Se desidera espormi, personalmente, altro, sono a disposizione, altrimenti non occorre dilungarsi con chi si ostina a non dire come si chiama e si trincera dietro insulsi pseudo, solo per denigrare .
Cordiali saluti
Alessandro Dini
La saluto
Alessandro Dini
visto che parla di Italiano più o meno comprensibile, e visto che di italiano penso di intendermene abbastanza, analizzerei il testo del suo post sullo stimatissimo Andrea Nomellini per farle capire come nessuno abbia frainteso le sue parole se non lei stesso forse; ma passiamo ad elaborare il testo:
"Questo pomeriggio a Marina di Campo, nella via principale del Paese, ha avuto un malore ed è morto un caro amico, Andrea Nomellini.
Pensionato, sempre gentile ed amabile con tutti, non ha avuto la fortuna di essere soccorso, neanche da un medico qualsiasi, speriamo già impegnato con altri pazienti e nemmeno la possibilità di essere trasportato urgentemente in ospedale, perchè l'ambulanza era già impegnata.
E' morto sul marciapiede, con qualche amico che cercava di fare il possibile per salvarlo.
Forse il freddo è stato più forte di lui.
Magari con un'assistenza più appropriata sarebbe ancora con noi."
"….non ha avuto la fortuna di essere soccorso…" questo non è assolutamente vero e così affermando non fa onore ai volontari della Croce Rossa ed ai successivi colleghi della Misericordia di Portoferraio e del relativo medico al loro seguito, in quanto hanno cercato di rianimare l'amico Andrea più volte ma purtroppo non c'è stato niente da fare. Per questa sua esternazione – 70 voti alle prossime elezioni comunali".
"…neanche da un medico qualsiasi, speriamo già impegnato con altri pazienti …" ecco qui la sua strumentalizzazione, dalla serie ogni riferimento è puramente casuale, allora lei sfrutta un evento così tragico e drammatico per fare propaganda elettorale e da qui il coro del "Si Vergogni". Se ha qualche dubbio al riguardo può liberamente sporgere denuncia per omissione di soccorso verso colui che accusa seppur tra le righe. inoltre vorrei ricordarle come un medico fosse presente, era a bordo dell'autoambulanza della Misericordia di Portoferraio. Ci si può fidare di un amministratore così distratto? – altri 70 voti alle prossime elezioni.
"…e nemmeno la possibilità di essere trasportato urgentemente in ospedale, perchè l'ambulanza era già impegnata."
Altra amenità era impegnata l'ambulanza della Pubblica Assistenza ma non quella della Croce Rossa, così vorrebbe insinuare che i volontari della Croce Rossa siano meno preparati di quelli della Pubblica Assistenza? Non sono un medico e pertanto mi sento di considerarli alla pari, lei invece deve avere preso un paio di Lauree in medicina in qualche ateneo prestigioso…Fossi nei panni dei volontari della Croce Rossa mi offenderei – altri 70 voti alle prossime elezioni.
"…Magari con un'assistenza più appropriata sarebbe ancora con noi…" ecco se fossi il medico che ha soccorso Andrea o uno dei suddetti volontari la querelerei, ma non posso, posso solo non darle il mio voto alle prossime elezioni e spero che molti altri seguano il mio esempio.
La saluto invitandola a contraddire quanto da me approfondito, e a spiegare, con il suo italiano impeccabile, quale sia il reale senso delle sue parole, nel frattempo mi permetto di dirle:
SI VERGOGNI!!!! 😎
“Rifiutiamo senza se e senza ma guerre e terrorismo, da qualunque matrice vengano. Siamo solidali dal punto di vista umanitario con i popoli che soffrono a causa delle violenze e in particolare, in questi giorni, sottolineamo la nostra vicinanza con il popolo palestinese. Analoga solidarietà e sconcerto devono sollecitare i bombardamenti con razzi Qassam che colpiscono i villaggi del nord di Israele. E’ la Politica che deve risolvere e mediare questa crisi, non sono i cannoni che tuonano contro i sassi”. Lo dichiara Luca Romagnoli, eurodeputato e segretario nazionale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, tornando sul conflitto nella Striscia di Gaza.
“Vorremmo che il conflitto arabo-palestinese fosse risolto al più presto – rimarca Romagnoli – ma al contempo sollecitiamo con forza che fossero ricordate anche le sofferenze di tutte le comunità cristiane sparse nel mondo, vittime di violenze che passano sotto il silenzio dei media e della diplomaziia mondiale”. “Anche per la persecuzioni dei cristiani in India, in Congo e in altri teatri africani – sollecita l’eurodeputato di Fiamma Tricolore – si costituisca perciò al più presto un tavolo di interventi concreti. Sono drammi di cui si si dimentica con troppa facilità e che invece la politica mondiale ha il compito di risolvere”.
P.S.
Mi Permetto segnalare ad alcuni naviganti, il rischio concreto di venire additati quasi “Ebrei” personalmente la cosa mi onora, così come quando mi dicono quasi “Romana” e quasi “Elbana”
Un cordiale saluto.
Edizione 2009, quinto anno per le Domeniche del Granito. La prima escursione intitolata “Granito classico” sarà domenica 10 gennaio con partenza da San Piero alle 10h00. È un percorso in parte già noto agli affezionati delle passeggiate alla scoperta dell’Elba. Toccherà molti luoghi di grande interesse storico e ambientale e quest’anno riserverà anche qualche novità. L’escursione interesserà il cuore del mondo del granito isolano. Si visiteranno le cave sanpieresi ancora attive dove si terrà anche una dimostrazione di come si preparano i ferri del mestiere. Poi il sito megalitico dei Sassi Ritti il mulino del Moncione e la novità di una visita ad un’antica tomba di circa 2500 anni fa. Il ritorno a San Piero è previsto per le 14h30 circa. Le Domeniche del Granito 2009 si articoleranno in 10 escursioni gratuite, coordinate dal centro escursionistico “Il Viottolo” in collaborazione con i tre consorzi dell’Elba occidentale (Costa del Sole, Caposantandrea e L’Elbavoglio) insieme all’Associazione culturale le Macinelle di San Piero al Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e alla Protezione Civile Elba Occidentale. Le Domeniche del Granito proseguiranno domenica 17 gennaio con partenza da Marina di Campo. Per ulteriori informazioni chiamare il 3297367100 o visitare il sito [URL]www.ilviottolo.com.[/URL]
"Yahud! Yahud!" (Israeliano, israeliano, in arabo) grida la piccola Nura, nove anni, con tutto il fiato che ha in gola e poi corre insieme con i fratellini a nascondersi sotto il tavolo della cucina. La scena, racconta all'ANSA Fadhi, un residente di Gaza, si ripete ogni qualvolta la bambina, che è sua figlia, sente arrivare in lontananza il rombo di "quello grosso", come i bambini chiamano il caccia-bombardiere F-16. E subito cominciano i pianti perché i piccoli lo sanno che ogni volta che arriva un F-16 poi ci saranno le esplosioni che fanno tremare tutta la casa e li terrorizzano, facendoli gridare di paura. "Il rombo, che assomiglia molto ad un lungo tuono, spaventa tantissimo i bambini perché capiscono che può portare la morte. Troppe volte, dice Fadhi, hanno visto alla televisione le scene delle distruzioni causate dai raid aerei". Ma c'é un altro rumore al quale i piccoli si sono ormai abituati: è quello molto fastidioso, un ronzio profondo e incessante, provocato dai droni, i velivoli telecomandati che sorvolano in continuazione a bassa quota la Striscia e rinviano immagini del terreno ai militari israeliani. I bambini sanno che quel piccolo aereo non è pericoloso come "quello grosso", anche se dà loro fastidio, e lo hanno soprannominato più bonariamente "zanana", l'ape. A Fadhi, che oltre a Nura ha altri quattro figli più piccoli, la bimba chiede spesso quando la guerra finirà e lei potrà tornare a giocare fuori casa con i fratelli oppure andare a far visita a qualche amichetta. "Ma mi chiede pure "quando se vanno gli yahud? Che cosa vogliono da noi?" Ma è difficile rispondere a domande così difficili con parole semplici – sostiene Fadhi – e così, alla fine, lei si risponde da sola affermando che gli israeliani sono brutti e cattivi perché hanno distrutto la casa della sua amica Fatima, e lei è molto arrabbiata per questo ma è anche preoccupata perché, quando la guerra finirà, Fatima non avrà una casa dove tornare". L'operazione "Piombo fuso" ha scardinato la quotidianità della vita anche per i bambini che sono costretti a trascorrere intere giornate in casa e anche al freddo in quanto (anche questo ormai lo sanno) i vetri delle finestre non si possono chiudere perché – in caso di esplosioni vicino casa – andrebbero in frantumi, ferendoli. "I miei figli, anche se si sentono scoppi in lontananza, si sono abituati a giocare con i loro giocattoli – dice Fadhi -. Qualche volta litigano tra loro ma in genere sono tranquilli finché i bombardamenti non si avvicinano. La paura e lo stress hanno però completamente stravolto Abdelrahman, un figlio di mio fratello che ha l'età di Nura: è sempre molto nervoso, non obbedisce più ai genitori: insomma, è diventato intrattabile". Nura e Abdelrahman hanno solo nove anni ma, come tutti i loro coetanei, sanno bene che sotto le bombe e i missili degli aerei si può morire. "L'operazione militare israeliana era cominciata da un paio di giorni – ricorda Fadhi – e una sera, alla televisione, hanno mostrato le immagini di una casa distrutta e di cadaveri sparsi intorno. C'erano anche diversi bambini morti e Nura mi ha chiesto: "Papà, finirò anch'io come loro?". Non ho saputo che risponderle e sono rimasto zitto".
Non si Può rimanere a guardare! Appello per Gaza. Firma anche tu.
C'è un modo per evitare il massacro di civili. C'è un modo per salvare il popolo palestinese. C'è un modo per garantire la sicurezza di Israele e del suo popolo. C'è un modo per dare una possibilità alla pace in Medio Oriente. C'è un modo per non arrendersi alla legge del più forte e affermare il diritto internazionale. Firma on line su [URL]www.firmiamo.it/appellopergaza[/URL]
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