=blue][SIZE=3]Egregio Presidente Tozzi, [/SIZE] [/color]
ho letto i suoi ultimi interventi sulla stampa e, come spesso mi accade, non ho saputo resistere alla tentazione di risponderle.
Chi ha “paura” della Foca monaca? Nessuno, ovviamente. Un animale pacifico e timido, prezioso per chiunque abbia a cuore la conservazione della biodiversità non può certo generare “paure” di alcun genere. Ma è anche vero che se si esce dalla logica scientifica, sfruttando impropriamente miti e leggende, qualche apprensione potrebbe anche essere giustificata.
Trent’anni fa, Montecristo venne chiusa alla pesca, al traffico marittimo e financo alla balneazione “al fine di proteggere la Foca monaca”. Se effettivamente fosse stata presente sull’isola una colonia vitale di questi pinnipedi il provvedimento sarebbe stato ampiamente giustificato, considerando la scarsa adattabilità della specie e la nota sensibilità al disturbo antropico, ma così non era, purtroppo. Le foche erano già da tempo scomparse, e se anche qualche sparuto esemplare, sopravvissuto miracolosamente ad una feroce mattanza durata secoli e alla quasi totale scomparsa di siti adatti alla riproduzione (come ben sa, le grotte sono state solo un pessimo e insicuro palliativo: servivano, e servono, spiagge isolate e protette, prospicenti ad acque pulite e ricche di prede) poteva ancora frequentare le acque tirreniche, era già allora ben chiaro che si trattava solo di una pia illusione.
Da allora, Montecristo è rimasta chiusa a tutti, tranne che agli arcinoti “vip” in cerca di un’esclusiva privacy. Di foche, ovviamente, nemmeno l’ombra, ma in compenso, grazie anche a chi, come lei, ribadisce la necessità di impedire quel minimo “sfruttamento” turistico che consentirebbe, fra l’altro, di reperire fondi in maniera autonoma, stiamo pian piano perdendo un tesoro non solo ambientale ma anche storico e culturale. Il guardiano se n’è andato, non si sa se come e quando verrà sostituito, e quel poco di manutenzione alla parte “antropizzata” non è più garantita. Rovinose frane e decine di alberi enormi sradicati e lasciati in bella vista sembrano mostrare un palese dissesto idro-geologico (ma qui siamo nel suo campo: ci faccia sapere..).
Alcuni manufatti, come il magazzino dei Pescatori, importantissimi per la conservazione della memoria storica, stanno cadendo a pezzi.
La Villa Reale è in discrete condizioni, ma è stata saccheggiata negli arredi e presenta vistosi segni di scarsa manutenzione, fatte salve le splendide attrezzature di cucina, apparentemente nuovissime e degne di un ristorante “tre forchette”: ma a chi dovrebbero servire? Viene il sospetto che i nostri amici vip non abbiano perso il vizio…
Il piccolo museo è in condizione penose: quattro stelle marine muffite, quattro barattoli dal tappo rugginoso contenenti organismi rinsecchiti dall’evaporazione dei liquidi conservanti, e buon ultimo un grande acquario dove un paio di poveri pesciotti sopravvivono miracolosamente nonostante il ricircolo e la filtrazione siano interrotti durante i lunghi periodi di inattività del generatore.
E tralasciamo il problema ailanto, la cattiva gestione faunistica di capre e ratti, gli alberi malati e un’avifauna che, almeno a prima vista, pare costituita quasi esclusivamente da voraci gabbiani reali pronti a trasformare il poetico “autogrill per piccoli migratori in sosta dopo un lungo viaggio” in una sorta di fast-food per laridi.
Questi sono i risultati del “vostro” modo di gestire un’area protetta. E siccome i Gigliesi hanno sotto gli occhi le similari condizioni di Giannutri, ecco che anche una timida foca può fare paura. Chiuderete alla balneazione la spiaggia di Giglio Campese? O impedirete ai viticoltori di recintare le loro vigne, lasciandole saccheggiare da conigli e mufloni, nella convinzione che vadano salvaguardate le famose “foche arrampicatrici vegetariane” (Monachus messner-tozzii) ghiotte di succosa uva? A questo punto, rimuoverei anche ogni ostacolo che impedisca la nota propensione delle murene ad uscire dall’acqua per accoppiarsi con le vipere…
Caro Presidente, ancora una volta la invito a riflettere. Questo modo di intendere la protezione e la conservazione dell’ambiente si è rivelato fallimentare. Troppo slegato dalle realtà locali, troppo burocratico e formale (ha presente quanto sia difficile e complesso, ad esempio, effettuare una banale disinfestazione dalle zecche in un’area protetta?…… si, credo proprio che lo sappia….) e soprattutto troppo arroccato nella convinzione che chiunque proponga soluzioni alternative sia in qualche modo un vostro avversario. Lei, due settimane fa, parlava di overfishing come della “più spietata e inarrestabile arma di distruzione ambientale”. Leggendola, non potevo che essere d’accordo con lei al 100%: al di là dello squilibrio ambientale, siamo così irresponsabili e folli da rischiare seriamente di esaurire una risorsa che potrebbe essere inesauribile, se ben gestita. Riduzione dello sforzo di pesca e delle flotte, fermo biologico, stretto legame del pescatore al territorio, lotta al bracconaggio… e, certamente, anche aree di ripopolamento con totale interdizione alla pesca o con rotazione periodica delle zone di pesca. Queste le contromisure che mi aspettavo avrebbe invocato. E invece, cosa mi viene a dire? Che l’unica mossa possibile contro quest’insensato massacro sono le AMP? Addirittura, ci spiega che le Orate, per “riprodursi in pace”, hanno bisogno di una certa privacy e non vogliono essere disturbate da qualche snorkeler guardone? Mi scusi, Presidente: le Orate hanno solo bisogno di non essere pescate prima di aver avuto il tempo materiale di riprodursi. Sia rispetto ai tempi biologici necessari al raggiungimento della maturità sessuale, sia rispetto ai periodi di frega, quando proprio il concentrarsi degli esemplari maturi stimola i voraci appetiti della pesca industriale.
Regolamentare e contingentare l’afflusso nelle zone più pregevoli è doveroso, e concordo anche sulla necessità di mantenere, in certe situazioni particolari, delle aree di riserva integrale. Ma come lei stesso dice, se è vero che “una cernia viva viene vista da migliaia di persone, una morta viene mangiata solo da tre o quattro” occorre anche un po’di realismo nello stabilire criteri e numeri. Nel rispetto della scienza, il divieto di balneazione (contingentata, ribadisco) è sostanzialmente assurdo ovunque (Foca monaca a parte, naturalmente…). E, rispettando tutti i protocolli etici che si vuole, l’apertura alla subacquea è certamente un ottimo mezzo per autofinanziare la tutela ambientale marina.
Del resto, mi pare che le indicazioni che vengono dal Ministero confermino che le teorie che sostengo da anni non sono forse poi così “indecenti”…
Avremo modo, mi auguro, di parlarne presto a voce. Per ora la saluto e la ringrazio per la cortese attenzione: se poi volesse togliermi qualche piccolo dubbio circa l’attendibilità dell’avvistamento fochesco, la rimando con questo link al mio forum laltroparco, dove potrà smentire noi malfidati santommasi semplicemente rispondendo a qualche domandina che per ora non ha ancora trovato risposta…
[URL]http://laltroparco.forumattivo.com/amp-aree-marine-protette-possono-funzionare-f9/foca-monaca-al-giglio-t193.htm#440[/URL]
Cordialmente come sempre,
Yuri Tiberto
Ieri 23 giugno 2009 si è tenuto il secondo incontro della delegazione della Lega Nord Arcipelago Toscano, composta da Carlo Bensa Segretario Provinciale della Lega Nord Arcipelago Toscano, Pietro Carabellese Coordinatore della Sezione Occidentale dell’Isola d’Elba neo eletto Consigliere Provinciale, Riccardo Poli Coordinatore della Sezione Centrale dell’Isola d’Elba, Franco Tallinucci responsabile del territorio per la Lega Nord, Mario Agarini responsabile amministrativo, Damiano Damiani responsabile organizzativo.
L’incontro è avvenuto con il Presidente Maurizio Serini e il Direttore Gino Baldi della CNA di Portoferraio (LI).
Molti e condivisi gli argomenti trattati, dal Parco dell’Arcipelago Toscano alla Piattaforma Logistica; dalla Port Autorithy alle Autostrade del Mare; dalle Colmate di Piombino allo sviluppo della Continuità Territoriale (aeroporto di Campo nell’Elba e trasporti marittimi); dal Santuario dei Cetacei alle Politiche Agricole del Ministro Zaia, dal Federalismo Fiscale all’uscita dell’Isola d’Elba dal dispositivo delle Isole Minori e l’inserimento nel Dispositivo delle Isole Maggiori, Sicilia e Sardegna; dalla rinascita di Portroferraio per il riacquistare la dignità e dare inizio ad un nuovo sviluppo di tutta l’Isola d’Elba. Fra gli argomenti trattati due sono quelli ritenuti prioritari dai due nostri interlucurtori: i Trasporti e la Piattaforma Logistica.
Nel mio scitto si evince il tono condizionale, non voglio accusare nessuno, solo fare chiarezza, se per salvare un gommone di 5 metri si devono poi spendere migliaia di euro nei soccorsi tanto valeva che il gommone andasse perduto solo che il gommone sarebbe stato a suo carico i costi di ricerca no, andrebbe solo appurato come realmente siano andati i fatti, tutto qui, mi sembra doveroso visto che si sta parlando di soldi dei contribuenti.
Inoltre il naufrago ha fatto accuse un pò azzardate, tipo che le navi non hanno voluto soccorrerlo, ma stiamo scherzando? Sono accuse gravissime, inoltre se hai sentito l'intervista è pure recidivo, già in Libia nel 1996 aveva ecceduto, infine non mi sembra un granché sveglio, infatti ha affermato alla domanda di Cecchi "La vita continua...." lui ha risposto:"...purtroppo si..." perché dovrà tornare a lavorare...andiamo giù!!!! va bene tutto ma il troppo stroppia....
Aridaglie col Parco e la foca!
Questa volta ci prova Renzo Moschini appellandosi ai fratelli corsi.
Ripeto per la centesima volta, c'andasse in Corsica il Moschini a vedere se i parchi che hanno fatto loro sono come quelli che vuole fare a lui.
I parchi in Corsica sono come Lo Scoglietto, solo più grandi; e se si voleva replicare Lo Scoglietto altre 20 volte all'Elba nessuno avrebbe detto bao.
Vada a chiedere se si può navigare o fare il bagno a Lavezzi o alla Scandola; vada a chiedere se c'è un presidente , un consiglio d'amministrazione ed altre cento poltrone inutili.
Se in Corsica avessero provato a fare quello che è stato fatto a Montecristo o a Pianosa , allora sì che li sentivi i botti fino all'Elba.
Come diceva il Principe De Curtis: ma mi faccia il piacere!
Nemmeno io ho creduto all'affermazione "Le navi facevano finta di non vedermi", però non l'ho trovata una cosa stupida: ho solo pensato che un naufrago salvato in quel modo ha anche (per alcuni giorni) il diritto di straparlare. Sono esperienze da uscirci pazzi...
ART. 78.3 DEL TUEL (testo unico enti locali) Legge 244/07
"I componenti la giunta comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall'esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato"
leggendo l'articolo del sig Sergio Rossi su quel ragazzo che si è tolto la vita e che penso una cosa cosi dispiaccia a tutti, vorrei sapere come si permette il sig Rossi a offendere la popolazione thay .
:bad: caro Renzo condivido e sottoscrivo tutto quello che dici,non sono nato all'Elba ma la frequento da quando avevo nove mesi, mia madre è di Portoferraio e io sono cresiuto tra via Roma e Pzza Padella e facevo il bagno al Gricolo, ho lì le tombe dei miei nonni e degli zii , mangiavo il polpo da Bacocco e andavo dalla castagnacciaia,ma vedere la arroganza di chi ha ereditato questa isola ,meraviglia della natura, mi fa incazzare come un cinghiale e sto meditando di cambiare lidi. L'arroganza e la prepotenza di giovani elbani e non ,che cercano di strizzare i turisti che sono la fonte della loro ricchezza, perchè prima se il mare era cattivo non si pescava e non si mangiava. In tutto questo ci vedo anche una certa distrazione (per essere buoni)delle varie autorità che magari sono fiscali nelle fesserie e soft nelle cose toste dove magari, prendendo posizione si creerebbero ostilità. Si sono divisi le spiagge,mettono gli ombrelloni occupando spazi che non dovrebbero, forti di concessioni che spesso vengono autoestese, ormeggiare un gommoncino diventa un'impresa o paghi 15/20 € al giorno.Forse è meglio andare nel Mar Rosso dove sicuramente si spende meno e si è rispettati e coccolati. Lo dico con tanto dispiacere perchè ancora quando arrivo con la nave(sic) davanti al gricolo vedo ancora mia madre che grida di tornare a casa e un po' mi commuovo(non un po') grazie per l'ospitalità e scusate lo sfogo Roby.
La gestione Asa DELL'ACQUEDOTTO è vergognosa. Per allacciarsi bisogna fare un mutuo. Il costo dell'acqua è diventato maggiore di quello delle bottiglie. A carico del cittadino tutte quelle inefficienze del sistema. Perdita di acqua per condutture ormai obsolete. Fannulloni che girano con le auto e si fermano nelle piazze a parlare di politica. Il cittadino è trattato come un limone: da strizzare.
La comunità montana funzionava male, ma almeno gli operai giravano quei tubi. Ora, gli operai, stanno a guardare gli operai delle ditte esterne che lavorano.
Il tutto poi per avere un acqua, quando arriva, che fa pietà ed, ad un costo incredibile. Fino a quando???
[SIZE=4][COLOR=darkblue] AL VIA LA 12^ ELBA MARE MARATHON 60 MIGLIA [/COLOR] [/SIZE]
Prenderà il via domenica [COLOR=darkblue]27 giugno – ore 9.30 [/COLOR] - da Marciana Marina la 12a edizione dell’Elba Mare Marathon 60 miglia, manifestazione riservata ai kayak da mare e organizzata da Sottocosta e Circolo della Vela Marciana Marina.
La manifestazione ormai considerata una classica di questa specialità marina vedrà in gara quasi un centinaio di partecipanti provenienti non solo da tutta Italia ma anche in rappresentanza di numerose nazioni europee come ha confermato Gaudenzio Coltelli di Sea Kayak Italy e da sempre anima dell’organizzazione.
Le giornate di giovedì 25 e venerdì 26 giugno sono riservate al perfezionamento delle iscrizioni e al breefing dei partecipanti, mentre a partire da sabato 27 giugno si entrerà nel vivo con la prima tappa che porterà i partecipanti a Marina di Campo (16 miglia). Si continuerà poi domenica 28 luglio con la tappa Marina di Campo-Marcone (Capoliveri, 12 miglia); lunedì 29 giugno Marcone-Rio Marina (13 miglia); martedì 30 giugno Rio Marina-S.Giovanni (Portoferraio, 11 miglia); mercoledì 1 luglio S. Giovanni- Marciana Marina 11 miglia).
Infine [COLOR=darkblue]giovedì 2 luglio e venerdì 3 luglio [/COLOR] sarà la volta delle giornate Marelba: il 2 è anche prevista una gara di kayak da mare sulla distanza di 10 miglia sul percorso Lo Scoglietto-Marciana Marina-Enfola e ritorno.
La 12a edizione dell’Elba Mare Marathon 60 miglia gode del patrocinio della federazione Italiana Canoa Kayak, Parco Arcipelago Toscano, Marelba, Federazione Italiana Canoa Turistica, Camera di Commercio Livorno, APT Arcipelago Toscano e si svolge con la collaborazione del Club del Mare/Marina di Campo, Centro Velico Elbano/Rio Marina, Circolo Nautico S. Giovanni.
LA MIA ERA SOLO UNA CONSTATAZIONE CHE NEL 1996 CON LA NUOVA COMPAGNIA PRIVATA ELBA FERRIES E L'INTRODUZIONE DELLE TARIFFE DIFFERENZIATE , I PREZZI SONO AUMENTATI E I DUE PRIVATI FACEVANO PRATICAMENTE GLI STESSI PREZZI , 1.000 LIRE DI DIFFERENZA .
[COLOR=red]PER IL 2010 OFFERTA MINIMA PER UN AUTO E 2 PERSONE SARA' EURO 100,00 ANDATA E RITORNO ? [/COLOR]
GIMMI ORI
RISPOSTA A RENZO F. DI CAPOLIVERI
caro Renzo,
devo dirti che con le Tue parole mi hai rinverdito gli anni piu' belli del mio trascorso sull'Elba...
La finezza e la dolcezza con cui hai descritto una grande verità della popolazione elbana, spero e mi auguro che qualcuno la legga attentamente per ripoortare questa isola allo splendore di una volta...
Hai ragione, i figli non sanno quanto è costato ai loro genitori un pezzo di pane e il sacrificio che hanno fatto.... le proprietà le usano per competere con i loro simili e i turisti pensano che siano solo limoni da strizzare e rompicoglioni che dovrebbero andarsene il prima possibile......poi, tutti in ferie a PUKET la succursale dell'Elba a godersi il meritato riposo.....(?) ma comunque c'è per fortuna molte persone che sanno valorizzare il turismo e l'Elba....un esempio per tutti.....AGRITURISMO DA PILADE......molti dovrebbero imparare da loro....e che dire del bel libro scritto dalla Valeria Tallinucci con un albergatore di S.Andrea che offrono un VADEMECUM sul comportamento da adottare a tutti i commercianti e albergatori elbani ?....bellissimo !!! ma purtroppo non trova lettori....
Grazie Renzo delle Tue belle parole, scrivile e non stancarti mai, ci vogliono persone come te in questo mondo......sono molto contento di aver ritrovato una persona con dei valori che avevo dato per scontato essere persi dagli elbani.....complimenti !!!
per tornare all'argomento della mia prima pubblicazione, gli Elbani dovrebbero saper leggere come hai fatto tu e cogliere il significato delle cose importanti e che contano..... quando una associazione che rappresenta la maggior parte degli alberghi e delle attivita' elbane si permette di utilizzare mezzi per denigrare aziende che non si assoggettano alle loro volontà dovrebbero riflettere !!!...... questi sono i loro rappresentanti che utilizzano il loro mandato per fare i loro porci comodi.....e ti assicuro che i giornali igniorano queste notizie importanti.... riflettete....riflettete !!!........ ma questi messaggi purtroppo non fanno divertire le tribu'....
un caro e affettuoso saluto...
m.Blond..
L’invito a mantenere entro l’alveo della politica le rivendicazioni di “Nazione Elbana”, ci pare giusto, anche se non del tutto motivato. Meno centrato e troppo frettoloso ci sembra, invece, il tentativo di liquidare, come improponibili, le analogie tra l’isola d’Elba e la vicina Corsica. E non riproporrò le note enunciazioni di carattere generale che descrivono tutti gli isolani come spiriti liberi, tenaci e fortemente attaccati alla propria terra. Parlo di studi di eminenti storici, antropologi e glottologi che ravvisano tra Elba e Corsica, una chiarissima “Comunanza Etnica”, così come recita il titolo di una pubblicazione del professor Romualdo Cardarelli, risalente al 1934.
La ricerca di questo eminente studioso, non si limita a ripercorrere le vicende storiche delle due isole e i numerosi flussi migratori che le hanno interessate, né si ferma ad analizzare e comparare le analogie lessicali e toponomastiche tra i due popoli e tra loro ed altre “isole linguistiche” del Tirreno, come la Versilia-Lunigiana e la Sardegna settentrionale. Il Cardarelli fa di più: esamina e compara le caratteristiche morfologiche delle rispettive popolazioni maschili, riportate nelle tabelle statistiche dei distretti militari. E sulla base di questo studio avanza l’ipotesi di una comune origine etnica degli abitanti di un’area comprendente la Corsica, la Sardegna settentrionale, l’Elba, la Versilia e la Lunigiana. Una vasta zona che, a grandi linee, corrisponde all’antica colonizzazione dei Liguri Ilvates, i nostri progenitori che giunsero all’Elba nel dodicesimo secolo avanti Cristo e iniziarono, per primi, lo sfruttamento le nostre risorse minerarie .
Non sbaglia, quindi, Giulio Paoli quando, impugna idealmente la bandiera del suo più illustre omonimo, per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e della politica sulle colpevoli trascuratezze di Regione e Provincia verso i problemi della nostra Isola. Perché non di errori o sviste estemporanee si tratta, ma “prove di decrescita”: quella filosofia comunistico-ambientalista, maturata nell’ambito del centro-sinistra regionale e così ben descritta dall’assessore Conti alla festa dell’Unita elbana del 2004.
In quell’occasione, infatti, il potente Il dirigente regionale del PD si rivolse agli Elbani dicendo: “L’Elba è un frutto maturo e può solo cadere”, “ Voi Elbani state diventando un tantino ingordi...ve l’ha detto anche il Padreterno mandandovi l’alluvione” e “questo significa che all’Elba non ci può essere altro sviluppo” e allora “se non serve lo sviluppo a cosa vi servono i quattrini?” Quindi “noi gestiremo tutto il denaro e voi non avrete più una lira”. Parole riportate alle pagg. 166-167 del libro “Affari e politica e che non risultano smentite.
Nanni Gioiello
...ORI E' ORI
il 96 era il 96 😮
[SIZE=4][COLOR=darkblue]ELBA NAZIONE IN AUSTRALIA. [/COLOR] [/SIZE]
PER GENTILE CONCESSIONE DELL'ARCH. MARIO FERRARI (QUI NELLA FOTO CON LA MAGLIA DI ELBA NAZIONE, ALL'OPERA HOUSE DI SIDNEY - AUSTRALIA) TRATTA DALLA TRASMISSIONE RADIOFONICA DI RETE ITALIA A MELBOURNE NEL NOVEMBRE 2008, E GRAZIE AL CONTRIBUTO TECNICO DI BRUNO ABRATE - ELBA NAZIONE PRESENTA : ELBA TERRA NOSTRA.
BUON ASCOLTO A TUTTI GLI ELBANI E A TUTTI QUELLI CHE AMANO LA NOSTRA ISOLA DI FERRO E DI SOLE.
UN SALUTO PARTICOLARE A TUTTI GLI ELBANI NEL MONDO E UN ABBRACCIO AFFETTUOSO ALL'AMICO GUALBERTO GENNAI.
ELBA NAZIONE
