Oggi, costretto al riposo forzato (linea di febbre), mi sono dedicato alla lettura ed ovviamente al nostro Blog.
Pertanto grande attivitร di copia/incolla.
Mi sento come un bibliotecario: invito alla lettura.
Dante
Servono provvedimenti sistemici per fronteggiare l'emergenza occupazionale di Marco Simoni , pubblicato il 27 gennaio 2011
Marco Simoni, del Comitato promotore di Italia Futura, insegna economia politica alla London School of Economics, dove รจ coordinatore del Master in Public Administration in European Public and Economic Policy.
Registriamo che in un momento di gravissima crisi economica, che pesa soprattutto sulle generazioni giovani, i ministri Gelmini, Meloni e Sacconi pensano sia opportuno indire una conferenza stampa dove, al di lร della rimasticatura di provvedimenti giร in atto e che nella condizione data possono essere al massimo considerati come dei palliativi, pensano giusto sostenere che i giovani hanno una โinattitudine allโumiltร โ e quindi โ perchรฉ questo รจ il messaggio, neanche tanto sottointeso โ se sono disoccupati รจ colpa loro.
Non so in quale dimensione vivano questi ministri. In Italia i quattro-cinque (perchรฉ il numero esatto non si sa, tanto poco contano che neanche vengono contati) milioni di lavoratori precari, in larga parte sotto i 35 anni, da anni stanno tenendo a galla lโeconomia italiana. I loro sacrifici โ di opportunitร , di reddito, di prospettive โ hanno supplito allโincapacitร della politica di mettere in atto provvedimenti strutturali che rimettessero il paese sui binari della crescita economica. Questo governo, come รจ evidente dalla completa assenza perfino di discussioni sul tema, non considera la precarietร del lavoro e la distruzione di competenze e risorse che comporta - per tacere delle conseguenze individuali per milioni di giovani - come un problema. Si tratta di una interpretazione legittima, che รจ utile tuttavia rendere esplicita.
Non considerano un problema neanche il fatto che le pensioni prospettate a questi lavoratori siano talmente basse da non lasciare loro lโidea di un futuro economicamente dignitoso. Similmente, non abbiamo sentito alcun accenno, e dunque anche questo non รจ evidentemente considerato un problema, al fatto che la biennale indagine sui bilanci delle famiglie, recentemente pubblicata dalla Banca dโItalia, ha mostrato come il reddito delle persone fino a 44 anni di etร sia in picchiata. Dal 2006 al 2008, prima della crisi, รจ diminuito dellโ8%: non sappiamo di quanti altri punti percentuali sia diminuito negli ultimi tre anni, a seguito del fatto che le persone che perdono il lavoro, senza alcuna cassa integrazione a proteggerli, sono soprattutto giovani con contratti precari. Infatti, la disoccupazione giovanile, anche questo mese, ha fatto segnare un nuovo record, ma anche questo รจ un dato che non รจ stato citato, probabilmente non abbastanza importante.
Ci sono due riflessioni da fare su questo quadro. La prima, รจ che questi dati economici, che solo in parte sono determinati dalla crisi, sono anche โ non solo, ma certamente anche โ il portato sociale della gestione di questo governo, che dovrebbe sentirne la responsabilitร . Secondo, le dimensioni del problema, appena richiamate e descritte piรน precisamente nel rapporto di Italia Futura, mostrano come la condizione giovanile sia oggi in Italia la piรน seria emergenza sociale, ma non solo perchรฉ la profonda frustrazione degli individui puรฒ trasbordare in comportamenti socialmente inaccettabili, ma soprattutto perchรฉ la sofferenza delle giovani generazioni coincide con la sofferenza del nostro futuro. Per questa ragione, affrontare il tema come se si trattasse di una questione parziale e settoriale, un tema da conferenza stampa in cui si presenta una lista della spesa di provvedimenti piccoli, non sistemici, che non affrontano alcuno dei problemi strutturali alla base della stagnazione economica, ed alla base della grande sofferenza occupazionale dei giovani, significa continuare ad alimentare lo stato corrente della nostra economia e della nostra societร .
Una societร in cui i โgiovaniโ con meno di quarantโanni mostrano un grande senso di responsabilitร ogni giorno, sostenendo col loro lavoro, svolto spessissimo in condizioni difficilissime, le nostre aziende, le nostre universitร , le nostre istituzioni. Da un governo inefficiente e paralizzato da se stesso, meriterebbero perlomeno un poโ di rispetto.
