
AUTOELBA.IT
da
AUTOELBA.IT
pubblicato il 29 Novembre 2009
alle
16:45
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16:45

Attendi…

Perche' non usiamo lo stesso metodo del Presidente del Parco.
Incateniamoci simbolicamente alla sua porta. !!!!
O Lui ha detto che si sarebbe incatenato a Pianosa…era meglio !!!!
BISOGNA FARE UNA MANIFESTAZIONE !!!!!!!!!!!!!!!
La sinistra ha fatto manifestazione per il canile e per tante altre cose.
Sono veramente dei vigliacchi, il canile non c'e l'hanno , ma non dicono nulla, sulla questione dei tralicci, non dicono nulla …….
Ma che uomini siete ?????????
Giovanni
Il Comune di Marciana Marina ha conferito ieri la cittadinanza onoraria al filosofo, saggista, presidente della Soka Gakkai Internazionale, Daisaku Ikeda. L’onorificenza è stata assegnata dall’assessore alla Cultura, Franco Giannoni e ritirata da Tamotsu Nakajima, direttore generale dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e Giovanni Littera vicedirettore dell’Istituto, durante una commovente cerimonia aperta al pubblico.
Ikeda ha inviato un messaggio di ringraziamento dal Giappone: ”.. Esprimo dal profondo del mio cuore gratitudine e accetto con umiltà questa onorificenza. Fino ad oggi ho ricevuto numerose cittadinanze onorarie da vari paesi e per questo nutro sincera gratitudine, ma fra tutte, quella odierna ha per me un valore particolare perché la vostra città vanta un profondo legame con la figura storica di Napoleone Bonaparte. Con grande interesse da giovane ho letto molti libri sulla vita di Napoleone. Tra i suoi aforismi vorrei ricordare quello che recita: Al mondo esistono solo due forze: la spada e lo spirito. Ma alla fine lo spirito ha la meglio sulla spada. E’ risaputo che anche il padre della nonviolenza, il Mahatma Gandhi, si interessò all’inclinazione di Napoleone verso la pace. Anche io, mantenendo la fede nel potere dello spirito, ho continuato a promuovere il dialogo con personalità religiose e culturali di spicco per costruire la pace nel mondo. La cosa più importante è il dialogo. Il dialogo che prosegue nonostante tutto e che crede fino alla fine nella bontà dell’essere umano. Ciò significa non abbandonare mai lo sforzo di rispettarsi a vicenda e comprendersi reciprocamente”.
Nato a Tokyo il 2 gennaio 1928, Ikeda, filosofo e saggista di fama mondiale, da 34 anni guida una delle più grandi e attive organizzazioni buddiste del mondo, la Soka Gakkai Internazionale (Organizzazione non Governativa dell’ONU) con oltre 13 milioni di aderenti in 192 Paesi.
Con l’obiettivo di diffondere la pace e il dialogo fra culture e popoli diversi, Ikeda ha costruito negli anni una rete di amicizia in tutto il mondo incontrando capi di stato ed esponenti culturali di rilievo, al di là di ogni schieramento politico e ideologico.
Ikeda ha concluso il suo saluto “esprimendo la preghiera di poter visitare di persona l’isola d’Elba, ammirata in tutto il mondo come terra ideale per il suo magnifico paesaggio”.
Foto G.Michetti
Localizzazione:
latitudine Nord 42°45'45.8'', longitudine Est 10°08'30.2''
Altitudine: 460 metri
I ruderi della Chiesa di San Benedetto (Giuseppe Ninci scrisse nel 1814 che «era la chiesa parrocchiale della terra di Pomonte») sono stati rintracciati lo scorso 21 novembre per merito delle ricerche storiche condotte dall’architetto Silvestre Ferruzzi e grazie all'aiuto materiale fornito da Susanna Berti, Fausto Carpinacci, Umberto Segnini, Giuseppe Giangregorio, Sergio Galli, Angiolino Galeazzi, Giampiero Costa, Gian Mario Gentini e Davide Berti, sulla base delle preziose indicazioni avute da Giuseppe Testa, l'unico abitante di Pomonte che ricordava l'esistenza della struttura, chiamata «Chiesa della Terra». Questa chiesa, la parrocchiale dello scomparso paese medievale di Pedemonte – il più elevato di tutta l'Elba, trovandosi a circa 470 metri di altitudine – non è esattamente orientata rispetto al consueto asse simbolico est~ovest, in quanto segue una direzione nord~est/sud~ovest e sue dimensioni sono di circa 11 x 4 metri; dai pastori fu trasformata in un «caprile» modificandone non poco l'aspetto originario ed eliminando l'antica muratura in «blocage» di calce, come avvenne anche per la chiesa di San Frediano al Tròppolo. Agli stessi pastori è dovuta la particolare suddivisione interna della struttura, che risulta così essere divisa in due ambienti resi comunicanti da un'apertura centrale. Una piccola porta si apriva forse sul lato destro, verso la vallata; colpisce l'accurata lavorazione delle bozze in granito presso la spalletta absidale, dove tra l'altro si osservano numerosi frammenti delle lastre di copertura in ardesia. Nel Duecento il paese era chiamato «Pedemonte» (ossia «ai piedi del monte») e, dal Trecento, «Pomonte» (contrazione di «Pedemonte; più letteraria è la derivazione dal latino «post montem», «al di là del monte»). Alta sul contrafforte che dal Monte di Cote e dal ventoso Passo di Bergo scende verso il mare di Corsica, la «terra» (ossia il «paese», come venivano chiamati gli abitati sino al XIX secolo) di Pedemonte era localizzata lungo il pendio sudorientale chiamato ancora oggi «La Terra» (come risulta dall'Estimo marcianese del 1573), in un'area particolarmente ricca di sorgenti e castagneti. Nel fondovalle esiste il toponimo «Cafaio», di origine longobarda («gahagi», «recinto»), che virtualmente potrebbe far rimontare l'origine del paese al VI secolo. Il nome «Pedemonte», testimoniato almeno dal 1260, compare in diversi atti notarili redatti a Pisa riguardanti in questo caso le mancate donazioni di falconi da caccia che, ogni anno, i Comuni elbani dovevano fornire all'Arcivescovo pisano. Nel primo di questi documenti, redatto dal notaio Rodulfino l'8 agosto 1260, si legge che Pedemonte, insieme agli scomparsi paesi elbani di Grassula, Latrani e Montemarciale (quest'ultimo sorgeva forse sui resti della cittadella etrusca di Monte Castello a Procchio, come rilevò Remigio Sabbadini agli inizi del Novecento), era debitore di tre falconi: «…de quibus falconibus post dictam promissionem fuit postea datus unus predicto domino et ideo diminuta est predicta summa de qua promissione camerario facta constat per scedam a me Rodulfino notario rogatam et pro quibus falconibus sindicus Archiepiscopatus ceperat olim sententiam contumacie contra Comunia de Ilba de quibus falconibus contingebat Comune Marciane falcones XI et Comune de Campo falcones XI et Comune Grassule falcones III et Comune Laterani falcones III et Comune Montis Marcialis falcones III et Comune Pedemontis falcones III.» Dal numero dei tre soli falconi in debito, si evince che Pedemonte era considerato tra i paesi più piccoli dell’Elba insieme a Grassula, Latrani e Montemarciale; interessante, tra l'altro, è notare che un antico toponimo (documentato dal 1573) presente sulla sinistra orografica della vallata di Pomonte, «La Falconaia», ricordi verosimilmente una postazione dove tali falconi venivano catturati. Circa le dimensioni dell'abitato, Giovanvincenzo Coresi del Bruno scrisse nel 1739 che «secondo le vestigie era di poche abitazioni, e per conseguenza di non troppi abitanti.» Dopo meno di un secolo (1814), Giuseppe Ninci annotò invece che Pedemonte «è stata una terra assai popolata» e «le sue reliquie si veggono dietro le montagne marcianesi.»
Ma dalla documentazione medievale, in un atto del 1290 redatto dal notaio pisano Oddone Moriconi, possiamo anche ricostruire la composizione politica del Comune di Pedemonte, in cui si elencano i due sindaci Grimaldo Martini e Boninsegna Negroni, i due consoli Batto Napoleoni e Fetto Paoli, i due consiglieri Bonaguida Poloni e Gherardo di Giovanni, insieme al segretario Cecco Cagnoli. Un anno dopo, Bonetto De Orlandis, giudice e assessore del Comune di Pisa, nomina ancora una volta il paese di Pedemonte, facente parte, come altri borghi elbani, del Capitanato pisano: «Ego Bonectus de Orlandis iudex et assessor Pisani Communis cum consules et sindicos camerarios et consiliarios Communis Marciane Capoliveri Pedemontis Grassule et Rivi et Montismensalis capitanatus Ylbe sindicatus consulatus consiliaratus nomine pro ipsis Communibus…». Due toponimi presenti sulla sinistra orografica della vallata («Il Santo» e la «Grotta del Santo») evocherebbero strutture o rifugi eremitici; non a caso, in diverse località dell'Elba esiste lo stesso fenomeno etimologico (si pensi al «Santo» e alle «Piane di Santo» presso la Pieve romanica di San Lorenzo al Poggio, nonché al «Pra' di Santo» nella piana di Campo). Un settore a nord/est delle «Piane alla Terra» è chiamato «Il Frate», anche se in questo caso si tratta forse di un nome dato ad una grande roccia antropomorfa. Ma nella zona si ritrovano altri toponimi evolutisi in contesti chiesastici, documentati dal Trecento («Chiesse») e Cinquecento («Monacelle», «Aia alli Preti», «Monacesche»). Come già accennato, durante il Trecento si ha la mutazione del nome, che da «Pedemonte» si trasforma in «Pomonte». Testimonianza ne sono una serie di atti notarili del 1343 e del 1365 redatti dai notai Andrea Pupi da Peccioli e Luca di Jacobo da Vico Pisano; in essi si assiste puntualmente alla compravendita di terreni, di vigne e di abitazioni rurali, semplici mondi abbagliati dal sole che tramonta oltre la Corsica. Sappiamo così i nomi di alcuni antichi «pomontinchi» del Trecento, come Lippo di Andrea, Vannuccio e Biagino Benencasa, Fasino Blasulini, Balduccio Giunti, Viviano Pardi, Lambrosio Ristori, Saragone Socci, Barso Ubertelli e Sustana di Vannuccio. Il notaio Luca di Jacobo, nel 1365, rendiconta compravendite avvenute nel paese, firmate direttamente all'interno delle case appartenenti agli interessati: «Actum in Communi Pomontis in domo Fasini Blasulini de Pomonte presentibus Masseo Pardi de Iovi et Fasino suprascripto de Pomonte testibus ad haec rogatis…actum in Communi Pomontis in domo dicti Barsi presentibus Mactheo Benetti de Pisis et Lambrosio Ristori de Pomonte…». La popolazione di Pomonte non rimase indenne dall'epidemia di peste che nel 1349 colpì l’Italia, anno in cui furono decimati gli abitanti dell'Elba, tantoché i «pomontinchi» si ridussero al numero di 40 («Comune Pommontis remansit cum hominibus quadraginta et solvunt singulo anno Comuni Pisarum libras centum sexaginta…»); Capoliveri rimase con 169 abitanti, Campo con 50, Marciana e Poggio con 90. L'anno successivo, una sentenza del Senato di Pisa cita ancora una volta il paese: «Comune Pomontis: libras centum sexaginta denariorum pisanorum de quibus solvere teneatur supradictis dohaneriis ut supra pro sale percipiendo ab ipso Comuni libras octuaginta.» Il paese, come si evince dai citati atti notarili di Andrea Pupi (1343), possedeva uno «scaricatoio» (ossia una discarica) nel cosiddetto «Piano dei Sarghi» («Piano dei Salici»; in Corsica esiste il «Pian Sargincu»), mentre nelle vicinanze si trovava una località chiamata «Lomentata», che a giudicare dall'etimo latino («lomentum», «farina di fave») poteva indicare un'area coltivata a legumi. E ancora un toponimo fornito da Andrea Pupi («Carratigliano»), localizzato sul mare tra Chiessi e Pomonte, è ricollegabile al nome medievale «Carratello». Poco ad occidente si trovava l'assolata campagna di «Chiessi», toponimo documentato da Andrea Pupi nella forma «Chiesse» («…latus unum in terra Chiesse…»); il riferimento è inequivocabilmente alle piccole chiese (San Bartolomeo, San Frediano) che si trovavano lungo l'antico tracciato della lastricata «Via Pomontincha», come viene citata nella «Corrispondenza e affari diversi» (1816/1823), che collegava Pedemonte con Marciana. Ma il semplice misticismo della vallata non salvò le sue creature dalla fine d'ogni cosa; la distruzione, per l'antico Pedemonte, era ormai prossima. Nel 1534, Khair Ad Din – meglio noto come Ariadeno Barbarossa – distrusse il paese di Grassula sui monti di Rio, e probabilmente inferse un primo, micidiale attacco a Pedemonte, se prestiamo fede a quanto, due secoli più tardi, scrisse Giovanvincenzo Coresi del Bruno: «…si ritrovano anche le vestigie dell'altra terra situata dietro le montagne di Poggio e Marciana, opposta a Mezzogiorno, la quale è noto fosse anco questa disfatta da Barbarossa nel tempo che fece il simile a Grassera; il nome della quale è Pomonte, ovvero per montium o post montium ben è vero…». Il disastroso epilogo, la distruzione finale di Pedemonte avvenne ad opera dell'Armata turca di Torghud (italianizzato in Dragut) alleata con i Francesi contro Carlo V di Spagna e, conseguentemente, contro il granduca Cosimo I.
Marcello Squarcialupi, storico piombinese a fianco dei Medici, nel suo reportage in tempo reale scrisse che giovedì 10 agosto 1553 «…si hebbe nuova di terra che l'Armata era a Marciana e presero Marciana e Campo et ritrovaro tutti li redutti et segreti dove erano le robbe e rubbaro, abbrusciaro e saccheggiaro e presero homini e donne e figlioli…», mentre solo tre giorni dopo «…in domenica all'alba si partiro dal Capo la Vite 70 galee e passaro larghe sopra la Ferraiuola e ritornaro a Marciana, a Campo e messero in terra a far carne e rubbaro e ruinaro quel poco che ci era rimasto…». In tale occasione il vecchio Pedemonte fu spettatore della propria, straziante agonia: Giuseppe Ninci, poco meno di tre secoli più tardi, scrisse amaramente che la «terra» di Pedemonte «fu distrutta dai Turchi nel 1553 dell'era volgare». Lo storico elbano così prosegue la concitata narrazione degli eventi: «L'istesse devastazioni soffrirono Poggio e Marciana, giacché i loro abitanti che mai avevan voluto abbandonare i propri abituri si erano ritirati, veduto il pericolo, sulle dirupate cime degl'alti monti che dominano quelle terre.(…) Quindi i feroci invasori dell’Elba rimbarcatisi sopra le galere, che si erano poste a costeggiare l'isola, si portarono al sud-ovest di questa riprendendo terra nella spiaggia di Pomonte, da dove andiedero ad investire e demolire il villaggio o terra di questo nome.» Vent'anni dopo questi accadimenti, nella zona rimanevano interessanti tracce toponomastiche registrate nell'Estimo marcianese del 1573: «Scalo di Pomonte», «Saline di Pomonte» e «Passatoio». Un altro toponimo, «Valle dei Mori», sebbene antico, è stato male interpretato a fini turistici per incrementare le suggestioni circa la drammatica fine di Pedemonte: i «mori» in questione – nel termine la «o» è chiusa – corrispondono a «muri», secondo un fenomeno fonetico più volte riscontrato all'Elba (come «Morota» per «Muruta» e «Pozzo al Moro» per «Pozzo al Muro», nel Campese). Presso il fondovalle si trova la già ricordata altura del «Poio» (toponimo documentato nell'Estimo marcianese del 1573), incuneata tra due corsi d'acqua che motivarono il nome «Colle ai Dutti» (dal latino «ductus», «condotto acquifero») dato al monte sovrastante. Oggi quasi nulla rimane dell'antico paese; tra la macchia fiorita, l'occhio intravede pietre sbozzate, muri e fondamenta di povere abitazioni. In alto, nel silenzio dell'azzurro, volteggiano falchi e nuvole luminose spinte dal maestrale, mentre il mare lontano inonda di luce dorata ogni cosa. Questa è l'eredità di Pedemonte.
FONTI STORICHE:
Atto notarile di Rodulfino, 1260 (Archivio Arcivescovile di Pisa)
Atti notarili di Andrea Pupi, 1343 (Archivio Statale di Pisa)
Provvisioni del Senato Pisano, 1350 (Archivio Statale di Pisa)
Provvisioni del Senato Pisano, 1361 (Archivio Statale di Pisa)
Atti notarili di Luca di Jacobo, 1363/1364 (Archivio Statale di Firenze)
Estimo della Comunità di Marciana, 1573 (Archivio Storico di Marciana)
Giovanvincenzo Coresi del Bruno, «Zibaldone di memorie», 1736
Giuseppe Ninci, «Storia dell'Isola dell'Elba», 1814
Corrispondenza e affari diversi, 1816/1823 (Archivio Storico di Marciana)
Fortunato Pintor, «Condizioni economiche dell'Elba sotto i pisani», 1898
Paolo Ferruzzi, «Testimonianze dell'edificazione religiosa dopo il Mille», 1985
Silvestre Ferruzzi, «Synoptika», 2008
La Festa della Toscana, organizzata dal Comune di Portoferraio con la collaborazione delle associazioni, è stata sospesa per il maltempo. Quindi tutte le relative manifestazioni previste per oggi domenica 29 novembre 2009 in Piazza della Repubblica sono state sospese e rimandate a data da definirsi.
Appena l’Associazione Amici di Montecristo, che collabora con il Comune di Portoferraio, sarà a conoscenza della data della prossima celebrazione, i soci e i simpatizzanti verranno pubblicamente informati.
leggo su Tenews ( domenica 29 novembre 2009 – 02.20 ) l'ennesimo comunicato della Segreteria Carlo Bensa ," esilarante " e " preoccupante " , che vuole rappresentare una realta' molto diversa dell'Elba .
Io ho sempre le porte aperte , lascio anche la macchina aperta con le chiavi nel quadro , non ho problemi di nessun tipo con nessuno , probabilmente chi sta con le porte chiuse non vuole ricevere alcune persone che lo stanno cercando .
Davvero esilarante la battuta sul " pizzo " che si dovrebbe pagare a quei 2 poveracci africani che sono presenti a volte quando si riporta il carrello del supermercato , ma io non ho nessun problema anche a mandarli via , ( " la mafia non esiste " ) .
Mi sembra che l'inciucio ci sia stato sull' indulto , a cui la Lega era contraria , ma ora con il DDL sul processo breve e l'archiviazione e prescrizione di tanti procedimenti anche retroattivamente si vuole distogliere l'attenzione dalla corruzione , concussione , falsi in bilancio depenalizzati , evasioni fiscali reali , fuga di capitali all'estero , truffe varie , per dare tutte le colpe agli stranieri , se l'Italia va male ? ( " criminalità importata di matrice extracomunitaria e clandestina " ) .
Per coerenza la Lega non dovrebbe votare il DDL sul processo breve e anzi ritirarlo , visto che lo ha presentato insieme al PDL .
In Italia c'e' bisogno che venga fatta rispettare la Legalita' , agli Italiani e agli Stranieri , altro che emergenza Sicurezza .
Tutti gli italiani vogliono andare in vacanza , ma i lavori piu' umili ormai vengono svolti dagli stranieri , la donna delle pulizie , il lavapiatti ecc. ed e' anche molto chic andare in crociera , ma anche li' , sulle navi italiane la maggior parte del personale , i camerieri , le donne delle pulizie sono stranieri , orientali , indiani , filippini , indonesiani , ecc .
Non vorrei che il risveglio dall'anestesia , per gli italiani , fosse traumatico , anche qualche economista americano , ( e non solo il sottoscrittto , lo pensa ) , parlando della crisi in tv , ( che e' appena iniziata , il peggio deve sempre venire ) , alla tv la 7 , ha detto che gli americani e anche gli europei hanno vissuto e vivono al di sopra delle proprie possibilita' , grazie al debito pubblico , in ogni cosa contera' sempre di piu' chi ha le risorse , petrolio , oro , rame , ecc. e l'Italia sicuramente non e' ai primi posti .
A proposito di " affossare l'economia e l'immagine dell’isola " attendiamo una riperimetrazione del Parco in vista di ulteriori espansioni urbanistiche di tutti i comuni elbani , tanto il Turismo non si fa con le attivita' ricettive , alberghi , r.t.a. , residence , ristoranti , ma con le case vacanza e le case popolari e l'affitto immobiliare a nero ? .
Rimaniamo in attesa di proposte concrete sul "rilancio dell'economia e dell'immagine dell'isola " , dalla Lega di Carlo Bensa , dopo il tanto proclamato decreto di uscita dal Pnat , causa di tutti i mali dell'Elba ? .
Ricordo negli anni scorsi , anche qui a Campo nell'Elba un'ordinanaza del Sindaco , che vietava la vendita degli ambulanti sulle spiaggie e nel frattempo ho scritto anche al Ministero dell'Interno per conoscere la data del ritorno al voto a Portoferraio , dopo che " il ricorso che e' stato peraltro accolto " , come da comunicato Segreteria Carlo Bensa , ma non ho ancora ricevuto risposta .
Saluti Elbani
Gimmi Ori
Un tentativo, così, per provare…
Fiamma Tricolore
[URL]http://www.verdiveneto.it/spip.php?article2997[/URL]
[URL]http://www.facebook.com/home.php?#/group.php?gid=135429904008&ref=ts[/URL]
UNA GENTILE RICHIESTA ANCHE A TE FABRIZIO :
PERCHE' NON FARE UN "VIVERE L'AMBIENTE " SU QUESTO TEMA ????
LO STESSO SI POTREBBE FARE X LE IENE
Invito per la Festa della Toscana_[COLOR=darkblue]Domenica, 29 novembre 2009 [/COLOR] a Portoferraio, in Piazza Cavour e/o Piazza della Repubblica si terrà la Festa della Toscana.
Tema del 2009: Arti, Culture, Futuro.
Orario 11.00 – 13.00 e 15.00 18.00 .
Il Comune di Portoferraio ha organizzato le Festa con la collaborazionedelle associazioni. Ha previsto, per tutta la giornata, attività artistiche delle varie associazioni (musica, danza, pittura, scultura, fotografia, teatro ) e un'animazione musicale nel pomeriggio a partire dalle ore 15. Spettacoli e proiezioni a cura delle diverse associazioni: Elba danza. Danzamania, MusicantoElba, Non Solodanza, Filarmonica Giuseppe Pietri.
Partecipano alla Festa della Toscana all'interno degli stand espositivi molteplici associazioni, fra cui l'Associazione Amici di Montecristo.
I soci e i simpatizzanti sono invitati con familiari e amici.*
[COLOR=darkblue]Associazione Amici di Montecristo [/COLOR]
L’incontro organizzato dal comitato contro i tralicci, si è svolto nel sala della provincia. Erano presenti i rappresentanti delle categorie economiche il sindaco di Rio Alto Danilo Alessi. In forze il comune di Portoferraio con due assessori Marotti e Rizzoli e il sindaco Peria che da il meglio di se come incassatore. Assenti , previsti, gli ambientalisti e il Parco. No c’era Tozzi e si può capire, magari è impegnato a Roma in qualche trasmissione. E’ stato un vero peccato, sembra che lui abbia un buon rapporto con quelli di Terna. Si capisce meno l’ assenza della direttrice del Parco Zanichelli. Si è sentita, proprio la sua assenza e soprattutto quella del suo zainetto.
Il lavoro fatto dal comitato è stato importante. Lo si è campito non solo da come era stata preparata la sala, ma anche dal riassunto fatto dal i presidente Rampini che ha ricostruito la vicenda. Alla fine della mattinata alcune cose sono apparse chiare , altre incomprensibili.
( leggi su [URL]www.Elbanotizie.it[/URL])
per le belle parole espresse nei nostri confronti!!!!
siamo le ragazze dello staff youritaly che finalmente trovano un po' di conforto dopo numerose sterili critiche infondate.
E quindi grazie di cuore da:
elisabetta pisani
martina giardini
maurizia germanà bozza
christelle mander
graziella sciacca
caterina caia
michela cianfrini
cristina conti
alice frateschi
menny turco
milena costarelli
laura gianmoena
barbara rachele bisso
marigia loglisci
luca sambuci
alessandro cappellini
cristiano nerozzi
barbara l.g. in cappellini
ludmila babiuc
GRAZIE