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GLI ADERENTI ELBANI ALLA CGIL DEVONO PRENDERE LE DISTANZE DALLA CRICCA LIVORNESE [/COLOR] [/SIZE]
[COLOR=darkblue] di Giovanni Muti [/COLOR]
Uno dei problemi complessi di chi vive in un isola è il suo rapporto con l’orizzonte. Non sto parlando solo del pescatore che lo scruta per scorgere i segni del tempo che farà. Sto parlando del rapporto profondo e ancestrale che un isolano ha con l’orizzonte oltre al quale cerca di collocare i propri sogni ,ma da dove vede sorgere anche incertezze e paure
Se in un città moderna il pericolo arriva spesso dal cielo, in un isola arriva quasi sempre dal mare, dall’orizzonte: una volta erano minacciose feluche saracene , oggi sono invece le grandi navi della Moby dalle quali non scendono pirati, ma personaggi pittoreschi armati solo della loro mediocrità. Ma sono pericolosi come tutto cio che ci viene inviato da Firenze o da Livorno.
Questi personaggi, poco più che macchiette, una volta sull’isola si rivolgono agli elbani dicendo stronzate epocali: per risolvere il problema dei rifiuti dovete costruire un Bruciatore, ve lo dico io ( Rag. Daviddi); per risolvere il problema della getione urbanistica del territorio dovete fare un Piano Strutturale unico, ve lo dico io ( Ass . Reg. Conti); per risolvere tutti i problemi che avete in quest’isola, dovete fare un comune unico, ve lo dico io ( Orsini) ecc
E adesso si presenta questo compagno Ugo Tarchi il cui nome evoca bandiere rosse , “Bella Ciao “ a polli arrosto e feste dell’Unità. E’ quello più simpatico perché riesce a dire, con tono serio cose che un sindacalista non dovrebbe mai dire, nemmeno sotto tortura e cioè , che le “ manifestazioni non si dovrebbero fare perché producono solo confusione.” Ma questo non lo avrebbe detto nemmeno un celerino anni 50, di quelli che sotto il governo Scelba manganellavano gli operai rappresentati in larga parte proprio dalla CGIL. Ma, visto che lo ha detto , esiste qualcosa che possa attenuare se non spiegare una scempiaggine simile? ( leggi tutto su [URL]www.elbanotizie.it[/URL]