Avviso alle mamme di Capoliveri: domenica 18 novembre ore 11 in Chiesa saranno i vostri bambini a cantare alla Messa! Prego di portarli e rimanere con loro per questa mattina di festa! Mi rivolgo specialmente alle mamme dei bambini di 1a 2a e 3a elementare!! L'appuntamento è alle 10.30 in chiesa per fare una prova!
Grazie a tutti Alessandra 🙂
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Specchietti per allodole come l’ipotesi che il comune unico potrà incidere in modo più forte sulle politiche sanitario-ospedaliere o su quelle scolastiche per un polo medio-superiore, sono pura demagogia. Per l’ospedale di Bazzano è l’Azienda USL di Bologna che decide con piena autonomia le politiche sanitarie ed organizzative dei propri distretti, che sceglie le proprie modalità (anche se sbagliate) di revisione dei costi e dei servizi, in accordo con le linee guida dettate dal servizio sanitario regionale. Per le scuole medie superiori è la Provincia che decide dove e quante farne e non crediamo che ciò possa nè debba dipendere dal numero di “vessilli” comunali appesi ai palazzi. Diciamo NO a promesse vuote e a conti fatti senza l’oste!
Nella proposta di fusione in un “Comune unico con Municipalità distribuite”, la mancanza di un precisa valutazione dei costi di riorganizzazione della macchina amministrativa, a medio-lungo termine, crea forti pericoli. È evidente il rischio che a regime, a fronte di bilanci da far quadrare, la soluzione più facile ed immediata possa essere quella di tagliare i costi di funzionamento, e quindi i servizi, delle municipalità distribuite. Le conseguenze ricadrebbero sui cittadini e sarebbe quasi impossibile fare marcia indietro. Infatti, la legge regionale sul referendum popolare non prevede il quorum partecipativo per la proposta di fusione, mentre lo richiede in caso di scorporo di una porzione di territorio, ovvero nel caso in cui un municipio desideri tornare sui propri passi. Dunque, se sbaglio sarà, sarà senza ritorno e con conseguenze di lungo termine. Forse questo è uno dei motivi che ha spaventato Monte San Pietro, che non salirà sulla stessa “barca” nonostante faccia già parte dell’Unione dei Comuni. Evidentemente per lui l’esperienza con l’Unione non è stata gratificante ed ha già i suoi problemi nel gestire una ventina di frazioni e località. Diciamo NO a trasformazioni irreversibili!
si ha l’impressione di assistere ad una proposta di Fusione dettata più da strategie di Partito che da interessi reali della collettività. È come se l’egemonia politica sul territorio fosse divenuta l’obiettivo primario, che giustifica persino un’audace trasformazione amministrativa e gestionale, poverissima di progettazione e di pianificazione. Una trasformazione che prescinde da probabili carenze di rappresentatività, da rapporti sempre più lontani e meno trasparenti tra il cittadino e l’amministrazione, che dimentica la complessità di un territorio esteso su 180 km quadrati, disomogeneo fra aree montane e di pianura e ramificato in una quarantina tra località e frazioni comunali.
Non ci interessa chi governa il territorio ma come ciò avviene. Chiediamo almeno che il governo avvenga nella trasparenza, con partecipazione ed in nome del bene comune, di cui la massima espressione è appunto il territorio sul quale è stato costruito il passato ed il presente e sul quale si dovrà inevitabilmente costruire il nostro futuro.
Quello che comunque ci attende, fusione o non fusione, sarà il nuovo PSC di vallata, che prevede 5600 nuove unità abitative in 15 anni per “accogliere” un ulteriore aumento del 30% della popolazione. Se l’unico modello di “sviluppo” di questo territorio passa ancora per il cemento diciamo NO al Comune unico, NO al prolungarsi di una dissennata politica di espansione urbanistica!
[URL]http://ambientesalutebazzano.wordpress.com/2012/10/15/fusione-dei-5-comuni-della-valsamoggia-un-comune-unico-e-meglio-di-cinque/[/URL]
Avete mai provato a scendere dagli scalandroni delle navi quando piove? Se sei senza bagagli ti aggrappi al passamano e piano piano riesci a scendere, ma se sei con le mani impegnate c’è veramente pericolo di cadere lungo le scale. Ieri ho avuto modo di vedere gente in gravi difficoltà e con scivoloni che grazie al pronto intervento dei vicini di discesa si sono limitati ad un grosso spavento. Forse con piccoli accorgimenti è possibile rendere meno pericolosi quei gradini. Grazie
Dante Leonardi
[SIZE=4][COLOR=darkred]Cittadini e Istituzioni dell'Elba pronti a tutto [/COLOR] [/SIZE]
I Comitati Elbani Riuniti per la Sanità dell'Isola d'Elba annunciano per venerdì 16 novembre p.v. una manifestazione di protesta in occasione dell'incontro dell'assessore regionale alla sanità, Luigi Marroni, con la Conferenza dei Sindaci Elbani.
Le promesse mai mantenute e la grave situazione di disservizi a causa dello smantellamento programmato della ns. unica struttura ospedaliera ha, ormai, convinto grandi frange della popolazione elbana a non tollerare oltre, passivamente, una simile e cieca politica di tagli indiscriminati.
La forte azione della quasi totalità dei Sindaci Elbani è il naturale sviluppo di civile dissenso nato sulla scia di un diffuso sentimento di ribellione popolare.
Porteremo avanti le nostre giuste istanze a Livorno, a Firenze, anche a Roma e financo a Strasburgo per tutte le azioni che ledono il nostro diritto alla salute, violando la Costituzione.
Non conosciamo le intenzioni o le proposte dell'assessore Luigi Marroni, ma certo dovremo pretendere, fin da subito, il rispetto degli accordi presi oltre un anno fa (28 ottobre 2011), e riproposti di nuovo dai sindaci, adesso.
Purtroppo le parole del Governatore Rossi - con pregressa esperienza proprio al delicato settore sanitario - non preannunciano quell'atteggiamento di disponibilità al dialogo ed al rispetto degli accordi presi .Se "l'apertura al ragionamento con tutti" ed il pragmatismo di maniera volto alla massima efficienza, non s'avvede che un'isola è semplicemente "un'eccezione" , ebbene si lascino consigliare.
E come primo consiglio pragmatico e contributo operativo diciamo di abbandonare l'inutile costruzione del nuovo ospedale di Montenero.
Come si pensa, infatti, di rientrare dei 130 milioni di euro che la regione dovrebbe anticipare all'ASL per finanziare parte di una struttura dal costo di oltre 200 milioni (di sola previsione) ? Nei documenti si legge che tali anticipazioni saranno restituite con le dismissioni immobiliari delle vecchie strutture sanitarie labroniche: saranno crediti sicuri? Visti i tempi, non crediamo proprio.
Il Governatore Rossi e l’Ass. Marroni "razionalizzino" ciò che hanno già. E poi perché non è stato ancora approvato il nuovo piano sanitario regionale 2012/2015? Se l'intera nazione è in emergenza perchè tale immobilismo su questi fondamentali strumenti operativi già definiti ?
Noi Elbani non ci stiamo più! Abbiamo già cominciato ad indagare spulciando i documenti
sui ricchi appalti del settore sanitario, dalle forniture all'edilizia, dalle consulenze agli onerosi stipendi dei funzionari di vertice, per INDIVIDUARE dove stanno effettivamente gli
sprechi. Dobbiamo, forse, continuare a sopportare buchi da 400 milioni di euro circa, come quello dell'ASL di Massa ( distrazione di chi doveva controllare?) per poi sentirci dire che da noi non si fanno più persino alcune prestazioni ambulatoriali perche'....mancano i soldi!
Invitiamo, pertanto, tutti coloro che hanno a cuore la sanità dell'intera isola d'Elba, intesa come necessaria e dignitosa necessità nonché diritto del cittadino, a partecipare alla manifestazione che si terrà venerdì 16 c.m. a Portoferraio, luogo di raduno Alto Fondale, (dove attraccano le navi da crociera) ore 9,30.
Comunicheremo a breve l’eventuale percorso del corteo.
Comitati Elbani Riuniti
[SIZE=4] CHAPEAU [/SIZE]
Una gremita sala del Consiglio,
ammirata,commossa e con orgoglio,
fu testimone,alla Biscotteria,
del mirabile esempio di Peria.
Che,dopo un dire onesto ed accorato
ha ridepositato il suo mandato....
Anche le parti avverse son d'accordo!
Questo sarà un bellissimo ricordo.
Così è l'atteggiamento genuino
che deve avere un Primo Cittadino
quando vede patire la sua gente:
ragionare col cuore e con la mente.
Poiché,se si bandisce l'emozione,
viene a mancar la lubrificazione...
ed i contatti sono un'altra cosa
con la frizione un poco difettosa.
Non dormiamo sul pezzo!Cittadini!!
Cerchiam di risvegliar tutti “ i vicini”
da quel torpore spesso pilotato
che non fa progredire il nostro stato...
Mettiam nella bacheca,in evidenza,
quest'atto di mirabile eccellenza....
sperando di trovare negli eventi
ancor mille episodi edificanti.
Vedrete che,viaggiando su quell'onda,
tutti traghetterem sull'altra sponda
di questo guado limaccioso e scuro,
portando la Comunità al sicuro
dalle continue e folli privazioni
imposte da “centrali Istituzioni”
per far quadrar le lor computazioni
relative ad inutili attuazioni.
Certo che se i Bilanci dello Stato,
Haimè,seguono quelli del privato,
che posson esser falsi oppure veri...
cosa ci stanno a fare i Professori??
Solo per farci uscire “dall'empasso”??
Per questo hanno fatto questo passo??
Per poi saltar sul più vicino masso,
mandando tutti quanti allo sconquasso?
Curiamo il nostro prato pel momento
che rischia di restar senza alimento
se non ci diam da fare tutta via.....
e intanto ringraziam : “chapeau Peria ”
X Sig. Coluccia.
Il comunicato da lei fatto stile prima repubblica, indigna gran parte della cittadinanza elbana, puzza di compromesso morale, come direbbe qualcuno.
In un momento come questo dove è necessario essere tutti compatti per un unico fine, c'è sempre qualcuno che pensa alle politiche di partito, quelle politiche che hanno fatto dell'Elba uno scoglio privo di servizi. Piuttosto l'Elba, non Piombino, certo che no, nonostante ci sia a mezz'ora il nosocomio cecinese.
Chieda lumi sugli sperperi della sanità' Toscana, vedi Massa, Siena ecc. Dove sono i vari politici pronti ad intermediare e sempre presenti quando arriva il sommo presidente in territorio nostrano? Cito solo alcuni esempi, non at personam, solo perché' li ricordo in varie occasioni, vedi Tortolini, Schezzini (già consigliere a Campo nell'Elba) ecc.
In questo frangente ci sarebbe bisogno anche del loro importante contributo, mi si corregga se sbaglio, ma non ricordo comunicati o mozioni inequivocabili a sostegno dell'oggetto in questione.
Tanto si doveva, senza rancore.
Leonardo Cervini
(consigliere comunale Campo nell'Elba)
«Per quanto riguarda le cifre, - ha precisato il Comitato - per la parte finanziaria, salvo conferme poiché la materia è in fase evolutiva da parte del governo centrale, ad oggi sono accertati i seguenti contributi all’eventuale Comune unico: 1,2 milioni di Euro per cinque anni dalla Regione; il 20% dei precedenti trasferimenti erariali degli otto Comuni, per un totale di 7,8 milioni di Euro per 10 anni (questo dato è in evoluzione), ai quali andranno sommati i minori costi dovuti alla fusione, cifre che sono attualmente in fase di studio».
[URL]http://www.ognisette.it/cronaca/cronaca-2012/cronaca-ottobre-2012/isola-d2019elba.-comuni-unico-una-strada-tutta-in-salita[/URL]
Leggo su Tenews le dichiarazioni del mio responsabile del PD Mazzei Federico, ragazzo molto giovane, ma intelligente, il quale spera che Peria ritiri le dimissioni. Bene nella bilancia c'è da una parte le dimissioni del primo cittadino ferraiese e dall'altra parte della bilancia c'è Water front, Esaom, porto San Giovanni, e per ultima la poltrona della segreteria della Port Autority.
Da qui deduco che Peria ritirerà le proprie dimissioni, dopo che l'Assessore Marroni ci accontenterà con un paio di richiesta fatte dai nostri autorevoli Sindaci.
E da Gennaio ricominciamo la lotta, è si cari miei perchè le due varianti urbanistiche vanno in approvazione prima della fine dell'anno.....Scommettiamo????
ELBA VOLLEY UNDER 14 FEMINILE
Bella partite quella disputata a Capoliveri fra le formazioni Under 14 dell’Elba Volley e dell’Elba Rekord sabato 10 novembre, terminata 3 a 2 per quest’ultima.
Partono subito decise le ragazzine dell’Elba Volley dimostrando una buona padronanza dei fondamentali specie della ricezione e della difesa. Attente in campo mettono subito in difficoltà le attaccanti avversarie trovandosi sempre pronte in difesa chiudendo così il primo set 17-25.
Più equilibrato il secondo set, durato 28 minuti, che vede belle giocate da entrambe le parti ma sul filo di lana ha la meglio la squadra avversaria che vince per 25-23.
Il terzo set è giocato a senso unico a favore dell’Elba Volley che appare, in questa frazione di gioco, più determinata e soprattutto più precisa e attenta nel gioco, aggiudicandosi il set per 14-25.
La reazione dell’Elba Rekord e un calo di concentrazione dell’Elba Volley si fa sentire nel quarto set e troppi errori da parte dell’Elba Volley aiutano le avversarie ad aggiudicarsi il set 25-15.
Si va così al tie - break dove si lotta palla su palla ma alcune battute incisive dell’Elba Rekord mettono in difficoltà la ricezione avversaria e quindi il set si chiude 15-9 a loro favore.
Nonostante un po’ di rammarico immediato per la sconfitta, l’allenatrice Mannocci si ritiene soddisfatta del comportamento delle proprie atlete sia dal punto di vista tecnico che di carattere a riprova del grande lavoro svolto in palestra.
Prossimo incontro mercoledì 14 alle ore 17,00 alla Palestra di Viale Elba contro la formazione del Piombino Volley.
Risultato: Elba Rekord- Elba Volley 3-2 ( 17-25; 25-23; 14-25; 25-15; 15-9)
Formazione: Alessia Arnaldi, Sara Bianchi, Margherita Calonaci, Giulia Chiofalo, Alessia Corsi, Viola Costa, Giulia Galletti, Bianca Landi, Beatrice Milazzo, Denise Pinto, Maria Vittoria Ridi, Benedetta Rovagna.
Allenatrice: Alessia Mannocci
Sarebbe interessante che coloro che difendono la Regione per il momento politico, i tagli del Governo Monti, etc, dessero spiegazioni sui motivi per cui, mentre si lesinano pochi soldarelli alla nostra isola per l' assunzione di qualche medico, si trovino tanti, tanti, tanti soldini per finanziare un ospedale che non è assolutamente necessario. Che parlino dell' Elba ma che parlino anche , nello stesso scritto, dell' ospedale di Livorno di prossima realizzazione. Stranamente, invece il caso di Livorno viene regolarmente omesso. Perchè?
[SIZE=3][COLOR=darkred] I comuni di Campo nell'Elba, Marciana e Marciana Marina informano che causa Allerta Meteo Elevata le scuole dei tre comuni resteranno chiuse anche per la giornata di domani 13 novembre. [/COLOR] [/SIZE]
Buona sera Faber desideravo unirmi per ricordare "Mario" ciao.........
CIAO MARIO
Voci dall'ospedale.
Sembra che Peria abbia già deciso di ritirare le dimissioni per onorare il mandato ricevuto dagli elettori.
Mi sembra una cosa buona e giusta.
Il gesto forte ,lo hai fatto ora torna al tuo lavoro che Portoferraio ha bisogno di te.
Un tuo elettore.
Il cavaliere scioglie il pdl e gli cambia nome , si chiamerà : "l'Italia che lavora ". Ora io dico tra disoccupati , cassa integrati , esodati , giovani che cercano un lavoro stabile imprese che chiudono e ho letto che mediamente sono mille al giorno , un tale nome mi sembra una presa in giro. Ma forse scherzava!
[SIZE=4][COLOR=darkred]«Dimenticata» l'agevolazione per le gestioni associate
Mina fiscale sulle unioni: le entrate non sono esenti [/COLOR] [/SIZE]
12Novembre 2012
La gestione di servizi attraverso l'unione di Comuni o le convenzioni, obbligatoria dal prossimo primo gennaio per gli enti con meno di 5mila abitanti, ha delle importanti conseguenze sul piano fiscale.
In particolare, in relazione alle entrate a carattere commerciale, rilevanti ai fini Iva, quali, ad esempio, la gestione di acquedotti, fiere, mostre, comunità per anziani, asili nido, assistenza domiciliare, corsi sportivi, affitto impianti, refezione scolastica, trasporto alunni. Queste entrate, infatti, attualmente non sono soggette alle imposte sui redditi in virtù dell'esclusione soggettiva prevista dall'articolo 74 del Dpr 917/1986 (il testo unico delle imposte sui redditi) per i Comuni, i consorzi tra enti locali, le comunità montane, le Province e le Regioni.
L'articolo 74 non prevede però la fattispecie delle unioni tra Comuni.
Né è possibile applicare per analogia questa esclusione, in quanto il legislatore, «quando ha inteso estendere un'agevolazione fiscale a tutti gli enti territoriali lo ha espressamente affermato» (risoluzione Entrate 149/2005).
Anche la Corte di Cassazione si è pronunciata a riguardo. Ad esempio nella sentenza n. 9760/1997 si legge :«Le ipotesi di esenzione tributaria previste dalla legge rivestono carattere eccezionale... e quindi non consentono applicazione a fattispecie diverse da quelle che debbano ritenersi in esse considerate alla stregua di una rigorosa interpretazione».
Nella risoluzione n. 386/2007, poi, la stessa amministrazione finanziaria ha trattato un caso in cui una Provincia chiedeva la riconducibilità
alle fattispecie previste dall'articolo 74 del Tuir di nuovi enti chiamati "Comunità" e definiti dalla stessa legge provinciale quali enti pubblici costituiti «dai Comuni appartenenti al medesimo territorio per l'esercizio di funzioni, compiti, attività e servizi nonché, in forma associata obbligatoria, delle funzioni amministrative trasferite ai Comuni».
Nella risposta le Entrate hanno ribadito che la formulazione del Testo unico sulle imposte elencando tassativamente gli enti non soggetti all'imposizione sui redditi, impedisce ogni interpretazione estensiva di tale disposizione, escludendo la riconducibilità nell'ambito applicativo della stessa di enti diversi da quelli citati in modo esplicito.
In questo modo, però, l'unione di Comuni subirebbe una sottrazione di risorse a causa delle imposte sui redditi dovute, con un conseguente aumento delle tariffe, e un incremento di costi dal punto divista organizzativo a causa della gestione dei nuovi adempimenti fiscali, fattori che potrebbero vanificare i risparmi conseguenti alla gestione associata.
Appare allora necessaria una precisa riflessione a riguardo, che potrebbe condurre a valutare l'eventuale intervento del legislatore per integrazioni o innovazioni delle figure soggettive esistenti riconducibili all'articolo 74 del Tuir.
Questa esigenza peraltro era già emersa nel parere reso dalla Sezione Terza del Consiglio di Stato n. 224/89, in relazione ad un quesito formulato proprio dall'amministrazione finanziaria sui soggetti destinatari della stessa norma del Tuir.
sai per come si sono evolute le cose ci possono essere varie interpretazione pro-contro barbetti o pro-contro peria comunque sia dopo i chiarimenti di barbetti io credo che peria abbia dimostrato di avere le pa@le perche' si e' presentato sia sul tetto dell'ospedale e poi abbia dato un segno forte(come aveva proposto barbetti)dando anche le dimissioni come primo cittadino.a questo punto visto che il sindaco capoliverese ha alzato questo polverone dovrebbe dare una dimostrazione forte per uscirne pulito e a testa alta e lo puo' fare solo nell'essere il PROSSIMO SINDACO A DARE LE DIMISSIONI!ora aspettiamo e vediamo chi ha le pal@e ma soprattutto chi dimostra di avere senso di responsabilita'verso i cittadini elbani...!
La stagione venatoria è grosso modo a metà e l’Associazione Vittime della Caccia diffonde un primo bilancio degli incidenti, dal 1° settembre al 29 ottobre: 16 morti e 48 feriti. La Lombardia è in testa alla macabra classifica con 13 incidenti, di cui 5 mortali e 8 ferimenti. Segue il Piemonte con 7 incidenti di cui 3 mortali, poi il Veneto con 6 feriti e un morto.
Inutile negarlo, tra i casi raccolti dalla consueta e scrupolosa rassegna stampa quelli che impressionano di più riguardano le persone colpite da proiettili vaganti mentre facevano tutt'altro. Sono quei 4 morti e i 14 feriti tra la gente comune che invitano, più degli incidenti tra i cacciatori, a riflettere sulla sicurezza di un’attività tanto criticata.
Forse non ci sarebbe bisogno di esplicitare ciò che è sottointeso, ma farlo non guasta: nessuno, sia chiaro, resta indifferente di fronte alle tragedie che avvengono in una battuta di caccia, ma sarebbe ipocrita negare che quei drammi vengono naturalmente classificati come tragici “rischi del mestiere”.
Non possiamo dire lo stesso per quella signora ferita al polpaccio nel giardino della sua casa di campagna (incidente del 24 settembre a Venosa in provincia di Potenza), o per l’automobilista colpito alla guancia nella sua auto ferma in attesa di fare passare i ciclisti di una gara amatoriale (24 settembre, Aci Bonaccorsi in provincia di Catania), o ancora per il giovane calciatore raggiunto in campo da un colpo di fucile (1° ottobre Siena), o infine per il sessantenne ucciso mentre cercava funghi nei boschi di Soveria (CZ).
Tutte persone che, non avendo scelto l'attività venatoria, contavano di rimanere fuori anche dal rischio. Come vanno classificati questi incidenti? Effetti collaterali di un’attività di per sé troppo pericolosa, oppure disgrazie imputabili al mancato rispetto delle regole? Su questa questione da anni si scontrano i due fronti di chi è a favore della caccia e di chi la vorrebbe abolire. I primi impegnati a elencare le differenze tra il bravo cacciatore e i tiratori allo sbaraglio e i secondi convinti che spari e sicurezza non andranno mai d’accordo.
Certamente basta dare un’occhiata all’opuscolo diffuso da Federcaccia “Sicurezza a caccia”, lodevole iniziativa di informazione ai cacciatori tesserati, per rendersi conto che il pericolo di colpire il bersaglio sbagliato è dietro l’angolo. “Pericolosa per definizione, la zona di tiro non può essere oggetto di alcun dubbio o incertezza. Il suo dintorno può mutare da un istante all’altro a seguito dell’apparizione di una o più persone, di animali domestici o di veicoli. È necessario rimanere molto vigili e attenti a ogni minima modificazione di tale zona che non ha caratteri prefissati, com’è inevitabile per ogni ambiente naturale. In azione di caccia, mai tenere il dito sul grilletto o nei suoi pressi”.
Così, alla fine della stagione venatoria, con il bilancio definitivo delle vittime, ci troveremo ancora una volta a domandarci di chi sono le colpe. Delle lacune della legge? Dei mancati controlli? Della scarsa preparazione di chi maneggia le doppiette? Di una segnaletica ambigua che non avvisa i cacciatori della vicinanza di case e strade, ma che non indica neanche i luoghi sicuri dove potere fare una passeggiata? Speriamo allora di avere delle risposte.
Associazione Vittime della Caccia
RIFLESSIONI di una collega dei comitati riuniti pro-sanità
(Francesco semeraro)
LE BATTAGLIE DI GIUSTIZIA E DI LIBERTÀ
Càpitano, nella vita di ogni individuo che abbia un’etica personale e civile, delle battaglie di giustizia e di libertà irrinunciabili....
La lotta per la difesa dell’ospedale di Portoferraio è una di queste. A prescindere dal patrimonio ideologico, dalle opinioni politiche, dalle logiche di appartenenza partitica, dallo status sociale.
Come non definire infatti se non giusta e sacrosanta la difesa dell’unico ospedale che possiede da parte di una comunità di trentaduemila abitanti, sparsi su otto comuni, che rivendica, con i propri sindaci in testa, il diritto alla salute garantito dalla costituzione?
E come non chiamare una battaglia di libertà quella combattuta dal primo cittadino del capoluogo che, sentendosi responsabile della sua gente, sfida logiche di schieramento nella sua città e nei palazzi livornesi e fiorentini?
E non è forse normale e plausibile che un’isola di fama internazionale, che attira consistenti flussi turistici, preziosa per l’economia di tutta la regione, pretenda un presidio ospedaliero degno di questo nome, capace di sopportare nella stagione estiva una pressione di duecentomila persone?
E’ intollerabile al contrario che ciò non avvenga e che, ai disagi oggettivi legati alla condizione d’insularità, si aggiunga nei residenti la percezione cronica dello stato di assoluta inadeguatezza dell’offerta sanitaria presente sul territorio rispetto alla domanda di cura e tutela del bene primario che possediamo, la salute.
Se la sanità toscana fosse la cenerentola d’Italia ci sarebbe qualche attenuante ma per fortuna non è così e sappiamo bene che nella nostra regione esistono diffuse strutture ospedaliere d’eccellenza.
Allora è indispensabile che, a causa dei tagli imposti dal governo, si facciano delle scelte e si rinunci all’ulteriore potenziamento di ospedali esistenti o addirittura alla costruzione di nuovi e si drenino risorse all’ospedale elbano, per riportarlo ad un livello accettabile di prestazioni sanitarie.
I cittadini dell’Isola d’Elba hanno gli stessi doveri degli altri abitanti della regione ma molti meno diritti perché la loro esposizione ai rischi mortali di un’assistenza carente è molto più alto.
Si ha anzi l’impressione che nei confronti di quella che nei depliant pubblicitari fa comodo definire “la perla del Tirreno”, ma che nei fatti è trattata come una scarpa rotta, si eserciti continuamente, forse inconsapevolmente, un pregiudizio secolare: gli isolani sarebbero più ignoranti, più arretrati, più fatalisti, più docili, meno attrezzati culturalmente e intellettualmente.
E quindi… se c’è da sacrificare un pezzo di sanità, perché non quella elbana? Che sia l’Elba l’agnello sacrificale sull’altare dei tagli!
Come si spiega altrimenti la sordità di Livorno e di Firenze alle nostre richieste? Il mancato rispetto degli impegni presi l’anno scorso? La mancata approvazione del Piano Sanitario Regionale da parte del consiglio, sebbene già approvato dalla giunta?
In quel Piano esiste già quello che vogliamo perché vi si parla della specificità elbana e se ne provvede.
Presidente Rossi -che non si è degnato di rispondere alla lettera dei comitati che da anni, prima delle forze politiche locali, combattono per i diritti di tutti- il suo silenzio e il suo distacco nei nostri confronti non hanno giustificazioni.
Ma nella lettera c’è scritto: gli elbani sono stati forgiati col ferro delle loro miniere e col sale del loro mare; gli elbani sono memori della loro storia, delle battaglie che sono state combattute per poter continuare a vivere su quest’isola; delle lotte che i loro minatori hanno combattuto, contro le condizioni di bestiale sfruttamento cui erano sottoposti; dei sacrifici dei loro marinai, che salutavano la loro famiglia per mesi e andavano a “strusciare” l’Oceano; delle fatiche dei loro pescatori, che si spostavano a remi, a forza di braccia, fino a Capraia per far mangiare i figli;
degli sforzi immensi dei loro contadini che, terrazzandole, trasformavano in vigne le pendici delle colline, su su, fino in cima, ad altezze incredibili.
Perciò le battaglie di giustizia e di libertà non ci fanno paura. In nome di chi ci ha preceduto e per il bene dei nostri figli, se vorranno continuare a vivere su quest’isola.>
M. Gisella Catuogno.
Quando talvolta scrivevo qualche minchiata su camminando, era poi d'obbligo la telefonata al Papi per chiedere un parere...e lui puntualmente rispondeva "l'ho letto....sei il solito palloso, bene che 'un t'ha considerato nessuno..." ed io mi beccavo l'ennesima arronzata ridendo...e adesso? Adesso mancheranno i dispetti, le gessate date a destra e a manca quando si era rotto il braccio provando a saltare giù in strada dal primo piano, le ditate nervose elargite nel tuppiettare il prossimo e tutte le altre cose che faceva quando voleva ma non poteva dire agli altri "ti voglio bene"...
Ma guai abbandonarsi ai pietismi, che egli tutto voleva tranne che compassione...meglio pensare al suo arrivo nei verdi pascoli (magari simile a quello oltremanica, quando briaco marcio fini' dentro il rullo dei bagagli), dove lo vedo abbastanza chiaramente presentarsi con un gran scatolone sulle spalle, portato con non sufficiente forza e quindi ballerino, in cerca di equilibrio...vedo come la grande scatola, inclinandosi un po' di qua e un po' di là, disperda in piccole montagnucole le tante cose che fuoriescono...campari, girasoli, biribiri, pacchetti iniziati di maladettissime sigarette, orari dei pullman, oche che si grattano, battibecchi, svenimenti, scarti di barbe fatte da fagiolo, scarti di ore della notte passate a chiacchera su le sedie dei bar chiusi, una diane verde come una rana, rospi di ogni foggia e dimensione...e infine idee, idee a miliardi stipate nella scatola senza fondo, nascoste insieme a quanto di sè non voleva far conoscere come la poesia e la sensibilità...e poi ancora mattanate, passi frettolosi sui sentieri di montagna, rami di ciliegio, uno scorcio degli scogli dell'Omo, la luce negli occhi al cospetto dei fochi di San Giovanni, le bandierine verdi o rosse alla finestra, la difesa a oltranza de li bimbi, libri e libri e ancora libri...bicchieri sudici di marsale scolate, panini con banana, marmellata, salsiccia, tonno e cipolla, pezzi di schiaccia calda di pisello, birette, morsi di cecina in mezzo a litri di vino rosso...un mucchio impensabile di oggetti sconnessi tra i quali cercare un qualcosa di straordinario, un quid indefinito che possa rappresentare quella catena fiammeggiante di pensieri...
