Non è facile amministrare una citta come Portoferraio ed, al contempo, essere da punto di riferimento per l'auspicabile sviluppo elbano.
La realtà politica, amministrativa e sociale pur rappresentando una comunità di solo dodicimila residenti si dimostra complessa.
Amministrare il Comune di Portoferraio significa doversi occupare del sociale, delle attività economiche, dell'urbanistica, dei lavori pubblici, della polizia municipale. Garantire servizi per la scuola, per lo sport. Osservare da vicino le problematiche della sanità, dell'ambiente,del turismo, della portualità. Guardare con interesse ai giovani, agli anziani ed alle famiglie.
Per avvicinarsi a queste tematiche non è sufficiente la sola "buona volontà" od una obsoleta pregressa esperienza politico amministrativa maturata ai tempi di Re Pipino.
Occorre amore per il territorio, per la gente e, soprattutto consapevolezza che "amministrare" significa aver voglia di imparare a conoscere come funziona un comune, quali sono le leggi fondamentali che lo regolano, le possibilità di sviluppo potenziale che sono accessibili solo con l'interazione con altri enti ed istituzioni.
Per "servire il cittadino" occorrono molta volontà e preparazione.
Conosco da vicino i problemi quotidiani di una amministrazione e sono molto sorpreso dalla inesauribile "voglia"di far nascere varie liste a rappresentare il centrodestra a Portoferraio.
Ma chi farà parte di queste liste? Chi offre la propria disponibilità ad essere inserito in queste liste è consapevole del compito e degli obblighi a cui è eventualmente chiamato?
Chi assume la veste di "candidato sindaco" o chi si presta a voler individuare assessori o consiglieri si preoccupa di verificare le competenze di chi viene individuato a rappresentare gli elettori?
Se vogliamo che Portoferraio cambi, che Portoferraio aspiri a riguadagnare un posto di prestigio in Toscana, se vogliamo iniziare ad affrancarci dalle direttive opprimenti ed interessate di Livorno (Provincia) e Firenze (Regione) dobbiamo chiedere a tutti coloro che aspirano a rappresentare il centrodestra a giugno di prendere atto della realtà.
E la realtà è questa: " [COLOR=darkblue]se non si va con una sola lista di centrodestra tutto rimane immutato [/COLOR] ". La politica del non fare, dell'asservimento e dell'appiattimento ai voleri di provincia e regione, bloccherà per altri cinque anni lo sviluppo di Portoferraio e dell'Elba.
Facciamo che questo non succeda. Evitare questa "realta" non è difficile. Non occorrono passi indietro occorre la voglia di "fare dei passi insieme".
Allora Marini, Ferrari e Provenzali e chi altro, invece di considerarsi "alternativi" "incompatibili" si vedano come complementari e una risorsa l'uno per l'altro.
Marini, Ferrari e Provenzali costruiscano una sola lista di persone di loro fiducia. Persone capaci, disponibili, di specchiata onestà che operino per il bene di Portoferraio.
Si affidino a persone capaci di risolvere i problemi. Mettano insieme i "migliori" di quelle liste che avevano ed hanno in testa.
Hanno la certezza gli aspiranti Sindaco di saper, da soli, essere in grado di risolvere i problemi che affliggono Portoferraio. Non li spaventa la gravità dei problemi e la mole del lavoro che li aspetta?.
Non è forse più facile per loro unire le forze per una città migliore che guardi al futuro con maggior ottimisno?
Nessuno dei tre appare così irragionevole, "pieno di sé e tronfio" da non comprendere che divisi non vanno da nessuna parte.
Occorre trovare un sindaco e sei assessori, ulteriore è la possibilità di riconoscere deleghe agli altri consiglieri di maggioranza. Ci sarà da formare le commissioni.
Lo spazio ed il lavoro non mancheranno certamente
Pare inverosimile che ognuno dei tre, separatamente, abbia già identificato i soggetti a cui affidare compiti rilevanti per la cittadinanza.
[COLOR=darkblue][SIZE=3]Quindi non passi indietro, ma un cammino comune per la rinascita di Portoferraio[/SIZE] [/COLOR] 🙁
