Pietro
Pietro
La Pubblica Assistenza di Marciana Marina e i genitori degli alunni dell’Istituto Comprensivo di Marciana e Marciana Marina organizzano per il giorno 31 ottobre p.v. un festa di beneficienza a favore delle scuole di Marciana, Marciana Marina e Procchio.
Tema della festa sarà Halloween, questa si terrà a Marciana Marina in Piazza della Chiesa.
Ecco in sintesi il programma:
-Ore 15.00 apertura festa:
o animazione per i bambini con giochi di un tempo che fù (gioco della bandierina, tiro alla fune, tappini, campana, ecc..);
o per i più piccini fiabe e novelle…..
o pesca di beneficienza;
o stand con dolci e cioccolata calda;
– Ore 16.00:
o inizio musica con Ilio;
o si continua con i giochi……….
o tombolata;
– Ore 17.00:
o lotteria;
o panini e salsiccie;
o Ore 18.00:
o musica con DJ Oreste;
o animazione per i grandi…..
L’evento è patrocinato dal Comune di Marciana Marina.
[COLOR=orangered]NON MANCARE… VIENI A MARCIANA MARINA A FESTEGIARE HALLOWEEN [/COLOR]
L’Ente Nazionale Protezione Animali dell’Isola d’Elba vuole realizzare il calendario 2010 con le fotografie dei gatti elbani e quindi invita tutti gli amanti degli animali a cercare foto vecchie e nuove dei mici isolani, sia che essi siano i gatti di casa adottati sia gatti di colonie feline.
Sul calendario per ogni fotografia verrà indicato l’ubicazione della colonia o il nome dei singoli gatti, chi se ne prende cura e il fotografo, se da loro permesso.
Avremo così, per la prima volta, la possibilità di passare tutti giorni del prossimo anno in compagnia dei gatti dell’Elba ammirando la loro dolcezza o la loro simpatica e selvaggia spontaneità e non dimenticando la necessità di collaborare, per quanto ci è possibile, al loro benessere e alla salute di tutti gli animali che vivono sull’isola.
Aspettiamo fiduciosi le Vostre fotografie, in formato digitale o cartaceo, entro il prossimo 1° novembre.
ENPA Sezione Isola d’Elba
Riferimenti:
Indirizzo di posta elettronica: [EMAIL]alchemillaelba@tiscali.it[/EMAIL]
Numero di telefono ENPA: 3479515534
Indirizzo postale: ENPA Sezione Isola d’Elba via Puccini, 37 57034 Marina di Campo LI
Gentile Ministro Prestigiacomo,
quella che può osservare nella fotografia, sarebbe il relitto scovato dalla nave oceanografica “Mare Oceano” al largo di Cetraro, in Calabria. Molto probabilmente lo è, perché la nave “Città di Catania” (all’epoca si apponeva sempre, prima, la locuzione “Città di”) fu affondata nel Marzo 1917 da un sommergibile tedesco – all’Ufficio Storico della Marina lo confermeranno di certo – e siamo dunque felici che la “Città di Catania” (proveniente dall’India e diretta a Napoli) sia stata finalmente ritrovata.
Siamo un po’ più freddi, invece, al riguardo della “cessata emergenza” diramata ai quattro venti poiché – a nostro avviso – la conclusione ci sembra cozzare contro le più elementari regole della logica.
Soprattutto della logica delle costruzioni navali.
Partiamo dall’inizio.
La presunta “nave dei veleni”, individuata dalla ricerca finanziata dapprima dalla Regione Calabria, doveva essere la Kunsky (che risultava, invece, demolita in Oriente ma, sulle pratiche di demolizione in quelle aree, meglio non fare troppo affidamento) ed invece si scopre che è un relitto italiano risalente alla Prima Guerra Mondiale. Le vendite di pesce sono crollate dell’80%, ed è dunque un bel sollievo sapere che si tratta di un innocente piroscafo italiano.
Ci sono, però, alcune discrepanze fra le due descrizioni, che saltano agli occhi.
Nelle risultanze pubblicate sui primi rilevamenti – quelli ordinati dalla Regione Calabria – si dice che:
E' lei. E' la nave descritta dal pentito di mafia Francesco Fonti. E' come e dove lui aveva indicato. Sotto cinquecento metri di acqua, lunga da 110 a 120 metri e larga una ventina, con un grosso squarcio a prua dal quale fuoriesce un fusto. Si trova venti miglia al largo di Cetraro (Cosenza). I fusti sarebbero 120, tutti pieni di rifiuti tossici [1].
Ci sono dei fusti. Fusti in metallo, ovviamente. Peccato, Ministro Prestigiacomo, che lo stivaggio di materiali in fusti metallici non fosse assolutamente in uso agli inizi del ‘900: all’epoca, tutto veniva stivato in barili di legno, tanto che le tabelle d’armamento, almeno fino alla Seconda Guerra Mondiale, prevedevano che a bordo vi fosse almeno un mastro bottaio con alcuni aiutanti. Controlli, la prego.
Ci sono dei fusti nei pressi della “Città di Catania”? Approfondisca.
Altro capitolo che non ci convince riguarda le dichiarazioni della “Grande Silenziosa”, la Regia Mar…pardon, oggi Marina Militare Italiana:
Di certo i misteri che hanno sempre avvolto questa vicenda non lasciano sperare bene. Come aveva già confermato la Marina Militare, nella zona – siamo a venti miglia al largo di Cetraro (CS) – non ci sono relitti bellici né della prima né della seconda guerra mondiale. [2]
Ohibò, vuoi vedere che alla gloriosa Marina Italiana era sfuggita la povera “Città di Catania”? Oppure qualcuno se n’era scordato? Per di più: una nave che porta il nome della sua città natale…
Insomma: furono oppure no affondate navi, per eventi bellici, nel mare di Cetraro? Controlli, la prego: se desidera, posso inviarle i riferimenti dell’Ufficio Storico della Marina, ma sono certo che lei già li possiede.
Se il mistero dei fusti e dei barili, più le incertezze della Marina, ancora non la convincono, le sottoponiamo la relazione stesa durante i primi rilevamenti:
L’epoca della costruzione della nave affondata, secondo quanto emerso dai primi rilievi, risalirebbe agli anni `60-´70. Secondo quanto riferito dal procuratore Bruno Giordano, infatti, non sarebbe visibile la bullonatura, il che indurrebbe a pensare che sia stata costruita in quegli anni. Il relitto è coperto da numerose reti da pesca [3].
Non vorremmo tediarla con inutili dissertazioni sulle costruzioni navali, ma vorremmo ricordarle – questa è Storia, non invenzioni – che le prime navi a non avere bulloni per collegare le lamiere alle ordinate furono le corazzate “tascabili” tedesche della classe Admiral Graf von Spee (più precisamente, Admiral Graf von Spee, Admiral Scheer e Deutschland, poi Lützow), le quali – dovendo sottostare ai limiti imposti dalle Conferenze Navali di Londra e Washington – non potevano dislocare più di 10.000 tonnellate.
I tedeschi, per risparmiare il peso dei bulloni, “inventarono” la saldatura della lamiere alle ordinate, il che consentì di costruire navi con cannoni di maggior calibro (280 mm) al posto dei 203 mm dei “classici” incrociatori pesanti da 10.000 tonnellate.
Tutto questo, per dirle che – come afferma il Procuratore di Paola – se la nave in questione non ha bulloni nello scafo, non può essere la “Città di Catania” (varata nel 1906, quando si “bullonava” sempre, da non confondere con l’omonima nave affondata in Adriatico durante il secondo conflitto mondiale), ma un’altra. Che la Kunsky sia solo un poco più in là? Perché chiudere così frettolosamente le indagini? “Caso chiuso”: così in fretta?
Rimane il mistero del Cesio 137 ritrovato nei molluschi [4], proprio in quel mare: siccome il Cesio 137 non si trova in natura, chi ce lo avrà messo? Lei ha un’idea? Che siano stati gli iraniani?
Le ricordo, infine, che le precedenti rilevazioni stabilirono che – nel mare di Cetraro – il SONAR aveva individuato ben sette “macchie scure”, che non indicano necessariamente una nave, ma che forniscono alte probabilità che lo siano.
Ciò che insospettisce, è che la notizia fu pubblicata da AdnKronos e – proprio mentre scrivevo questo articolo – è sparita! Sì, ritirata dal circuito!
Credo che, anche per lei, la cosa risulterà assai strana.
Non vorremmo che, per correre dietro all’urgenza economica di garantire la pesca, per ovviare alle proteste dei pescatori e per tacitare chi fa “allarmismo”, aveste semplicemente scambiato una nave per un’altra. Capita. In fin dei conti, quel che conta è la verità mediatica: il resto…
Provi a rifletterci un poco; se mai, chieda lumi a Bertolaso ed alla Marina: vedrà che – con un poco di calma e di riflessione – tutto si chiarirà. Come sempre, in Italia.
Carlo Bertani
Fonte: [URL]http://carlobertani.blogspot.com[/URL]
Link: [URL]http://carlobertani.blogspot.com/2009/10/e-se-fosse-lolandese-volante.html[/URL]
30.10.2009
Articolo liberamente riproducibile nella sua integrità, ovvia la citazione della fonte.
“L’OSTERIA DEI QUATTRO RIONI”
Cucina locale e creativa
Via Fortezza, 1 Capoliveri
Tel.:0565935022 – Cell.:3282280576
Aperto dal mercoledi alla domenica sera
Sabato e domenica aperto anche a pranzo
Resta comunque il fatto che ognuno può liberamente pensare e fare quello che vuole, questo è un diritto di tutti ma che spesso non si concilia con la RAGIONE che ha attinenza con la LOGICA che a sua volta è il "pensare corretto". Spesso alcuni affrontano certi argomenti pensando che il "diritto proprio" di espressione sia sufficiente per dire quello che vogliono, magari riproponedo, per far bella figura, "citazioni" di personaggi che a mio avviso hanno fuorviato la storia e peggio ancora persone che di certi concetti ne fanno filosofia di vita.
SALUTI.
[COLOR=darkblue]Questa è una sua libera opinione, degna di rispetto nella stessa misura in cui rispettiamo le altre [/COLOR]
..per non parlar dei vigili che non vigilano affatto…:angry: