da
A CLAUDIO
pubblicato il 5 Ottobre 2010
alle
11:36
da
RALLYSTI ELBANI
pubblicato il 5 Ottobre 2010
alle
11:26
da
Festa dell'Uva
pubblicato il 5 Ottobre 2010
alle
11:24
1999 : "Napoleone e la Vantina 1814"
2001 : "Le due bande"
2003 : "Capoliveri – Australia, storie di emigrazione"
2005 : "Lo sciopero del 1911"
2006 : "La Nascita del Comune di Capoliveri 1906"
2010 : "Illustri e onorevoli concittadini 1955 "
Fortezza 4
Fosso 3
Torre 1
Non assegnato per maltempo 1
Il Caporione si chiama Daniele Marigliani!!
da
il vignaiolo
pubblicato il 5 Ottobre 2010
alle
10:54
Che impressione possono mai avere i nostri Ospiti di un’ Isola, ancorché Verde&Blu, che pubblicizza i suoi collegamenti marittimi con prezzi che variano ogni giorno ed ad ogni momento della stessa giornata ? Una giungla di tariffe e di condizioni (guarda caso sempre capestrali per l’ Ospite ) per attraversare un canale di 12 miglia marittime, della durata di 50 minuti ? Costi occulti, supplementi non motivati, obbligazioni contrattuali da terzo mondo, nessun rispetto per l’utente per arrivare fino all’ irrisione dell’ utente stesso ?
E’ l’isola d’Elba l’oggetto del desiderio, non la traversata su vetusti traghetti. Siamo noi, la nostra Civiltà e la nostra Socialità, a far traghettare l’ Ospite. Il traghetto è solo un mezzo per congiungersi ai propri desideri o alle proprie necessità.
Non può avere il costo di una crociera ed il servizio di un cargo.
L’isola Verde&Blu si deve riunire attorno alle persone di buona volontà che portano con orgoglio ed amore la bandiera delle Tre Apri sulle loro spalle, chiunque essi siano: Cittadini qualunque, associazioni economiche, sindacati, raggruppamenti politici.
Non neghiamo agli armatori la possibilità, il dovere, di fare utili ne vogliamo stabilirne la misura o le modalità. Ma il buon senso, il senso etico, la convivenza con gli altri, deve avere la meglio sull’egoismo più aberrante, sulla rapina a balena armata, sulla stupidità di certi pseudo manager ( mega direttori fantozziani ) che in cambio di stipendi incredibilmente non meritati, si lasciano rubare gli utenti, i passeggeri, due volte al giorno senza profferir parola.
Il loro culo è sempre al caldo, protetti da altri uomini inutili. Il nostro si sta facendo sempre più freddo. Solo la parte dirimpettaia e pendente del culo bolle e ribolle, come il mosto nei tini.
Il vignaiolo ottembrino
da
Per FLORIO PACINI
pubblicato il 5 Ottobre 2010
alle
10:18
Voglio dare un contributo al tuo quesito:
Come può una Banca prestare 20 Milioni di euro ad una società che ne vale appena 8?
Di norma per avere un prestito di 20 milioni bisogna avere un valore minimo 50 milioni. Cosa penserà la Corte dei Conti di un bene pubblico ceduto al di sotto del valore?
Le Banche alle AZIENDE/SOCIETA' ,in caso di richieste di FINANZIAMENTI chiedono sempre i BILANCI degli ultimi 2/3 anni e quello provvisorio dell'anno in cui viene fatta la richiesta di Fin.to.Questo per avere un quadro piu' preciso dell'andamento dell'AZIENDA/SOCIETA' .Quindi nel ns caso si dovrebbero andare a vedere alcune delle voci piu' importanti del Bilancio : 1)Valori patrimoniali (valore del Naviglio,con aggiornamento all'attuale stato di fatto), 2) CREDITI in particolare, le " ENTRATE"( Contributi statali/Regionali ed incasso dei Biglirtti),3) DEBITI( verso Banche eo altri soggetti).Comunque nel na caso importante sono le " ENTRATE" che determinano la " CREDIBILITA e CAPACITA' finanziaria ''per far fronte ad eventuali PRESTITI.
LA SOSTANZA E' TUTTA QUI'.
Spero di aver contribuito a chiarire meglio la situazione.
da
dani
pubblicato il 5 Ottobre 2010
alle
9:54
il baluardo ha vinto 5 e non 6 volte… il capo rione non è marcello miriglianni ma bensì il figlio… inoltre volevo chiederti se sai quando c'è la cena del rione e se si può partecipare tutti…
da
un amica
pubblicato il 5 Ottobre 2010
alle
8:37
Ciao.
da
Michelangelo Zecchini
pubblicato il 5 Ottobre 2010
alle
7:41
In giro per i mari del mondo ci sono gruppi organizzati che calano i loro strumenti (non sempre illegalmente) sui relitti tesorieri, arraffano ogni ben di dio a portata di benna e, infine, lo mettono all’asta. Tale operazione viene spesso chiamata ‘sauvetage’ con un morbido sostantivo francese che possiede un’estensione semantica più birichina e accattivante rispetto a ‘salvataggio’, l’equivalente termine italiano.
Com’è noto, la fortuna di essere oggetto di uno scrupoloso ‘sauvetage’, iniziato nel febbraio 2000 e durato più di un mese, è toccata al Polluce ( o più esattamente “Pollux”, com’è scritto sulla campana di bordo), il quale, speronato dal Mongibello, se n’ era rimasto sul fondo del mare di Capoliveri per ben 159 anni (1841-2000), solo con il suo fiabesco tesoro. Poi, mediante una truffa da strapazzo, tanto ridicola nelle premesse (recupero di piombo a 103 metri di profondità) quanto esemplare nei risultati ( il bottino in oro, gioielli e pietre preziose fu ingentissimo), i sauveteurs/ razziatori portarono indisturbati il frutto del loro ‘lavoretto’ all’asta Dix Noonan Webb di Londra, forse brindando alla barba di chi, prima e durante e dopo, avrebbe dovuto vigilare.
Nella speciale graduatoria dei ‘sauvetages’ l’Elba si classifica solamente al secondo posto: la priorità cronologica spetta di diritto alla Corsica, la cui costa nord-occidentale nel maggio 1996 è stata teatro di uno spettacolare recupero a 2660 metri di profondità. Ventiquattro miglia al largo della città di Calvi un team di ‘sauveteurs’ si è preso cura di un altro paquebot tesoriero, il “General Abbatucci” della compagnia Valery Frères & Fils, affondato in seguito a una collisione con la nave norvegese Edward Hwidt e poi negletto per 127 anni (1869-1996).
La storia, drammatica e assai poco conosciuta, è fra le più classiche. Il 6 maggio 1869, alle ore 9, l’Abbatucci (282 tonnellate di stazza) parte da Marsiglia con destinazione Civitavecchia, celando nelle sue stive un sostanzioso malloppo (“several million French francs”, affermano i bene informati) destinato al Papa Pio IX. Inoltre si favoleggia che, insieme con parecchi gioielli e una montagna di monete d’oro (150 mila?), ci fosse addirittura un carico di lingotti d’oro per il Vaticano e per la difesa dell’Urbe. La vicenda si inquadra in un periodo convulso per i destini dell’Italia risorgimentale: di non molto precedente è l’ infruttuoso tentativo di prendere Roma da parte di Garibaldi (sconfitta di Mentana del 3 novembre 1867), di poco successiva è la breccia di Porta Pia (20 settembre 1870).
Rintoccano le 2,30 del 7 maggio 1869. Tira un forte vento da SSW, il mare è grosso e piove fitto fitto. Il capitano dell’Abbatucci, Francesco Niccolai, lascia la cabina di comando inzuppato fino al midollo. Appena entrato nel suo alloggio, sente un boato che scuote la nave. Torna in coperta e vede che il brigantino Edward Hwidt, dopo aver aperto con la prua una profonda fenditura sulla fiancata prodiera di destra, si sta sfilando e si discosta a luci spente, senza preoccuparsi di prestare soccorso. Niccolai, d’istinto, tenta due manovre temerarie, accostando di poppa e permettendo ad alcune persone di trasbordare e di salvarsi. Ma il possente brick norvegese (500 tonnellate di stazza) si allontana di nuovo, di proposito. Le paratie stagne dell’Abbatucci tengono per un’ora e mezzo, ma alle 4 circa la nave imbarca un mare d’acqua e affonda in due minuti. I morti sono una cinquantina, ma sarebbero stati molti di più se in aiuto dei naufraghi non fosse sopraggiunto il tre alberi Embla, anch’esso battente bandiera norvegese. Il danneggiato Hwidt e i sopravvissuti, seminudi, vengono accompagnati nel porto di Livorno.
Il resoconto di questo autentico dramma del mare viene riportato perfino sul giornale londinese “The Times” del 13 maggio 1869. Quattro mesi dopo a Livorno si apre il processo che va fino in Cassazione (1870). I giudici sentenziano che la colpa del tremendo scontro è dell’Abbatucci, che non è riuscito a tenere la serrata. Ma ne esce con una condanna anche il capitano dell’Edward Hwidt, Jonas Jensens, perché non ha soccorso i superstiti.
Poi un silenzio lunghissimo cala sull’Abbatucci, sul suo tesoro e sui suoi morti. Fino a quando, il 19 maggio 1996, dopo 32 giorni di ricerca in un’area di mille miglia quadrate, la compagnia inglese Blue Water Recoveries individua il relitto negli abissi delle acque di Calvi. Il sonar ne mostra la sagoma e l’équipe si appresta al recupero del ricco carico. Sulla tolda del rimorchiatore d’alto mare si riversano, in mezzo al fango, un numero imprecisato di importanti manufatti aurei: anelli, bracciali, catene, orecchini, spille, collane, croci, orologi . E inoltre vetri, porcellane, lingotti di rame, bronzi. E, soprattutto, tante monete d’oro: sterline della Regina Vittoria, venti franchi della Seconda Repubblica Francese e di Napoleone III, venti lire di Carlo Alberto di Savoia. L’anno dopo – per la precisione il 7 ottobre 1997 – i reperti approdano per la vendita presso la casa d’aste Christie’s di Londra e, come si dice, vengono dispersi fra numerosi acquirenti.
Il finale, dunque, è molto amaro, almeno secondo il mio arcaico modo di vedere. Ma come si qualificano le vicende pregresse? Si tratta di tragica fatalità o di speronamento programmato? Di casualità o di servizi segreti all’opera? Allo stato attuale ogni risposta ha la stessa validità. Quel che sappiamo con certezza è che l’Abbatucci è presente in almeno due azioni pro Garibaldi. La prima è del 1859 ed è documentata da una lapide nella darsena medicea di Livorno dovuta a Targioni Tozzetti, mentre la seconda è in piena spedizione dei Mille: l’Abbatucci, guarda caso in rada a Catania, viene 'catturato' da Garibaldi per trasportare i suoi in Calabria.
A mio avviso i numerosi interrogativi che avvolgono Polluce e Abbatucci rimarranno in gran parte irrisolti perché i ‘sauveteurs’, in entrambi i casi, hanno squartato scafi e attrezzature di bordo decontestualizzando suppellettili e carico. Così facendo, essi hanno distrutto per sempre le preziose pagine di storia risorgimentale che i due ‘paquebots’ racchiudevano.
[COLOR=darkblue]Michelangelo Zecchini [/COLOR]
da
giorgio
pubblicato il 5 Ottobre 2010
alle
6:03
n°1 cuoco/a
n°1 pizzaiolo/a
per info. giorgio [COLOR=darkred]3356181042 [/COLOR]
no perditempo
da
LA TUA SPESA .. DICO
pubblicato il 5 Ottobre 2010
alle
4:20
[SIZE=3][COLOR=orangered]SFOGLIA IL CATALOGO[/COLOR] [/SIZE] [URL]www.dico.it[/URL]
da
Dal Baluardo
pubblicato il 4 Ottobre 2010
alle
21:57
Per questo non mi è piaciuto il post indirizzato a chi senza chiedere nulla mette il suo tempo a disposizione dei suoi amici Capoliveresi!
Quindi grazie a tutti quelli che partecipano sotto ogni colore…che sia Baluardo , Fosso , Fortezza o Torre, perchè ogni anno chi vince si aggiudica il Bacco…ma ogni anno sempre di più chi vince è sempre Capoliveri!!!
da
X Capoliveri
pubblicato il 4 Ottobre 2010
alle
20:27
Vicina tutti i Rioni ed alla loro Gente, alla loro costanza e generosità, siete "strani" e "diversi", proprio per questo Grandi.
Bravi tutti….. X il Baluardo!
da
elbanese
pubblicato il 4 Ottobre 2010
alle
19:54
da
Canile si e distributore?
pubblicato il 4 Ottobre 2010
alle
19:52
Presso l'Edicola di Piazza Garibaldi, è possibile filmare una petizione per sollecitare l'introduzione di questo servizio utile per il paese. Capoliveri è l'unico paese dell'Elba che non ha un distributore nel suo territorio. Quelli di Mola sono entrambi nel Comune di Porto Azzurro.
da
un amico
pubblicato il 4 Ottobre 2010
alle
18:45
da
Nicolò
pubblicato il 4 Ottobre 2010
alle
18:14
Ciao Babbo.
da
Pino
pubblicato il 4 Ottobre 2010
alle
18:10
Mi dite che cosa ha risolto la comunità montana in 30 anni? NIENTE! E non mi dite che non aveva i poteri!!
Già è difficile amministrare il territorio di Campo oggi, mi dite che cosa farà un Sindaco che vive a Portoferraio? Ci sarà il delegato di Campo che delega un altro a Seccheto che delega un altro che……..
Ci sono alcuni problemi comuni a tutti i Comuni ma la soluzione sbagliata è proprio il comune unico.
E' possibile che appena uno fa la voce grossa tutti si allineano?
Petizione contro il comune unico!!!!!!
da
Isola d'Elba
pubblicato il 4 Ottobre 2010
alle
17:44
[/URL]
[SIZE=4]Aggiungi le foto della festa dell'Uva
su [URL=http://www.isoladelba.ca/]
Isola d'Elba[/URL] vacanze e Turismo[/SIZE]
[URL=http://www.isoladelba.ca/foto/]
Foto Festa dell'Uva[/URL]
da
c.c
pubblicato il 4 Ottobre 2010
alle
17:33
