Le osservazioni del Geri anche se giuste mi sembrano esagerate, considerando anche l'inesperienza dei due cons. Deiana e Luzzetti.
Vedi, io ho provato a fare degli esempi, e non è detto che siano tutti fattibili o economicamente validi.
Ma guarda la foto della scuola del Grigolo, e leggi la lettera dei Genitori: io sono convinto che quello che è indubbiamente un immobile di gran pregio abbia un bel valore di mercato. Come scuola è invece inadeguata, scomoda e maltenuta. A Campo, per un immobile qualunque in paese (penso poco più di 150 mq.), sostanzialmente da demolire e ricostruire, si dice che la richiesta giri attorno a 700.000€.
Quanto può valere un palazzo storico che domina il golfo? Io credo abbastanza da recuperare i fondi per una splendida scuola nuova, dotata di tutti i confort, raggiungibile da tutta l'isola senza entrare in centro, senza cambi di bus ecc. ecc..
Certo, se si cerca di vendere Vigneria a 10 milioni, per realizzare (dopo lunghe battaglie con gli ambientalisti, con la burocrazia, con lo smaltimento dei rottami…) un complesso turistico destinato a restare vuoto, è improbabile si trovino compratori…..
Ma io spero si possa cominciare a lavorare in una direzione che reputo, semplicemente, logica. 😎
Buona settimana a tutti! 🙂
Carissimi genitori, credo che ad ognuno di voi stia a cuore la qualità della vita dei propri figli, l'amore per lo studio, un ambiente sano e sicuro con attrezzature, palestre, laboratori e professionalità idonee a far raggiungere quegli obbiettivi e quella preparazione che ci aspettiamo dalla scuola.
Noi non abbiamo possibilità di scegliere tra diversi istituti dello stesso indirizzo come nelle grandi città, ne possiamo scegliere tra privato e pubblico. Dobbiamo, quindi, pretendere che ciò che possiamo avere sia di qualità e funzioni.
Ritengo inutile andare solo a gridare contro le riforme e il governo centrale quando, qui, non riusciamo ad avere, da moltissimi anni o forse da sempre, dagli enti locali, neppure quel minimo di decenza che spetta all'istruzione ai nostri ragazzi!
Come spesso e purtroppo sono solito dire, nel mondo della scuola tutti hanno dei diritti tutelati dai sindacati o dalle caste, ma gli alunni hanno solo l'obbligo di andare a scuola e non il diritto all'istruzione!
Ecco perché l'A.Ge. ha colto con plauso l'iniziativa che forse noi genitori, per primi, avremmo dovuto organizzare.
L'invito che vi rivolgo a partecipare è esteso tutti i genitori dei bambini e dei ragazzi in età scolare, dalla materna alle superiori e di tutti i comuni dell'Elba, perché le scuole superiori di Portoferraio sono un passaggio obbligato per chi vuole rimanere a studiare vicino ai propri affetti e vuole avere le stesse opportunità dei colleghi in continente.
Credo che sarebbe quanto mai significativa una notevole partecipazione alla manifestazione per evidenziare lo stato delle scuole superiori elbane, strutture decadenti, alcune pericolose (per la sicurezza e l'igiene) prive di servizi e palestre, con barriere architettoniche che, in taluni edifici, impediscono l'accesso ai portatori di handicap o ai non deambulanti temporanei. La partecipazione può essere anche quale sostegno tangibile alla proposta di legge che è in approvazione nei Consigli Comunali elbani e nei Consigli di Istituto.
Cercate di convincere più genitori possibile ad intervenire.
Sperando di incontrarvi mercoledì prossimo, cordialmente saluto.
Jachen Gaudenz
Quello che stai dicendo sull’alienazione o affitto dei beni pubblici a Portoferraio e Pianosa è condivisibile, però con un timore di fondo: vendere i propri gioielli di famiglia di norma rappresenta alla lunga un reale impoverimento.
Poiché la storia recente dimostra che la vendita dei beni pubblici non rispetta le regole di mercato, ma vende al ribasso, ne consegue che se non si trova ancora un acquirente significa che non ci sia oggettivamente ancora convenienza economica nell’acquisto.
Mi spiego meglio: con tutti i "furbetti di quartiere" in giro, se quei beni fossero appetibili non sarebbero già stati ceduti? Per appetibile non intendo tanto l’acquisto del bene ma soprattutto i costi per l’avvio di una attività economica (ristrutturazione, messa a norma, marketing ecc.). Lasciamo da parte la speculazione, vera iattura per i danni che ha già provocato.
Rovesciamo ancora il discorso: se tu credi che quei beni possano rappresentare una opportunità economica, perchè noi elbani (indirettamente già proprietari) ci facciamo sfuggire questa occasione? Probabilmente l’attuale proprietà sarebbe ben felice di “svendere” alla nostra collettività, forse anche per il simbolico 1 euro.
Ma noi abbiamo la capacità di fare l’imprenditore? Io penso di si, se la collettività vuole prender in mano una volta per tutte il proprio futuro; non sarebbe una novità, dal momento che già nel ‘600 i nostri comuni erano delle “universitas”, cioè proprietari del proprio territorio.
Attenzione: non è collettivismo di infausta memoria, ma una gestione manageriale del 21.mo secolo. Sai quanti giovani ritornerebbero a casa e produrrebbero ricchezza per le nostre genti.
I soldi? Qui ci vogliono le … palle. I nostri rappresentanti politici a che servono, se non a questo? Ma non solo loro.
Dante
Ho sempre pensato che la “res pubblica” andasse gestita esattamente come viene gestita una famiglia o un’azienda. Si cerca di realizzare un reddito, e con quello si fa fronte alle necessità in ordine di urgenza e di importanza, cercando al contempo di garantire se possibile quei piccoli “lussi”, come una pizza o il cinema la domenica, senza i quali la cosiddetta “qualità della vita” inevitabilmente scende di livello.
Il reddito deriva in genere da un lavoro “principale”, a volte integrato da “lavoretti” secondari.
Spesso, però, per cercare di soddisfare al meglio tutte le necessità famigliari o aziendali, si devono compiere delle scelte. E quindi si decide di vendere un quadro lasciato in eredità dalla zia, che per quanto abbia un certo valore a noi da sempre risulta davvero orrendo, si cede un terreno ormai abbandonato da anni perché nessuno ha più voglia di coltivarlo, si scambia con un amico la mitica collezione di Tex che ormai conosciamo a memoria con un barchino vecchio ma in buono stato, visto che ormai la nostra passione per le zuppe di fagioli del vecchio West è stata decisamente superata dalla golosità per una grigliata di totani appena pescati……
In ambito pubblico, tutto questo non solo non avviene, ma inspiegabilmente si tende ad impedire che “lo Stato”, e quindi per estensione i Cittadini che ne sono i legittimi “azionisti”, possa convenientemente gestire “le stesse proprie proprietà di sé stesso”, come direbbe il Catarella di Camilleri.
La caserma della GDF è un esempio lampante di questa logica illogica: sostanzialmente inutilizzata da oltre un decennio, si aspetta che marcisca definitivamente per poi farne cosa? Aspettare un ricco finanziamento ricostruttivo? (…o speculativo?)
Intanto, le scuole di Portoferraio languono in condizioni pietose.
L’ospedale, con soli 4 milioncini, vedrà atterrare sul proprio tetto il pur indispensabile elicottero.
Oltre ai 4 testoni, il prezzo che la città dovrà pagare si estende anche all’obbrobrio visivo di una torre marziana in una delle (potenzialmente, gattaie e water-front permettendo…) città costiere fortificate più belle che esistano.
A Pianosa, decine di immobili cadono a pezzi. E un super carcere che poco più di un paio di lustri fa era stato ristrutturato a nuovo resta chiuso coi catenacci, ormai arrugginiti anche quelli.
Due splendide ville romane come le Grotte e i bagni di Agrippa sono chiuse al pubblico e invase da sterpi e degrado. Un Parco minerario, statale, in un Isola che ha fatto la sua fortuna col ferro, rischia di fallire perché lo Stato stesso non autorizza, (in una miniera!) l’estrazione di quattro sassi che se venduti ai turisti consentirebbero un totale autofinanziamento…. E qui mi fermo…per ora.
Ora mi chiedo: ma se gli immobili di cui abbiamo parlato venissero ceduti o dati in gestione (a seconda dei casi, ovviamente con regole e vincoli logici ma ferrei..) a privati, e penso al valore di un palazzo storico e splendido come quello del Grigolo, alla posizione della caserma Tesei, a Pianosa, con un mini-paesino di ristorantini e negozi artigianali nel porto e un Museo del Carcere sullo stile di Alcatraz ( 1.500.000 visitatori annui, ed è comunque un Parco Naturale!), ad un’apertura delle Ville romane con biglietto a due euro, più che sufficiente per la manutenzione e il controllo…
Non credete che con i soldi ricavati si potrebbero realizzare, in periferia e quindi con grande comodità di accesso, specie dei mezzi pubblici, parcheggio ed ampi spazi, un polo scolastico iper-moderno, un ospedale con eliporto “al piano terra”……. e tutti quei servizi pubblici che necessitano semplicemente di alta funzionalità, e non di lussi inutili o di sprechi? Se gli immobili di Pianosa tornassero a vivere (senza niente togliere alla tutela ambientale, ovvio), non ci sarebbero i fondi per ripristinare quei servizi idrici e fognari che oggi semplicemente non esistono?
Evidentemente, a qualcuno, da qualche parte, va bene così.
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Yuri Tiberto [/COLOR]
Affitto mensile € 500,00
Disponibilità delle strutture del circolo.
Si richiede polizza fidiussioria a garanzia
Per informazioni contattare Lenzini Domenico o i soci del consiglio il pomeriggio dalle 18 alle 19 al circolo.[/COLOR]
Dove sono finiti i nostri Valori ?
Sostituiti da rapine , scippi , sigarette , slot machines….! Possiamo accettare questo destino per i nostri figli ?
Nelle grandi città la rassegnazione regna ormai sovrana da decenni, ma qui abbiamo il dovere di capire , di reagire e di aiutare !
Prima che sia troppo tardi è giusto impegnarsi per fermare una deriva che è pericolosamente iniziata anche da noi.
Nell’atto disgraziato dei due giovani protagonisti forse c’è una necessità di comprensione e di soccorso , un modo inconscio per attirare l’attenzione su un disagio profondo e una confusione disperata. Tutti noi abbiamo vissuto le difficoltà dell’ adolescenza , io ricordo bene quel periodo e ricordo soprattutto i valori che mi hanno salvato : Natura , Famiglia , Lavoro, e soprattutto Fede.
Possiamo chiamarlo Padre Celeste o Madre Natura , non importa, quello che è certo è che in questi luoghi la Sua presenza è più evidente che mai.
I ragazzi sono preziosi ma fragili , hanno bisogno di aiuto , protezione , tantissimo Amore e a volte ancora non basta.
Credo che sia necessario creare ai nostri giovani delle sane occasioni di incontro tra loro ma anche di scambio e collaborazione con noi . Sport , gioco e lavoro sono valvole di sfogo indispensabili. Ma soprattutto portiamoli nella Natura , insegniamo loro una qualunque attività in armonia con Essa. : saranno salvi per sempre.
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Ne ero quasi sicuro che eri te. E questo mi fa piacere perché ho visto che hai fatto cose importanti. Certo, il tempo lascia segni e ci cambia molto. Anch’io penso con nostalgia a quel periodo e mi capita di parlarne con Angelo che trovo spesso a Portoferraio dove si reca per andare alla Cisl. Gli racconterò come ci siamo rincontrati
Giovanni