Quindi non vi è alcuna disposizione in merito ne in negativo ne in positivo.
e p.c. Al Sig. Sindaco del Comune DI CAPOLIVERI[/COLOR]
Oggetto: – [COLOR=darkred]Bonifica e Pulizia Fossi [/COLOR]
In riferimento a quanto in oggetto, il sottoscritto con la presente, intende portare a conoscenza (per quel che lo riguarda), che il fosso “Val di Carpisi” che nasce al buraccio e
sfocia nella parte sud della spiaggia del Lido, si trova in condizioni di totale abbandono, invaso da rovi e anche da piante tipo pioppi, che specie nella parte bassa e pianeggiante del Lido, sono nate non solo lungo gli argini, ma anche nel letto dello stesso, ostacolando notevolmente il regolare flusso delle acque; come già evidenziato durante l’ultimo temporale del 14 agosto scorso. – Poichè detto fosso è fortemente a rischio , in memoria di quanto accaduto negli anni passati piu’ volte esondato causando notevoli danni a strutture e abitazioni limitrofe; a parere del sottoscritto, abbisogna urgentemente di interventi di ripulitura con l’asporto di rovi e piante, e specie nella parte bassa e pianeggiante che va dal Ponte della strada per le Calanchiole alla foce, abbisogna anche di interventi sul letto stesso, ripulendolo dai detriti che vi si sono depositati, diminuendo così la normale portata e deflusso dello stesso. Siccome i temporali e le precipitazioni atmosferiche, non aspettano le procedure burocratiche, Vi prego voler provvedere urgentemente ad un sopralluogo a verifica che quanto esposto è veritiero (questo non costa niente), e quindi procedere agli interventi del caso, onde evitare che possono accadere episodi di pericolo o peggio danni a persone e cose, responsabilità, che naturalmente non intervenendo nei modi e tempi idonei
non potrebbero che ricadere sull’Ente responsabile predisposto alla gestione e bonifica, e quindi sui soggetti dirigenziali.
Tanto mi ritenevo in dovere comunicarVi, nell’interesse di tutti, spero e sono certo che questa mia sia considerata giustamente con il carattere di urgenza, e che chi di dovere si attivi in proposito.
Con osservanza
[COLOR=darkblue]Messina Giuliano [/COLOR]
ATTENDO RISPOSTA QUANTOMENO SCRITTA PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI – GRAZIE
Si tratta di mera stupidità, di disinteresse totale verso le necessità del popolo al quale sempre si richiamano i soloni dagli stipendi assicurati a vita, a volte milionari in euro.
bruno paternò
Da anni sosteniamo che risolvere il problema della raggiungibilità dell’Elba è prioritario rispetto a tutto il resto e riveste un’importanza fondamentale per il futuro della nostra industria turistica e, quindi, per il reddito e il livello di vita nostro e dei nostri figli.
Purtroppo, l’interazione tra la pessima gestione della compagnia pubblica e la presenza di una sola compagnia privata ha prodotto, col tempo, la nascita di un regime di sostanziale monopolio nel mercato dei collegamenti marittimi per l’Elba.
Questo regime ha fatto sì che le tariffe dei traghetti per l’Elba diventassero (almeno nel rapporto costo-miglia percorse) tra le più care d’Europa e dunque del mondo. E il “caro traghetti” è stato probabilmente il più importante tra i fattori che hanno determinato una progressiva erosione delle presenze turistiche da 8-9 anni a questa parte. Tra l’altro, questa erosione ha penalizzato particolarmente le fasce più deboli, che sono anche quelle che maggiormente si indirizzano verso il turismo all’aria aperta.
Per questo, riteniamo doveroso sostenere la manifestazione promossa dal comitato di Bruno Paternò e Gimmi Ori contro il caro traghetti, mercoledì prossimo, e invitiamo i nostri associati a partecipare. Per sensibilizzare tutti su una questione che è di vitale importanza per il futuro della nostra economia.
Faita Toscana
sede dell'Elba
Sembra proprio che sia entrata in voga la moda “dell’occultamento di cadavere”, abbiamo preso in prestito questa frase usandola in chiave satirica per dire come le amministrazioni e altri organi istituzionali, quando messi di fronte allo spreco di denaro pubblico , per mettere a tacere le critiche ed i criticoni, tendano a far scomparire la prova del reato.
Ricordiamo una ruspa abbandonata in una cava di Colle reciso di proprietà del comune di Portoferraio, che dopo una denuncia ed una documentazione televisiva scomparve dalla vista di tutti andando a finire probabilmente in qualche discarica del Buraccio………
Ma il fiore all’occhiello è di questa settimana quando è stata firmata la pena di morte per gli ormai famosi pulmini elettrici “Pollicino” che dopo le reiterate critiche sul loro degrado e abbandono all’interno della ex Gdf , sono stati ritirati, per l’esecuzione della pena capitale, dalla ditta Bastiano ( chiaramente a pagamento ) la condanna si dice sia stata firmata dai responsabili che li avevano in carico.
Ma facciamo un po di cronistoria di questi pulmini ecologici “Pollicino”
In origine ne arrivarono all’Elba ben cinque [COLOR=darkred]che nel 2001 erano valutati 102 milioni di lire (52.678,60 euro) cadauno per un totale di 263.390€ (510 mil. vecchie lirette ) [/COLOR] , i mezzi elettrici furono distribuiti, non sappiamo con quali clausole, a Capoliveri, Marciana Marina , uno nel versante del Riese ed uno probabilmente avrebbe servito Portoferraio.
La ditta demolizioni ne ha già ritirati quattro, i due del piazzale ex Gdf , uno posteggiato presso una grossa azienda meccanica delle antiche Saline a cui veniva pagato da lungo tempo il rimessaggio , ed un altro probabilmente proveniente dal versante del riese . Ne manca solo uno all’appello che sarà ritirato a breve, attualmente ci dicono trovarsi sotto una tettoia pericolante all'interno del cantiere dei rifiuti di marciana marina .
Ma perché questa richiesta di distruzione? Troppo costosi? Guasti non recuperabili? Non si poteva cederli ad altri paesi? ( i contachilometri segnano più o meno diecimila chilometri )
Non vogliamo fare conti a quanto ammonta il valore commerciale dei mezzi consegnati al boia e nemmeno i costi del ritiro e della "Rottamazione" , questi spetteranno a chi di dovere , la nostra amarezza è solo nel constatare come viene amministrato un patrimonio pubblico teso salvaguardare l'ambiente , qualcuno ha parlato di enti inutili noi non lo crediamo Enti importanti come i Parchi potrebbero essere veramente utili se in alcuni casi non fossero dannosi per l'immagine e l’economia del paese che li ospita.
Adesso manca solo di far rottamare la famosa barca spazzamare [COLOR=darkred](costo stimato , si dice, dai 600mila € a 800mila €) [/COLOR] gettata nei cantieri navali di P.Ferraio , anch’essa donata al Pnat dal ministero dell’Ambiente, così da mettere a tacere tutte quelle malelingue che osano affermare che siamo in mano all'ultimo padrone….
G.d.C 🙁

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Alla luce delle nuove modifiche entrate in vigore dal 13 agosto corrente anno, la norma sull'uso delle cinture di sicurezza resta in maggiorparte invariata, a seconda del veicolo occupato bisogna attenersi solo e comunque alle disposizioni dell'art 172 CDS.
1. Il conducente e i passeggeri dei veicoli della categoria L6e, dotati di carrozzeria chiusa, di cui all’articolo 1, paragrafo 3, lettera a), della direttiva 2002/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 marzo 2002, e dei veicoli delle categorie M1, N1, N2 e N3, di cui all’articolo 47, comma 2, del presente codice, muniti di cintura di sicurezza,(2)(4) hanno l'obbligo di utilizzarle in qualsiasi situazione di marcia. I bambini di statura inferiore a 1,50 m devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, conformemente ai regolamenti della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite o alle equivalenti direttive comunitarie.
2. Il conducente del veicolo e' tenuto ad assicurarsi della persistente efficienza dei dispositivi di cui al comma 1.
3. Sui veicoli delle categorie M1, N1, N2 ed N3 sprovvisti di sistemi di ritenuta:
a) i bambini di età fino a tre anni non possono viaggiare;
b) i bambini di età superiore ai tre anni possono occupare un sedile anteriore solo se la loro statura supera 1,50 m.
4. I bambini di statura non superiore a 1,50 m, quando viaggiano negli autoveicoli per il trasporto di persone in servizio pubblico di piazza o negli autoveicoli adibiti al noleggio con conducente, possono non essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, a condizione che non occupino un sedile anteriore e siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore ad anni sedici.
5. I bambini non possono essere trasportati utilizzando un seggiolino di sicurezza rivolto all'indietro su un sedile passeggeri protetto da airbag frontale, a meno che l'airbag medesimo non sia stato disattivato anche in maniera automatica adeguata.
6. Tutti gli occupanti, di età superiore a tre anni, dei veicoli in circolazione delle categorie M2 ed M3 devono utilizzare, quando sono seduti, i sistemi di sicurezza di cui i veicoli stessi sono provvisti. I bambini devono essere assicurati con sistemi di ritenuta per bambini, eventualmente presenti sui veicoli delle categorie M2 ed M3, solo se di tipo omologato secondo quanto previsto al comma 1.
7. I passeggeri dei veicoli delle categorie M2 ed M3 devono essere informati dell'obbligo di utilizzare le cinture di sicurezza, quando sono seduti ed il veicolo e' in movimento, mediante cartelli o pittogrammi, conformi al modello figurante nell'allegato alla direttiva 2003/20/CE, apposti in modo ben visibile su ogni sedile. Inoltre, la suddetta informazione può essere fornita dal conducente, dal bigliettaio, dalla persona designata come capogruppo o mediante sistemi audiovisivi quale il video.
8. Sono esentati dall'obbligo di uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini:
a) gli appartenenti alle forze di polizia e ai corpi di polizia municipale e provinciale nell'espletamento di un servizio di emergenza;
b) i conducenti e gli addetti dei veicoli del servizio antincendio e sanitario in caso di intervento di emergenza;
b-bis) i conducenti dei veicoli con allestimenti specifici per la raccolta e per il trasporto di rifiuti e dei veicoli ad uso speciale, quando sono impiegati in attività di igiene ambientale nell’ambito dei centri abitati, comprese le zone industriali e artigianali;(3)
c) gli appartenenti ai servizi di vigilanza privati regolarmente riconosciuti che effettuano scorte;
d) gli istruttori di guida quando esplicano le funzioni previste dall'articolo 122, comma 2;
e) le persone che risultino, sulla base di certificazione rilasciata dalla unità sanitaria locale o dalle competenti autorità di altro Stato membro delle Comunità europee, affette da patologie particolari o che presentino condizioni fisiche che costituiscono controindicazione specifica all'uso dei dispositivi di ritenuta. Tale certificazione deve indicare la durata di validità, deve recare il simbolo previsto nell'articolo 5 della direttiva 91/671/CEE e deve essere esibita su richiesta degli organi di polizia di cui all'articolo 12;
f) le donne in stato di gravidanza sulla base della certificazione rilasciata dal ginecologo curante che comprovi condizioni di rischio particolari conseguenti all'uso delle cinture di sicurezza;
g) i passeggeri dei veicoli M2 ed M3 autorizzati al trasporto di passeggeri in piedi ed adibiti al trasporto locale e che circolano in zona urbana;
h) gli appartenenti alle forze armate nell'espletamento di attività istituzionali nelle situazioni di emergenza.
9. Fino all'8 maggio 2009, sono esentati dall'obbligo di cui al comma 1 i bambini di età inferiore ad anni dieci trasportati in soprannumero sui posti posteriori delle autovetture e degli autoveicoli adibiti al trasporto promiscuo di persone e cose, di cui dell'articolo 169, comma 5, a condizione che siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore ad anni sedici.
10. Chiunque non fa uso dei dispositivi di ritenuta, cioè delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 74,00 a euro 299,00 euro. Quando il mancato uso riguarda il minore, della violazione risponde il conducente ovvero, se presente sul veicolo al momento del fatto, chi è tenuto alla sorveglianza del minore stesso. Quando il conducente sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al presente comma per almeno due volte, all'ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da quindici giorni a due mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.
11. Chiunque, pur facendo uso dei dispositivi di ritenuta, ne altera od ostacola il normale funzionamento degli stessi è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 37,00 a euro 150,00.
12. Chiunque importa o produce per la commercializzazione sul territorio nazionale e chi commercializza dispositivi di ritenuta di tipo non omologato è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 799,00 a euro 3.119,00.
13. I dispositivi di ritenuta di cui al comma 12, ancorché installati sui veicoli, sono soggetti al sequestro ed alla relativa confisca, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.
saluti
[COLOR=blue]A.C Polizia stradale Portoferraio
Schiavone Giuseppe [/COLOR]
La Mail scritta a Gimmi Ori dal Governatore della Toscana Enrico Rossi ci fa capire che anche il presidente Rossi ha deciso di abbandonare l’Elba al suo destino.
La privatizzazione della Toremar, com’è stata impostata dalla Regione, trascura totalmente l’interesse della popolazione dell’arcipelago e la loro vita futura, scelte fatte senza concertarle con il territorio e fatte cadere dall’alto su con chi di traghetti deve vive.
In ogni caso stupisce che il presidente confermi che il tutto e stato imposto dall’Unione Europea e la scadenza è il 30/09/2010.
1) La comunità Europea chiede la gara solo per il contributo di continuità territoriale e che sia realizzato un bando non discriminante. La flotta è esclusa all’Europa non interessa,
2) Per il 30/09/2010 non ci sono più i tempi visto che le buste non sono state ancora aperte; dall’apertura delle buste alle società interessate e con idonee caratteristica verranno concessi
45 giorni per stilare l’offerta al ribasso sul contributo per potersi aggiudicare la gara.
Allora cosa state dicendo e soprattutto cosa state combinando?
Abbiamo già detto che la Regione potrebbe essere tentata di sfruttare una sua legge che permette di andare al conferimento diretto senza passare dalla gara, ma questo solo per la flotta, senza il contributo per la continuità territoriale.
È vero che il bando per mostrare interesse è già molto restrittivo (e quindi discriminante) Ma se si andasse a conferimento diretto del contributo, oltre ad un suicidio politico, il Governo Regionale si troverebbe a rispondere alla comunità Europea per un comportamento illecito rispetto alle direttive ricevute dalla Comunità Europea stessa.
Altra questione è la sottovalutazione sistematica che ultimamente si fa della Toremar: la società viene presentata con un valore intorno agli 8 milioni di euro e 9,7 milioni di euro di debiti.
Falso! la Toremar è stata valutata commercialmente intorno ai 50 milioni di euro da chi le ha prestato 20 milioni di euro che poi a girato alla Tirrenia. Se la Toremar dovesse essere venduta sotto il prezzo di mercato, la Corte dei Conti dovrà capirne il perché.
In quanto alle garanzie e tutele di cui parla il Presidente, sono solo chiacchiere senza sostanza.
Il garante per la concorrenza, per evitare un monopolio ha chiesto che il 20% degli slot fossero liberati al mercato. Ma, con la compiacenza dell’Autorità Portuale di Piombino, sono stati aggiunti (non liberati) degli slot con orari impossibili che potranno coprire il 2%, 3 % del mercato.
Il 50% di sconto sul biglietto per i residenti, altra presa per i fondelli: quale è il prezzo biglietto? Caro Presidente, gli elbani da decenni che pagano 2 – 3 e anche 4 volte (in proporzione) il prezzo di altri cittadini insulari Italiani e gli ospiti dell’arcipelago (cosi importanti per il PIL Regionale) pagano 8 – 9 e anche 10 volte il prezzo del biglietto di altre isole turistiche Italiane, con il
beneplacito di CIPE, Ministero, APP, Provincia e Regione.
Flotta nuova: partiamo dal fatto che il territorio non chiede una nuova flotta. Comunque la flotta nuova fatta con gli utili di Toremar rimarrà di proprietà dell’armatore vincitore. Sappiamo che qualcuno ha promesso la costruzione di sei unità navali presso la Nuovi Cantieri Apuania e che questo vuol dire lavoro per circa tre anni per i 150 dipendenti dei cantieri. Ma si devono per forza sacrificare 35.000 abitanti dell’arcipelago per salvare il cantiere?
Egregio Presidente: non crede che “comportamento lesivo del mercato” sia avere un predominio o un cartello che porta dei cittadini ad essere discriminati? non crede che il servizio per i cittadini debba avere delle semplici regole applicate con la vigilanza della Regione?
Non crede che Il prezzo del biglietto deve essere in linea con il costo che sopportano gli abitanti di altre isole Italiane? Come per le ferrovie l’Italia deve essere una sola.
Non crede che gli slot, un bene pubblico concesso da un ente pubblico, dovrebbero fornire un vero servizio pubblico? Basterebbe che vi fosse un’equa distribuzione degli orari tra i diversi armatori nell’arco della giornata.
Caro Presidente: lei è stato all’Elba quando eravamo impegnati contro i tralicci di Terna,…… ma allora c’era la campagna elettorale e bisognava raccogliere i voti.
La invitiamo noi e tutti gli elbani per il giorno 29/09/2010 alle ore 17:00 alla manifestazione popolare per chiedere prezzi giusti e non discriminanti dei traghetti. Venga davanti ai suoi cittadini ed elettori e magari, se ha tempo, si porti anche l’Assessore Luca Ceccobao per sentire almeno una volta cosa chiedono i cittadini che di traghetti vivono. Provi ha fare una sintesi dei loro pensieri e cerchi di accontentarli.
Florio Pacini
Italia dei Valori
Isola d’Elba
Fortunatamente ci sono persone attente come Mago Chiò che fanno domande che potrebbero rivelarsi imbarazzanti.
Quella Bandiera, posta in un luogo nel passato fonte di dolore per chi vi era recluso, per un caso fortuito l'ho vista tutta aggrovigliolata sul basamento dell'asta.
Ne serve una nuova e serve ridare una sistemata sulla sommità della Torre di Passanante.
Grande Mago
" Egr. On. Presidente Berlusconi,
Mio bambino ha cominciato quest'anno di frequentare la scuola materna. Non le facciamo prendere lo scuolabus perche' lo riteniamo un mezzo di trasporto non sicuro visto che non ci sono neanche le cinture di sicurezza. Perche' per trasportare un bambino in macchina ci vuole il seggiolino auto (fina all' eta' di circa 12 anni) e nei autobus non c'e' nulla che protegge il bambino in caso di una frenata improvvisa o in caso di incidente? Non si puo fare una legge che fa obbligatorio almeno le cinture di sucurezza nei scuolabus (penso che per i pullman di viaggio gia' esiste una legge del genere)? Ho visto alcuni autisti di scuolabus che vanno troppo veloci per le strade che abbiamo qui. Noi abitiamo in una strada stretta dove non si vede tanto per le curve, i muri e le piante ma che spesso viene scambiato per autostrada dai autisti di mezzi piccoli e grandi.
In fede, ".
Non ho mai ricevuta una risposta.
Visto che sono iscritta anche su un sito dove estiste anche un gruppo per famiglie da tutto il mondo, posso chiedere com' e' la situazione nei scuolabus nei loro paesi. Se non mi ricordo male, poco tempo fa una mamma tedescha si e' lamentata su un'altro forum per la mancanza di cinture nei scuolabus in Germania. Se il problema esiste anche in altri paesi dell'Unione Europea, si potrebbe scrivere anche ai organi dell' Unione Europea nella speranza che loro prendano l'iniziativa per poi piu' o mono constringere i paese membri di fare una legge (o qualcosa del genere) che tutela la sicurezza dei nostri bambini nei scuolabus.
Mi fa piacere che anche altre mamme lo pensano come me. Poco tempo fa quando ho parlato con altre mamme di questo problema e che non voglio che mio bambino prenda lo scuolabus per quel motivo mi e' stato detto che mi devo integrare (in che cosa visto che sono italiana?) e che non si puo' proteggere il proprio bambino da tutti i pericoli (ma perche devo rischiare per forza se ho un'altra possibilita'?). Una mamma ha anche fatto presente che in caso di incidente ci potrebbe essere un problema di far scendere i bambini dal mezzo se hanno messi la cintura e non se le possono levare da soli. La mamma ha ragione – ma solo in parte. Il mio bambino sapeva gia' all'eta' di 3 o 4 anni come levarsi la cintura da solo. Si puo' anche insegnare ai bambini piu' grandicelli come slegare i altri bambini in caso che il mezzo deve essere evacuato. Negli USA facevamo esercitazioni su come evacuare lo scuolabus in caso di emergenza. Si potrebbe anche fare qui.
Da Berlusconi il ragazzo non si aspettava nulla di eroico, e neanche da Bossi o da Casini. E nemmeno da Fini, tutto sommato. Capiva i tempi, i linguaggi e le esigenze mutate, le necessità della politica, il futuro… Poteva perfino trescare e finanziare la politica con schifose tangenti; ma giocare sulla pelle dei sogni, giocare sulla pelle dei poveri e dei ragazzini che per abitare i loro sogni si erano tolti i due soldi che avevano, no, non è accettabile.
Attingere da quel salvadanaio di emarginate speranze è vergognoso; come vergognoso è lasciare col culo per terra tanta gente capace e fedele nei secoli, che ha dato l’anima al suo partito ed era ancora in attesa di uno spazio per loro, per favorire con appaltoni rapidi e milionari il suddetto clan famigliare. Lui non crede che il senso della vita sia, come dice Bocchino in un’intervista, «Cibo, sesso e viaggi» (si è scordato dei soldi).Il vero ispiratore e mandante dell’operazione è lui, quel ragazzo di quindici anni. Si chiama Marcello, ma potrebbe chiamarsi Pietrangelo o Marco. Non gl’interessa se Gianfrego debba dimettersi e andarsene all’estero, ai Caraibi o a Montecarlo, o continuare. Lo stufa questo interminabile grattaefini. È pronto a discutere le ragioni politiche, senza disprezzarle a priori. Sentiremo oggi le sue spiegazioni (ma perché un videomessaggio, non è mica Bin Laden). Però Fini non ha diritto di rubare i sogni di un ragazzo, di un vecchio, di un combattente. Non ha diritto di andarsi a svendere la loro dignità, i loro sacrifici, le loro idee. Non può sporcare quel motto di Pound che era il blasone di quei ragazzi; loro ci hanno rimesso davvero, lui ci ha guadagnato. Quel ragazzo ora chiede a Fini solo un piccolo sforzo, adattare lo slogan alla situazione reale e dire: se un uomo è disposto a svendere casa, o non vale niente la casa o non vale niente lui. E la casa valeva