da
un osservatore
pubblicato il 6 Novembre 2009
alle
13:50
da
gerardo
pubblicato il 6 Novembre 2009
alle
13:06
Caro signore non segua il suo parametro bensì il mio consiglio: usi il CUORE invece della testa, solo così mi comprenderà.
Gerardo La Barbera
da
Ipotesi di reato
pubblicato il 6 Novembre 2009
alle
11:41
E così “gliè tutto sbagliato gliè da rifare ”riguardo alla Ztl di Portoferraio e adesso anche io che ero stato multato posso tirare un sospirone di sollievo, non dovrò pagare! …..ma a questo punto chi mi risarcisce dell'ansia e delle paure di questi giorni ? forse dovrei denunciare l’amministrazione per Stalking, per questa serie di atteggiamenti che hanno afflitto non solo me ma molte persone, ingenerando in loro stati di ansia e paura, persone che avrebbero potuto arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità.
Cosa dire ancora che non sia stato detto in proposito a questa Ztl ?
Non lo so fate voi prima …..che la vessazione inizi nuovamente. 🙁
da
TATA
pubblicato il 6 Novembre 2009
alle
11:35
OHI, CARI DI TATA, O DITEMI 'NPO' CHE DE' SUCCESSO AL COMUNE? O IO NSO NULLA, VEH … MA DI', ME LO POSSO MMAGINA', FRA TUTTEDDUE, COME MODI DI PARLA' UN SAPEREI PROPIO A CHI SCEGLIE .. E CIANNO ANCO LA LAUREA, GIOOOOO, CHE FATTI. O UN PARLO MEGLIO IO!!??!!
da
Per Disgusto
pubblicato il 6 Novembre 2009
alle
11:04
e poi vedrò quello che posso fare. Saresti un buon padre?
da
uno che usa la testa
pubblicato il 6 Novembre 2009
alle
11:04
Volevo precisare alcune tue affermazioni:
-Innanzitutto la mia non è una interpretazione del pensiero economico, bensi la descrizione di quelle che sono le basi dell'impresa.
-Parlando di strumenti dei quali l'impresa si serve per creare valori tu citi le società sportive, affermanto esplicitamente come queste possano essere una risorsa per l'impresa stessa.
-La mia perplessità si fonda sulla disillusione in merito alla possibilità che un'impresa possa occuparsi del sociale avendo di per se come unico fine il profitto.
Concetto peraltro espresso da zamagni nel testo da me riportato.
TROVO QUINDI ILLUSORIO E IPOCRITA FARSI PALADINI DEL SOCIALE AVENDO COME MOTORE TRAINANTE LA RICERCA DEL PROFITTO.
Le due entità: profitto e sociale non possono coesistere come tu ingenuamente vuoi farci credere, la tua affermazione" [COLOR=sky blue]la creazione di valore economico e sociale possono correre sulla stessa strada beneficiando l'uno dell'altra e creando più valoreinsieme piuttosto che singolarmente[/COLOR] "è in contrasto con le più elementari leggi di mercato.
Ciò che non condivido non è l'investimento che la società your italy fa nel sociale ottenendo visibilità, ma l'arroganza di voler dettare le linee di situazioni dalle quali ripeto cerca di trarre profitto.
Un vero filantropo dona i suoi talenti per incentivare il sociale ma non ne detta le regole.
Le società sportive raggruppate sotto un'unico sponsor?
ma con che faccia si può prospettare una simile operazione??!!…..unite si, ma nell'interesse dell'isola d'Elba non di un'impresa che ha degli interessi di lucro e che non si astiene da dettare le sue direttive!
Merito a Your Italy per le donazioni (poi mi si spiegherà se l'entità di tali devolvimenti sia o non sia puramente d'immagine come mi sembra di aver capito) che vengono elargite alle piccole società ma questo non presuppone di elevarsi a filantropi se è vero come implicitamente hai affermato che lo scopo è la visibilità e intrinsecamente il profitto dell'azienda in questione.
RICORDA:
Solo le spa, sapa, srl coop etc sono tenute
a redigere il bilancio secondo la IV direttiva CEE ed a depositarlo, non le società sportive dilettantistiche e se come dici sai usare anche tu la testa saprai quali sono gli interessi che ci possono essere nel gestire tali situazioni……..SE ANCORA NON TI è CHIARO……QUET'ULTIMA CONSIDERAZIONE MI CREA IL FASTIDIO AL QUALE FAI RIFERIMENTO!!!
da
MAURIZIO
pubblicato il 6 Novembre 2009
alle
11:01
da
PROGETTO GIOVANI
pubblicato il 6 Novembre 2009
alle
10:59
È partito il progetto “[COLOR=green]Orto in condotta [/COLOR] ” rivolto alle classi della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo di Marciana Marina. Dopo la firma dell’anno scorso del protocollo d’intesa tra l’Amministrazione comunale, la direzione didattica della scuola e la Slow Food Toscana, tramite la Condotta dell’Isola d’Elba, che ha finanziato l’operazione per il progetto “Orto in condotta” con l’intenzione di promuovere e sviluppare l’educazione alimentare e ambientale nelle scuole attraverso la predisposizione di speciali aree destinate alla dimora e alla coltura di ortaggi. In un campo messo a disposizione presso gli impianti sportivi di via Aldo Moro, le classi a rotazione sotto la guida esperta di Alberto Gaudenzio Coltelli, delle maestre e di alcuni genitori, si alternano nella coltivazione degli ortaggi che poi, probabilmente, venderanno al mercato settimanale. Il fine condiviso dalle tre istituzioni è quello di far avvicinare i giovani studenti alla cultura delle potenzialità della terra, istruendoli nella coltivazione dei frutti e delle verdure ed educarli ai concetti della varietà, della stagionalità e dei metodi di coltivazione biologici e biodinamici ed in definitiva al rispetto della natura. Attraverso il lavoro di gruppo e la cura nella coltivazione delle piante, si intende accrescere il senso di responsabilità verso l’ambiente e verso il prossimo, per far divenire il piccolo consumatore un coproduttore, ossia un cittadino consapevole delle scelte d’acquisto e conscio delle ripercussioni che si producono nel mondo circostante. Un progetto, questo, di cui l’Amministrazione va particolarmente orgogliosa e che sta riscuotendo grande successo tra i bambini coinvolti, che hanno aderito con entusiasmo e molto interesse all’iniziativa di sviluppo sostenibile.
[COLOR=darkblue] Comune di Marciana Marina[/COLOR]
da
CAMPESE
pubblicato il 6 Novembre 2009
alle
10:14
PENSO CHE QUESTA SIA L'OCCASIONE GIUSTA PER VALUTARE IL VERO "VALORE" DI TOZZI!!!!
E SICCOME IL CARCERE AVRA' BISOGNO DI UNA BELLA SISTEMATINA E QUESTO VUOL DIRE ALTRI KILI DI CEMENTO SU PIANOSA…
VOGLIO PROPRIO VEDERE SE IL SIGN. TOZZI DAI MOLTI VALORI VERDIANI FARA' QUALCOSA O ANDRA' A FARE QUALCHE SERVIZIO ALLE FALDE DEL KILIMANGIARO???
IL TEMPO CI DARA' RISPOSTA…. INTANTO NOI ELBANI BUTTIAMO GIU' IL ROSPO..
da
AutoElba.it
pubblicato il 6 Novembre 2009
alle
9:49
[/URL]
Nuovi veicoli in vendita… Visita [URL=http://www.autoelba.it/auto.asp?page_size=5]AutoElba.it[/URL]
da
SIMONA
pubblicato il 6 Novembre 2009
alle
9:46
da
croce o palo, mela o pera ma importa davvero?
pubblicato il 6 Novembre 2009
alle
9:43
Anche fosse sbagliata la croce su cui viene rappresentato, non è quello che bisogna guardare ma quello che rappresenta e significa per i cattolici.
Gesù crocifisso non è un simbolo creato per idolatrarlo e basta, è stato creato perchè possa sempre ricordare a tutti i credenti il sacrificio fatto da lui per l'umanità.
Nella traduzione della Bibbia sono tanti gli errori o le frasi mal interpretate e allora? E' il messaggio che porta che è fondamentale, per quel che mi riguarda Eva poteva aver mangiato una pera o una banana al posto della mela, il punto è che la sostanza non cambierebbe..
da
una mamma angosciata
pubblicato il 6 Novembre 2009
alle
9:31
Ho un figlio di 20 anni credo sveglio, maturo per la sua età, al quale spero di avere insegnato i veri valori della vita come l’ onestà, la sincerità, il rispetto. Un ragazzo che fino ad oggi (l’indicazione temporale è d’obbligo) non mi ha dato problemi. Non si droga, non frequenta le cosiddette brutte compagnie, è iscritto all’Università ma non vuole gravare sul bilancio familiare e quindi fa qualche lavoretto per mantenersi.
Insomma un figlio equilibrato, a quanto il mio cuore di mamma sente, e quindi dov’è il problema vi chiederete?
Per ora il problema infatti non c’è ma guardandomi un po’ in giro mi viene un’angoscia!!!
Butti l’occhio in Calata e vedi più di qualche donna di sesso femminile a spasso con i loro giovani che, per chi non li conosce, potrebbero sembrare i loro figli ma non è così. E purtroppo, abitando nel centro storico, non mi è possibile distogliere lo sguardo… è inevitabile non imbattersi in una donna , seguita come un cucciolo segugio da un giovane comandato a bacchetta.
Fai finta di nulla ma inevitabilmente inizi a sperare che non capiti a tuo figlio!
Penso allora alle loro di mamme a come probabilmente come me speravano in una compagna che crescesse insieme a lui, che imparasse a vivere questa vita e le sue difficoltà sorreggendosi l’un l’altro…
Immagino sia impossibile poter parlare con il cuore al proprio di figlio che chiaramente soggiogato dalla “signora” e probabilmente messo in guardia dalla stessa, risponderebbe a tono. Come impedire quindi ad un giovane ragazzo impegnato nella danza di farsi ammaliare dalla propria, ben più adulta insegnante?
Non c’è modo…credo! E allora mi rivolgo a queste signore…”lasciate per favore stare i nostri ragazzi, fategli vivere i loro anni come è giusto che sia e lasciate, a noi mamme, le preoccupazioni proporzionate all’età dei propri figli, non fateci sentire anche se vostre coetanee, antiche e fuori luogo. Vi parlo con il cuore in mano e anche se, come credo, potreste pensare fosse invidia, vi invito a riflettere non con la mente ma con l’amore di una mamma che vuole solo il bene dei propri figli!
da
Per chiarire meglio il significato di CROCE o CROCIFISSO.
pubblicato il 6 Novembre 2009
alle
9:06
Nel greco classico la parola stauròs significava semplicemente un palo verticale, come quelli usati per le fondamenta. Il verbo stauròo significava recintare con pali, o fare una palizzata. Gli ispirati scrittori delle Scritture Greche Cristiane scrissero nel greco comune (koinè) e usarono la parola stauròs con lo stesso significato del greco classico, quello cioè di palo semplice, senza alcuna specie di braccio trasversale incrociato in alcun modo. Non c’è nessuna prova del contrario. Gli apostoli Pietro e Paolo usarono anche la parola xỳlon per riferirsi allo strumento di tortura sul quale fu inchiodato Gesù, e ciò dimostra che era un palo verticale senza braccio trasversale, poiché questo è ciò che significa xỳlon in questa particolare accezione. (At 5:30; 10:39; 13:29; Gal 3:13; 1Pt 2:24) Nei LXX troviamo xỳlon in Esd 6:11 (2 Esdra 6:11), dove se ne parla come di una trave a cui il violatore della legge doveva essere appeso, come in At 5:30; 10:39.
Riguardo al significato di stauròs, W. E. Vine, nella sua opera An Expository Dictionary of New Testament Words (ristampa del 1966), vol. I, p. 256, dichiara: “STAUROS (σταυρόs) indica principalmente un’asta o palo diritto, sul quale i malfattori venivano inchiodati per l’esecuzione. Sia il sostantivo che il verbo stauroō, fissare a un’asta o palo, in origine vanno distinti dalla forma ecclesiastica di una croce a due bracci. La forma di quest’ultima ebbe origine nell’antica Caldea, ed era usata come simbolo del dio Tammuz (essendo a forma del mistico Tau, iniziale del suo nome) in quel paese e nei paesi limitrofi, incluso l’Egitto. Verso la metà del III secolo d.C. le chiese si erano ormai dipartite da certe dottrine della fede cristiana o le avevano travisate. Per accrescere il prestigio dei sistemi ecclesiastici apostati, i pagani erano ricevuti nelle chiese indipendentemente dalla rigenerazione per mezzo della fede ed era largamente permesso loro di ritenere i loro segni e simboli pagani. Perciò il Tau o T, nella sua forma più frequente, con il pezzo in croce abbassato, fu adottato come simbolo della croce di Cristo”.
Il dizionario latino di Lewis e Short dà come significato basilare di crux “albero, forca o altro strumento di legno per l’esecuzione capitale, su cui erano messi al palo o appesi i criminali”. Negli scritti di Livio, storico romano del I secolo a.E.V., crux significa un palo semplice. “Croce” è solo un significato posteriore di crux. Un palo semplice per mettere al palo un criminale era chiamato in latino crux simplex. Un simile strumento di tortura è illustrato da Giusto Lipsio (1547-1606) nel suo libro De cruce libri tres, Anversa, 1629, p. 19. La fotografia della crux simplex in questa pagina è stata riprodotta dal suo libro.
Il libro Das Kreuz und die Kreuzigung (La croce e la crocifissione), di H. Fulda, Breslavia, 1878, p. 109, dice: “Gli alberi non erano disponibili dappertutto nei luoghi scelti per l’esecuzione capitale pubblica. Perciò si conficcava nel terreno un semplice palo. Su questo i fuorilegge venivano legati o inchiodati con le mani levate verso l’alto, e spesso venivano loro inchiodati anche i piedi”. Dopo aver presentato molte prove, Fulda conclude alle pp. 219, 220: “Gesù morì su un semplice palo di tortura: A sostegno di ciò testimoniano (a) l’uso allora consueto di questo mezzo di esecuzione capitale in Oriente, (b) indirettamente la storia stessa delle sofferenze di Gesù e (c) molte espressioni dei padri della chiesa primitiva”.
P. W. Schmidt, che fu docente presso l’Università di Basilea, nella sua opera Die Geschichte Jesu (La storia di Gesù), vol. 2, Tubinga e Lipsia, 1904, pp. 386-394, fece uno studio dettagliato della parola greca stauròs. A p. 386 della sua opera disse: “σταυρός [stauròs] significa ogni palo o tronco d’albero in posizione eretta”. Riguardo all’esecuzione della pena inflitta a Gesù, P. W. Schmidt scrisse alle pp. 387-389: “Oltre alla flagellazione, secondo i racconti evangelici, per quanto riguarda la pena inflitta a Gesù va presa in considerazione solo la più semplice forma di crocifissione romana: l’appendere il corpo svestito ad un palo, il quale, fra l’altro, Gesù dovette trasportare o trascinare fino al luogo dell’esecuzione per intensificare l’infamante pena. . . . Qualsiasi cosa diversa dall’essere semplicemente appesi è esclusa dal fatto che spesso si trattava di esecuzioni capitali in massa: 2.000 in una volta da Varo (G. Flavio, Antichità giudaiche XVII 10. 10), da Quadrato (Guerra giudaica II 12. 6), dal procuratore Felice (Guerra giudaica II 15. 2 [13. 2]), da Tito (Guerra giudaica VII 1 [V 11. 1])”.
Perciò manca completamente la prova che Gesù Cristo sia stato crocifisso su due pezzi di legno incrociati.[/SIZE]
da
EffeCi
pubblicato il 6 Novembre 2009
alle
9:03
siamo indietro anni luce rispetto a molte città italiane…
Tutti si lamentano, tutti decidono, niente funziona.
Ridicolo che una semplice delibera per il traffico venga reimpastata così tante volte. (speriamo almeno che porti a dei seri miglioramenti).
Da questo si può dedurre la capacità di amministrare che hanno i nostri signori della Biscotteria.
Proporrei alle quinte elementari quest'anno di far redigere un piano del traffico… magari verrebbe qualcosa di migliore!
intanto… visti i soldi spesi (ma diciamo buttati) basterebbe preavvisare ogni varco con un segnale luminoso, come funziona in tutte le città.
VARCO ATTIVO – VARCO NON ATTIVO
da
Consiglio Comunale
pubblicato il 6 Novembre 2009
alle
8:36
da
Per Volantino
pubblicato il 6 Novembre 2009
alle
8:03
da
x lea
pubblicato il 6 Novembre 2009
alle
7:54
Oltre al singolo palo diritto (crux simplex), su cui la vittima era legata oppure impalata, c’erano altri tre tipi di croce.
La crux commissa (croce di Sant’Antonio) aveva la forma
di una T maiuscola, sebbene alcuni la facciano derivare
dalla lettera tau, simbolo del dio Tammuz; la crux decussata (croce di Sant’Andrea) aveva la forma della lettera X;la crux immissa era la croce con la forma a noi oggi più familiare, con due travi incrociate (†). Quest’ultima, in base alla tradizione, sarebbe quella su cui morì il Signore (Ireneo, Adv. Haer. 2.24.4). Quest’ipotesi è rafforzata da riferimenti che si trovano nei quattro Vangeli (Matt. 27:37;
Mar. 15:26; Luca 23:38; Giov. 19:19–22) in cui si menziona l’iscrizione posta sulla croce di Cristo, sopra il suo capo.
In ogni caso che Gesù sia stato crocifisso su un palo o su una croce, non ha molta importanza. Non è la croce in sè che è fondamentale quanto quello che rappresenta, il sacrificio di Gesù per la salvezza del mondo.
Buona giornata.
da
BASIMOOO!!
pubblicato il 6 Novembre 2009
alle
7:47
