parliamone ricordando innanzitutto che Ulisse, quando si presenta come Nessuno, lo fa avendo già in mente un inganno, avendo già tessuto un piano ben organizzato per fare fesso il ciclope…parliamone ricordando che da sempre ogni azione che intraprendiamo avrà necessariamente conseguenze, ed è da ammirare chi sa accollarsene il peso quando arrivano, senza lamentarsi o senza scaricare il suddetto peso addosso a qualcuno con la scusa della chiarezza o della sincerità…quando perseguiamo per noi stessi piaceri o affetti trasversali che solleticano il nostro substrato emotivo, dobbiamo essere consapevoli che questi sono giochini assai pericolosi e pronti a reggere il peso di ciò che potrebbero scatenare…
Non voglio fare il moralista, la vita è difficile per tutti e ognuno di noi ha il proprio giardino segreto…ma è nella fontana di quel giardino che possiamo lavarci, se ne abbiamo voglia, e ripartire facendo tesoro delle esperienze passate. Il mea culpa non serve a niente , forse è più utile cercare di stare vicini alla persona con la quale ci sentiamo in colpa e chiedersi nel frattempo se sia il caso di restare insieme a lei o se le nostre azioni non rappresentino un cambiamento interiore che deve essere accompagnato da una variazione sostanziale nella nostra esistenza…oppure facciamo come meglio si crede, ma non il confessionale, non l'espiazione, non il pianto pubblico pseudopurificatore…
resta poi un punto sospeso su tutto questo, ed è quel messaggio dove leggiamo che quel nessuno, per chi scrive, è tutto…
