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113745 messaggi.

POlisportiva Elba '97


da
POlisportiva Elba '97


pubblicato il 30 Novembre 2009

alle
8:36

ELBA '97 – ASI AGLIANA = 7- 1

ELBA '97= ZAMBONI N,DEMI,COTTONE,TURONI,BIANCHI M,BRUZZANO,LINALDEDDU,PUGI,IBBA VERRENGIA,BIANCHI F. ALL. PUGI

AGLIANA= AVVANZO,COLLINA,RIZZUTO,BAIARDI,LOMBARDO,MARRONE,SCANDALE,GALASSO,ROMITI,BENEDETTINI ALL. AVVANZO

ARBITRO= SIG. BENSI di GROSSETO

RETI: 8° COTTONE (E)-22° IBBA (E)- 24° VERRENGIA (E)- 34° MARRONE(A)-46°IBBA(E)- 57°BIANCHI M (E)- 61° DEMI (E)- 62° COTTONE (E)

Rimane salda in vetta alla classifica del campionato di serie C1 di calcio a 5 la squadra maschile della Polisportiva Elba ’97 del Team Youritaly, dopo la straripante vittoria di sabato per 7 a 1 contro l’Asi Agliana. Già dal primo tempo la Polisportiva dimostra la sua supremazia andando a rete tre volte, prima con Cottone, poi con Ibba ed infine con Verrengia. La squadra ospite si fa vedere all’inizio del secondo tempo quando accorcia le distanze al 34° con Marrone con Ma la Polisportiva ha in mente un solo obiettivo e al 46° grazie a Verrengia che verticalizza, Ibba trova la via del gol con un bel tiro in diagonale . A questo punto gli elbani, abbassano la pressione e cercano di difendere il risultato con il minimo sforzo in vista della gara di coppa di lunedì. L’Agliana, allora, gioca la carta del portiere di movimento e impegna Zamboni con una serie di tiri, sui quali il giovane portiere si fa trovare sempre pronto. Davvero lodevole la prova di questo nuovo acquisto della squadra. Ma subire senza reagire, non è nelle corde di Turoni e compagni, infatti Bianchi riceve palla direttamente da Zamboni e da centro campo lascia partire un tiro che sorprende il portiere avversario. L’Agliana non si arrende e si riversa intorno alla porta della Polisportiva. Ne approfitta Demi che trova un corridoio libero per arrivare vicino al portiere avversario e trafiggerlo. Passa poco di più di un minuto ed è la volta di Cottone che chiude le marcature servito impeccabilmente da Turoni. “Direi che il risultato di 7 a 1 dice tutto- ha detto Zamboni entusiasta a fine gara – sono davvero soddisfatto e penso di aver giocato bene, come del resto tutti gli altri. Questa vittoria ci permette di rimanere primi in classifica, per cui siamo molto contenti!”

Attendi…

Greesp


da
Greesp


pubblicato il 30 Novembre 2009

alle
8:18

[SIZE=4][COLOR=darkred]All'Elba cittadini, comitati e istituzioni contro il nuovo "mostro": i 20 tralicci dell'elettrodotto [/COLOR] [/SIZE]

di Giuseppe Vittori

Venti giganteschi tralicci. Tanto alti che si vedrebbero benissimo anche dal mare. Risolverebbero i problemi dell'approvigionamento elettrico ma devasterebbero una delle parti più belle del panorama dell'isola d'Elba. Sembra incredibile, ma è proprio così: il progetto sta partendo, inesorabile. Solo che adesso, nella perla dell'Arcipelago toscano, hanno scoperto, con un po' di ritardo, che la bellezza del paesaggio è tutto per chi vuol vivere di turismo, e un movimento trasversale, appoggiato un po' da tutti, tenta in extremis di bloccare il mostro. Riusciranno nell'impresa? Non è detto. Le iniziative si moltiplicano, in questi giorni gli anti-tralicci bussano a tutte le porte, e stanno incassando consensi negli enti locali, in provincia, alla regione. Per attirare l'attenzione qualcuno ha pensato all'arma finale: farne un problema nazionale, rivolgendosi a “Striscia la notizia”. Del resto, dicono, la soluzione al problema c'è: interrare tutto e non solo una parte, del percorso dell'elettrodotto. Costa di più, è chiaro. Però il dilemma è semplice ed emblematico: dipende solo da che valore si dà all'ambiente.
Il problema è che bisogna convincere due moloch che non brillano per sensibilità in questo campo: il primo è il diretto interessato, la società Terna del gruppo Enel, che deve materialmente fare l'elettrodotto e che è convinta di aver già fatto tante concessioni agli elbani, accettando di interrare una parte dell'elettrodotto. La loro tesi: “Abbiamo discusso nove anni, abbiamo più che dimezzato il numero dei tralicci, abbiamo tutti i permessi, non possiamo fermare tutto per cambiare ancora”. Il secondo moloch è il governo, precisamente il ministero delle attività produttive. Basterebbe un gesto e si fermerebbe tutto. Ma chiedere una manifestazione di sensibilità ambientale a chi ha addirittura ipotizzato la costruzione di una centrale nucleare a Pianosa, che dista solo 8 miglia dall'Elba, è, come dicono a Roma, affidare al gatto la guardia della trippa. Magari, ironizza qualcuno, basterebbe scrivere a Berlusconi, che ha scoperto che il turismo è il futuro dell'Italia. Lui i tralicci vicino a Villa Certosa non li farebbe passare.
Mai dire mai, però. Il fatto che il movimento anti-tralicci sia trasversale e veda tra i promotori diverse persone vicine al centrodestra, pesa abbastanza. L'Elba, elettoralmente parlando, è in controtendenza rispetto a regione e provincia, (7 comuni su 8 sono guidati da giunte di destra) e il via al mostro, nell'insensibilità del governo, di Terna e del ministero, non sarebbe un gran segnale. Ma in realtà qui è una questione di buon senso e la politica dovrebbe entrarci poco. Anche perchè errori e sottovalutazioni sono stati rigorosamente bipartisan. Se Terna ha tutte le autorizzazioni e può partire, qualche responsabilità ce l'hanno tutti, a partire da enti locali, istituzioni, regione, anche se adesso stanno lavorando bene per sostenere le ragioni degli elbani. Ma il problema è stato sottovalutato.
Lo stesso parco dell'Arcipelago, che la destra elbana cancellerebbe volentieri, è stato chiamato in causa perchè troppo tiepido di fronte al problema. Il Parco ha spiegato che poiché il tragitto con tralicci non riguarda il suo territorio, non ha titoli a intervenire se non sotto forma di raccomandazione. Ma al di là delle singole responsabilità, la vicenda elbana richiama un problema culturale più complessivo, che riguarda tutti i luoghi ad alto interesse paesaggistico: quando l'ambiente non è considerato una priorità assoluta, il disastro è sempre dietro l'angolo. Se ci si sveglia tardi, ci si trova coi tralicci nel giardino. E nell'isola la sensibilità ambientale non è ai massimi, nemmeno tra le forze di centrosinistra.
In fondo bastava una semplice simulazione sul computer (del tipo di quelle fatte vedere in questi giorni dal comitato per l'interramento), per capire che su un territorio del genere, colline di macchia e roccia che degradano sul mare, tralicci non se ne possono mettere. Pericolosi per la salute, troppo invasivi, troppo alti, troppo antiestetici. Terna ha le sue ragioni industriali: ha discusso, aspettato, cambiato, ha trattato con i soggetti istituzionali sul percorso dell'elettrodotto. Ha minacciato che i cittadini pagheranno di più se si dovrà interrare tutto, ha addotto spiegazioni tecniche (l'interramento completo è complicato in alcuni tratti), ha persino abbozzato una spiegazione ambientalista: in fondo – affermano i responsabili – questi tralicci sostituiranno quelli vecchi, che erano anche di più. Tante buone ragioni che non renderanno più digeribili i venti mostri (alti il doppio di quelli vecchi) che stanno per atterrare all'Elba.Il tempo sta scadendo, per dimostrare che l'ambiente in Italia, non è la Cenerentola di sempre.

29 novembre 2009

Attendi…

Giovanni


da
Giovanni


pubblicato il 30 Novembre 2009

alle
8:13

Bene per la finanziaria…
Taglio dei consiglieri ?????
si perde veramente poco,e se qualcuno lo vuole fare lo faccia da esterno e SENZA SOLDI !!!!!!!!!!
Faccia il volontario

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La lega si …slega


da
La lega si …slega


pubblicato il 30 Novembre 2009

alle
7:29

Tra i corridoio della politica elbana da questa mattina corre una voce insistente.

[SIZE=4][COLOR=green]LA LEGA NORD ISOLA D’ELBA COMMISSARIATA [/COLOR] [/SIZE] silurato il responsabile C.B.

Attendiamo conferme e/o smentite

Attendi…

pulizia sentieri


da
pulizia sentieri


pubblicato il 30 Novembre 2009

alle
6:12

Il 29 novembre ho percorso un lungo tratto del sentiero 10, e con piacere voglio fare i complimenti a chi si è sicuramente impegnato nel fare il grosso ed accurato intervento di pulizia e di rinnovo dei segnavia.
Veramente un ottimo lavoro, bravi!

[URL]www.elbatrekking.it.gg[/URL]

Attendi…

Finanziaria


da
Finanziaria


pubblicato il 30 Novembre 2009

alle
5:23

[SIZE=4][COLOR=darkblue] Piccoli Comuni, si' a taglio consiglieri [/COLOR] [/SIZE]
[COLOR=darkred]Sostegno a Tremonti. Risparmiare a favore della ricerca [/COLOR]

Il Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani conferma il sostegno al ministro Tremonti sul taglio al numero di consiglieri e assessori. Per il portavoce Virgilio Caivano,'oltre 200mila giornate lavorative vengono bruciate ogni anno per consigli e giunte comunali che durano pochissimi minuti', 'una spesa folle, inaccettabile quando le macchine della polizia non possono uscire per mancanza di carburante'. Occorre favorire l'afflusso di risorse nella ricerca e nell'innovazione.

Attendi…

DICO Informa


da
DICO Informa


pubblicato il 30 Novembre 2009

alle
5:16

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golosone


da
golosone


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
21:28

ELBA CHOCOLAT
… appuntamento organizzativo in comune martedì alle 16.00. Sono invitati a partecipare oltre ad artigiani, commerciamti interessati all'evento, tutti i rappresentanti di associazioni sportive, cultura e volontariato.
L'appuntamento per mangiare è per domenica 6 dicembre.
Buona cioccolata a tutti.
Golosone

Attendi…

Per Laconante


da
Per Laconante


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
20:13

Sai amico, è facile scrivere quelle parole quando non si vive e si lavora all'Elba. Quando xkè nò, si ha la fortuna della cultura e del linguaggio (perchè fortuna è poterla acquisire) si può anche credere e sposare una opinione od una idea di sviluppo basata sul proibizionismo. Saggezza e rispetto sarebbe comunque non vengano dispensate come medicinali salvavita, ma, rispecchiarle e confrontarle con le esigenze locali e le giuste ambizioni di vita della popolazione indigena locale, per la quale il logo del coinvolgimento e della autodeterminazione resta FAN-TOZZI-ANO!!!!.
Quanto poi il sugo del piatto sia intriso di spezie politiche non è dato saperlo, qui da noi c'è un cuoco verde che ci va di brutto………., ben appoggiato dallo chèf giornalaio.
Un merito è ascrivibile, all'autore di quelle parole, fra i tanti, senza dubbio è stato il meno peggio e nutre un sincero affetto per l'Elba.
Saggezza anche a noi, usiamo con attenzione e prudenza le risorse del territorio.
P.S. Ingrediente essenziale il "cimento verde" l'uso attento dello stesso nel megasviluppo rioelbino non ha dato alcun rilevante dato di alterazione dell'ambiente, neppure ha suscitato reazione allergica alcuna ai vari ecouomini locali, con lingua verde e cuore rosso.
Ci prendono per malati mentali, il guaio è che coloro si atteggiano a professori troppo somigliano a Jack Nicholson, e, per quanto è dato saperne all'Elba non nidificano cuculi.

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Laconante


da
Laconante


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
18:34

Messaggio in risposta a DARE LAVORO.

Ma che film hai visto|
Elba cementificata!
IL parco presidio per il nostro futuro|

E' L'ORA CHE QUESTO MESSAGGIO ECOLOGISMO DI FACCIATA FINISCA NEL PROFONDO DELLE SCRIVANIE DA CUI PROVIENE.

L'Elba è bella se noi elbani ogni giorno facciamo quei piccoli atti che aiutano alla conservazione e allo sviluppo del territorio e alla cura estetica del bene pubblico.

Se poi riusciamo tutti a vivere in case decorose e non in pollai come succede nelle periferie delle città, i nostri figli potranno solo crescere con un vero senso dell'ecologia e del rispetto della natura.

Attendi…

dare lavoro


da
dare lavoro


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
17:23

I tempi nei quali i vigneti arrivavano fino a sotto il Capanne e le “ vie” si percorrevano scalzi, con le scarpe sulle spalle, sono finiti. Sono finiti i tempi del turismo e del dolce rifugio elitario, i tempi durante i quali i paesi dell’Elba si spopolavano e con pochi soldi compravi case e magazzini, magari ricevendo anche in regalo tre o quattro ettari di pineta o di macchia. Dagli anni sessanta il turismo ed il suo indotto si è esteso, portando benessere diffuso e talora riscatto sociale. Anche dai più lontani paese dell'Elba sono partiti i primi studenti verso le Università del continente. Il paesaggio e l’assetto sociale ed economico dell’Elba si sono trasformati. E’ morta la vecchia agricoltura, sono state chiuse le miniere…sono arrivati i cinghiali. Il territorio elbano si è consumato e cementificato. Ma lo Scoglio resta sempre uno dei più bei posti del mondo. Sono nate giovani imprese agricole, artigianali; di servizi e tecnologie. Dobbiamo attrezzarci ulteriormente per dare lavoro, vita sociale, iniziative culturali, idonei servizi sanitari e collegamenti. Dare speranza. In un mondo in cui i problemi ambientali sono all’ ordine del giorno e il turismo ecologico e artistico è una fetta importante e qualificata della domanda, il Parco Nazionale è stato e resta un presidio per conservare e promuovere la natura e la cultura dell’ Elba e dell’ Arcipelago.

Attendi…

IL TORMENTONE TRALICCI


da
IL TORMENTONE TRALICCI


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
17:13

[SIZE=4][COLOR=darkred]TRALICCI [/COLOR] [/SIZE]

Nella riunione contro Terna mancavano tutti i professionisti della difesa ambientale; cioè tutti coloro che stanno facendo, o hanno fatto, della difesa ambientale una professione contrattualmente e legittimante retribuita. Questo aspetto dell’agire del ceto ambientista è piuttosto diffuso. Si tratta della tendenza a far prevalere, nel loro impegno, un freddo rapporto Istituzionale burocratico o contrattuale ( presidenze, incarichi, consulenze ecc) che tradisce, in realtà, la loro origine dal ventre profondo del Parassitario Avanzato (….)
Chi avrebbe impedito alla signora Zanichelli di venire in sala? Magari a dire la sua o addirittura criticare, quelli del comitato. Dire loro quello che pensava. E poi dare consigli e impegnarsi, perché in pericolo c’è l’ambiente che lei, in qualità di direttrice del Parco, dovrebbe difendere. Anche fuori dell’orario d’ufficio. Non è una dattilografa, la signora Zanichelli. ( … )
Mancava anche l’ex sindaco di Rio Elba Catalana Schezzini la quale è riuscita, lei , ha imporre a Terna di interrare la linea che attraverserà il suo comune. Se ci fosse stata, oltre a godersi una standing ovation, avrebbe potuto spiegare come c’è riuscita. Cioè: spiegare i fatti con l’autorevolezza dei risultati ottenuti. Un vero peccato ( leggi su [URL]www.elbanotizie.it[/URL])

Elba 2000

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appello da ex pianosino


da
appello da ex pianosino


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
16:54

Vorrei dare uno spunto,un idea per pianosa.leggo che alcune persone sono interessate ad un futuro migliore per pianosa.la mia idea e' quella di riunire le persone che hanno vissuto l'isola(e all'elba ce ne sono molte)per poter raccontare le loro storie per dare dei consigli.la cosa piu' importante e' di non mettere in mezzo politica,istituzioni,interessi ecc.ecc.,ma solo amanti di pianosa,veri amanti dell'isola che non la definisco l'isola del diavolo!prianti aiutaci tu,tramite teletirreno perche' non fare un servizio con persone storiche dell'isola(alcuni nomi possono essere i foresi,munno,musella,puccini,dotto,sono solo alcuni nomi che mi vengono in mente)e magari con i loro ricordi,le loro storie possiamo far capire a quelli che purtroppo decidono su come hanno ridotto l'isola.scusa prianti chiedo il tuo contributo a poter fare qualcosa,anche solo un piccolo ricordo,una semplice storia di vita pianosina,possono fare tanto.io non sono una persona che usa molto internet,ma quasi sempre vedo teletirreno.alcune volte da piccole idee si ottengono grandissimi risultati.grazie

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AUTOELBA.IT


da
AUTOELBA.IT


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
16:45


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Giovanni


da
Giovanni


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
16:15

[COLOR=royalblue][SIZE=4]Riferimento per l'ELETTRODOTTO[/SIZE] [/COLOR]

Perche' non usiamo lo stesso metodo del Presidente del Parco.
Incateniamoci simbolicamente alla sua porta. !!!!
O Lui ha detto che si sarebbe incatenato a Pianosa…era meglio !!!!
BISOGNA FARE UNA MANIFESTAZIONE !!!!!!!!!!!!!!!
La sinistra ha fatto manifestazione per il canile e per tante altre cose.
Sono veramente dei vigliacchi, il canile non c'e l'hanno , ma non dicono nulla, sulla questione dei tralicci, non dicono nulla …….
Ma che uomini siete ?????????

Giovanni

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Cittadinanza onoraria


da
Cittadinanza onoraria


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
16:01

[SIZE=4][COLOR=darkblue]Daisaku Ikeda, cittadino onorario di Marciana Marina [/COLOR] [/SIZE]
[COLOR=darkred]Il potere dello spirito vincerà sul potere della spada [/COLOR]

Il Comune di Marciana Marina ha conferito ieri la cittadinanza onoraria al filosofo, saggista, presidente della Soka Gakkai Internazionale, Daisaku Ikeda. L’onorificenza è stata assegnata dall’assessore alla Cultura, Franco Giannoni e ritirata da Tamotsu Nakajima, direttore generale dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e Giovanni Littera vicedirettore dell’Istituto, durante una commovente cerimonia aperta al pubblico.
Ikeda ha inviato un messaggio di ringraziamento dal Giappone: ”.. Esprimo dal profondo del mio cuore gratitudine e accetto con umiltà questa onorificenza. Fino ad oggi ho ricevuto numerose cittadinanze onorarie da vari paesi e per questo nutro sincera gratitudine, ma fra tutte, quella odierna ha per me un valore particolare perché la vostra città vanta un profondo legame con la figura storica di Napoleone Bonaparte. Con grande interesse da giovane ho letto molti libri sulla vita di Napoleone. Tra i suoi aforismi vorrei ricordare quello che recita: Al mondo esistono solo due forze: la spada e lo spirito. Ma alla fine lo spirito ha la meglio sulla spada. E’ risaputo che anche il padre della nonviolenza, il Mahatma Gandhi, si interessò all’inclinazione di Napoleone verso la pace. Anche io, mantenendo la fede nel potere dello spirito, ho continuato a promuovere il dialogo con personalità religiose e culturali di spicco per costruire la pace nel mondo. La cosa più importante è il dialogo. Il dialogo che prosegue nonostante tutto e che crede fino alla fine nella bontà dell’essere umano. Ciò significa non abbandonare mai lo sforzo di rispettarsi a vicenda e comprendersi reciprocamente”.
Nato a Tokyo il 2 gennaio 1928, Ikeda, filosofo e saggista di fama mondiale, da 34 anni guida una delle più grandi e attive organizzazioni buddiste del mondo, la Soka Gakkai Internazionale (Organizzazione non Governativa dell’ONU) con oltre 13 milioni di aderenti in 192 Paesi.
Con l’obiettivo di diffondere la pace e il dialogo fra culture e popoli diversi, Ikeda ha costruito negli anni una rete di amicizia in tutto il mondo incontrando capi di stato ed esponenti culturali di rilievo, al di là di ogni schieramento politico e ideologico.
Ikeda ha concluso il suo saluto “esprimendo la preghiera di poter visitare di persona l’isola d’Elba, ammirata in tutto il mondo come terra ideale per il suo magnifico paesaggio”.

Foto G.Michetti

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Arch. Silvestre Ferruzzi


da
Arch. Silvestre Ferruzzi


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
14:32

SCOPERTA L'ANTICA CHIESA DI PEDEMONTE
di Silvestre Ferruzzi

Localizzazione:
latitudine Nord 42°45'45.8'', longitudine Est 10°08'30.2''
Altitudine: 460 metri

I ruderi della Chiesa di San Benedetto (Giuseppe Ninci scrisse nel 1814 che «era la chiesa parrocchiale della terra di Pomonte») sono stati rintracciati lo scorso 21 novembre per merito delle ricerche storiche condotte dall’architetto Silvestre Ferruzzi e grazie all'aiuto materiale fornito da Susanna Berti, Fausto Carpinacci, Umberto Segnini, Giuseppe Giangregorio, Sergio Galli, Angiolino Galeazzi, Giampiero Costa, Gian Mario Gentini e Davide Berti, sulla base delle preziose indicazioni avute da Giuseppe Testa, l'unico abitante di Pomonte che ricordava l'esistenza della struttura, chiamata «Chiesa della Terra». Questa chiesa, la parrocchiale dello scomparso paese medievale di Pedemonte – il più elevato di tutta l'Elba, trovandosi a circa 470 metri di altitudine – non è esattamente orientata rispetto al consueto asse simbolico est~ovest, in quanto segue una direzione nord~est/sud~ovest e sue dimensioni sono di circa 11 x 4 metri; dai pastori fu trasformata in un «caprile» modificandone non poco l'aspetto originario ed eliminando l'antica muratura in «blocage» di calce, come avvenne anche per la chiesa di San Frediano al Tròppolo. Agli stessi pastori è dovuta la particolare suddivisione interna della struttura, che risulta così essere divisa in due ambienti resi comunicanti da un'apertura centrale. Una piccola porta si apriva forse sul lato destro, verso la vallata; colpisce l'accurata lavorazione delle bozze in granito presso la spalletta absidale, dove tra l'altro si osservano numerosi frammenti delle lastre di copertura in ardesia. Nel Duecento il paese era chiamato «Pedemonte» (ossia «ai piedi del monte») e, dal Trecento, «Pomonte» (contrazione di «Pedemonte; più letteraria è la derivazione dal latino «post montem», «al di là del monte»). Alta sul contrafforte che dal Monte di Cote e dal ventoso Passo di Bergo scende verso il mare di Corsica, la «terra» (ossia il «paese», come venivano chiamati gli abitati sino al XIX secolo) di Pedemonte era localizzata lungo il pendio sudorientale chiamato ancora oggi «La Terra» (come risulta dall'Estimo marcianese del 1573), in un'area particolarmente ricca di sorgenti e castagneti. Nel fondovalle esiste il toponimo «Cafaio», di origine longobarda («gahagi», «recinto»), che virtualmente potrebbe far rimontare l'origine del paese al VI secolo. Il nome «Pedemonte», testimoniato almeno dal 1260, compare in diversi atti notarili redatti a Pisa riguardanti in questo caso le mancate donazioni di falconi da caccia che, ogni anno, i Comuni elbani dovevano fornire all'Arcivescovo pisano. Nel primo di questi documenti, redatto dal notaio Rodulfino l'8 agosto 1260, si legge che Pedemonte, insieme agli scomparsi paesi elbani di Grassula, Latrani e Montemarciale (quest'ultimo sorgeva forse sui resti della cittadella etrusca di Monte Castello a Procchio, come rilevò Remigio Sabbadini agli inizi del Novecento), era debitore di tre falconi: «…de quibus falconibus post dictam promissionem fuit postea datus unus predicto domino et ideo diminuta est predicta summa de qua promissione camerario facta constat per scedam a me Rodulfino notario rogatam et pro quibus falconibus sindicus Archiepiscopatus ceperat olim sententiam contumacie contra Comunia de Ilba de quibus falconibus contingebat Comune Marciane falcones XI et Comune de Campo falcones XI et Comune Grassule falcones III et Comune Laterani falcones III et Comune Montis Marcialis falcones III et Comune Pedemontis falcones III.» Dal numero dei tre soli falconi in debito, si evince che Pedemonte era considerato tra i paesi più piccoli dell’Elba insieme a Grassula, Latrani e Montemarciale; interessante, tra l'altro, è notare che un antico toponimo (documentato dal 1573) presente sulla sinistra orografica della vallata di Pomonte, «La Falconaia», ricordi verosimilmente una postazione dove tali falconi venivano catturati. Circa le dimensioni dell'abitato, Giovanvincenzo Coresi del Bruno scrisse nel 1739 che «secondo le vestigie era di poche abitazioni, e per conseguenza di non troppi abitanti.» Dopo meno di un secolo (1814), Giuseppe Ninci annotò invece che Pedemonte «è stata una terra assai popolata» e «le sue reliquie si veggono dietro le montagne marcianesi.»
Ma dalla documentazione medievale, in un atto del 1290 redatto dal notaio pisano Oddone Moriconi, possiamo anche ricostruire la composizione politica del Comune di Pedemonte, in cui si elencano i due sindaci Grimaldo Martini e Boninsegna Negroni, i due consoli Batto Napoleoni e Fetto Paoli, i due consiglieri Bonaguida Poloni e Gherardo di Giovanni, insieme al segretario Cecco Cagnoli. Un anno dopo, Bonetto De Orlandis, giudice e assessore del Comune di Pisa, nomina ancora una volta il paese di Pedemonte, facente parte, come altri borghi elbani, del Capitanato pisano: «Ego Bonectus de Orlandis iudex et assessor Pisani Communis cum consules et sindicos camerarios et consiliarios Communis Marciane Capoliveri Pedemontis Grassule et Rivi et Montismensalis capitanatus Ylbe sindicatus consulatus consiliaratus nomine pro ipsis Communibus…». Due toponimi presenti sulla sinistra orografica della vallata («Il Santo» e la «Grotta del Santo») evocherebbero strutture o rifugi eremitici; non a caso, in diverse località dell'Elba esiste lo stesso fenomeno etimologico (si pensi al «Santo» e alle «Piane di Santo» presso la Pieve romanica di San Lorenzo al Poggio, nonché al «Pra' di Santo» nella piana di Campo). Un settore a nord/est delle «Piane alla Terra» è chiamato «Il Frate», anche se in questo caso si tratta forse di un nome dato ad una grande roccia antropomorfa. Ma nella zona si ritrovano altri toponimi evolutisi in contesti chiesastici, documentati dal Trecento («Chiesse») e Cinquecento («Monacelle», «Aia alli Preti», «Monacesche»). Come già accennato, durante il Trecento si ha la mutazione del nome, che da «Pedemonte» si trasforma in «Pomonte». Testimonianza ne sono una serie di atti notarili del 1343 e del 1365 redatti dai notai Andrea Pupi da Peccioli e Luca di Jacobo da Vico Pisano; in essi si assiste puntualmente alla compravendita di terreni, di vigne e di abitazioni rurali, semplici mondi abbagliati dal sole che tramonta oltre la Corsica. Sappiamo così i nomi di alcuni antichi «pomontinchi» del Trecento, come Lippo di Andrea, Vannuccio e Biagino Benencasa, Fasino Blasulini, Balduccio Giunti, Viviano Pardi, Lambrosio Ristori, Saragone Socci, Barso Ubertelli e Sustana di Vannuccio. Il notaio Luca di Jacobo, nel 1365, rendiconta compravendite avvenute nel paese, firmate direttamente all'interno delle case appartenenti agli interessati: «Actum in Communi Pomontis in domo Fasini Blasulini de Pomonte presentibus Masseo Pardi de Iovi et Fasino suprascripto de Pomonte testibus ad haec rogatis…actum in Communi Pomontis in domo dicti Barsi presentibus Mactheo Benetti de Pisis et Lambrosio Ristori de Pomonte…». La popolazione di Pomonte non rimase indenne dall'epidemia di peste che nel 1349 colpì l’Italia, anno in cui furono decimati gli abitanti dell'Elba, tantoché i «pomontinchi» si ridussero al numero di 40 («Comune Pommontis remansit cum hominibus quadraginta et solvunt singulo anno Comuni Pisarum libras centum sexaginta…»); Capoliveri rimase con 169 abitanti, Campo con 50, Marciana e Poggio con 90. L'anno successivo, una sentenza del Senato di Pisa cita ancora una volta il paese: «Comune Pomontis: libras centum sexaginta denariorum pisanorum de quibus solvere teneatur supradictis dohaneriis ut supra pro sale percipiendo ab ipso Comuni libras octuaginta.» Il paese, come si evince dai citati atti notarili di Andrea Pupi (1343), possedeva uno «scaricatoio» (ossia una discarica) nel cosiddetto «Piano dei Sarghi» («Piano dei Salici»; in Corsica esiste il «Pian Sargincu»), mentre nelle vicinanze si trovava una località chiamata «Lomentata», che a giudicare dall'etimo latino («lomentum», «farina di fave») poteva indicare un'area coltivata a legumi. E ancora un toponimo fornito da Andrea Pupi («Carratigliano»), localizzato sul mare tra Chiessi e Pomonte, è ricollegabile al nome medievale «Carratello». Poco ad occidente si trovava l'assolata campagna di «Chiessi», toponimo documentato da Andrea Pupi nella forma «Chiesse» («…latus unum in terra Chiesse…»); il riferimento è inequivocabilmente alle piccole chiese (San Bartolomeo, San Frediano) che si trovavano lungo l'antico tracciato della lastricata «Via Pomontincha», come viene citata nella «Corrispondenza e affari diversi» (1816/1823), che collegava Pedemonte con Marciana. Ma il semplice misticismo della vallata non salvò le sue creature dalla fine d'ogni cosa; la distruzione, per l'antico Pedemonte, era ormai prossima. Nel 1534, Khair Ad Din – meglio noto come Ariadeno Barbarossa – distrusse il paese di Grassula sui monti di Rio, e probabilmente inferse un primo, micidiale attacco a Pedemonte, se prestiamo fede a quanto, due secoli più tardi, scrisse Giovanvincenzo Coresi del Bruno: «…si ritrovano anche le vestigie dell'altra terra situata dietro le montagne di Poggio e Marciana, opposta a Mezzogiorno, la quale è noto fosse anco questa disfatta da Barbarossa nel tempo che fece il simile a Grassera; il nome della quale è Pomonte, ovvero per montium o post montium ben è vero…». Il disastroso epilogo, la distruzione finale di Pedemonte avvenne ad opera dell'Armata turca di Torghud (italianizzato in Dragut) alleata con i Francesi contro Carlo V di Spagna e, conseguentemente, contro il granduca Cosimo I.
Marcello Squarcialupi, storico piombinese a fianco dei Medici, nel suo reportage in tempo reale scrisse che giovedì 10 agosto 1553 «…si hebbe nuova di terra che l'Armata era a Marciana e presero Marciana e Campo et ritrovaro tutti li redutti et segreti dove erano le robbe e rubbaro, abbrusciaro e saccheggiaro e presero homini e donne e figlioli…», mentre solo tre giorni dopo «…in domenica all'alba si partiro dal Capo la Vite 70 galee e passaro larghe sopra la Ferraiuola e ritornaro a Marciana, a Campo e messero in terra a far carne e rubbaro e ruinaro quel poco che ci era rimasto…». In tale occasione il vecchio Pedemonte fu spettatore della propria, straziante agonia: Giuseppe Ninci, poco meno di tre secoli più tardi, scrisse amaramente che la «terra» di Pedemonte «fu distrutta dai Turchi nel 1553 dell'era volgare». Lo storico elbano così prosegue la concitata narrazione degli eventi: «L'istesse devastazioni soffrirono Poggio e Marciana, giacché i loro abitanti che mai avevan voluto abbandonare i propri abituri si erano ritirati, veduto il pericolo, sulle dirupate cime degl'alti monti che dominano quelle terre.(…) Quindi i feroci invasori dell’Elba rimbarcatisi sopra le galere, che si erano poste a costeggiare l'isola, si portarono al sud-ovest di questa riprendendo terra nella spiaggia di Pomonte, da dove andiedero ad investire e demolire il villaggio o terra di questo nome.» Vent'anni dopo questi accadimenti, nella zona rimanevano interessanti tracce toponomastiche registrate nell'Estimo marcianese del 1573: «Scalo di Pomonte», «Saline di Pomonte» e «Passatoio». Un altro toponimo, «Valle dei Mori», sebbene antico, è stato male interpretato a fini turistici per incrementare le suggestioni circa la drammatica fine di Pedemonte: i «mori» in questione – nel termine la «o» è chiusa – corrispondono a «muri», secondo un fenomeno fonetico più volte riscontrato all'Elba (come «Morota» per «Muruta» e «Pozzo al Moro» per «Pozzo al Muro», nel Campese). Presso il fondovalle si trova la già ricordata altura del «Poio» (toponimo documentato nell'Estimo marcianese del 1573), incuneata tra due corsi d'acqua che motivarono il nome «Colle ai Dutti» (dal latino «ductus», «condotto acquifero») dato al monte sovrastante. Oggi quasi nulla rimane dell'antico paese; tra la macchia fiorita, l'occhio intravede pietre sbozzate, muri e fondamenta di povere abitazioni. In alto, nel silenzio dell'azzurro, volteggiano falchi e nuvole luminose spinte dal maestrale, mentre il mare lontano inonda di luce dorata ogni cosa. Questa è l'eredità di Pedemonte.

FONTI STORICHE:
Atto notarile di Rodulfino, 1260 (Archivio Arcivescovile di Pisa)
Atti notarili di Andrea Pupi, 1343 (Archivio Statale di Pisa)
Provvisioni del Senato Pisano, 1350 (Archivio Statale di Pisa)
Provvisioni del Senato Pisano, 1361 (Archivio Statale di Pisa)
Atti notarili di Luca di Jacobo, 1363/1364 (Archivio Statale di Firenze)
Estimo della Comunità di Marciana, 1573 (Archivio Storico di Marciana)
Giovanvincenzo Coresi del Bruno, «Zibaldone di memorie», 1736
Giuseppe Ninci, «Storia dell'Isola dell'Elba», 1814
Corrispondenza e affari diversi, 1816/1823 (Archivio Storico di Marciana)
Fortunato Pintor, «Condizioni economiche dell'Elba sotto i pisani», 1898
Paolo Ferruzzi, «Testimonianze dell'edificazione religiosa dopo il Mille», 1985
Silvestre Ferruzzi, «Synoptika», 2008

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OSSERVATORE RESIDENTE


da
OSSERVATORE RESIDENTE


pubblicato il 29 Novembre 2009

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13:18

X GIULIO E PORTOFERRAIESE . NEL CENTRO STORICO MOLTI CITTADINI DI P.F. SE NE FREGANO DELLE REGOLE CHE NOI ABITANTI DOVREMMO RISPETTARE, ESEMPIO POSTI X DISABILI DAVANTI ALLA FERRAMENTA CELEBRINI USATO COME PARCHEGGI X ANDARE AL BAR KURSAL X VEDERE LE PARTITE O A BERE.POCHI TENGONO CURA DEI PROPRI IMMOBILI SIA I COMMERCIANTI CHE I PRIVATI , VEDI LE FACCIATE ,MURI , PORTONI ,CAVI TV , CONTATORI ACQUA ECC.. POI NELLA PICCOLA ZONA PEDONALE CI PASSANO AUTO E MOTORINI SENZA PROBLEMA . SI PARCHEGGIA DOVE CAPITA, CARTACCE CHE VOLANO DAI FINESTRINI DELLE AUTO, RAGAZZINI CHE SI DIVERTONO A DEGRADARE LA CITTA CON VANDALISMO. RICCORDO AI CITTADINI DI P.F. CHE NEL CENTRO STORICO PASSA CIRCA 50 VOLTE AL GIORNO IL MINI BUS GIALLO CHE VIAGGIA QUASI VUOTO. TUTTI VANNO IN CENTRO CON LE AUTO. SE UTILIZZATO IL BUS POTREMMO EVITARE PROBLEMI DI PARCHEGGIO NEL CENTRO. IO PENSO CHE GLI AMMINISTRATORI HANNO LE LORO COLPE ,MA NOI CITTADINI DOBBIAMO CAMBIARE MENTALITA. BISOGNA ESSERE PIU ATTENTI AI PROBLEMI E COLLABORARE PER MIGLIORARE TUTTA LA CITTA.

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Associazione Amici di Montecristo


da
Associazione Amici di Montecristo


pubblicato il 29 Novembre 2009

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13:13

[SIZE=3] RIMANDATA LA FESTA DELLA TOSCANA [/SIZE]

La Festa della Toscana, organizzata dal Comune di Portoferraio con la collaborazione delle associazioni, è stata sospesa per il maltempo. Quindi tutte le relative manifestazioni previste per oggi domenica 29 novembre 2009 in Piazza della Repubblica sono state sospese e rimandate a data da definirsi.
Appena l’Associazione Amici di Montecristo, che collabora con il Comune di Portoferraio, sarà a conoscenza della data della prossima celebrazione, i soci e i simpatizzanti verranno pubblicamente informati.

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Per Destra


da
Per Destra


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
12:48

Ebbene si … Fini ha dato dello stronzo a chi mette in difficolta l'integrazione dei bambini stranieri nelle scuole , chi fa sentire diversi …come una colpa a prescindere …non essere Italiano ….,Caro amico mio i compagni di scuola dei miei figli sono tutti bambini meravigliosi …che arricchiscono la loro vita Stranieri e non … Quindi se ti consideri uno Stronzo perchè quando vedi un bambino straniero non vedi in lui un bambino ma una minaccia per la tua Italianità Bè … Approvo !!!!!!!

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