Mantovani for president!
siamo amici, ti abbiamo dato la preferenza .. non farci pentire nessuno può limitarci il diritto di tornare a casa nostra ..nessuno non fare il politicante stai sbagliando
convoca i giornali ed esprimi il nostro dissenso le barrirere valgono solo per la sardegna non per l'elba
non creda guerrireri di farci paura..
diventeremo come i corsi ci pensi bene prima di innescare una rivolta della gente ..poi non sarà facile fermarla e si estenderà a tutti i sopprusi che subiamo da anni non si fermerà…
meditate quello che state facendo e meditate bene
cari elbani è arrivato il momento ..bisogna andare a piombino a fare casino
dobbiamo essere almeno un paio di migliaia
se no non ci considera nessuno
vogliamo capirlo una volta per tutte !!!!!
stabiliamo un giorno della prossima settimana e andiamo
dobbiamo bloccare tutti gli ingressi dellle strade per piombino anche le merci che vanno alle acciaierie, almeno per un giorno, e facciamo passare solo i viaggiatori per l'elba
così tutti i giornali nazionali si accorgerano che esistiamo e ci facciamo anche un pò di pubblicità ..
che serve sempre
Muoviamoci !!!!!
L’attacco verso l’uomo libero inizia sempre con un attacco alle leggi che proteggono la sua libertà.
Un poco come probabilmente ha pensato il Guerrieri presidente dell’APP di Piombino e la sua company facendo passare l’installazione delle Barriere come un caso d’emergenza ( anche se pare che il rilancio turistico di Piombino sia un caso sopravvivenza ) .
E mentre l’emergenza viene sventolata davanti alle facce stupite degli interlocutori venuti speranzosi dall’isola , ci portano via uno per uno i nostri diritti ( infatti i servizi elbani hanno già emigrato in continente e presto anche l’agenzia del territorio ne seguirà le orme )
E così i nostri eroi istituzionali sono tornati a mani vuote e con le pive nel sacco, hanno perso come Sansone la loro forza diventando incapaci di pensare, ma liberi di eseguire solo quello che gli è stato ordinato:
Queste cari amici di camminando.org , non sono parole al vento , parole vuote o belle frasi da appendere ricamate in quadretti da appendere in salotto , sono la sola arma che abbiamo che ci divide tra loro e la nostra libertà, lasciate che un uomo venga privato della sua libertà , dei suoi diritti senza un processo legale e , la nostra vita e quella della nostra isola saranno in pericolo.
Diciamolo in giro, stiamo col fiato sul collo ai nostri sindaci, ai nostri assessori , alle istituzioni, urliamo , manifestiamo facciamoci sentire…finche siamo in tempo….. ( forse). 🙁
[COLOR=darkblue]PS [/COLOR]
Chi si è schierato in favore non fa altro che avvalorare e rafforzare l’aforisma di Checov
[COLOR=darkblue]Una volta che sei entrato nel gregge è inutile che abbai: scodinzola. [/COLOR]
il suo precedente intervento era offensivo (secondo me diffamatorio), questo è solo poco sensato.
lei si rende vagamente conto della differenza che c'è fra un incarico tecnico e un incarico politico? lei si rende conto che è come se chiedesse le dimissioni di un segretario comunale per l'introduzione di un senso unico o di un'altra misura – contestata o sbagliata che sia?
altre volte ha dovuto fare retromarcia dopo interventi avventati come questo. perchè non usare un po' di cautela? facile sparare sentenze (sbagliate) e offese da un pc…
Leggendo elbareport mi è parso di capire che il primo consiglio comunale con le investiture sia stasera
"…per l’ufficializzazione della composizione della giunta campese occorrerà attendere fino a mercoledì sera, quando Vanno Segnini annuncerà, durante la seduta di insediamento i nominativi dei suoi primi collaboratori…"
qualcuno sa dirmi se la notizia è ufficiale, il consiglio è stasera? grazie..
dell'intervento del Signor Landi ( dell' UDC ) meglio non parlare. Nazi sarà opportuno parlarne ma in seconda sede.
Buona barriera a tutti.
b.p.
Per i referendum, il primo scoglio da superare sarà quello del quorum, la soglia del 50,1% dei votanti necessaria perché la consultazione sia valida. La norma al centro della consultazione è la 270 del 2005, ossia l'attuale legge elettorale, che è fondata su un sistema proporzionale corretto con premio di maggioranza attribuito alla coalizione e che consente a uno stesso candidato di correre in più circoscrizioni. Due aspetti che il referendum punta a cancellare e modificare. Chi vuole abrogare queste parte della legge, dovrà apporre un segno sul 'Si', chi vuole mantenere la normativa vigente dovrà tracciare un segno sul 'No'. Tre le schede per altrettanti quesiti: una viola, una beige e una verde. Quella viola e quella beige riguardano in sostanza la stessa materia, ma la prima di riferisce alla Camera e all'elezione dei deputati, la seconda al Senato e all'elezione dei senatori. Ciò che si propone di abrogare, in entrambi i casi, è la possibilità di collegamento tra liste con l'attribuzione del premio di maggioranza alla coalizione più votata. Se dovessero vincere i Sì, il premio di maggioranza andrebbe alla singola lista, e non più alla coalizione di liste, che ottiene più voti. Ci sarebbe poi un ulteriore effetto: si innalzerebbero le soglie di sbarramento e per ottenere rappresentanza parlamentare, le liste dovrebbero raggiungere il 4% alla Camera e l'8% al Senato. Il quesito della scheda verde riguarda invece le candidature e propone di abrogare la possibilità che una stessa persona possa candidarsi in più collegi contemporaneamente.
Tra domenica e lunedì si vota anche per i ballottaggi delle amministrative. Un test politico di primaria importanza per valutare anche gli equilibri a livello nazionale. Il primo turno ha segnato, di fatto, un'affermazione del centrodestra, con Pdl e Lega Nord che insieme hanno conquistato 26 province contro le 14 del centrosinistra, e nove comuni capoluogo, contro i cinque degli avversari. I riflettori sono ora puntati soprattutto alle provinciali di Milano e Torino e alle comunali di Bologna, Firenze, Padova e Bari: sfide chiave per 'pesare' la consistenza del centrosinistra, i rapporti di forza tra Pdl e Carroccio e il ruolo dell'Udc, che nel gioco degli apparentamenti ha scelto di allearsi in alcune realtà con il centrodestra, in altre con il centrosinistra.
Marciana Marina, il suo mare e l’ anfiteatro naturale del Capanne hanno avuto eccellenti aedi : Llewelyn Lloyd, Ludovico e Angiolo Tommasi, Alceste Campriani, Carlo Domenici, Modesta Tancredi, Valentino Ghiglia, Eolo Puppo, Giancarlo Castelvecchi, sono altrettanti artisti che con mirabili tocchi in punta di pennello hanno fatto rivivere sulla tela la magia di luoghi e monumenti incantati come il Cotone con i suoi rochers, la Torre tardorinascimentale con il suo carico di storia, la spiaggia della Fenicia con l’orizzonte segnato da Capraia, il Bagno e l’Enfola con le loro tonnare, Poggio con le sue scalinate di gusto medievale.
Oggi a cantare le bellezze del territorio si affaccia Nanni, pittore autodidatta, il quale, dopo un’ attività svolta in silenzio per alcuni decenni, si presenta in pubblico con una personale di oltre 60 dipinti ospitati al n. 21 di Piazza della Vittoria in Marciana Marina. L’apertura della mostra, avvenuta lunedì scorso in mezzo a tanta gente ma all’insegna della semplicità, riflette il carattere di Nanni, che rimane riservato anche quando decide, come in questo caso, di aprirsi al dialogo e di comunicare attraverso le sue opere.
Ma Nanni chi ? Nanni e basta, così come il personaggio viene chiamato in paese e com’è indicato all’ingresso : “ Qui espone Nanni”, con la precisazione “ Solo esposizione, nessuna opera in vendita”.
Appena entri ti colpisce un’atmosfera pittorica tanto morbida e rarefatta che pensi di aver di fronte pastelli e acquerelli, almeno nella maggior parte dei casi. Poi ti avvicini e ti accorgi che si tratta di dipinti a olio, alcuni dei quali, peraltro, connotati da una buona impronta materica. Nei lavori di Nanni, che è un paesaggista puro, non compare la figura umana e tema predominante è il mare, cui fanno da contorno coste, arenili, alberi e le opere dell’uomo ( case, barche, reti ).
In qualche dipinto si colgono illuminanti squarci di poesia della memoria, sottolineata dal colore calibrato e soffuso, steso con delicatezza sulla tela quasi a sfiorare con una carezza il luogo amato o l’oggetto caro. Esaminando quei flashback, impressi in originale nella mente, puoi constatare il grado di metamorfosi causato del trascorrere del tempo o, talvolta, dall’intervento di mani improvvide. E’ il caso del quadro dedicato allo scalo del Cotone com’era una volta, popolato di multicolori panni stesi e dei gozzetti di ‘Fagiolo’, di ‘Ciotolone’ e di tanti non dimenticati personaggi che hanno fatto la storia recente del borgo. E’ il caso, ancora, delle barche tirate in secca con le reti a bordo, o con un parato di prua, o appoggiate di fianco a un puntello, o con un remo legato obliquamente allo scalmo mediante uno stroppolo : immagini che, al pari delle parole correlate, una volta erano usuali e che, giorno dopo giorno, vengono sempre più confinate nella sfera dei ricordi.
A mio avviso la pittura di Nanni mostra qualche convergenza con quella di Modesta Tancredi, sia per ‘inquadrature’ e punti di osservazione sia per il pacato impianto coloristico che la celebre artista era solita adottare soprattutto nelle opere datate fra gli anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso. Limpidi esempi di tale affinità sono i quadri che ritraggono Punta Nera ( o della Madonnina ) e Ripa Barata.
Il merito organizzativo di questa mostra da non perdere, che nelle previsioni chiuderà i battenti a fine settembre, va ascritto a Sonia Giannelli, una deliziosa Signora del nord che da tempo ha scelto come dimora abituale, in località S. Giovanni, uno degli angoli più suggestivi dell’intero retroterra marinese.
[COLOR=darkblue]Michelangelo Zecchini [/COLOR]
[COLOR=darkblue]I sogni son desideri
chiusi in fondo al cuor
Nel sonno non hai pensieri se
Ti esprimi con sincerità
Se sei fedele chissà che un giorno
La sorte non ti arriderà.
Tu sogna e spera fermamente
Dimentica il presente
E il sogno realtà diverrà [/COLOR]
PINOCCHIO ricordo' i bei tempi in cui scriveva le favole per i cittadini e non le raccontava come adesso, ma continuo’ il suo cammino verso il castello e avvertiva che i cittadini festanti facevano sempre meno festa, lui voleva fermamente diventare un uomo in carne ed ossa, ma in questa favola manca la FATINA, e lui essendo ancora di legno, non poteva preferire il mattone.
Il GATTO , LA VOLPE , I LUCIGNOLI, e tutti i saltatori di sponda ( il carattere minuscolo e’ dovuto), incitavano PINOCCHIO mentre MANGIAFUOCO e i suoi seguaci erano convinti di avere doti premonitrici dicendo che questa era una favola gia’ scritta.
PINOCCHIO si corico’ nel suo materasso di carte, pensando alla giornata di venerdì, quando avrebbe salito le scale del castello con tutti i suoi compagni di lavoro e di merende, quando nel sonno comparve il grillo che disse “ e se fosse un VENERDì SANTO ? “
PINOCCHIO si sveglio’ e non riusciva piu’ a dormire, pensava che in fondo era ancora un pezzo di legno e decise di………………………………….
ORFEO
Menomale ora sono più sicuro.
OK SIGNORI ALLORA?NON SARA' IL CASO CHE TV E GIORNALI NAZIONALI INIZINO A PARLARE DI NOI?
MA I SINDACI CI DIRANNO QUALCOSA INVECE.SARANNO STATI CONTATTATI MINISTRI, GIORNALISTI, TELEVISIONI, ONOREVOLI, INSOMMA IL MONDO CHE "CONTA" SA DI NOI??? DIAMOCI DA FARE.