Riteniamo la condizione del nostro paese “drammatica” e se nel lasciare ho voluto far giungere un auspicio di unità e pacificazione è proprio in questa logica.
Paola Mancuso esprime “sorpresa e rammarico” che una apertura politica avvenga dopo che “il danno è stato fatto”.
E’ forse un danno ripristinare regole sacrosante e principi universalmente riconosciuti dal nostro ordinamento costituzionale?
Non si può ancora reclamare ed ostinatamente intestardirsi che il conseno possa sanare il mancato rispetto delle regole; la questione l’ abbiamo affrontata “ad abundantiam” ed è inutile ripetersi.
“Il pallino”, sia chiaro, prima di qualsiasi apertura, che vada nella direzione di nuove elezioni, se ci saranno, andava rimesso al centro.
Cosa che è stata fatta, almeno per ora; se poi in appello il giudizio verrà ribaltato, chi di dovere ne prenderà atto e rispetterà “il giudizio”.
Che la diversità di visione di programmi nella competizione elettorale continuasse anche con comportamenti conflittuali, è una cosa; curioso è pretendere che questa rappresentanza della maggioranza divenga “il mito del nostro tempo così come la Provvidenza lo fu in età medievale”.
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Mi sia concesso, in quanto dovuto, il riferimento “ai bambini”.
Non siamo stati noi a fare le bizze e a “sparecchiare il tavolo perché il gioco non era valido”.
Il nostro gioco è valido, più che valido, abbiamo solo richiesto che fosse apparecchiato secondo le regole e non siamo stati noi a sparecchiare; è sparecchiato (il tavolo), da mesi!
Nel lasciare ho voluto auspicare un percorso, comportamenti futuri stanno a chi vorrà condividerlo o meno.
Per quanto mi riguarda ritorno alla mia famiglia, pienamente al mio lavoro e ai miei rilassanti momenti, almeno spero.
Cordialmente.
Renzo Sanguinetti
