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Ulisse da Ulisse pubblicato il 30 Gennaio 2011 alle 2:40
[SIZE=4]Maretta sul demanio, come capirne qualcosa in più. [/SIZE] A Marciana Marina, Porto Azzurro e Portoferraio la gestione del demanio genera forti contrasti politici che sono spesso condotti citando leggi e normative sconosciute ai non addetti ai lavori, cerchiamo di capirne qualcosa in più, tirando in ballo meno giurisprudenza possibile, nella speranza di dare al lettore un’illustrazione che lo possa aiutare a formarsi una propria opinione senza doversi ridurre, come spesso accade, a fare una sorta di tifo per una parte o per l’altra senza avere nessuna idea circa la reale materia del contendere. Da qualche anno ormai, i Comuni si sono sostituiti alle Capitanerie di Porto nella gestione del demanio marittimo. Ciò è avvenuto in ossequio alle modifiche della Costituzione realizzate nel 2001 allo scopo di aumentare l’autonomia degli enti locali, una sorta di antipasto della vera e propria riforma in senso federalista della nostra nazione. Nel pensiero del legislatore, il decentramento delle attività amministrative avrebbe dovuto condurre ad una gestione più aderente alle necessità delle comunità locali con un miglioramento complessivo della funzione pubblica con soddisfazione delle legittime aspettative dei cittadini e delle imprese. Contrariamente alle premesse fin qui espresse dobbiamo però registrare che i contenziosi in materia di demanio marittimo sono invece esplosi proprio a partire da questo passaggio di competenze. Ciò è dovuto principalmente al fatto che i Comuni hanno, in molti casi, assunto la gestione del demanio marittimo in funzione di un neppur troppo celato interesse a trarre un utile economico dalla stessa, tradendo quindi le aspettative del legislatore che gli ha trasferito tale competenza perché facessero l’interesse delle comunità locali e non il proprio. Ma come fanno i Comuni a guadagnare dalla gestione del demanio? Il sistema si basa sull’istituto della concessione demaniale e della relativa sub-concessione, vediamo come funziona il tutto. Il demanio marittimo è riconducibile alla categoria dei beni pubblici, cioè quei beni finalizzati a soddisfare interessi generali, appartiene allo Stato ed è riservato all'uso pubblico, indistinto, a favore della collettività, dunque i Comuni non ne sono proprietari ma soltanto i gestori, possono disciplinarne l’uso mediante ordinanze e possono, attraverso atti di concessione demaniale marittima, concederne porzioni ad un utilizzo riservato dietro il pagamento, da parte del Concessionario (colui che ottiene il bene demaniale in concessione), di un canone che viene versato allo stato (che ne è il proprietario). Sembrerebbe di aver fatto confusione dicendo prima che i Comuni lucrano dalla gestione del demanio e poi che i relativi canoni concessori vengono pagati allo stato, tutto si chiarisce introducendo un ulteriore concetto, quello della sub-concessione, con la quale il Concessionario cede (a titolo ovviamente oneroso) ad un Sub-concessionario l’utilizzo riservato del bene da egli stesso precedentemente ricevuto in concessione. Siamo arrivati al punto: i Comuni fanno richiesta a sé stessi (che ne sono amministratori) di ottenere in Concessione porzioni di demanio (pagando il relativo canone allo Stato) per poi sub concederle a terzi guadagnando sulla differenza tra il canone che incassano dal Sub-concessionario e quello che pagano allo Stato; poiché per concessioni di pregio (all’interno di porti, ad esempio) la differenza tra il valore di mercato ed il canone stabilito dallo Stato assume un’ingente rilevanza, i Comuni possono guadagnare con questo “giochetto” un sacco di soldi. Astenendoci da giudizi di merito, sia legale che politico, vediamo di spiegare nel seguito perché questo modo di procedere ha ingenerato tanto contenzioso amministrativo culminando, in alcuni casi (Porto Ercole, Porto Azzurro), con interventi della giustizia amministrativa che ha giudicato opportuno annullare numerosi atti prodotti dai Comuni. Il primo interrogativo che sarebbe spontaneo porsi è il seguente: se la concessione di un determinato bene demaniale, oltre ad essere richiesta (a sé stesso) dal Comune, interessa anche ad una o più imprese o privati cittadini che ne fanno anch’essi domanda, cosa succede? La legge prevede che le varie domande debbano essere comparate per stabilire quale tra esse garantisca un utilizzo del bene demaniale più rispondente all’interesse pubblico e, a parità di questo requisito, che la concessione vada al migliore offerente; questi finirebbe dunque, in questo caso, per pagare un canone maggiore rispetto a quello stabilito dalle relative tabelle redatte dallo Stato. Avrete già capito che se il Comune, che è arbitro di questa competizione, figura esso stesso nel novero dei partecipanti, può sorgere qualche dubbio in merito alle garanzie di imparzialità della sua azione amministrativa, secondo un principio sancito sia costituzionalmente che dalla sovraordinata normativa europea. Vale la pena di segnalare che alcune Regioni (es. Emilia Romagna) hanno eliminato il dubbio alla radice con una legge regionale la quale stabilisce che qualora un Comune voglia la concessione di un bene demaniale da esso stesso amministrato, non possa farne richiesta a se stesso per poi auto-concederselo ma che in tal caso la potestà amministrativa venga trasferita alla Regione stessa che diviene in forza di tale norma l’arbitro super partes che può meglio garantire l’imparziale valutazione di domande concorrenti rispetto a quella del Comune. La nostra Regione non ha ancora ritenuto opportuno dotarsi di una siffatta norma denotando, come purtroppo testimoniato anche in altri settori, un complessivo scadere della propria qualità amministrativa culminato nel triste record nazionale di citazioni in giudizio da parte della Corte dei Conti per l’anno 2009 con un vertiginoso aumento, per lo stesso anno, di denunce per casi di corruzione e concussione. Torniamo al problema delle concessioni per evidenziare un’altra potenziale stortura che si è venuta a creare con il passaggio amministrativo ai Comuni. Il regime concessorio del demanio marittimo ha sempre rappresentato un’eccezione rispetto all’uso pubblico indistinto, garantendo in tal modo il mantenimento di ampie zone portuali destinate ai cosiddetti “usi pubblici del mare” quali, ad esempio, la pesca o il trasporto di merci e persone. A fronte del guadagno realizzabile dai Comuni con il meccanismo già descritto, si è venuto quindi a creare un forte conflitto di interessi tra questi e gli esercenti di attività del tipo sopra descritto; nella loro ansia di guadagno, poiché ai Comuni conviene (auto)concedersi il maggior spazio possibile onde lucrare sulla sua sub-concessione, si è già arrivati all’eccesso per cui in alcuni porti non residua alcuno spazio “libero” da destinarsi agli usi pubblici di cui sopra, tale condizione determina l’inevitabile avviarsi di contenziosi amministrativi a ripetizione. Un’ulteriore criticità creatasi da questa abnorme acquisizione di spazi in concessione da parte dei comuni è determinata dalla loro convenienza a contrarre il rapporto di sub-concessione con un unico soggetto per non dover ricorrere a svariate gare d’appalto (una per ogni frazione di sub-concessione). Vediamo perché ciò causa problemi. La parsimonia con la quale la Capitaneria di Porto concedeva piccole zone in concessione, ha storicamente determinato lo sviluppo, per lo più, di piccole attività di gestione di ormeggi o campi boe; il territorio quindi non esprime forze economiche e finanziarie di sufficiente entità per competere all’ottenimento delle grandi aree portuali messe a gara dai Comuni che finiscono per favorire l’ingresso sul mercato (in modo spesso devastante per le piccole aziende locali) di imprese alloctone, negando a quelle di casa propria uno sviluppo legittimamente atteso e meritato. E’ chiaro che, anche questo profilo induce molteplici contenziosi stante la soddisfazione di un unico soggetto e la contestuale delusione di molti. Terminiamo questa breve descrizione con una ulteriore considerazione che prende forma dalle profonde differenze registrate tra le modalità di gestione del demanio che erano proprie delle Capitanerie di Porto e quelle, attuali, dei Comuni; tutti saremmo naturalmente portati a pensare che avvicinando i centri del potere al cittadino l’amministrazione dovrebbe trarne giovamento perché più consapevole delle sue aspettative ed esigenze, l’evidenza dei fatti sembrerebbe dire che non è così alla luce di inevitabili personalismi che proprio dall’eccessiva vicinanza prendono forza rimarcando nettamente come il valore dell’imparzialità nell’azione pubblica sia forse il più irrinunciabile e come tale imparzialità si riveli direttamente proporzionale alla distanza dei centri di potere dalle comunità dei cittadini.
Attendi...
CARONTE da CARONTE pubblicato il 29 Gennaio 2011 alle 23:45
L'articolo edito dal Tirreno non fà che riportare informazioni dubbie esternate dall'assessore Ceccobao.Alla presenza della provincia labronica e dell'autorità portuale i sindaci,quelli presenti e quelli collegati in videoconferenza hanno ascoltato una raffigurazione futura del servizio di traghetti nell'arcipelago Toscano fasulla.Il bando di gara è segretato quindi per chi non l'ha letto deve prendere per oro colato una bugiardata enorme.Il bando di gara dà priorità al rinnovo del naviglio non della qualità del servizio o della tariffazione.Il rinnovo della flotta ,non è specificato se nuova ,a nolo o sostiuita solamente da navi meno vecchie,quelle attuali hanno circa 24 anni di età,rappresenta per il bando di gara il 70% del punteggio.L'offerta economica sull'acquisto dei beni e la richiesta del contributo regionale rappresenta 20 punti e l'aumento di tre corse ,peraltro antieconomiche su capraia e il giglio e la corsa notturna per e dall'elba rappresenta solo 10 punti.Quali saranno i cantieri navali che potranno costruire sei navi in sei anni ?Pochi se solo italiani ,ma l'ostacolo si aggira con il nolo o qualche nave che arriva dal nord europa o qualche mezzo veloce peraltro antieconomici perchè consumano troppo (fino a oltre 3000 litri l'ora di navigazione) attualmente fermi a Novi ligure o in Sicilia.Un bando costruito come un vestito per qualcuno? Dobbiamo solo aspettare il risultato finale ,per ora nessun contendente è venuto all'elba a presentare i suoi programmi .Anche questa volta il territorio non presenterà una proposta imprenditoriale.Sempre e solamente a sbraitare ,raccogliendo qualche condanna giudiziaria,ma senza mai rischiare di persona in attesa del messia o del boia già di ns conoscenza.
Attendi...
elbano da elbano pubblicato il 29 Gennaio 2011 alle 23:39
leggo con molto stupore quanto accaduto a piombino alla figlia dell'80 enne.... ti posso dare un consiglio?? vai di nuovo a casa e buttala di sotto dalla finestra a quella zingara .... ora basta con queste mercenarie da 4 lire.... rimandiamole a casa a c.....lci nel ......
Attendi...
Romana 7G da Romana 7G pubblicato il 29 Gennaio 2011 alle 22:17
A Scepa' e meno male che 'no capito.......mò mejo me sento, Io m'ero fermata a li attributi, tu parlavi de capoccie.....tanto pe' esse civile
Attendi...
Cosa dice l'Europa?? da Cosa dice l'Europa?? pubblicato il 29 Gennaio 2011 alle 21:41
Io ricordo bene quando qualche hanno fa i francesi ed i tedeschi volevano farci oltre alla morale anche altro......!!! Grazie a quel bischero che pur di farci entrare in Europa si è svenduto la nostra moneta. Dicevano non avevamo le carte in regola per Mastrick, per scoprire in seguito le loro di economie stavano molto ma molto peggio.. E non parliamo del nord Europa pieno zeppo di debiti e con in tasca titoli ed azioni carta straccia delle banche americane. O dell'Inghilterra costretta a manovre di governo veramente dure per tutti i cittadini. La convinzione è siamo partner, mentre ancora oggi è in atto una sfida proprio fra gli stati europei, che ne declina il fallimento dei propositi e dei progetti, dove la competizione era rivolta all'America ed all'Est in forte espansione. Quindi prendiamo con le molle le varie dichiarazioni. Questo non toglie il nostro paese ha bisogno di un governo sano, di una opposizione sana, di apparati dello stato sani. Fin quando il dibattito non torna su quanto è inerente la gestione del paese, perso in mille meandri, vittima di miliardi di leggi che imbrigliano il lavoro ed ogni azione amministrativa, non usciremo del tunnel. Poi ognuno di noi può farsi ragione accusando l'avversario ideologico, destra o sinistra, di mal governo esulando dalla necessità di rivedere totalmente l'architettura ed il funzionamento della politica in generis. L'assoluta esigenza si legge nell'aver alternativamente riposto nell'una o nell'altra fazione la fiducia di una gran parte dell'elettorato, alla ricerca di una guida capace, di una identificazione, del luogo ove riporre le esigenze divenute purtroppo speranze. Ricette economiche e di riforma distanti nell'intenzione dei risultati hanno purtroppo trovato naufragio nelle liti interne, nelle correnti, nelle dispute personali, nella incapacità. Elb@no
Attendi...
un genitore indignato da un genitore indignato pubblicato il 29 Gennaio 2011 alle 20:47
Ogni volta che accompagno mio figlio in piscina ci sono nel viale della piscina un via vai di macchine che entrano fino in bocca alla porta d ingresso piscina nonostante ci sia il divieto di entrata..passaggio pedonale!!! Addirittura moto che fanno il cross impazzite come fosse una pista!!Cosa aspettiamo che succeda qualcosa!!! Possibile che non ci siano controlli...è proprio vero la mammma degli IMBECILLI è sempre incinta!!!
Attendi...
X Utente Cavo da X Utente Cavo pubblicato il 29 Gennaio 2011 alle 19:28
Non lo so , forse problemi di carburante , prova un po' a dirlo ai compagni riesi che c'era un disservizio sulla linea del Cavo , a vede' se ci fanno un articolo di protesta .
Attendi...
Perche' non si privatizza ESA Arch. Mazzei ? da Perche' non si privatizza ESA Arch. Mazzei ? pubblicato il 29 Gennaio 2011 alle 19:02
Attendiamo con ansia che si privatizzi anche ESA , si prevederà anche li' di diminuire i prezzi e i costi con il gestore unico , nazionale o multizionale non importa , magari diminuiranno le sedute e le poltrone del carrozzone .
Attendi...
Piromani? da Piromani? pubblicato il 29 Gennaio 2011 alle 18:32
Oggi pomeriggio ho trovato sulla strada del Monumento un piccolo falò, stavano bruciando sul bordo della strada dei pezzi di legno e vario materiale secco...Ovviamente nei dintorni del fuoco non c' era nessuno, solo il fumo! Menomale che poco dopo ha iniziato a piovere, quindi presumo che fortunatamente la combustione sia cessata, infatti non ho notato incendi sul promontorio di Fonza...
Attendi...
x ciccio da x ciccio pubblicato il 29 Gennaio 2011 alle 18:31
"OH CICCIO" !!?? Ma ti sei accorto cosa succede nel mondo? Prima "si mangiava quasi tutto noi all'altri nisba, ora volno mangià mangià anco l'altri e a noi ne tocca meno". La festa è finita! Le fabbriche se ne vanno quindi bisogna fare, come dicevano i vecchi, "di necessità virtù". Attento perchè è vero che è giusto cercare di mantenere più diritti possibili, anche perchè non ci sono stati regalati, ma bisogna anche rendersi conto che con i diritti senza lavoro ci fai poco. Quelli che lavorano "ai pulman" hanno stipendi superiori a tanti altri e non mi risulta che sudino particolarmente tanto, quindi "occhio a un mangiassi il vitello in corpo alla vacca"!!!
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x Romana 7G da x Romana 7G pubblicato il 29 Gennaio 2011 alle 18:26
Cara Romana Non vorrei che la concentrazione su come dovrà rispondere vada a scapito della comprensione di ciò che legge. Oppure legge troppo di corsa e non vede tutti i cartelli. L'accétta, virtuale s’intende, ma è bene precisarlo perchè non vorrei che capisse male anche questo, servirebbe al Cavaliere Silvio Berlosconi per tagliare la testa dei suoi filgi, teste sulle quali ha spergiurato più volte e non che servirebbe ad altri per lagliare la testa del Cavaliere. Capito mo? Quindi, dopo che ha invitato Fini a dare le dimissioni perchè ha detto un bugia, per par condicio non dico di invitare anche Silvio a dare le dimissioni che sarebbe come chiedere al Padreterno d’andare in pensione, ma a tagliare la testa ai figli si, lo deve invitare, perchè quello, oltre che averlo detto, l’ha pure giurato e più di una volta. Mi sembra un onorevole compromesso, nooh? Questo post (a Ph 4 cioè acido) l’avevo oramai nei polpastrelli e l'ho scritto comunque anche se di corsa. Sono convinto invece che faremmo tutti una gran bella cosa a cominciare da me, come ho tentato di dire nel post a Liberto, se trattassimo questi argomenti con meno satira e tigna e più misura e senso civico data la delicatezza oggettiva della situazione politica del momento. Di tutto c’è bisogno, meno che di scaldare gli animi anche se sul blog può sembrare essere un gioco. Augh Scepale
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dreamer da dreamer pubblicato il 29 Gennaio 2011 alle 18:13
Se è vero , come pare vero, che il percolato delle discariche di Napoli è stato sversato in mare per tre anni con l'assenso delle istituzioni ed in particolare di quelle strutture che erano state chiamate a risolvere il problema e se è vero che per tre anni nessuno si è degnato di dire alcunchè, bhè allora è lecito a chiunque pensare che sul fondo del mare ,dell'Elba e non ,ci siano porcate che che nessuno vuole vedere e che magari scopriremo fra 10 o 20 anni o forse mai.Questa gente riesce a far apparire migliori anche i camorristi di Gomorra che riempiono le cave di merda e la gente di tumori , ma almeno senza spacciarsi per (ben pagati) uomini delle istituzioni.
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G. Muti da G. Muti pubblicato il 29 Gennaio 2011 alle 18:10
Continua imperterrita l’attività politica di Futuro e Libertà sia in ambito regionale che locale. Sono stati istituiti i nuovi circoli all’Isola d’Elba ed eletti i rappresentanti di zona che sono: Luca BALDI; Alessandro DI PEDE; Luigi LANERA e Arianna PUCCINI. A loro rivolgo un affettuoso abbraccio ed un augurio di buon lavoro con l’auspicio di vedere crescere sul territorio il nostro movimento politico che quotidianamente sta rafforzando le proprie componenti e che insieme agli alleati del costituendo terzo polo rappresenterà la vera alternativa per governare l’Italia, all’ormai scricchiolante PDL di Berlusconi. Un grande partito, ecco cosa vogliono gli italiani. Un partito dei fatti, dei meriti che affronti di petto i gravi problemi che attanagliano il nostro paese, per risolverli, nell’interesse di tutti. Dobbiamo pertanto essere protagonisti della nuova Italia. Dobbiamo organizzarci, aiutarci l’un con l’altro. Dobbiamo correre, organizzati e decisi e gli Enti locali dovranno rappresentare la prima risposta. Concludo e rimarco con forza che noi siamo il centrodestra, siamo il VERO centrodestra. Dobbiamo pertanto impegnarci nel convincere gli elettori ai nostri principi, alla trasparenza alla legalità, ai valori, ad amare veramente la nostra patria. Fare del concetto della legalità un’etica pubblica, il rispetto di tutte le regole che una nazione civile, moderna e competitiva deve avere. Dobbiamo insomma recuperare il senso civico che abbiamo perso nel tempo grazie ad una politica scellerata del PDL fatta solo di gossip e pubblicità e che pertanto non ci appartiene. Raccogliamo più adesioni possibili in modo da presentarci alla prima assemblea costituente prevista nel mese di febbraio a Milano con forza e convinzione che un nuovo futuro di libertà si sta preparando per governare l’Italia. Il Coordinatore Vicario Provinciale Giovanni Muti
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utente da utente pubblicato il 29 Gennaio 2011 alle 17:44
Scusate....... qualcuno sa spiegarmi come mai la nave oggi non faceva servizio Cavo- Piombino????
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Avanti così da Avanti così pubblicato il 29 Gennaio 2011 alle 17:29
Continua a fare le spese di pepati commenti a livello internazionale l'infelice episodio di cui si è reso protagonista Tremonti a Davos, nel corso di un convegno dedicato alle prospettive dell'Unione monetaria europea al quale partecipava tra gli altri il Governatore della Banca centrale europea, Trichet. Imitando il suo presidente che nel parlamento europeo aveva dato del kapò a un eurodeputato tedesco, il ministro dell'economia ha esportato in Svizzera la pratica dell’insulto a spese di un autorevole economista di origine turca vissuto vent’anni in Italia (dove ha studiato alla Bocconi) e che ora è docente all’Università di New York, Nouriel Roubini. Contro il malcapitato, che stava criticando la politica economica italiana, Tremonti si è scagliato con una  contumelia di stampo leghista ("Back to Turkey", ritornatene in Turchia!) che ha lasciato esterrefatto il compassato parterre dei partecipanti al convegno. Qualcuno disse, non mi ricordo quando, "... Noi italiani dobbiamo sempre farci riconoscere ..." Dante
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x Liberto da x Liberto pubblicato il 29 Gennaio 2011 alle 16:44
Caro Liberto (liberto: nell’antica Roma, il soggetto affrancato dalla schiavitù, fornito di una capacità giuridica limitata rispetto al nato libero), l’OVVIETA’ è che questo paese è stato portato portato sulle secche dall’inadeguatezza e dalla mediocrità di questo governo e nostra di cittadini, il BUON SENSO ci dice che se non ci diamo tutti da fare per disincagliarlo e se non ci riappropriamo responsabilmente ed in fretta del mestiere di cittadino così come i nostri vecchi l'hanno scritto sulla Carta Costituzionale, credo che finiremo presto per doverci contare muso-muso in piazza. Dobbiamo cambiare registro adesso e prendere piena consapevolezza con uno scatto di dignità, che il paese è in evidente, insopportabile crisi morale, istituzionale, economica ed isolato di fatto da gran parte del resto del mondo. Il convegno mondiale di Davos non da adito a dubbi, come non da adito a dubbi che anche la corrazzata Vaticano abbia scaldato le macchine e salpato le ancore. Occhio ragazzi perchè quando quella si mette in navigazione controcorrennte vuol dire che farà tempaccio. Cosa c'è da fare è chiaro, è scritto nella ricetta più vecchia del mondo: informarsi senza pregiudizi, uscire dai ghetti delle tifoserie infarcite di prapoganda, rifarsi alle sane idee liberali o socialiste che sia e ce n'è per tutti i gusti, pensare con la propria testa, confrontarsi sempre con la presunzione di contribuire meglio degli altri al miglioramento del mondo che lasceremo ai nostri figli. In questo c'è anche tanto spazio per farsi ca@@acci propri. Scepale
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L'anziano e la badante da L'anziano e la badante pubblicato il 29 Gennaio 2011 alle 16:07
Sorprendentemente una notizia di gossip nostrano pubblicata sul corriere.it : È andata a trovare a Piombino il padre anziano, ma la badante l’ha cacciata di casa. Quando la figlia, una cinquantenne proveniente dall’Isola d’Elba, ha chiesto aiuto ai carabinieri per tornare nell’appartamento, ha scoperto che la badante si era sposata in segreto con il padre, poco meno che ottantenne. Il fatto, quanto meno singolare, è accaduto ieri in un appartamento nella periferia di Piombino. Erano le 19,30 quando i carabinieri hanno ricevuto la telefonata della figlia, sbattuta fuori dall’appartamento del padre pochi minuti prima. I carabinieri, accompagnati dalla donna, sono entrati in casa per chiedere spiegazioni alla badante, una moldava di 48 anni. Secondo la ricostruzione, la figlia era arrivata a casa nel tardo pomeriggio e si era fermata a parlare con il padre, fino a quando la badante, avvicinandosi l’ora di cena, aveva perso la pazienza. Dopo una breve lite la moldava aveva messo la donna alla porta, senza che il padre anziano intervenisse a sua difesa. Quando i militari hanno chiesto spiegazioni, la badante ha spiegato di avere il diritto di cacciare la figlia, dal momento che, oltre ad assistere il padre, ne era la coniuge a tutti gli effetti. E in verità gli accertamenti hanno confermato che l’ottantenne e la badante si erano sposati davvero lo scorso ottobre. Ovviamente la notizia ha lasciato di stucco la figlia che si è vista costretta ad andarsene, riservandosi di far valere le proprie ragioni nelle sedi legali. Quando l'amore non ha età 🙁
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A.S.D UFFICIALI DI GARA-ISOLA D’ELBA da A.S.D UFFICIALI DI GARA-ISOLA D’ELBA pubblicato il 29 Gennaio 2011 alle 15:15
l' A.S.D UFFICIALI DI GARA-ISOLA D’ELBA comunica a tutti gli interessati che nel mese di Febbraio si terrà il corso per la formazione di nuovi UFFICIALI DI GARA/COMMISSARI DI PERCORSO, figura indispensabile per la sicurezza e importantissima per la buona riuscita di una manifestazione Rallistica. Le prime due lezioni si terranno nei giorni: 16 e 18 Febbraio 2011 ore 21 presso la saletta Bar Tobago’s, in Viale dei Golfi 271/A, LACONA. Il corso è totalmente gratuito e al termine dello stesso si terrà un esame per il conseguimento della licenza. Per info e pre-iscrizione si prega di contattare: Associazione cell: 327-9869614 Stefano cell: 393-9429901
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Isoladelba.ca da Isoladelba.ca pubblicato il 29 Gennaio 2011 alle 13:53
[URL=http://www.isoladelba.ca/auto/][/URL] Il portale [URL=http://www.isoladelba.ca/]Isola d'Elba[/URL] Vacanze e Turismo ha rinnovato la sezione annunci di auto e motori [SIZE=4] [URL=http://www.isoladelba.ca/auto/]Visualizza gli annunci di auto e motori[/URL] all'Isola d'Elba[/SIZE]
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x Liberto da x Liberto pubblicato il 29 Gennaio 2011 alle 13:27
Davos, processo all'Italia "Marginale e in declino" DAVOS - [SIZE=1]Gli altri leader europei vengono qui per "dare la linea" al World Economic Forum. In 48 ore si succedono a Davos Nicolas Sarkozy, David Cameron, Angela Merkel: espongono una visione dell'Europa, le loro ricette per la ripresa, le strategie verso l'America e i paesi emergenti. All'Italia tocca un ruolo diverso a Davos: quello dell'imputata. Il campionario di dirigenti mondiali che si riunisce in questo summit - statisti, grandi imprenditori, opinion leader - riserva al nostro paese una sessione a porte chiuse. Intitolata "Italia, un caso speciale". La riunione viene presentata così dagli organizzatori nel documento introduttivo: "Malgrado la sua storia, il suo patrimonio culturale, la forza di alcuni settori della sua economia, il paese ha difficoltà di governance e un'influenza sproporzionatamente piccola sulla scena globale. Le sue prospettive economiche e sociali appaiono negative". A istruire il processo, l'establishment di Davos delega alcuni esperti e opinionisti autorevoli. Di fronte a loro, sul versante italiano, un parterre di imprenditori e banchieri. Nessun rappresentante di governo è all'appello: il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, pur presente a Davos, fissa una conferenza stampa altrove, nello stesso orario. Tocca a Michael Elliott, direttore del magazine Time, aprire il fuoco: "Contate molto meno di quel che dovreste nell'economia internazionale, i problemi del vostro governo vi precludono di svolgere il ruolo che vi spetta". Segue l'economista Nouriel Roubini, una star di Davos da quando nel 2007 fu l'unico a prevedere con precisione la crisi mondiale: "Di solito parlo solo di economia ma nel vostro caso il problema del governo è diventato grave, è una vera distrazione che v'impedisce di fare quello che dovreste. Siete di fronte ad accuse di una vera e propria prostituzione di Stato, orge con minorenni, ostruzione alla giustizia. Avete un serio problema di leadership che blocca le riforme necessarie". Roubini dà atto sia a Tremonti che a Mario Draghi di avere limitato i danni sul fronte della finanza pubblica e del sistema bancario. "Ma un contagio della sfiducia dei mercati è ancora possibile - aggiunge - perché il divario è enorme tra le riforme strutturali di cui avete bisogno, e ciò che è stato fatto". Un altro economista, Daniel Gros che dirige a Bruxelles il Centre for European Policy Studies, invita a non illudersi sul fatto che l'Italia possa a lungo sottrarsi al destino di Grecia, Portogallo, Irlanda: "La vostra situazione è preoccupante. Siete il paese più direttamente in competizione con la Cina, per la tipologia dei prodotti. Da dieci anni si sa quali riforme andrebbero fatte. Di questo passo l'Italia potrebbe diventare il prossimo grosso problema dell'eurozona". Josef Joffe, editore e direttore del giornale tedesco Die Zeit: "Da dieci anni crescete meno della media europea, questo è il problema numero uno". Segue Matthew Bishop, capo della redazione americana del settimanale The Economist, che nel 1997 fu l'autore di un rapporto sui nostri "esami d'ingresso" nella moneta unica: "Da allora - dice - il paese è rimasto troppo immobile. Le tendenze dell'economia globale rischiano di trasformarvi nell'anello debole dell'Unione europea. Se l'Italia non usa i prossimi cinque anni per un reale cambiamento, vi ritroverete dalla parte perdente dell'eurozona". Quindi Bishop lancia la palla nel campo degli italiani: "I gravi reati di cui Silvio Berlusconi è accusato sono ben noti. Ma a voi sta bene lo stesso? E' questo il governo che volete?" La presidente di Confindustria Emma Marcegaglia nel replicare sottolinea quanto la forza del tessuto produttivo resti notevole: "Siamo il secondo esportatore europeo dietro la Germania, il quinto nel mondo, con punte di eccellenza non solo nei settori tradizionali ma nella meccanica, nella robotica, nei macchinari elettronici". Anche lei però descrive un'Italia "introversa, ripiegata su se stessa, distratta rispetto a quel che accade nel resto del mondo, soprattutto per colpa dei suoi politici". E conferma che "il mondo di Davos, quello delle nuove potenze come l'India e l'Indonesia, è ignoto ai nostri politici, perciò siamo assenti dai tavoli dove si decide il futuro". Corrado Passera di Banca Intesa elenca gli handicap: "Scuola, infrastrutture, giustizia, burocrazia, bassa mobilità sociale, poca meritocrazia". Voci ancora più critiche si levano tra i nostri top manager che hanno scelto una carriera all'estero. A loro il pianeta-Davos è familiare, nei nuovi scenari della competizione globale si muovono con sicurezza. Ma sono qui per conto di multinazionali straniere.[/SIZE]
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