Per la legna puoi contattare Piero al n. 3476644633
Caro SCEPALE ma tu ancora credi ai sindacati? Siete rimasti veramente in pochi. Meno male.
Caro Ale è proprio così. Ma come hanno già detto quelli del PDL, alle prossime elezioni il partito di FINI prenderà non più del 4% il resto dei voti di ex AN andranno al PDL, alla LEGA e alla DESTRA di Storace. Meglio così. 😀
Secondo me tra un pò vedremo FINI sui tetti. :gren:
Una cosa, però, credo che si possa consigliare a chi decide di avventurarsi in una polemica su un guest book: che almeno sappia leggere le notizie che intende commentare.
Tutto questo panegirico per dire a "Comune Unico" che Bosi ha scritto sezionare (io seziono, tu sezioni, egli seziona…) e non selezionare. La differenza non è poca
.
Oggi ‘Il Tirreno’ torna sul degrado dei ‘Bagni’ di Agrippa Postumo a Pianosa, il cui ‘restauro’ poco canonico (siamo in vena di eufemismi, nonostante il brutto tempo) qualche anno fa divenne un ‘caso’ internazionale. L’estensore dell’articolo nota giustamente “il cemento e il piombo incastonati fra le mura” di quello che una volta fu uno straordinario complesso architettonico. Affezionati come siamo a quest’isola, e a tutto ciò che la caratterizza, non possiamo che essere grati a chiunque parli dei suoi gravi problemi perché più essi vengono presentati all’opinione pubblica più probabilità ci sono che siano risolti. E’ giusto anche chiedere soldi per il risanamento (con tutto quel cemento appiccicato alle strutture del monumento, è difficile dire fino a che punto sarà possibile), ma vorremmo che, se arrivassero, la loro gestione fosse affidata a specialisti che niente hanno avuto a che fare con quel ‘restauro’ che ti obbliga a chiudere gli occhi per evitare parolacce. Vorremmo anche che eventuali finanziamenti fossero impiegati totalmente a favore della villa (a cominciare dalla pulitura delle erbacce e dell’ailanto, che la stanno mandando a pezzi) e non per altri scavi, per i quali si possono aspettare congiunture socio-economiche migliori. Quanto lavoro ci sia da fare per rendere almeno presentabili i Bagni di Agrippa, Camminando.org l’ha mostrato, fra l’altro, il 2 settembre 2010 pubblicando un articolo di Michelangelo Zecchini, che oggi riteniamo opportuno riproporre.
[SIZE=4][COLOR=darkblue]PIANOSA, VILLA DI AGRIPPA POSTUMO: IL RESTAURO SHOCK TORNA ALLA RIBALTA [/COLOR] [/SIZE]
Pianosa sta ritornando agli onori delle cronache non solo per lo stato di degrado che avanza impietosamente, ma anche per il restauro – da molti definito scempio – dei resti, una volta splendidi, della villa di Agrippa Postumo, nipote dell’imperatore Augusto. A prendere le distanze da quel discutibilissimo intervento è oggi l’archeologa Flavia Marimpietri con un bell’articolo su ‘Archeo’ (agosto 2010), autorevole rivista italiana del settore.
Silvia Ducci, responsabile per i beni archeologici dell’isola oramai da più di un quarto di secolo, tenta di difendere il suo operato, evidentemente con poco successo se la Marimpietri conclude ( come si fa a non darle ragione?) con questa dura valutazione: “Folte erbacce ricoprono i muri, crescono tra i blocchetti dell’opus reticulatum, invadono i pavimenti a mosaico, nascondono e danneggiano gli intonaci. Non solo. Una copertura moderna in ferro, con ‘vele’ sostenute da tiranti, incombe sui resti antichi. Con il suo bianco abbacinante, è la prima cosa che si vede, da lontano, arrivando a Pianosa. L’impatto paesaggistico è fortissimo. E, fatto ancor più grave, la copertura affonda i suoi sostegni sulle strutture antiche. I pilastri in ferro poggiano sulla cresta dei muri…”
Le cose, a quanto pare, non sono migliorate da quando, sei anni fa, quattro importanti associazioni (Federazione Nazionale Amici dei Musei, Italia Nostra, Legambiente, Forum Unesco), in rappresentanza di centinaia di migliaia di persone in Italia e nel mondo, inviarono al Ministro dei Beni Culturali una lettera di critiche puntuali e documentate sul restauro- shock. Forse non è fuori luogo proporla all’attenzione pubblica:
“Fra le tante, magnifiche architetture bimillenarie di cui l’Italia può essere orgogliosa, c’era un piccolo gioiello di eccezionale valore storico-archeologico. Ci riferiamo alla villa patrizia nota come i ‘Bagni di Agrippa’ nell’incantevole isola di Pianosa. Lì Agrippa Postumo, nipote di Augusto, fu esiliato nel 7 d. C,. e lì fu ucciso sette anni dopo in seguito agli intrighi che portarono Tiberio sul soglio imperiale. Il complesso marittimo fu scavato con passione dal grande archeologo emiliano Gaetano Chierici, che pubblicò l’esito delle sue ricerche nel 1875 (“Monumenti antichi della Pianosa, Reggio Emilia) e lasciò in vista le preziose vestigia. Da allora, stante la sua oggettiva importanza, alla villa di Agrippa Postumo hanno dato il giusto rilievo illustri studiosi e prestigiose enciclopedie (si vedano, fra gli altri, R. Hanslik in Pauli-Wissowa. XX, 1950, c. 2009; L. Crema in Enciclopedia Classica, s. III, XII, 1959, p.197; L. Guerrini in Enciccopedia dell’Arte Antica, Cassica e Orientale, VI, 1965, pp. 144-145).
Ebbene, Signor Ministro: quella piccola perla, di valore inestimabile, a nostro avviso non c’è più. Essa è stata resa irriconoscibile da un ‘restauro’ eseguito con finanziamenti pubblici sotto la direzione ‘scientifica’, di funzionari pubblici. Il complesso archeologico ha subito una manifesta alterazione dell’aspetto originario, la cui conservazione è raccomandata peraltro da ogni Carta del Restauro, nazionale o internazionale. I deleteri effetti causati dall’intervento sono di un’evidenza lapalissiana e non occorre essere specialisti per comprenderne la portata: è stato usato ad abundantiam cemento industriale che ha prodotto esiti forse irreversibili; è stato creato un insieme di ruderi banali in cui spicca un opus indefinibile e in cui i mosaici sono incastonati in incredibili cornici plumbeo-cementizie…”.
[COLOR=darkblue]Michelangelo Zecchini [/COLOR]
Sei contenta se un ladro muore, se si arresta una puttana,
se la parrocchia del Sacro Cuore acquista una nuova campana.
Sei soddisfatta dei danni altrui, ti tieni stretti i denari tuoi,
assillata dal grande tormento che un giorno se li riprenda il vento.
E la domenica vestita a festa, con i capifamiglia in testa,
ti raduni nelle tue chiese, in ogni città, in ogni paese.
Presti ascolto all'omelia, rinunciando all'osteria,
così grigia e così per bene ti porti a spasso le tue catene.
Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia,
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.
Godi quando gli anormali sono trattati da criminali,
chiuderesti in un manicomio tutti gli zingari e gli intellettuali.
Ami ordine e disciplina, adori la tua polizia
tranne quando deve indagare su di un bilancio fallimentare.
Sai rubare con discrezione, meschinità e moderazione,
alterando bilanci e conti, fatture e bolle di commissione.
Sai mentire con cortesia, con cinismo e vigliaccheria,
hai fatto dell'ipocrisia la tua formula di poesia.
Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia,
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.
Non sopporti chi fa l'amore più di una volta alla settimana,
chi lo fa per più di due ore, chi lo fa in maniera strana.
Di disgrazie puoi averne tante, per esempio una figlia artista
oppure un figlio non commerciante o peggio ancora uno comunista.
Sempre pronta a spettegolare in nome del civile rispetto,
sempre li fissa a scrutare un orizzonte che si ferma al tetto.
Sempre pronta a pestar le mani a chi arranca dentro a una fossa,
sempre pronta a leccar le ossa al più ricco ed ai suoi cani.
Vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia,
per piccina che tu sia, il vento un giorno ti spazzerà via. [/COLOR][/SIZE] aspettando Godot ….era il 1972 quando Claudio Lolli la cantava…….il vento non ha spazzato proprio niente.
Lo voglio scrive prima chi so gli innocenti perche poi ci confondemo, e' tanto che conosco a Paolo e davvero un c'avevo mai creduto che avesse combinato questo.
So proprio contenta che l'hanno assolto insieme a questo giuseppe che un conosco.
Paolo Chillè – assolto da ogni accusa – per non aver commesso il fatto.
Giuseppe Riccobono – assolto da ogni accusa – per non aver commesso il fatto.
Ora pero' scrivemo di questi omini e donne "d'onore", eppure tutti lo sapeveno ma nessuno parlava che questi che prestaveno soldi a strozzo e hanno rovinato tanta gente che magari li' per li'si trovava male. Ma perdie un camorista faceva il bello e il cattivo tempo all'Isola per tanto tempo e nessuno sapeva nulla, ma li Carabinieri e la Polizia che faceveno ?????? un lo sapeveno che Marandino era il braccio destro di Cutolo ???
che marandino e' un camorista ??? Ma il prefetto che dice ??? Il capitano deli Carabinieri che dice ??? Ma volemo controlla' un po' chi ariva all'elba e si mette a traffica'?
Vabbe' pigliamo du bamboli che rubbeno na borsa a na vecchia e lasciamo li camoristi e mafiosi a fa' li su porci comodi ???
Ricordamoceli bene questi nomi !!!!!!!!!! di questi pogo di bono che hanno rovinato tanta gente.
Giovanni Marandino (capo dell'Organizzazione criminale già condannato con rito abbreviato in primo grado a 8 anni nel 2007, pena ridotta di un anno dalla Corte d’Appello.)
Ada Di Agostino, (70 anni), 6 anni e 6 mesi
Emanuell Marandino, (29 anni ), 7 anni e 2 mesi
Pasquale Siciliani 7 anni
Maurizio Giaconi 6 anni e 9 mesi
Claudio Brandolini 3 anni
L’ottavo imputato Orlando Cimatti risultava nel frattempo deceduto
Leggetevi anco sta storia su marandino Le storie di Cronache: così sono stato rovinato dal boss Marrandino
[URL]http://www.cronachesalerno.it/web/index.cfm?box=home&azione=dettaglio_articolo&id_articolo=79743F2E-ACCD-6191-0B5D4DE245E3D468[/URL]
Chi e' giovanni marandino : [URL]http://alturl.com/9ej3h[/URL]
Tatina da Capoliveri.
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Tempi duri per i capi politici fiorentini. Le due ultime pattuglie sbarcate all’Elba, una di destra e una di sinistra sono finite male . [/COLOR]
Incominciamo da sinistra: il presidente Rossi, nel corso della seduta della giunta regionale che si è tenuta nella sala della Provincia, si era rivolto agli otto sindaci elbani. Fin qui tutto nella regola, ma loro si erano induriti come ventenni ingazzurriti. Cosa gli aveva detto il presidente di così eccitante ? Semplicemente che sette di loro erano di troppo. Ma c’è di più: se i sette sindaci “inutili” fossero spariti, per l’Elba ci sarebbero stati dei finanziamenti. Certo, queste non erano le parole esatte, ma loro hanno capito bene, mica son bischeri. E poi, a nessuno piace sentirsi dire che no serve. Tanto più chi è stato democraticamente eletto ed è pagato per essere utile. Ma ci vuole molto a capirlo?
Il presidente, poi, ha tentato di metterci un pezza: “ intendevo dire che era preferibile che si mettessero d’accordo e parlassero con una voce unica. E ho aggiunto che questo poteva rappresentare un passo verso il sindaco unico”. Insomma, una pezza che lasciava intatto il buco: L’inutilità di sette sindaci su otto rimaneva confermata.
Dopo la sfortunata trasferta della giunta regionale, sono sbarcati all’Elba i rappresentanti regionali del Pdl Migliori e Zingoni. Sono venuti a incontrare i vertici di un partito molto fluido. Ed è finita a “schifìo” anche per loro: si sono dovuti difendere da chi li accusava di venire all’Elba a fare promesse perché avrebbero sentito nell’aria odore di nuove elezioni. Invece Zingoni e Migliori giurano che erano venuti a spiegare agli elbani i vantaggi dell’ istituzione di una Zona Franca. Un’idea che avevano avuto per aiutare l’Elba e gli elbani. Tutto qui. Alla illustrazione del progetto, però, era accaduto qualcosa di imprevisto: Luigi Lanera ex esponente di rilievo di An, e camerata della prima ora, era stato praticamente messo alla porta. La colpa di Luigi è di avere aderito al movimento di Fini. La cosa non è bella ma poteva finire lì. Tra ex camerati si è visto di peggio.. . . .( leggi su [URL]www.elbanotizie.it[/URL])