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113652 messaggi.

AUTOELBA.IT


da
AUTOELBA.IT


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
16:45


Attendi…

Giovanni


da
Giovanni


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
16:15

[COLOR=royalblue][SIZE=4]Riferimento per l'ELETTRODOTTO[/SIZE] [/COLOR]

Perche' non usiamo lo stesso metodo del Presidente del Parco.
Incateniamoci simbolicamente alla sua porta. !!!!
O Lui ha detto che si sarebbe incatenato a Pianosa…era meglio !!!!
BISOGNA FARE UNA MANIFESTAZIONE !!!!!!!!!!!!!!!
La sinistra ha fatto manifestazione per il canile e per tante altre cose.
Sono veramente dei vigliacchi, il canile non c'e l'hanno , ma non dicono nulla, sulla questione dei tralicci, non dicono nulla …….
Ma che uomini siete ?????????

Giovanni

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Cittadinanza onoraria


da
Cittadinanza onoraria


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
16:01

[SIZE=4][COLOR=darkblue]Daisaku Ikeda, cittadino onorario di Marciana Marina [/COLOR] [/SIZE]
[COLOR=darkred]Il potere dello spirito vincerà sul potere della spada [/COLOR]

Il Comune di Marciana Marina ha conferito ieri la cittadinanza onoraria al filosofo, saggista, presidente della Soka Gakkai Internazionale, Daisaku Ikeda. L’onorificenza è stata assegnata dall’assessore alla Cultura, Franco Giannoni e ritirata da Tamotsu Nakajima, direttore generale dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e Giovanni Littera vicedirettore dell’Istituto, durante una commovente cerimonia aperta al pubblico.
Ikeda ha inviato un messaggio di ringraziamento dal Giappone: ”.. Esprimo dal profondo del mio cuore gratitudine e accetto con umiltà questa onorificenza. Fino ad oggi ho ricevuto numerose cittadinanze onorarie da vari paesi e per questo nutro sincera gratitudine, ma fra tutte, quella odierna ha per me un valore particolare perché la vostra città vanta un profondo legame con la figura storica di Napoleone Bonaparte. Con grande interesse da giovane ho letto molti libri sulla vita di Napoleone. Tra i suoi aforismi vorrei ricordare quello che recita: Al mondo esistono solo due forze: la spada e lo spirito. Ma alla fine lo spirito ha la meglio sulla spada. E’ risaputo che anche il padre della nonviolenza, il Mahatma Gandhi, si interessò all’inclinazione di Napoleone verso la pace. Anche io, mantenendo la fede nel potere dello spirito, ho continuato a promuovere il dialogo con personalità religiose e culturali di spicco per costruire la pace nel mondo. La cosa più importante è il dialogo. Il dialogo che prosegue nonostante tutto e che crede fino alla fine nella bontà dell’essere umano. Ciò significa non abbandonare mai lo sforzo di rispettarsi a vicenda e comprendersi reciprocamente”.
Nato a Tokyo il 2 gennaio 1928, Ikeda, filosofo e saggista di fama mondiale, da 34 anni guida una delle più grandi e attive organizzazioni buddiste del mondo, la Soka Gakkai Internazionale (Organizzazione non Governativa dell’ONU) con oltre 13 milioni di aderenti in 192 Paesi.
Con l’obiettivo di diffondere la pace e il dialogo fra culture e popoli diversi, Ikeda ha costruito negli anni una rete di amicizia in tutto il mondo incontrando capi di stato ed esponenti culturali di rilievo, al di là di ogni schieramento politico e ideologico.
Ikeda ha concluso il suo saluto “esprimendo la preghiera di poter visitare di persona l’isola d’Elba, ammirata in tutto il mondo come terra ideale per il suo magnifico paesaggio”.

Foto G.Michetti

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Arch. Silvestre Ferruzzi


da
Arch. Silvestre Ferruzzi


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
14:32

SCOPERTA L'ANTICA CHIESA DI PEDEMONTE
di Silvestre Ferruzzi

Localizzazione:
latitudine Nord 42°45'45.8'', longitudine Est 10°08'30.2''
Altitudine: 460 metri

I ruderi della Chiesa di San Benedetto (Giuseppe Ninci scrisse nel 1814 che «era la chiesa parrocchiale della terra di Pomonte») sono stati rintracciati lo scorso 21 novembre per merito delle ricerche storiche condotte dall’architetto Silvestre Ferruzzi e grazie all'aiuto materiale fornito da Susanna Berti, Fausto Carpinacci, Umberto Segnini, Giuseppe Giangregorio, Sergio Galli, Angiolino Galeazzi, Giampiero Costa, Gian Mario Gentini e Davide Berti, sulla base delle preziose indicazioni avute da Giuseppe Testa, l'unico abitante di Pomonte che ricordava l'esistenza della struttura, chiamata «Chiesa della Terra». Questa chiesa, la parrocchiale dello scomparso paese medievale di Pedemonte – il più elevato di tutta l'Elba, trovandosi a circa 470 metri di altitudine – non è esattamente orientata rispetto al consueto asse simbolico est~ovest, in quanto segue una direzione nord~est/sud~ovest e sue dimensioni sono di circa 11 x 4 metri; dai pastori fu trasformata in un «caprile» modificandone non poco l'aspetto originario ed eliminando l'antica muratura in «blocage» di calce, come avvenne anche per la chiesa di San Frediano al Tròppolo. Agli stessi pastori è dovuta la particolare suddivisione interna della struttura, che risulta così essere divisa in due ambienti resi comunicanti da un'apertura centrale. Una piccola porta si apriva forse sul lato destro, verso la vallata; colpisce l'accurata lavorazione delle bozze in granito presso la spalletta absidale, dove tra l'altro si osservano numerosi frammenti delle lastre di copertura in ardesia. Nel Duecento il paese era chiamato «Pedemonte» (ossia «ai piedi del monte») e, dal Trecento, «Pomonte» (contrazione di «Pedemonte; più letteraria è la derivazione dal latino «post montem», «al di là del monte»). Alta sul contrafforte che dal Monte di Cote e dal ventoso Passo di Bergo scende verso il mare di Corsica, la «terra» (ossia il «paese», come venivano chiamati gli abitati sino al XIX secolo) di Pedemonte era localizzata lungo il pendio sudorientale chiamato ancora oggi «La Terra» (come risulta dall'Estimo marcianese del 1573), in un'area particolarmente ricca di sorgenti e castagneti. Nel fondovalle esiste il toponimo «Cafaio», di origine longobarda («gahagi», «recinto»), che virtualmente potrebbe far rimontare l'origine del paese al VI secolo. Il nome «Pedemonte», testimoniato almeno dal 1260, compare in diversi atti notarili redatti a Pisa riguardanti in questo caso le mancate donazioni di falconi da caccia che, ogni anno, i Comuni elbani dovevano fornire all'Arcivescovo pisano. Nel primo di questi documenti, redatto dal notaio Rodulfino l'8 agosto 1260, si legge che Pedemonte, insieme agli scomparsi paesi elbani di Grassula, Latrani e Montemarciale (quest'ultimo sorgeva forse sui resti della cittadella etrusca di Monte Castello a Procchio, come rilevò Remigio Sabbadini agli inizi del Novecento), era debitore di tre falconi: «…de quibus falconibus post dictam promissionem fuit postea datus unus predicto domino et ideo diminuta est predicta summa de qua promissione camerario facta constat per scedam a me Rodulfino notario rogatam et pro quibus falconibus sindicus Archiepiscopatus ceperat olim sententiam contumacie contra Comunia de Ilba de quibus falconibus contingebat Comune Marciane falcones XI et Comune de Campo falcones XI et Comune Grassule falcones III et Comune Laterani falcones III et Comune Montis Marcialis falcones III et Comune Pedemontis falcones III.» Dal numero dei tre soli falconi in debito, si evince che Pedemonte era considerato tra i paesi più piccoli dell’Elba insieme a Grassula, Latrani e Montemarciale; interessante, tra l'altro, è notare che un antico toponimo (documentato dal 1573) presente sulla sinistra orografica della vallata di Pomonte, «La Falconaia», ricordi verosimilmente una postazione dove tali falconi venivano catturati. Circa le dimensioni dell'abitato, Giovanvincenzo Coresi del Bruno scrisse nel 1739 che «secondo le vestigie era di poche abitazioni, e per conseguenza di non troppi abitanti.» Dopo meno di un secolo (1814), Giuseppe Ninci annotò invece che Pedemonte «è stata una terra assai popolata» e «le sue reliquie si veggono dietro le montagne marcianesi.»
Ma dalla documentazione medievale, in un atto del 1290 redatto dal notaio pisano Oddone Moriconi, possiamo anche ricostruire la composizione politica del Comune di Pedemonte, in cui si elencano i due sindaci Grimaldo Martini e Boninsegna Negroni, i due consoli Batto Napoleoni e Fetto Paoli, i due consiglieri Bonaguida Poloni e Gherardo di Giovanni, insieme al segretario Cecco Cagnoli. Un anno dopo, Bonetto De Orlandis, giudice e assessore del Comune di Pisa, nomina ancora una volta il paese di Pedemonte, facente parte, come altri borghi elbani, del Capitanato pisano: «Ego Bonectus de Orlandis iudex et assessor Pisani Communis cum consules et sindicos camerarios et consiliarios Communis Marciane Capoliveri Pedemontis Grassule et Rivi et Montismensalis capitanatus Ylbe sindicatus consulatus consiliaratus nomine pro ipsis Communibus…». Due toponimi presenti sulla sinistra orografica della vallata («Il Santo» e la «Grotta del Santo») evocherebbero strutture o rifugi eremitici; non a caso, in diverse località dell'Elba esiste lo stesso fenomeno etimologico (si pensi al «Santo» e alle «Piane di Santo» presso la Pieve romanica di San Lorenzo al Poggio, nonché al «Pra' di Santo» nella piana di Campo). Un settore a nord/est delle «Piane alla Terra» è chiamato «Il Frate», anche se in questo caso si tratta forse di un nome dato ad una grande roccia antropomorfa. Ma nella zona si ritrovano altri toponimi evolutisi in contesti chiesastici, documentati dal Trecento («Chiesse») e Cinquecento («Monacelle», «Aia alli Preti», «Monacesche»). Come già accennato, durante il Trecento si ha la mutazione del nome, che da «Pedemonte» si trasforma in «Pomonte». Testimonianza ne sono una serie di atti notarili del 1343 e del 1365 redatti dai notai Andrea Pupi da Peccioli e Luca di Jacobo da Vico Pisano; in essi si assiste puntualmente alla compravendita di terreni, di vigne e di abitazioni rurali, semplici mondi abbagliati dal sole che tramonta oltre la Corsica. Sappiamo così i nomi di alcuni antichi «pomontinchi» del Trecento, come Lippo di Andrea, Vannuccio e Biagino Benencasa, Fasino Blasulini, Balduccio Giunti, Viviano Pardi, Lambrosio Ristori, Saragone Socci, Barso Ubertelli e Sustana di Vannuccio. Il notaio Luca di Jacobo, nel 1365, rendiconta compravendite avvenute nel paese, firmate direttamente all'interno delle case appartenenti agli interessati: «Actum in Communi Pomontis in domo Fasini Blasulini de Pomonte presentibus Masseo Pardi de Iovi et Fasino suprascripto de Pomonte testibus ad haec rogatis…actum in Communi Pomontis in domo dicti Barsi presentibus Mactheo Benetti de Pisis et Lambrosio Ristori de Pomonte…». La popolazione di Pomonte non rimase indenne dall'epidemia di peste che nel 1349 colpì l’Italia, anno in cui furono decimati gli abitanti dell'Elba, tantoché i «pomontinchi» si ridussero al numero di 40 («Comune Pommontis remansit cum hominibus quadraginta et solvunt singulo anno Comuni Pisarum libras centum sexaginta…»); Capoliveri rimase con 169 abitanti, Campo con 50, Marciana e Poggio con 90. L'anno successivo, una sentenza del Senato di Pisa cita ancora una volta il paese: «Comune Pomontis: libras centum sexaginta denariorum pisanorum de quibus solvere teneatur supradictis dohaneriis ut supra pro sale percipiendo ab ipso Comuni libras octuaginta.» Il paese, come si evince dai citati atti notarili di Andrea Pupi (1343), possedeva uno «scaricatoio» (ossia una discarica) nel cosiddetto «Piano dei Sarghi» («Piano dei Salici»; in Corsica esiste il «Pian Sargincu»), mentre nelle vicinanze si trovava una località chiamata «Lomentata», che a giudicare dall'etimo latino («lomentum», «farina di fave») poteva indicare un'area coltivata a legumi. E ancora un toponimo fornito da Andrea Pupi («Carratigliano»), localizzato sul mare tra Chiessi e Pomonte, è ricollegabile al nome medievale «Carratello». Poco ad occidente si trovava l'assolata campagna di «Chiessi», toponimo documentato da Andrea Pupi nella forma «Chiesse» («…latus unum in terra Chiesse…»); il riferimento è inequivocabilmente alle piccole chiese (San Bartolomeo, San Frediano) che si trovavano lungo l'antico tracciato della lastricata «Via Pomontincha», come viene citata nella «Corrispondenza e affari diversi» (1816/1823), che collegava Pedemonte con Marciana. Ma il semplice misticismo della vallata non salvò le sue creature dalla fine d'ogni cosa; la distruzione, per l'antico Pedemonte, era ormai prossima. Nel 1534, Khair Ad Din – meglio noto come Ariadeno Barbarossa – distrusse il paese di Grassula sui monti di Rio, e probabilmente inferse un primo, micidiale attacco a Pedemonte, se prestiamo fede a quanto, due secoli più tardi, scrisse Giovanvincenzo Coresi del Bruno: «…si ritrovano anche le vestigie dell'altra terra situata dietro le montagne di Poggio e Marciana, opposta a Mezzogiorno, la quale è noto fosse anco questa disfatta da Barbarossa nel tempo che fece il simile a Grassera; il nome della quale è Pomonte, ovvero per montium o post montium ben è vero…». Il disastroso epilogo, la distruzione finale di Pedemonte avvenne ad opera dell'Armata turca di Torghud (italianizzato in Dragut) alleata con i Francesi contro Carlo V di Spagna e, conseguentemente, contro il granduca Cosimo I.
Marcello Squarcialupi, storico piombinese a fianco dei Medici, nel suo reportage in tempo reale scrisse che giovedì 10 agosto 1553 «…si hebbe nuova di terra che l'Armata era a Marciana e presero Marciana e Campo et ritrovaro tutti li redutti et segreti dove erano le robbe e rubbaro, abbrusciaro e saccheggiaro e presero homini e donne e figlioli…», mentre solo tre giorni dopo «…in domenica all'alba si partiro dal Capo la Vite 70 galee e passaro larghe sopra la Ferraiuola e ritornaro a Marciana, a Campo e messero in terra a far carne e rubbaro e ruinaro quel poco che ci era rimasto…». In tale occasione il vecchio Pedemonte fu spettatore della propria, straziante agonia: Giuseppe Ninci, poco meno di tre secoli più tardi, scrisse amaramente che la «terra» di Pedemonte «fu distrutta dai Turchi nel 1553 dell'era volgare». Lo storico elbano così prosegue la concitata narrazione degli eventi: «L'istesse devastazioni soffrirono Poggio e Marciana, giacché i loro abitanti che mai avevan voluto abbandonare i propri abituri si erano ritirati, veduto il pericolo, sulle dirupate cime degl'alti monti che dominano quelle terre.(…) Quindi i feroci invasori dell’Elba rimbarcatisi sopra le galere, che si erano poste a costeggiare l'isola, si portarono al sud-ovest di questa riprendendo terra nella spiaggia di Pomonte, da dove andiedero ad investire e demolire il villaggio o terra di questo nome.» Vent'anni dopo questi accadimenti, nella zona rimanevano interessanti tracce toponomastiche registrate nell'Estimo marcianese del 1573: «Scalo di Pomonte», «Saline di Pomonte» e «Passatoio». Un altro toponimo, «Valle dei Mori», sebbene antico, è stato male interpretato a fini turistici per incrementare le suggestioni circa la drammatica fine di Pedemonte: i «mori» in questione – nel termine la «o» è chiusa – corrispondono a «muri», secondo un fenomeno fonetico più volte riscontrato all'Elba (come «Morota» per «Muruta» e «Pozzo al Moro» per «Pozzo al Muro», nel Campese). Presso il fondovalle si trova la già ricordata altura del «Poio» (toponimo documentato nell'Estimo marcianese del 1573), incuneata tra due corsi d'acqua che motivarono il nome «Colle ai Dutti» (dal latino «ductus», «condotto acquifero») dato al monte sovrastante. Oggi quasi nulla rimane dell'antico paese; tra la macchia fiorita, l'occhio intravede pietre sbozzate, muri e fondamenta di povere abitazioni. In alto, nel silenzio dell'azzurro, volteggiano falchi e nuvole luminose spinte dal maestrale, mentre il mare lontano inonda di luce dorata ogni cosa. Questa è l'eredità di Pedemonte.

FONTI STORICHE:
Atto notarile di Rodulfino, 1260 (Archivio Arcivescovile di Pisa)
Atti notarili di Andrea Pupi, 1343 (Archivio Statale di Pisa)
Provvisioni del Senato Pisano, 1350 (Archivio Statale di Pisa)
Provvisioni del Senato Pisano, 1361 (Archivio Statale di Pisa)
Atti notarili di Luca di Jacobo, 1363/1364 (Archivio Statale di Firenze)
Estimo della Comunità di Marciana, 1573 (Archivio Storico di Marciana)
Giovanvincenzo Coresi del Bruno, «Zibaldone di memorie», 1736
Giuseppe Ninci, «Storia dell'Isola dell'Elba», 1814
Corrispondenza e affari diversi, 1816/1823 (Archivio Storico di Marciana)
Fortunato Pintor, «Condizioni economiche dell'Elba sotto i pisani», 1898
Paolo Ferruzzi, «Testimonianze dell'edificazione religiosa dopo il Mille», 1985
Silvestre Ferruzzi, «Synoptika», 2008

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OSSERVATORE RESIDENTE


da
OSSERVATORE RESIDENTE


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
13:18

X GIULIO E PORTOFERRAIESE . NEL CENTRO STORICO MOLTI CITTADINI DI P.F. SE NE FREGANO DELLE REGOLE CHE NOI ABITANTI DOVREMMO RISPETTARE, ESEMPIO POSTI X DISABILI DAVANTI ALLA FERRAMENTA CELEBRINI USATO COME PARCHEGGI X ANDARE AL BAR KURSAL X VEDERE LE PARTITE O A BERE.POCHI TENGONO CURA DEI PROPRI IMMOBILI SIA I COMMERCIANTI CHE I PRIVATI , VEDI LE FACCIATE ,MURI , PORTONI ,CAVI TV , CONTATORI ACQUA ECC.. POI NELLA PICCOLA ZONA PEDONALE CI PASSANO AUTO E MOTORINI SENZA PROBLEMA . SI PARCHEGGIA DOVE CAPITA, CARTACCE CHE VOLANO DAI FINESTRINI DELLE AUTO, RAGAZZINI CHE SI DIVERTONO A DEGRADARE LA CITTA CON VANDALISMO. RICCORDO AI CITTADINI DI P.F. CHE NEL CENTRO STORICO PASSA CIRCA 50 VOLTE AL GIORNO IL MINI BUS GIALLO CHE VIAGGIA QUASI VUOTO. TUTTI VANNO IN CENTRO CON LE AUTO. SE UTILIZZATO IL BUS POTREMMO EVITARE PROBLEMI DI PARCHEGGIO NEL CENTRO. IO PENSO CHE GLI AMMINISTRATORI HANNO LE LORO COLPE ,MA NOI CITTADINI DOBBIAMO CAMBIARE MENTALITA. BISOGNA ESSERE PIU ATTENTI AI PROBLEMI E COLLABORARE PER MIGLIORARE TUTTA LA CITTA.

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Associazione Amici di Montecristo


da
Associazione Amici di Montecristo


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
13:13

[SIZE=3] RIMANDATA LA FESTA DELLA TOSCANA [/SIZE]

La Festa della Toscana, organizzata dal Comune di Portoferraio con la collaborazione delle associazioni, è stata sospesa per il maltempo. Quindi tutte le relative manifestazioni previste per oggi domenica 29 novembre 2009 in Piazza della Repubblica sono state sospese e rimandate a data da definirsi.
Appena l’Associazione Amici di Montecristo, che collabora con il Comune di Portoferraio, sarà a conoscenza della data della prossima celebrazione, i soci e i simpatizzanti verranno pubblicamente informati.

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Per Destra


da
Per Destra


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
12:48

Ebbene si … Fini ha dato dello stronzo a chi mette in difficolta l'integrazione dei bambini stranieri nelle scuole , chi fa sentire diversi …come una colpa a prescindere …non essere Italiano ….,Caro amico mio i compagni di scuola dei miei figli sono tutti bambini meravigliosi …che arricchiscono la loro vita Stranieri e non … Quindi se ti consideri uno Stronzo perchè quando vedi un bambino straniero non vedi in lui un bambino ma una minaccia per la tua Italianità Bè … Approvo !!!!!!!

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" esilarante " e " preoccupante "


da
" esilarante " e " preoccupante "


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
12:48

Caro Direttore ,

leggo su Tenews ( domenica 29 novembre 2009 – 02.20 ) l'ennesimo comunicato della Segreteria Carlo Bensa ," esilarante " e " preoccupante " , che vuole rappresentare una realta' molto diversa dell'Elba .
Io ho sempre le porte aperte , lascio anche la macchina aperta con le chiavi nel quadro , non ho problemi di nessun tipo con nessuno , probabilmente chi sta con le porte chiuse non vuole ricevere alcune persone che lo stanno cercando .
Davvero esilarante la battuta sul " pizzo " che si dovrebbe pagare a quei 2 poveracci africani che sono presenti a volte quando si riporta il carrello del supermercato , ma io non ho nessun problema anche a mandarli via , ( " la mafia non esiste " ) .
Mi sembra che l'inciucio ci sia stato sull' indulto , a cui la Lega era contraria , ma ora con il DDL sul processo breve e l'archiviazione e prescrizione di tanti procedimenti anche retroattivamente si vuole distogliere l'attenzione dalla corruzione , concussione , falsi in bilancio depenalizzati , evasioni fiscali reali , fuga di capitali all'estero , truffe varie , per dare tutte le colpe agli stranieri , se l'Italia va male ? ( " criminalità importata di matrice extracomunitaria e clandestina " ) .
Per coerenza la Lega non dovrebbe votare il DDL sul processo breve e anzi ritirarlo , visto che lo ha presentato insieme al PDL .
In Italia c'e' bisogno che venga fatta rispettare la Legalita' , agli Italiani e agli Stranieri , altro che emergenza Sicurezza .
Tutti gli italiani vogliono andare in vacanza , ma i lavori piu' umili ormai vengono svolti dagli stranieri , la donna delle pulizie , il lavapiatti ecc. ed e' anche molto chic andare in crociera , ma anche li' , sulle navi italiane la maggior parte del personale , i camerieri , le donne delle pulizie sono stranieri , orientali , indiani , filippini , indonesiani , ecc .
Non vorrei che il risveglio dall'anestesia , per gli italiani , fosse traumatico , anche qualche economista americano , ( e non solo il sottoscrittto , lo pensa ) , parlando della crisi in tv , ( che e' appena iniziata , il peggio deve sempre venire ) , alla tv la 7 , ha detto che gli americani e anche gli europei hanno vissuto e vivono al di sopra delle proprie possibilita' , grazie al debito pubblico , in ogni cosa contera' sempre di piu' chi ha le risorse , petrolio , oro , rame , ecc. e l'Italia sicuramente non e' ai primi posti .

A proposito di " affossare l'economia e l'immagine dell’isola " attendiamo una riperimetrazione del Parco in vista di ulteriori espansioni urbanistiche di tutti i comuni elbani , tanto il Turismo non si fa con le attivita' ricettive , alberghi , r.t.a. , residence , ristoranti , ma con le case vacanza e le case popolari e l'affitto immobiliare a nero ? .
Rimaniamo in attesa di proposte concrete sul "rilancio dell'economia e dell'immagine dell'isola " , dalla Lega di Carlo Bensa , dopo il tanto proclamato decreto di uscita dal Pnat , causa di tutti i mali dell'Elba ? .
Ricordo negli anni scorsi , anche qui a Campo nell'Elba un'ordinanaza del Sindaco , che vietava la vendita degli ambulanti sulle spiaggie e nel frattempo ho scritto anche al Ministero dell'Interno per conoscere la data del ritorno al voto a Portoferraio , dopo che " il ricorso che e' stato peraltro accolto " , come da comunicato Segreteria Carlo Bensa , ma non ho ancora ricevuto risposta .
Saluti Elbani

Gimmi Ori

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WWW.LA DESTRA INFO


da
WWW.LA DESTRA INFO


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
9:26

Fini e gli stronzi
Pubblicato da admin in Opinione il 27 novembre 2009Salve, sono un “stronzo”, o almeno, ho scoperto di essere tale da quando la terza carica dello Stato, l’arrampicatore sociale per eccellenza, Gianfranco Fini, ha deciso per un giorno di fare il borgataro, mettersi un paio di jeans e dire parolacce.
A ben vedere non sono l’unico, di stronzo, più o meno tutti lo sono nel partito in cui milito, la Fiamma Tricolore erede di quel Movimento Sociale Italiano di cui molti, soprattutto a destra, vorrebbero spegnere la fiamma, oppure rivalutarla a proprio uso e consumo dopo che non sono riusciti a farla morire (o relegarla in qualche armadio delle proprie miserie umane e delle proprie vergogne), il che è anche peggio.
Dicevamo “stronzi”. Giusto.
Le parole di Fini, il politico buono per rassicurare le paure e le fobie borghesi ed inorgoglire i conservatori doc ed ogni colonnello in pensione che si rispetti, hanno turbato la “destra”. Chi si interroga, chi si è offeso.Io, sinceramente, mi sento abbastanza sereno, come credo i miei camerati, non essendo ancora rimasto folgorato sulla via della teologia anti-nazionale, anzi mi tengo la dotta dizione finiana “stronzo” e me ne frego.
È la mia spiccata sensibilità da “male assoluto” che me lo impone, quasi antropologicamente.
Mi preoccupano invece i troppi miei connazionali che hanno ormai smarrita la capacità di guardare il potere negli occhi e non riescono manco più a riconoscerlo.
E per loro è bell’apparecchiato il teatrino degli schematismi: immigrati tutti demoni o immigrati tutti angeli. Non se ne esce.
La realtà è un’altra: non si può affrontare il problema dell’immigrazione a suon di stronzate.
L’appartenenza non è una patente a punti; l’ottenimento della nazionalità non può considerarsi alla stregua della sottoscrizione di un abbonamento al cinema. Solo lo spirito mercantile imperante può concepirlo in tal guisa: ci sono da fare un sacco di affari, bisogna fare in fretta!
L’immigrazione è una mannaia che quando si abbatte sui popoli crea disastri sia dalla parte di chi emigra sia da quella di chi accoglie. Impoverisce tutti…a parte chi maneggia la mannaia.
E allora si tratta di capire ed individuare di chi è la mano che regge la mannaia.
Ed è un bel comitato d’affari, che arruola esponenti politici, economici, confessionali e tecnocrati: si chiama MONDIALISMO!
Mondialismo che è il rovesciamento del concetto di Impero, che è anti-Tradizione e di cui la GLOBALIZZAZIONE rappresenta solo l’aspetto economico-sociale-finanziario, perché il fine è il mercante che vuole divenire nuovo “imperatore”!.
La Fiamma lo denuncia da sempre, ma è battaglia che porta pochi voti…meglio urlarsi addosso quattro slogan, sapete, nel piatto dell’immigrazione ci mangiano in tanti…
Noi però siamo sempre irremovibilmente per la Comunità Organica di Destino, per il Popolo e per la Nazione, per l’identità e per la diversità, contro l’internazionalismo e l’omologazione, contro l’intolleranza egualitarista che porta ingiustizia, contro l’usura e l’alta finanza apatride.
Ah, dimenticavo…una soluzione?
Tagliare il business sull’immigrazione. Dirottiamo l’otto per mille della chiesa cattolica (che va in gran parte alla Caritas) e il 5 per mille delle organizzazioni che si occupano d’accoglienza (tutto l’indotto che vive del disagio dell’immigrazione) verso progetti governativi bilaterali di cooperazione, studio e sviluppo coi Paesi di provenienza, per creare prospettive di crescita nel luogo d’origine e/o vincolando parte dei contributi di chi lavora in Italia alla realizzazione di investimenti inalienabili in patria.

Un tentativo, così, per provare…
Fiamma Tricolore

Attendi…

la torre


da
la torre


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
9:08

Era una buia giornata di novembre, il lungomare era vuoto e silenzioso.
Camminavo assorto nei miei pensieri. Quando arrivai sotto la scaletta che sale alla torre, mi accorsi, che la porta della torre ed il cancello erano aperti. Piano, piano salii le scale e arrivato davanti la porta chiesi: c’è nessuno? Nessuna risposta. Entrai la stanza era a forma cilindrica con un’apertura al centro che arrivava molto in basso, vidi due persone ,che come in mezzo ad una nebbiolina, camminavano verso una porta. Gli abiti erano strani, pantaloni larghi sembravano di pelle, stivali sotto il ginocchio una casacca rossa scarlatta e sopra una specie di gilet in maglia di ferro in testa un elmo con il paranaso. Raggiunsi la porta, che i due avevano appena varcato e dietro c’era una stretta scala a chiocciola. Raggiunta la fine della scala una stretta apertura dava verso l’esterno. La superai e mi trovai sulla sommità della torre. Vidi quello che doveva essere il cambio della guardia. Infatti i due, che avevo visto nella stanza di sotto, stavano prendendo il posto di altri due. Mi guardai intorno. Al centro dello spiazzo c’era una catasta di legna,forse pronta alle segnalazioni in caso di avvistamenti dal mare. Un braciere ardeva, la vicino, con due torce infilate tra le fiamme. I due guardiani erano intenti a scrutare il mare. Scesi di nuovo le scale ed andai verso la seconda apertura della stanza. Dopo una tortuosa discesa mi trovai a livello mare, da quella parte non c’era niente. Risali e usci dalla costruzione, vidi un’auto tornare verso il paese. Mi svegliai, era stato tutto un sogno. Ma mi chiedo quando potremo davvero visitare la torre.

Attendi…

gruppo no tralicci terna


da
gruppo no tralicci terna


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
7:56

Un recente studio, promosso dalla "Divisione ambiente ed energia del Parlamento Europeo" , mette in evidenza ulteriori rischi legati agli elettrodotti ad alta tensione.
Di seguito inoltro il link tramite il quale leggere un articolo su questo tema.

[URL]http://www.verdiveneto.it/spip.php?article2997[/URL]

[URL]http://www.facebook.com/home.php?#/group.php?gid=135429904008&ref=ts[/URL]

Attendi…

X Giulio


da
X Giulio


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
7:21

Hai perfettamente ragione, bisogna che qualcuno prenda in mano la situazione, certo non il Lungo come lo chiami te, anche perchè ha dei consiglieri!! Te li raccomando.
Allora se noi abitanti del centro e i commercianti cominciassimo a far sentir fortemente le nostre voci forse qualcosa cambierebbe, ma purtroppo quelli di Pza Cavour vogliono il traffico aperto, queli d P/za della Repubblica lo vogliono chiuso… e il risultato che il lungo e l'altro importato da Budrio ci sguazzano, e fanno come li pare. Inca…..moci una buona volta ma TUTTI INSIEME

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ELETTRODTTO INTERRATO


da
ELETTRODTTO INTERRATO


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
6:00

A GENTILE RICHIESTA DI CHI C'ERA ALLA RIUNIONE DELL'ELETTRODOTTO E HA VISTO LA FOTO DEL GOLFO DI PORTOFERRAIO RIELABORATA CON ALCUNI DEI PILONI (SOLO 7 SU 24 )
SI POTREBBE PUBBLICARE DIRETTAMENTE LA FOTO ?
NON SO CHI CE L'HA ,SE TELETIRRENO O…..MA E' IMPORTANTE CHE VENGA PUBBLICATA DIRETTAMENTE LA FOTO PERCHè QUELLA CHE CORREDA L'ARTICOLO DI TENEEWS E' POCO CHIARA LA GENTE FORSE VEDENDO CHE SCHIFO VERRA' , SE NON SI RIESCE A FARE QUALCOSA IN TEMPO INCOMINCERA' A ESSERE PIU' PARTECIPE .

UNA GENTILE RICHIESTA ANCHE A TE FABRIZIO :
PERCHE' NON FARE UN "VIVERE L'AMBIENTE " SU QUESTO TEMA ????

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ELETTRODOTTO NO AEREO


da
ELETTRODOTTO NO AEREO


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
5:54

VOGLIO DIRE A MARINI CHE IO IL GABIBBO L'HO CHIAMATO PER LA STORIA DELL'ELETTRODOTTO MA MI HANNO RISPOSTO CHE HANNO TANTISSIME RICHIESTE E CHE NON SANNO SE POTRANNO VENIRE FORSE SE FACCIAMO LA STESSA RICHIESTA IN TANTI C'E' QUALCHE SPERANZA IN PIU'
MI RIVOLGO AL NUMEROSO GRUPPO DI FACEBOOK
PERCHE' VADA SUL SITO DI STRISCIA E FACCIA LA RICHIESTA DI INTERVENTO

LO STESSO SI POTREBBE FARE X LE IENE

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DICO Informa


da
DICO Informa


pubblicato il 29 Novembre 2009

alle
5:51

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GIULIO


da
GIULIO


pubblicato il 28 Novembre 2009

alle
18:22

Il Lungo dice: "L'inizio della decadenza del centro storico di Portoferraio è iniziato quando si è cominciato a spostare le funzioni tradizionali (???)".
Mah?!?
A me sembra che sia inziato grossomòdo da quando lui è stato eletto sindaco per la prima volta…
Fra poco, in centro ci rimarranno solo quelli del comitato antimusica…
E comunque, se aspettiamo che 'l problema del centro storico lo risolva 'l Lungo, hai voglia a be' òva…ci viene 'n collo come 'no struscìno…
Lui vive sulla su' nuvoletta rosa…ci empie 'l cervello di discorsi…
Se qualcuno 'un gli mòlla du' urli nell'orecchi a fallo casca' di sotto pe' vede' se si sveglia 'n po'…è 'n bel casino…
🙂

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meglio col gommone


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meglio col gommone


pubblicato il 28 Novembre 2009

alle
17:23

COMPLIMENTI A TOREMAR:
VISTO CHE IL BIGLIETTO LO PAGHIAMO ANCHE BENE, VISTO CHE GLI ORARI LI FATE COME C…. VI PARE, NON DICO DI METTERCI IL TAPPETO ROSSO SULL'INGRESSO DELLA NAVE, MA ALMENO NEL BAGNO UN PO' DI SAPONE E UN CENCIACCIO PE' ASCIUGASSI, E CHE CA..O!!!! SCUSATE LO SFOGO!!!!! MA NON E' LA PRIMA VOLTA, E NEMMENO LA SECONDA!!!!! ALTRO CHE INFLUENZA SUINA, SE IL VIRUS PASSA DA QUESTE NAVI SCAPPA PRIMA LUI!!!!!

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FESTA DELLA TOSCANA


da
FESTA DELLA TOSCANA


pubblicato il 28 Novembre 2009

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16:45

[SIZE=4][COLOR=darkblue]AMICI DI MONTECRISTO [/COLOR] [/SIZE]
[COLOR=darkred]A tutti i soci e simpatizzanti [/COLOR]

Invito per la Festa della Toscana_[COLOR=darkblue]Domenica, 29 novembre 2009 [/COLOR] a Portoferraio, in Piazza Cavour e/o Piazza della Repubblica si terrà la Festa della Toscana.
Tema del 2009: Arti, Culture, Futuro.
Orario 11.00 – 13.00 e 15.00 18.00 .
Il Comune di Portoferraio ha organizzato le Festa con la collaborazionedelle associazioni. Ha previsto, per tutta la giornata, attività artistiche delle varie associazioni (musica, danza, pittura, scultura, fotografia, teatro ) e un'animazione musicale nel pomeriggio a partire dalle ore 15. Spettacoli e proiezioni a cura delle diverse associazioni: Elba danza. Danzamania, MusicantoElba, Non Solodanza, Filarmonica Giuseppe Pietri.
Partecipano alla Festa della Toscana all'interno degli stand espositivi molteplici associazioni, fra cui l'Associazione Amici di Montecristo.
I soci e i simpatizzanti sono invitati con familiari e amici.*

[COLOR=darkblue]Associazione Amici di Montecristo [/COLOR]

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Elbanotizie


da
Elbanotizie


pubblicato il 28 Novembre 2009

alle
16:41

[SIZE=4][COLOR=darkblue]UNITI CONTRO TUTTI GLI SCEMPI [/COLOR] [/SIZE]

L’incontro organizzato dal comitato contro i tralicci, si è svolto nel sala della provincia. Erano presenti i rappresentanti delle categorie economiche il sindaco di Rio Alto Danilo Alessi. In forze il comune di Portoferraio con due assessori Marotti e Rizzoli e il sindaco Peria che da il meglio di se come incassatore. Assenti , previsti, gli ambientalisti e il Parco. No c’era Tozzi e si può capire, magari è impegnato a Roma in qualche trasmissione. E’ stato un vero peccato, sembra che lui abbia un buon rapporto con quelli di Terna. Si capisce meno l’ assenza della direttrice del Parco Zanichelli. Si è sentita, proprio la sua assenza e soprattutto quella del suo zainetto.

Il lavoro fatto dal comitato è stato importante. Lo si è campito non solo da come era stata preparata la sala, ma anche dal riassunto fatto dal i presidente Rampini che ha ricostruito la vicenda. Alla fine della mattinata alcune cose sono apparse chiare , altre incomprensibili.

( leggi su [URL]www.Elbanotizie.it[/URL])

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per Giovanni


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per Giovanni


pubblicato il 28 Novembre 2009

alle
12:59

Grazie Giovanni,

per le belle parole espresse nei nostri confronti!!!!
siamo le ragazze dello staff youritaly che finalmente trovano un po' di conforto dopo numerose sterili critiche infondate.
E quindi grazie di cuore da:
elisabetta pisani
martina giardini
maurizia germanà bozza
christelle mander
graziella sciacca
caterina caia
michela cianfrini
cristina conti
alice frateschi
menny turco
milena costarelli
laura gianmoena
barbara rachele bisso
marigia loglisci
luca sambuci
alessandro cappellini
cristiano nerozzi
barbara l.g. in cappellini
ludmila babiuc

GRAZIE

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