Gent. Redazione, sono compiaciuto che qualcuno con la voce più grossa e suadente della mia, cerchi di sensibilizzare le amministrazioni locali: Rio nell'Elba e Rio Marina sull'importanza storica, culturale e sentimentale di quel manufatto. Rimane ancora solo un muro ben visibile, (dopo il saccheggio dello stemma marmoreo); crollato questo, non rimarrà che un gruppo di macerie e, quell'immagine che per decenni ha accompagnato la nostra vita, sarà perduta per sempre.
Ci abitueremo a vedere una bella e verde collina, anonima come ce ne sono tante. Spero che la vasta platea che coinvolge "Camminando"
abbia uno scatto d'orgoglio e cominci a meditare che quando quel muro sarà scomparso (e verosimilmente avverrà presto), quel panorama non sarà più lo stesso e consapevoli di questo, sollecitino gli enti preposti:
amministrazioni comunali in primis affinchè intervengano a fermare lo
scempio. Basta poco!
Grazie alla Redazione
113512 messaggi.
[COLOR=darkblue][SIZE=4]LA MEMORIA DELL'ACQUA [/SIZE] [/COLOR]
L'unico sentimento possibile in questi giorni è una profonda solidarietà per la straordinaria gente di Livorno. Non servono le polemiche e danno persino noia.
Ma le assurdità sono difficili da digerire.
Chiunque abbia fatto il sindaco sa che un allarme arancione è indicatore di un evento pericoloso per le strutture pubbliche e private e per le persone.
Né la tragedia di Genova, né l'alluvione di Campo Elba furono preceduti da allarmi rossi.
Per favore, d'ora in avanti, impariamo ad avere paura, anche quando sembra eccessivo. Poi c'è la follia edificatoria, quella che ha tombato i fossi e fatto costruire ovunque.
Nella mia prima legislatura cancellai circa mille seconde case dagli strumenti urbanistici di Portoferraio.
Qualcuno mi disse che ero un talebano, ma pensate come saremmo al sicuro, ora, con cento case in più alla Consumella, o con tutte le campagne edificate.
Il problema a Livorno e nel resto d'Italia, d'ora in avanti, è capire come si fa prevenzione e come si fa programmazione, ricordandosi che nessun computer e nessun metereologo potrà mai dirci con certezza quanta acqua scenderà dal cielo e che, comunque, se sarà tanta, la sua vecchia strada la ritroverà.
L'acqua ha una memoria, molto più antica di quella degli uomini.
[COLOR=darkblue][SIZE=4]MEDAGLIE DI BRONZO NAZIONALI PER L’AGONISTICA CVMM [/SIZE] [/COLOR]
Marciana Marina, 14 settembre 2017 - Si è conclusa con un bilancio positivo la trasferta lariana della squadra agonistica del Circolo della Vela Marciana Marina che ha preso parte ai Campionati Nazionali Giovanili in doppio a Dervio, lago di Como.
Brillante la partecipazione dei giovani velisti marinesi della classe L’Equipe dove in entrambe le categorie – Evo e Under 12 - il risultato finale ha portato a due medaglie di bronzo.
Nella categoria Evo l’equipaggio misto formato da Giulia Costanzo e Federico Arnaldi ha concluso la serie delle regate al terzo posto (parziali (7)-2-4-3-5-5)vnella classifica vinta dal team ligure portacolori del Circolo Nautico Loano Cucco/Gandolfo. Quinto posto finale per Niccolò Palmieri e Marco Turchi (parziali 2-8-6-8-(9)) e ottavo posto per Alessio Caldarera e Matteo Peria (parziali 4-3(11)9-10). L’equipaggio rosa del Centro Velico Elbano di Rio Marina Bianca Pettorano e Flaminia Panico, in trasferta con la squadra del CVMM, ha concluso al 12° posto.
Anche nella categoria L’Equipe Under 12 il bottino è stato una medaglia di bronzo conquistata dal team rosa marinese composto da Alice Palmieri ed Eva Paolini che hanno ottenuto anche in questo caso il terzo posto (parziali 4-1-3-6-(10)) nella classifica finale vinta dai toscani di Torre del Lago Puccini Barbuti/Maltese che si sono aggiudicati la Coppa del Presidente. L’altro equipaggio portacolori CVMM in questa classe, quello formato da Silvia Costanzo e Filippo Caldarera ha concluso al 14° posto.
Gli equipaggi della classi 29er e 420 stanno migliorando sempre di più i loro risultati a livello nazionale anche se non sono ancora ai vertici, entrambe le classi sono molto più impegnative (e loro non hanno ancora una grande esperienza) della più semplice L’Equipe dove avevano ottenuto risultati di rilievo negli anni passati, ma stanno crescendo e lo si vede dalle classifiche che nel corso dell’anno hanno scalato di molte posizioni.
Antonio Salvatorelli e Dennis Peria, con l’acrobatico 29er hanno concluso al 15° posto della classifica (parziali 21-(26)-16-11-12-19) vinta dai trentini Zampiccoli/Chistè.
I due equipaggi marinesi della classe 420 hanno regatato in una flotta di oltre 100 imbarcazioni come sempre molto agguerrita e competitiva: la classifica finale vedeva i fratelli Giulia e Paolo Arnaldi concludere al 56° posto, mentre Samuel Spada e Lorenzo Marzocchini concludevano in 83a posizione. Per la cronaca l’equipaggio vincitore della classifica è risultato quello dei fratelli Frangi di Antignano.
Nei tre gironi di regate sul campo di regata di Dervio, lago di Como, con l’organizzazione di di Multilario, l’Associazione dei Circoli Velici Lariani è stato possibile portare a termine 6 prove (solo 5 per la classe L’Equipe) in condizioni meteorologiche variabili e pertanto molto impegnative.
“Breva”, il vento termico tipico da sud delle estati lariane, debole per il primo giorno in cui brillavano Alice Palmieri ed Eva Paolini nella classe L’Equipe Categoria Under 12 posizionandosi in testa alla classifica; vento disteso nel secondo giorno che permetteva di completare ulteriori tre manche; il terzo giorno le condizioni meteorologiche erano caratterizzate dal tempo instabile e temporalesco che vedeva lo svolgimento di una sola prova per tutte le classi tranne che per L’Equipe Under 12; infine il quarto e ultimo giorno vedeva ancora il maltempo farla da padrone impedendo così agli equipaggi di scendere sul campo di regata.
I Campionati Nazionali Giovanili in doppio hanno visto la partecipazione di quasi trecento equipaggi: in gara oltre ai ragazzi del CVMM con L’Equipe, il 420, il 29er anche gli equipaggi delle classi 555FIV, Hobie Cat 16,Hobeie Dragon, RS Feva.
Al rientro a Marciana Marina i componenti della squadra agonistica CVMM riprenderanno gli impegni scolastici e già a partire da ottobre gli allenamenti i vista della nuova stagione agonistica 2018.
Nelle foto la premiazione degli equipaggi della classe L’Equipe
Allarme a Roma per alcune decine di casi di Chikungunya trasmessa da punture di zanzara tigre..sospese donazioni di sangue ..e già si cercano responsabilità politiche!
Buffoni e ipocriti!
Sembra strano ma, quando oramai si avvicina a concretizzarsi il progetto di realizzazione di un centro commerciale , si sollevano cori di disappunto e chiarimenti e nuove idee..È un film già visto e rivisto...SVEGLIA! Oramai è tardi
Vi ricordate l'elicottero che atterro' anni fa proprio lì? Era del futuro proprietario ..ma nessuno si preoccupo di cosa potesse accadere. Saluti
Fa bene il sig. Sindaco a far pulire i piccoli fossi a chi li ha nei propri terreni, come facevano i nostri nonni.....ma i fossi che vengono puliti dal consorzio hanno tutte le canne tritate dentro.... non mi sembra che sia un lavoro fatto bene forse era meglio prima .......braccia umane e attrezzi rudimentali..
[COLOR=darkblue][SIZE=5]Visita del Governatore Ladu all'Elba [/SIZE] [/COLOR]
Andrea Fratti e Sergio Cavaliere nuovi soci del Rotary Club Isola d'Elba
Marted↓ 12 settembre numerosi soci hanno accolto il Prof. Giampaolo Ladu, Governatore del Distretto 2071, accompagnato dalla moglie Silvia Venturi e dall'assistente Umberto Canovaro.
Una giornata molto impegnativa in cui il Governatore ha avuto modo di confrontarsi con il Presidente Giorgio Cuneo ed il Consiglio Direttivo sulle attività previste per la corrente annata rotariana e sulle aspettative del Presidente Internazionale. Sono stati rivolti i complimenti al Club per la particolare attenzione rivolta al territorio e ai giovani e per l'atmosfera di sincera amicizia che regna tra i soci.
La giornata si è conclusa con una conviviale all'Hotel Airone durante la quale il Presidente Giorgio Cuneo ha presentato ed ammesso nel Club due nuovi soci: Andrea Fratti, noto imprenditore elbano e Sergio Cavaliere, libero professionista ed imprenditore.
Il Rotary Club Isola d'Elba desidera porgere il benvenuto ai nuovi soci, dai quali si attende molto, ed alle consorti Simona Capizzi e Marta Vigan, augurando a tutti loro un buon anno rotariano, interamente dedicato al servire al di sopra di ogni interesse personale; un anno in cui le loro qualità possano realmente fare la differenza.
In un Comune dove uno dei problemi principali risulta essere la viabilita, di cui tutte le amministrazione presenti e passati se ne sono altamente strabattute ( e non mi venite a dire che le due rotondine su viale Elba hanno risolto qualcosa) si pensa ancora a costruire.
Costruire un centro commerciale con ben 23 fondi commerciali, senza aver la benché minima idea di come stia andando il commercio all'Elba, senza aver interpellato le associazionidi categoria è sinonimo di non avere cognizioni di causa. Significa solo sperare di incassare gli oneri di urbanizzazione per gettare fumo negli occhi agli elettori.
L'ex Enel è l'ultima spiaggia per studiare un vero piano del traffico che ad oggi non tiene conto delle quasi 100 tra partenze ed arrivi delle 4 compagnie marittime che ogni giorno riversano sul porto migliaia di automobili.
Ripensateci. L'Eurospin può benissimo rimanere dove si trova adesso.
Ennesimo centro commerciale nel ex stabilimento enel, altri 23 fondi commerciali destinati a rimanere vuoti, tutto va bene purchè si costruisca.... poi se la viabilità è al collasso nel periodo estivo poco importa, l'importante è costruire costruire costruire
Mentre si pianifica la raccolta differenziata e ci sono stati tolti già i vecchi bidoni,la Signora dei cani la fa alla sua maniera ,inquinando il bosco con il menefreghismo suo e di chi dovrebbe vigilare ..spazzatura di ogni genere fa bella figura tra i corbezzoli e i viburni ...sacchetti ,bittigle,scatolette..ecc....senza contare il canile abusivi chebpossobsolo innaginare in che stato di pulizia versi...si evince senza ogni ombra di dubbio, che la legge non è uguale per tutti...
[COLOR=darkred][SIZE=5] Ristrutturazione dello stabilimento Ex ENEL? Parliamone ! [/SIZE] [/COLOR]
In merito al rilascio delle autorizzazioni edilizie per l'imminente avvio dei lavori di ristrutturazione dello stabilimento Ex ENEL, che dovrebbe ospitare un nuovo centro commerciale, Confcommercio Elba ha avuto un recente incontro con il sindaco di Portoferraio Mario Ferrari e con l'assessore alle attività produttive Angelo Del Mastro, per avere chiarimenti al riguardo.
In tale occasione è stato chiesto di visionare il progetto con relative planimetrie, per valutare la portata dell'operazione e la ricaduta che essa potrà avere sul comparto commerciale della città, rimanendo d'accordo che la documentazione ci sarebbe stata inviata subito per e-mail, ma a distanza di oltre una settimana non è pervenuto ancora nulla.
Nel sollecitare al Comune di Portoferraio la trasmissione di quanto richiesto, la scrivente ha anche espresso il proprio vivo disappunto per non essere stata interpellata a priori su una questione così importante per il settore che la medesima rappresenta, essendo prassi consolidata che le associazioni di categoria più rappresentative vengano preventivamente sentite dalle Amministrazioni Comunali anche su tematiche di ben minore importanza.
Non si capisce dunque come un'operazione di questa portata possa essere stata sottaciuta e fatta procedere d'ufficio, senza la richiesta di un minimo doveroso confronto con le categorie interessate.
In particolare, durante l'incontro, i vertici di Confcommercio Elba hanno espresso al sindaco e all'assessore le proprie preoccupazioni per l'impatto che questo nuovo polo commerciale potrà avere sul comparto locale, posto che oltre al trasferimento del supermercato Eurospin, nello stabile è prevista la realizzazione di altri 23 fondi da destinarsi ad attività commerciali e di pubblico esercizio.
Ci si chiede se un'operazione del genere ha tenuto conto del limitato bacino d'utenza, soprattutto nei mesi invernali, delle difficoltà di sopravvivenza in cui versano la maggior parte dei nostri dettaglianti, del progressivo spopolamento e della chiusura di negozi nel centro storico cittadino, nonché dell'eventuale danno di concorrenza che ne deriverebbe alle attività esistenti, qualora l'assegnazione di detti fondi da parte della società costruttrice non venisse adeguatamente regolamentata, favorendo l'accesso a queste ultime.
Trattandosi appunto di un progetto di forte impatto sulla realtà commerciale della città, è assolutamente necessario che la questione venga approfondita urgentemente, nell'interesse ed a tutela dei molti commercianti che la nostra associazione rappresenta.
La Presidente Confcommercio Elba
Franca Rosso
Il sindaco di Portoferraio Mario Ferrari, infine, ha annunciato di avere predisposto una ordinanza riguardante la manutenzione del reticolo idraulico minore, non di competenza del Consorzio di Bonifica, da notificare ai proprietari dei terreni interessati, ed auspicando che un provvedimento simile possa essere adotatto anche dagli altri sindaci del territorio.
..Benissimo ha fatto il Sindaco di Portoferraio emettendo questa ordinanza.....ce ne sarebbe bisogno anche a Rio nell'Elba in particolare per la località di Nisportino dove da parecchi anni,nonostante le numerosi segnalazioni e solleciti dei cittadini, non si fanno le dovute opere di manutenzione dei fossi e non solo all'interno della proprietà ex Villaggio.
Speriamo che il COMMISSARIO,che si insiederà dopo lo scioglimento del C.C. il 15 c.m.,possa davvero prendere opportuni provvedimanti in merito.
Può essere che sia come dici, io invece mi sarei aspettato una mano (spalatura) dai nostri politici nazionali o regionali, e se loro non potevano per impegni istituzionali, potevano mandare i loro familiari, del resto, con gli stipendi che percepiscono, vitalizi e privilegi, non credo che sarebbe un problema buttare via i panni intrisi di fango e acquistarne altri, sicuramente griffati e alla moda.
Paolino l'arrotino-
Ebbene si, a CAPOLIVERI ora si può avere una cappella votiva. Ma se uno professa una religione diversa da quella cattolica, può avere in giardino una piccola moschea (musulmani) un tempio (induisti) una sinagoga (ebrei) ecc? Inoltre, se una persona è atea, può chiedere una cappella dove si riunisce con gli amici o parenti per una arrostita di sardine, una lessata di trippa o una bella *aveggiata* di polpo con relativo svuotamento di fiaschi di buon vino?
Nota- La cosa è seria e attendo una risposta. Grazie-
Nel corso delle operazioni di soccorso alla popolazione di Livorno e di rimozione di macerie delle macerie ,avete visto un solo "rifugiato politico", id est "immigrato clandestino", a dare una mano ai poveri Livornesi? Tutti comodamente alloggiati, pasciuti, in alberghi e case sfitte, abusivamente occupate, coi loro smarphone di ultima generazione a chattare, inviare messaggi e in parte a delinquere, sulle spalle degli Italiani beceri buonisti, promotori di ulteriori iniziative di accoglienza e "integrazione", di provvedimenti legislativi come lo "ius soli".
SENSO UNICO A CARPANI!
Leggo che uno sparuto numero di commercianti vorrebbe l'installazione dei dissuasori di velocità.
Vorrei ricordare loro, che a Carpani, non è possibile andare a velocità sostenuta.
A far rallenare le auto, ci sono i furgoni e addirittura camion, parcheggiati con due ruote sul marciapiede lato circolino, davanti al bar. Questi obbligano i pedoni a camminare in strada. (Ma un alcol test ai conducenti, non la fa nessuno? Eppure bevono birra al bar!)
Oppure le auto ferme in divieto davanti e in prossimità della pizzeria.
Sembra che vogliano comandare i commercianti per fare i loro esclusivi interessi.
Se volete eliminare i pericoli, le possibilità sono:
-fare come il povero "Rommel" che controllava e sanzionava sensa pietà.
(I vigili di oggi sono latitanti...)
-fare un senso unico, per impedire come oggi, il traffico a senso unico alternato a causa del parcheggio selvaggio.
Per lo IUS SOLI non ci sono i numeri per l'approvazione. Una legge che darà la possibilità ai figli di immigrati nati in Italia, ragazzi e ragazze che sono cresciuti e crescono a pasta asciutta e pizza, che parlano romanesco, milanese o fiorentino, che tifano Juve, milan o Roma, che sbandierano il tricolore o indossano la maglia azzurra con i nomi dei calciatori della nazionale, oppure militano nelle squadre giovanili di tutti gli sport insieme ai ragazzi italiani, e che forse non sanno neanche da dove provengono i loro genitori, ma tutto questo non basta per regolarizzare coloro i quali io considero italiani a tutti gli effetti.
Paolino l'arrotino-
[COLOR=darkblue][SIZE=4]L'ABITATO ETRUSCO DI MONTE CASTELLO A PROCCHIO: IL DEGRADO, IL BUNKER E I SOUVENIR [/SIZE] [/COLOR]
Le immagini e le descrizioni pubblicate da Fabrizio Prianti sulla villa di Capo Castello al Cavo e sul suo pietoso stato di conservazione, destano preoccupazione e forti perplessità. Il bell'articolo di Prianti, al contempo di denuncia e di speranza, è l'ennesimo appello affinché chi di dovere, dopo decenni di incuria, faccia in modo che l'opus reticulatum e le altre imponenti testimonianze, che pure ancora ci sono, e che dimostrano quale valore la villa abbia avuto e abbia, non vadano perdute per sempre. Due anni fa il problema della conservazione dei beni culturali elbani fu affrontato nel convegno “Anatomia di un patrimonio da proteggere, conservare e valorizzare” curato dall'Associazione “Ilva Isola d'Elba” e dal Comune di Marciana Marina. La conclusione fu inclemente: i nostri beni culturali, soprattutto quelli archeologici, si trovano in una condizione da terzo mondo. Eppure, come ha sottolineato Prianti, dovrebbero costituire un sostegno basilare per l'economia e dare un forte impulso al prolungamento della stagione turistica. Lo ha ribadito anche il ministro Franceschini in occasione della sua permanenza all'Elba per ricevere il premio letterario “La Tore”. Ma per rendersi conto che si tratta solo di pie illusioni, basta spostarsi dalla negletta villa romana di Capo Castello al derelitto abitato di Monte Castello di Procchio , a tutt'oggi il sito etrusco più importante dell'Elba.
Mettiamo l'orologio indietro di 40 anni. Era l'estate del 1977. Un conoscente mi comunicò che circolava, insistente, una voce: su Monte Castello, sopra Procchio, sarebbe stato in corso uno scavo clandestino. L'indomani salii sulla collina per sincerarmene. L'informazione era esatta: una buca, ampia e maldestra, aveva messo in luce notevoli pezzi di un pesante pavimento cosiddetto in cocciopesto e, sotto, un grande dolio per granaglie, una serie di piatti in ceramica con incise lettere dell'alfabeto, coppe e piattelli a vernice a vernice nera con i bolli di una fabbrica laziale chiamata dei piccoli stampi. Non ci volle molto a capire che si trattava di materiale etrusco del 300 circa a. C., eccezion fatta per il pavimento, probabilmente di epoca successiva. Fra il fogliame di un lentisco si intravvedevano anche sacchetti pieni di frammenti di ceramica, evidentemente nascosti per essere portati via alla prima occasione. Feci alcune foto, non toccai niente come prevedeva la legge, e il passo successivo fu presso la stazione dei carabinieri di Marciana Marina. Vista l'urgenza il comandante della stazione, maresciallo Viti, mi chiese di accompagnarlo sul posto. Purtroppo dentro il lentisco i sacchetti di ceramiche non c'erano più, ma tutti gli altri reperti erano sempre lì. Considerato l'elevato rischio che potessero essere rubati durante la notte, il comandante mi invitò ad asportarli ordinatamente dopo aver fatto rilievi e foto. Subito dopo partì la segnalazione per la soprintendenza. Quest'ultima programmò una campagna di scavo, che fu molto fruttuosa non solo per la qualità e la quantità dei manufatti recuperati, ma anche per la messe di dati scientifici di prim'ordine per la ricostruzione di un periodo cruciale della storia elbana e mediterranea. Purtroppo la maggior parte del materiale è ancora in attesa di pubblicazione.
Sono ritornato su Monte Castello una dozzina di anni dopo. Alla meraviglia di vedere il sito in abbandono, si è aggiunta la sorpresa di scorgere molti frammenti di epoca etrusca (vasi, tegole piane e curve) ammassati e all'interno di un bunker della seconda guerra mondiale. Fra di essi erano presenti anche pezzi piuttosto cospicui del pavimento in cocciopesto. Chi li ha buttati lì dentro? Essendo impensabile che si tratti di 'scarti' gettati durante le operazioni di scavo, ritengo che sia stato un atto irresponsabile perpetrato da altri 'tombaroli'.
Fino a poco tempo fa parecchi di quei frammenti (ovviamente nel frattempo i pezzi più vistosi si erano involati) continuavano ad abbellire il bunker e, del tutto a portata di mano e apparentemente abbandonati, sembravano offrirsi quasi come souvenir per chi avesse osato avventurarsi in mezzo a ruderi invasi da piante e arbusti e in stato di degrado.
Un simile stato di cose, che si perpetua da troppo tempo, è inquietante e indecente: sarebbe quanto mai opportuno che il funzionario/a della soprintendenza di Pisa si desse una mossa per recuperare almeno i residui frammenti pavimentali destinandoli a un deposito di Stato. E sarebbe altrettanto auspicabile che il Comune di Marciana, nel cui territorio si trova l'abitato etrusco, si attivasse con le sue associazioni e con i suoi architetti per restituire un minimo di decoro allo straordinario tessuto murario.
Michelangelo Zecchini