DA [URL]WWW.TENEWS.IT[/URL]
copio un articolo da poco messo in internet dal sito di Teleelba.
La direttrice del Parco, a nostre precise domande su Camminando camminando non ha ancora risposto. pero' a Chillè si. Direttore ci vuole dire che tipo di ritorno a avuto il valking festival? quale vantaggio abbiamo avuto da questa manifestazione!
[SIZE=4][COLOR=darkblue]IL PARCO, LE NOTIZIE E LA PUBBLICITA' IN TELEVISIONE UNA LETTERA DELLA DIRETTRICE DEL PNAT E LA NOSTRA RISPOSTA [/COLOR] [/SIZE]
Poche righe per dovere di informazione. Scorrendo gli articoli di Tenews di ieri 19 agosto si trova una lettera-commento relativo all’annuncio di qualche giorno fa a firma di Paolo Chillè sull’esigenze di autopromozione delle istituzioni che chiedono alla stampa supporto gratuito. L’immagine utilizzata per sancire tale abitudine si riferisce all’evento di apertura del Festival del Camminare 2009, avvenuto agli inizi del mese di aprile, con l’intervento di Giobbe Covatta sulle Fortezze di Portoferraio. Per promuovere quell’evento e alcuni altri del Festival, iniziativa inaugurata all’Elba proprio nel 2009, il Parco Nazionale aveva pagato 3600 euro alla società Scoop con provvedimento n. 180 del direttore. Ciò è avvenuto in stretto accordo con l’allora direttore di Apt che, a sua volta aveva pagato altrettanto (50% a soggetto pubblico) per garantire un’adeguata promozione con passaggi video. Si trattava di favorire la comunicazione per lanciare l’ecoturismo in bassa stagione. Nel 2010 questi soldi non c’erano nella disponibilità del budget del Parco ne’ in quello dell’Apt. Pertanto, stante la mancanza di fondi, non è stato possibile assecondare la richiesta della società e quindi il lancio e la promozione video non sono state realizzate. Ne siamo stati consapevoli e abbiamo cercato di trovare qualche ripiego per far emergere comunque gli eventi nell’interesse del territorio.
Per quanto riguarda il diritto dei cittadini ad essere informati sulle attività istituzionali è
invece evidente che ciò rappresenti una condizione auspicabile e gli organi di informazione dovrebbero esercitare tale dovere.
Il Parco diffonde regolarmente comunicati stampa per informare sulle attività istituzionali che possono avere un riscontro per il pubblico. Li invia tramite una mailing list a tutte le testate che operano in zona; per le iniziative a maggiore rilievo le comunica anche a livello nazionale. Gli organi di informazione che valutano tali avvisi come notizie significative per la pubblica opinione, le pubblicano; chi pensa invece che le comunicazioni inviate dall’ente pubblico siano invece pura promozione al pari di quello che fanno le aziende private, può decidere diversamente.
Franca Zanichelli, direzione PNAT
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La gentile direttrice del Parco ha scorto dentro l’immagine che raffigura del sito di Teletirreno una foto che la ritrae con Giobbe Covatta nel giorno della inaugurazione. E fa bene a precisare che quella iniziativa fu debitamente promossa con gli spazi e i modi opportuni e corretti, e infatti fu seguita in modo minuzioso (escursioni a Capraia comprese) con lancio e video. Non c’è alcuna malizia nella scelta dell’immagine, che fa parte del nostro archivio fin dall’attivazione del sito (anzi, per pigrizia è l'unica archiviata sotto la voce sito). Risale a molti mesi fa, ed è stata posta a corredo di una lettera molto bella sulle “voci di libertà”.
La direttrice non deve pensare che ci riferiamo al parco – né ad altri in particolare – nel discorso che abbiamo fatto e che tanto ha suscitato curiosità. E sappia ci sono chiarissimi i doveri che attengono all’attività d’informazione, e del loro rispetto comunque rispondiamo ai lettori prima che alla pubblica amministrazione.
Detto questo, il problema non si sposta di un millimetro, ed è davvero molto semplice, lineare e trasparente, però lo ripetiamo: daremo le notizie, e seguiremo gli eventi che ci sembrano interessanti per i lettori, ma non possiamo garantire più la copertura di ogni singola attività che si svolga su quest’isola per iniziativa degli enti pubblici, i quali se vogliono hanno i mezzi per investire sulla comunicazione (e sarebbero tenuti a farlo) fuori dagli spazi dei notiziari, regolati solo dal (nostro) criterio della notizia.
A proposito – e sia chiaro che qui non c’entra niente il direttore o il Parco – la vendita di spazi pubblicitari non è una cosa di cui vergognarsi. Noi ne siamo fieri anche perché ci consente di dare un servizio che ai nostri spettatori non costa niente. Non c’è davvero spazio per riflessi faziosi o forzature: la pubblicità o i banner non sono cosa brutta se riguarda Teletirreno, e invece e alta nobile se coinvolge altre testate, magari solo perché queste si sono auto-assegnate una missione storica o politica o morale. Noi andiamo avanti, pure fra tante difficoltà, ma con orgoglio.