CAMPIGLIA. Le liste civiche Comune dei Cittadini (Campiglia), Uniti per Suvereto e Forum San Vincenzo intervengono con un comunicato congiunto in merito ai debiti dell'Asa. Senza mezzi termini vi si afferma che «come consuetudine, sull' Asa i sindaci ammettono solo quello che sono costretti a dire, confermando la linea che è meglio tacere che informare». Si prosegue: «A difendere Asa sono rimasti solo loro e pur di difenderla sono disposti a rinunciare a importanti entrate che potrebbero destinare ai servizi per i cittadini, procurando danni ai bilanci».
Secondo le liste civiche il debito dell'Asa per i mancati pagamenti di canoni ai Comuni superebbe, nella sola Val di Cornia, la somma di Euro 4,6 milioni, così ripartiti: Piombino 3.005.230 euro, Campiglia 1.085.000, Suvereto 276.590, San Vincenzo 266.980, Sassetta 49.000. L'attacco viene sferrato non solo riguardo alla proroga dei pagamenti ("per finanziare opere che, probabilmente, serviranno ad aumentare i consumi idrici anziché il risparmio"), concessa fino al giugno del 2011, ma soprattutto per la ipotizzata ulteriore, gigantesca, dilazione. «Chiediamo – si legge – se davvero i sindaci hanno concesso un'ulteriore dilazione dei canoni che Asa dovrà corrispondere da qui al 2026, in deroga ai contratti sottoscritti per la gestione del servizio e ipotecando così un futuro lunghissimo». E tutto questo avverrebbe nonostante il dato che la tariffa base del consumo domestico sia aumentata del 6,95% nel 2010 e del 59,51% negli ultimi 8 anni.
Vengono quindi chieste ai sindaci spiegazioni, «a maggior ragione di fronte agli amministratori dell'Asa che dichiarano di aver chiuso gli ultimi due bilanci con saldi decisamente in attivo». A conclusione, viene fatto notare che delle decisioni in materia i consigli comunali sono stati tenuti rigorosamente all'oscuro, ragion per cui si propone di «tornare alla gestione pubblica dell'acqua».