Gentile Linda,
la linea degli ultimi anni è stata semplice: vietare ed obbligare. Vietato fumare anche se sei solo in mezzo al deserto, vietato bere anche se non guidi, vietato questo e quello. Obbligo di casco, obbligo di cinture, obbligo di guanti.
Vietata la fecondazione eterologa, ma obbligo di impiantarsi 4 embrioni anche se ne bastava uno.
Vietato fare una carezza a un bimbo o passi per pedofilo, vietato invitare una collega a cena o fai stalking, obbligo di dare il codice fiscale per spedire una raccomandata, obbligo di esporre in salotto la foto della potenziale suocera se inviti in casa un potenziale marito…
La logica del vietare e dell'obbligare è spesso giustificata con una sorta di "precedenza al bene comune": se vieto la vendita di alcool vicino allo stadio, ci saranno meno briachi a fa' casino. SBAGLIATO.
Ci saranno solo più pensionati col panino ai crauti sullo stomaco, cui è stato negato il digestivo, perchè l'ultrà si sarà organizzato per tempo, trasferendo la grappa a 60° in una innocente bottiglia d'acqua Sangemini.
Allo stesso modo, vietando l'aborto avevamo le gite a Londra dei ricchi e le morti dei poveri, fra mammane e prezzemolo.
L'RU486 è un farmaco "violento", e come tutti i farmaci, compresa l'aspirina, ha delle controindicazioni e comporta dei rischi.
Il rischio che paventi tu è assolutamente reale: la deresponsabilizzazione, comunque derivante sempre e comunque dalla mancanza di cultura (che poi è l'unica cultura che stiamo seguendo: il ritorno all'ignoranza totale), sarà inevitabile, vista l'allegra idiozia che contraddistingue il nostro caro genere umano, imbesuito dai media, dal consumo e della globalizzazione del nulla.
Ciononostante, un mezzo abortivo non chirurgico è, credo, meno invasivo: per questo, se anche una sola donna, consapevolmente e per motivi gravi (un aborto è giustificato solo da motivi gravi, dovrebbe essere chiaro comunque, anche in una cultura iperlaica e materialista) dovesse avere bisogno di questo "nuovo" farmaco, è giusto che possa disporne senza problemi.
Se, contemporaneamente, si facesse informazione, si diffondesse una cultura del sesso consapevole, non si scassasse la fava con le religioni sessuofobe, ci troveremmo di fronte a pochissimi casi giustificati, e a pochissimi "abusi". Mi spiacerebbe comunque per i "non nati", ma mi consolerei pensando che in fondo, sia in un caso che nell'altro, per loro è stato meglio così: anche passare una vita con una madre ignorante e irresponsabile è una bella condanna. 😎