Siccome c'e' di mezzo un'individuo ….Charles Benson
NIENTE PUO' ESSERE VERO.
Non ci saremmo aspettati che il regista Maurizio Ponzi, reduce da "Volevo i pantaloni", si facesse prendere le mani dal sentimentalismo e dai personaggi "positivi". E questo il vizio che manda a monte "Vietato ai minori", incautamente accostato dall’autore a "Effetto notte", storia di cinema nel cinema (porno). L’inizio, con l’intervista alla simpatica Mariella Valentini, che fa la star hardcore occhieggiando non poco a Moana, promette bene e l’arrivo all’isola d’Elba della scalcinata troupe di "Mystic porno sensation" (fingendo il set di un documentario per Raiuno) prepara lo spettatore a una partitina cinica su gente del mestiere. Ma non appena lo stallone redento (Paco Reconti) lascia gli amplessi a comando per correre dietro alla netturbina che lo sistemerà sull’isola, il film perde quota, si fa lezioso e arriva spiazzato alla fine, col produttore scalcinato che sul traghetto diventa in bianco e nero come Nosferatu. Intorno alla diva erotica girano angeli e diavoli custodi poco interessanti: Haber che fa l’imprenditore imbroglione, con più misura del solito, ma sempre restando Haber; Venturiello, ovvero il marito intellettuale convertito all’eros; gli spiritosi Pistoia e Angelo Orlando, trepidi omosex, regista e operatore, alla ricerca dell’inquadratura espressionista; la sarta dal nobile passato neorealista (brava, è Gina Rovere, una delle compagne di "Adua") e infine il ricco mecenate nascosto (Massimo De Rossi). Fintamente movimentato anche da un improbabile club di marinai, scritto da due giovani del Centro sperimentale, Guarnieri e Mazzucco, "Vietato ai minori" si offre a doppia lettura, perché Ponzi, regista dai toni gentili, non rinuncia all’ammicco dell’ex critico e militante del cinema intellettuale. Ma alla fine, come dice la Valentini nell’intervista citata, diventa proprio un film all’italiana, di regime, moralistico, che non ha né coraggio né passione per la scostumatezza.
Da Il Corriere della Sera, 9 ottobre 1992
Sito: Il Corriere della Sera
"Legambiente ricorda l´interesse di Consiag, l´azienda pratese del gas e dell´acqua, pronta a sbarcare all´Elba diventando “socia” di Esa, che gestisce i rifiuti sull´isola, « la Toscana – si legge in una nota del Consiag – in grave ritardo, arranca per cercare di rientrare nella partita. Eppure il territorio regionale è pienamente “investito” dall´opera, che come in Sardegna porterà per la prima volta il metano all´Elba e che utilizzerà Piombino come luogo di sbarco in Italia», mentre per l´assessore regionale all´ambiente Marino Artusa «il gasdotto è strategico e Galsi deve tenere conto che l´infrastruttura arriva in Italia approdando in Toscana». "
Ad oggi qual'e' la situazione? tutto langue, tutto stagna, tutto muffisce. Consiag? Esa? ma non si occupa e male di rifiuti? ma non era in fallimento?
il suo precedente intervento era offensivo (secondo me diffamatorio), questo è solo poco sensato.
lei si rende vagamente conto della differenza che c'è fra un incarico tecnico e un incarico politico? lei si rende conto che è come se chiedesse le dimissioni di un segretario comunale per l'introduzione di un senso unico o di un'altra misura – contestata o sbagliata che sia?
altre volte ha dovuto fare retromarcia dopo interventi avventati come questo. perchè non usare un po' di cautela? facile sparare sentenze (sbagliate) e offese da un pc…
Così mi apostrofa un Signore da Portoferraio.
Ribadisco solo due concetti che molto mi stanno a cuore.
Non ho mai fatto retromarce. Se Lei allude alla lettera “ di scuse “ che scrissi al Dr. Onorato, dopo aver detto che le peripatetiche erano più serie di Lui nel formulare le loro tariffe peccaminose si sbaglia di grosso. Nella lettera inviata e ripresa da elbareport e dal Camminando.com chiedevo si scusa per l’accostamento ma ricapitolavo e perfezionavo la mia “ accusa “ tanto da far dire a molti, che erano comunque discesi in campo a mia difesa, che avevo reiterato e “ migliorato “ le accuse e le diffamazioni. Guardi il telegiornale di questa sera, Telenews, ed avrà una sorpresa, forse a Lei non gradita.
Ho scritto che la Dottoressa Mancuso non ha TITOLO ALCUNO , cos’ come l’ex sindaco di Piombino, Signor Guerrieri, a ricoprire le cariche che ricopre. E’ la legge che lo dice, non bruno paternò. Occorrono conoscenze specifiche e peculiari che nessuno dei due possiede. L’ho dimostrato trasferendo la legge che regola le investiture portuali sul blog. Nessuno mi ha querelato allora né sarò querelato ora, credo.
Il Ministro Matteoli ha benedetto queste due assunzioni e ha fatto molto male, a parer mio. Il Guerrieri sa a male pena nuotare e la Dottoressa Mancuso non è capitano di lungo corso ne laureata in diritto Marittimo, cosa assai diversa dalla laurea in legge.
E comunque sia, meglio essere querelati perché si firmano le propri idee, che non esserlo perché ci si nasconde nell’anonimato.
Il risultato di tutto ciò ? Che chi era indicato come difensore dei diritti elbani, all'interno della APP, dal suo sindaco e mentore non ha mosso un dito per impedire tale scempio. Se fosse stata adatta alla qualifica avrebbe ricordato al suo Presidente Guerrieri che le barriere sono previste per distanze che superino le 20 miglia. Se fosse stata adatta al ruolo che ingiustamente ricopre. Tutti colpevoli ? Sicuramente sì, ognuno per la propria responsabilità e posizione nella gerarchia del comando … e dell’ ubbidisco !
Cordialmente suo
b.p.
E allora cari Guerrieri e Mancuso, leggetele tutte le leggi prima di mettere mano al portafoglio Vostro dei soldi nostri: vi siete dimenticati di consegnare una tessera AD OGNI ELBANO RESIDENTE. E' ovvio che i residenti dell'ISOLA DI FRONTE sono come i residennti NEL porto. Ci vuole quindi un bel ricorso al TAR.
Quindi levate quelle sbarre che ora come ora non sono legittime e dateci la tessera di libero transito.
Le leggi si fanno in Parlamento, non a Piombino. E il discorso che passa solo chi ha già il biglietto in mano ve lo siete inventato voi e non ha basi giuridiche. Piantatela.
Con tutto il rispetto per Comandante del Compartimento marittimo e Prefetto che guarda caso non si erano accorti di nullla.
Peccato che anche all'Elba sappiamo leggere come e più di voi. Ricorso al TAR, dunque. e veloci.
di Giovanni Maria Bellu
La parola è difficile: schismogenesi. La coniò negli anni Trenta l'antropologo Gregory Bateson per descrivere certi rituali dei cannibali della Nuova Guinea. Nel 2002 è stata introdotta nel linguaggio politico per definire una delle principali tecniche di comunicazione di Silvio Berlusconi. Una tecnica antichissima. Ecco come la sintetizza lo psicologo Alessandro Amadori: «Si lancia, possibilmente in modo informale, una strategia di attacco, si ottiene in questo modo una controreazione spropositata, si nega di aver voluto attaccare».
Il controllo dell'informazione è di grande aiuto alla schismogenesi: consente, a posteriori, di edulcorare l'attacco e di enfatizzare la reazione presentandola sempre come «spropositata». E, in più, intimidisce l'avversario che magari tace nel timore di essere bollato come «antiberlusconiano». Di certo gli fa perdere tempo. Se qui da noi non ci fosse questo dominio della schismogenesi, non avremmo dovuto fare una premessa tanto lunga per dire che Silvio Berlusconi è un fascista. Più precisamente: se è vero che «ogni tempo ha il suo fascismo» (Primo Levi) Berlusconi è, nel nostro tempo e nel nostro paese, la personalità che più di ogni altra assume comportamenti che richiamano gli stilemi del fascismo. A partire dal disprezzo per la libertà di stampa.
Ogni tempo ha il suo fascismo anche perché, tra un fascismo e l'altro, gli uomini liberi tentano di darsi delle leggi che ne ostacolino il ritorno. E perché, tra un fascismo e l'altro, si consolidano dei valori universali. Oggi solo un pazzo potrebbe proporre il ripristino della censura in Italia, non solo perché la Costituzione la vieta, ma soprattutto perché sarebbe inaccettabile per l'intero mondo civile. È però possibile, quando si controlla l'informazione e si è a capo di un governo, agire per togliere ai giornali ancora liberi l'ossigeno per vivere. Per esempio la pubblicità che, come il nostro premier sa alla perfezione, in Italia ha già una distribuzione totalmente sbilanciata a favore del sistema televisivo e, cioè, delle sue tasche.
È esattamente quanto ieri (poche ore dopo le parole del presidente Napolitano sulla libertà di stampa come «fondamento della democrazia»)ha fatto Silvio Berlusconi parlando ai giovani industriali. Dopo aver descritto come una specie di golpe la collezione di scheletri che conserva nel suo armadio, ha detto (Ansa, ore 14,22): «Bisognerebbe non avere una sinistra e dei media che cantano ogni giorno la canzone del pessimismo. Anche voi dovreste fare di più: non dovreste dare pubblicità a chi si comporta così». Qualcuno deve avergli fatto notare che l'aveva sparata troppo grossa, ed ecco (Ansa, ora 15,01) la precisazione: «Mi riferivo non alla stampa, ma al leader dell'opposizione». La pezza non solo è quasi peggiore del buco, ma non lo chiude. Il premier ha lanciato un messaggio chiarissimo: le imprese che daranno pubblicità ai giornali che non gli piacciono, non saranno apprezzate dal governo. In una fase di crisi, l'argomento è efficace. E modernamente fascista.
Quanto alla schismogenesi, suggeriamo ai lettori di seguire i telegiornali di oggi.
GENTILI SIGNORI , premesso che gia' da alcuni anni c'e' una crisi del turismo all'Isola d'Elba , che ha iniziato a manifestarsi nella bassa stagione del 2003 , ed e' poi proseguita negli anni seguenti , nel 2004 il turismo in Italia e anche all'Elba – 33 % , con quella che io , a mio modesto parere , chiamo " la crisi dell'Euro " , con aumenti dei prezzi ingiustificati ben oltre il tasso d'inflazione , per esempio i traghetti , nel giro di pochi anni , sono praticamente raddoppiati nelle tariffe e quindi tutto cio' invita i turisti a andare in altri lidi con gravi ripercussioni su tutta l'economia isolana , a me personalmente il lavoro si e' dimezzato .
Adesso a fine maggio con l'installazione delle barriere anti-terrorismo al Porto di Piombino , si sono verificate code lunghissime e disagi , attese di ore , che contribuiscono ancor di piu' a scoraggiare i turisti a venire all'isola d'Elba ,
senza parlare dei disagi che causano ai residenti , anche persone diversamente abili , che devono quotidianamente muoversi per lavoro , studio o motivi di salute e devono attraversare il breve tratto di mare che ci separa dalla terraferma .
Si chiede alla S.V.Ill.me di fare quanto dovuto e necessario per la rimozione delle barriere antiterrorismo per l'Isola d'Elba o ci dobbiamo attendere che verranno messe anche a Portoferraio e Rio Marina e Porto Azzurro , i porti in uscita dall'Isola d'Elba o di transito delle crociere ?
Gimmi Ori
PRESENTE!
Recluta Piccione agli ordini
Marco Mantovani, dicci quando andiamo.
[SIZE=4]TUTTI A PIOMBINO[/SIZE]
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