Elbaworld
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Elbaworld
pubblicato il 16 Settembre 2009
alle
15:13
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Elbaworld
pubblicato il 16 Settembre 2009
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15:13
Attendi…
Siamo operatori e ospiti del Centro disabili di Portoferraio, e ieri abbiamo vissuto, grazie a Luca Lapegna, una domenica davvero speciale: lui e tutto il suo staff non ci hanno considerato “diversi” ma al contrario la splendida accoglienza ci ha fatto sentire ospiti davvero graditi della Festa del Volo. L’invito ci aveva colto di sorpresa, ma è stato accettato con gioia ed entusiasmo, anche se eravamo tutti un po’ timorosi per la novità dell’esperienza. Questa mattina l’eccitazione è ancora forte e i nostri discorsi ritornano sulle sensazioni provate, sulle paure vinte, sul batticuore nel salire sull’elicottero, sui meravigliosi panorami osservati. Perché la paura e la gioia sono veramente patrimonio comune di ogni persona e riuscire a superare le barriere fisiche permette a tutti di provarle allo stesso modo. Anche i più timorosi, che non hanno trovato il coraggio per salire a bordo, hanno potuto godere dello spettacolo offerto dalle evoluzioni degli elicotteri e delle mille premure che tutti gli operatori di Heli Air hanno dimostrato nei nostri confronti. Il ringraziamento che facciamo non è rivolto esclusivamente alle risorse impiegate per l’organizzazione della festa, ma soprattutto per il modo coinvolgente ed emozionante con il quale Luca è riuscito ad avvicinare due mondi così distanti.
Il suo nome fra i benemeriti della Repubblica
[SIZE=4]Tanzi dopo il crac è ancora cavaliere del lavoro a 6 anni dallo scandalo Parmalat Non è il solo: a Poggiolini fu data, e mai revocata, la medaglia d’oro per la sanità [/SIZE]
Calisto Tanzi (Olycom)
MILANO — Sono passati quasi sei anni dal crac Parmalat. Un «buco » da 15 miliardi, 40 mila risparmiatori truffati, i bond di Collecchio sinonimo di spazzatura. Insomma una storia che ha fatto il giro del mondo, insieme alla faccia del cavalier Calisto Tanzi. Lui ha ammesso molte responsabilità. Nove mesi fa è stato condannato in primo grado a Milano a dieci anni per aggiotaggio e ostacolo alle attività di vigilanza. A Parma ha patteggiato due anni per la bancarotta Eurolat. Il processo principale sulla bancarotta del gruppo è in corso.
Il cavalier Calisto è il simbolo di questo storico crac. Cavaliere? Sì, per lo Stato italiano Tanzi è tuttora degno del titolo di Cavaliere del Lavoro: l’onorificenza non gli è stata revocata né la pratica, a quanto pare, è stata avviata. E il suo nome, insieme a quello di migliaia di italiani benemeriti, compare negli elenchi tenuti «in continuo aggiornamento» dalla Presidenza della Repubblica. Un Cavaliere del Lavoro è un uomo, dice la legge 194 del 1986, che tra l’altro deve «aver tenuto una specchiata condotta civile e sociale» e «non aver svolto né in Italia né all’estero attività economiche lesive dell’economia nazionale». Come Tanzi, evidentemente. Dunque mentre Bernard Madoff in otto mesi è passato dalle stelle alle celle, il nostro «campione» nazionale dopo sei anni è ancora Cavaliere del Lavoro. Non è tutto, Tanzi gode ancora di un’altra onorificenza ufficiale della Repubblica: la medaglia d’oro (ci sono anche argento e bronzo) ai benemeriti della cultura e dell’arte che «premia – è la motivazione formale – quanti hanno illustrato la Nazione», in questi campi. Ma che ha fatto? La qualifica è «mecenate ». Mecenate? Forse con i soldi degli altri, e mai restituiti.
Oggi con l'articolo letto delle variazioni, o meglio con esternazioni di Barbetti, dove è esplicitato quali variazioni sono necessarie nei lavori in corso che il comune sta attuando o dovrebbe attuare( flamingo, polifunzionale e palazzo comunale). Un freddo sudore mi ha percorso la schiena, dalla testa in giù ( –e qui mi sono preoccupato). Immagini e fatti accaduti nel fatidico 2000-2001 come spettri sono tornati nelle menti più forte che mai.
Il comune venduto al Parco? Bella trovata che rispecchia la vecchia volontà di Barbetti. Ricordate la stanza del sindaco data in affitto al parco nel 2004? Barbetti si sta preparando per avere la doppia funzione di sindaco e presidente del parco? Non sarebbe meglio che si concentrasse a svolgere un unico incarico? Vi sembra che i risultati, a parte la dimostrazione di un'eccessiva capacità edificatoria e la "spruzzata di cemento" data in modo confusionario in tutto il nostro territorio, delle precedenti legislature siano stati ottimali? Ottimali per una programmazione di intelligente sfruttamento del territorio? Ottimali per una decente trasformazione delle infrastrutture ( inesitenti a Capoliveri), necessarie per un adeguamento ai tempi e per rispondere alle richieste del mercato turistico? A me sembra che già fare il sindaco bene sia un bell'impegno e pensare che qualcuno ( magari dotato di NORMALE intelligenza, almeno lo spero) voglia dedicare tempo ed energie ad altre funzioni, mi viene una paura folle pensando alle eventuali ripercussioni che potrebbero ricadere su tutti noi.
Il polifunzionale, studiato e costruito per una finalità, viene in corsa cambiato e trasformato in un altra funzione? I costi della variante chi li paga? Sono adeguati gli spazi di entrata? La posizione fisica della struttura, che già per il polifunzionale non era molto felice ma che peggiorerebbe nel caso di questo cambiamento, è adeguata? Sopporterebbero gli spazi esterni il notevole flusso umano nel caso della trasformazione? Le penali da pagare, in questo caso, con la ditta attuale che non vede l'ora che il comune gli chieda qualcosa per passare dal torto alla ragione ( infatti la ditta oggi, avrebbe già dovuto finire i lavori), chi se ne farà carico?
Ancora più problematica pare la decisione sul Flamingo. I lavori dovrebbero già essere iniziati. L'idea di intervenire oggi con un altro progetto con un intervento funzionale anche sulle cantine mi pare molto costosa. Interrompere i lavori anche in questo caso vogliono dire varianti e costi da sopportare. La ditta che ha vinto l'appalto starà ferma a guardare? Insomma all'orizzonte sembra esserci un temporale tale che è meglio "inchiudersi" e non uscire più. Comunque questa volta è la volta buona per qualcuno: vedremo che fine farà. Meno male che il cimitero non lo tocca…..
Altrimenti datevi battaglia, fate riaprire i bar/prigione, pagate ad un inutile cassiere cifre spropositate degne dell'harri's bar di Venezia per un caffè nella plastica® o per una brioche congelata alla crema o alla crema , non c'è scelta, cercate un amico che abbia comprato un paio di giornali così scroccate un po' di lettura e poi andate a giocare con lo sciacquone e la carta igienica (si srotola un po' di carta nel vaso e poi si assiste meravigliati al vigoroso risucchio pressochè istantaneo dei dieci piani di morbidezza).
Invece di protestare, sarebbe ora di fare qualche atto dimostrativo evidente. E visto che i miei avi Corsi erano un po' troppo esagerati, basterebbero un paio di lenzuola con su scritto a bomboletta "Siamo Isolani, non Isolati, e voi siete Ladri", esteso d'ufficio anche al Velista Partenopeo Cetaceizzato.
Lettera: "SULL'AETHALIA IL BAR E' CHIUSO DA TRE GIORNI"
"ERO CONTRARIO ALLA PRIVATIZZAZIONE, MA ADESSO HO CAMBIATO IDEA"
LA TOREMAR E LA TRANSIZIONE ALLA NUOVA SOCIETA'.
Qualche giorno fa avevo scritto come l' attuale gestione della Toremar potesse servire a "propagandare" la privatizzazione. Questa lettera conferma il mio convincimento. Una gestione pubblica puo' essere sia disastrosa sia efficiente, come dimostrano le tante strutture pubbliche che funzionano, nella scuola, nella sanita' e in altri settori. La Toremar e prima la compagnia convenzionata Navigazione Toscana hanno sempre avuto uno standard di gestione buono. Sicuramente un servizio migliore del privato, come puntualita', prezzi (anche al bar), sicurezza, cura della manutenzione. Sfido chiunque a un confronto tra le due compagnie che hanno operato negli ultimi trenta anni all' Elba su questi aspetti. La gestione pubblica o mista (come propone Leopoldo Provenzali esponente del PDL) non e' garanzia assoluta di buona gestione e sicuramente il marketing della compagnia pubblica e' stato finora trascurato ma la gestione completamente privata ha sicuramente degli handicap soprattutto dal punto di vista dell' interesse collettivo che e' in caso di privatizzazione subordinato all' interesse privato della compagnia. Non parliamo dell' aspetto delle garanzie lavorative, il privato ha dei rapporti di lavoro meno rispettosi dei diritti dei lavoratori (esiste un sindacato sulla Moby?).
I rischi della privatizzazione esistono e sono nascosti dalle forze politiche tutte, ad eccezione di Rifondazione. Sarebbe onesto che soprattutto le forze di sinistra e i sindacati invece di propaganda facessero un' analisi piu' "problematica".
Il problema, come dice l'amico Mare, stà tutto nella mancata GESTIONE delle risorse. La mattanza di pesci in epoca riproduttiva è, purtroppo, la NORMA.
Tanute, paraghi, sogliole, dentici, ricciole, margherite…
Tutti massacrati quando si ammassano per riprodursi.
Per i Dentici forse il discorso non vale, perchè so' tutto meno che fessi… ma per gli altri…. bisogna speare che il mare (quello co' la emme minuscola in questo caso, ma stramaiuscola in generale… 🙂 ) sia clemente, ovverossia, "cattivo".
Altro che leggi europee ridicole e inapplicate, altro che protezioni locali perfettamente inutili: servono norme precise, semplici…. e controlli severi. Detto e stradetto. Ma poi il Direttore s'incazza, Defensor pure … a lei le garbano le amp…. 🙂 (ciao darling.. cheffai stasera? 🙂 )
Vabbé, così è se vi pare: meno male che, anche se in altri campi, c'è anche gente coi controcoglioni che alla natura ci tiene davvero.
Un plauso quindi agli amici che si sbattono nei censimenti dei rapaci, col fantastico Giorgio in testa, e… evitiamo battute sceme, vignette o altre favate sui Pivieri tortolini…. oggiù….. 😀
La scienza, e lo studio della Natura, sono FONDAMENTALI.
Anche se qualche "professionista" poi ci marcia, pazienza: onore ai veri ambientalisti, come Giorgio & C.: loro sono la vera immagine di quello che si potrebbe fare, senza tanti "finanziamenti" e senza tanti vincoli. 😎
PS: sull'Elettrodotto non ci sono parole. Per questo non mi sono mai espresso: ero troppo occupato a vomitare.