Grazie a Lei.
saluti
Se aggiungiamo anche
PIU' CASINO' ; PIU' CASINI PIU' CASINE
si risolve anche il problema dei baraccati degli Orti
Da tempo non spendo una riga sulla situazione della sanità elbana e mi sono chiesto se ancora ne valga la pena. Sin dalle mie prime riflessioni, ormai anni fa, il tutto reperibile in rete, ho sempre affermato che niente e nessuno avrebbe potuto cambiare l’insano iter progettuale della Regione. Questa convinzione nasceva dal fatto che quando cominciavano a venire meno alcuni importanti servizi ospedalieri e chiamavo in causa, perché autorevolmente intervenissero i Partiti, i Sindacati, le Associazioni di Categoria il silenzio regnava assoluto. L’ossequio e la storica cultura della suddutanza, l’apatia, il lasciar fare ad altri, tanto noi non abbiamo la forza necessaria per incidere sul nostro futuro, l’ha fatta da padrone. Poi le numerose manifestazioni che hanno visto i Sindaci in testa e sul tetto dell’Ospedale con annunciate dimissioni. L’importante lavoro degli infaticabili Comitati fino agli accordi, ben 2, che immediatamente criticai come scatole vuote, non forieri di alcun beneficio, e nella sostanza sempre disattesi. Poi ancora incontri con l’attuale assessore alla sanità Ing. Marroni , che recentemente, promettendo di esaminare le ultime richieste entro 30 giorni esordì affermando che il nostro Ospedale ha molto di più di quanto stabilito per Ospedali di Comunità. Grazie Sig. Assessore per la gentile e umana concessione, ovviamente gli elbani non Le augurerebbero mai un’urgenza sanitaria, ma se malauguratamente Le dovesse accadere all’Elba, sono convinto che meglio capirebbe le nostre istanze. Poi ancora, con l’ultima tornata elettorale e il cambio di alcune Amministrazioni si sono aperti nuovi percorsi purtroppo difficilmente sovrapponibili e che hanno richiesto tempo, troppo tempo per arrivare alla stesura di un documento comune tardivo, lungo e troppo articolato. Di fronte a tale istanza fu promessa una risposta in breve tempo, non c’è stata e non ci sarà. Ormai le carte sono state distribuite e si va a elezioni regionali, che, salvo miracoli vedranno riconfermati gli uscenti con il loro imperativo modus di gestire la nostra salute e, aggiungo, anche tarpando le giuste ambizioni politiche dei loro stessi amici elbani, e lo constato con dispiacere augurandomi che il messaggio venga recepito. Rimangono due cose: il ricorso al Presidente della Repubblica del Sindaco Barbetti e, forse il più importante, il quello al TAR del Sindaco Ferrari del quale attendiamo la sentenza. Non illudiamoci, ma facciamo auspici affinchè la Giustizia, nel rispetto dei Diritti, si ricordi di noi.
S.Bicecci
28.04.2015
L’International Rally Cup abbraccia con affetto, in questo difficile momento, l’equipaggio composto da Alberto Spinetti e Lara Giusti, sconvolti e increduli per questa tragica fatalità.
Bellissimo! E' stata entusiasmante la serata al teatro dei Vigilanti , organizzata per la dedica al nostro caro Renato Cioni.
Un grazie enorme al Sindaco Mario Ferrari, accompagnato da Roberto Marini, Angelo Del Mastro con il resto della Giunta. Naturalmente a tutto lo staff del Comune e a tutti gli Altri che hanno contribuito alla riuscita dell'evento. Bravissimi!
Un saluto particolare a Senio Bonini, Marco Manca e Marco Ciaponi, che conosco da quando erano bambini, li ho sempre seguiti e seguo sempre con affetto.
Un abbraccio particolare a Cristina Cioni per l'interpretazione della meravigliosa canzone finale dedicata al padre Renato ,che ha emozionato me e moltissimi altri spettatori.
Grazie a tutti Paola..
Torniamo ai fatti del Bucine, non ci si può fare niente? Lo Stato potrebbe fare tante cose, ma non ha tempo, non le farà, deve discutere. Ora il problema è aiutare una massa di sfortunate, anzi sfortunatissime persone, che vivono fuori dall' Italia.
Ma gli italiani con problemi gravi ci sono o no? Ma in che mondo vive la classe politica al Governo?
« Dixit Dominus Domino meo: sede a dextris meis, donec ponam inimicos tuos scabellum pedum tuorum. Virgam virtutis tuae emittet Dominus ex Sion: Dominare in medio inimicorum tuorum! Tecum principium in die virtutis tuæ in splendoribus Sanctorum: ex utero ante luciferum genui te. Juravit Dominus et non pænitebit eum: Tu es sacerdos in æternum secundum ordinem Melchisedech. Dominus a dextris tuis, confregit (confreget?) in die iræ suæ reges. Judicabit in nationibus, Implebit ruinas, conquassabit capita in terra multorum. De torrente in via bibet, propterea exaltabit caput. »
Disse Dio padre al mio Signore Gesù Cristo, il Messia: "Siedi alla mia destra, finché io non porrò i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi. Da Sion (Gerusalemme) il Signore farà discendere lo scettro della tua potenza : "Domina in mezzo ai tuoi nemici! Con te il principato, nel giorno della tua potenza tra lo splendore dei Santi ; dalla mia sostanza ti ho generato prima della creazione della luce. Il Signore ha giurato e non si pentirà. Tu sei sacerdote in eterno secondo l' ordine di Melchisedech! Il signore alla tua destra distruggerà i sovrani (che si opporranno a te) nel giorno della sua ira. Giudicherà in mezzo alle nazioni, le condurrà alla rovina: schiaccerà il capo di molti sulla terra. Durante la via berrà l' acqua dal torrente, perciò solleverà alta la sua testa. "
Quando i compagni elbani hanno appreso che la compagna Giuzio -che loro avevano scelto per rappresentarli alle elezioni- è stata esclusa dalla direzione regionale del partito non hanno battuto ciglio. Se i compagni dirigenti fiorentini hanno deciso che gli elbani devono essere rappresentati da una piombinese vuol dire che avranno le loro ragioni, non sono mica dei coglioni, loro.
E quando anche l’interessata, che aveva mugugnato, è rientrata come una scolaretta l’”appecoramento democratico” è stato completato. Solo Giovanni Fratini, un simbolo della sinistra elbana, ed ex sindaco, è rimasto eretto e ha minacciato di non andare a votare o votare in bianco.
Chi, a Firenze, aveva preso questa decisione conosceva bene i compagni elbani e sapeva che non avrebbero reagito perché loro stessi sono consapevoli di essere degli indigeni in via di sviluppo e quindi non ancora in grado di assumere cariche importanti come quelle regionali. E' vero, i compagni elbani conoscono i loro limiti perché i fiorentini non ne hanno mai fatto mistero.
Lo hanno detto e scritto più volte che non sono neanche in grado di gestire l’Elba da soli. Su questo hanno addirittura coniato uno slogan : “Gli elbani possono fare da sé, ma non da soli.”
L’ex assessore regionale Conti, qualche anno fa, venne all’Elba a ripeterlo addirittura in un’assemblea alla Ex Caserma De Laugier. Se lo avesse fatto in continente qualcuno gli avrebbe lanciato una scarpa. Ma a Portoferraio, invece, lo slogan offensivo fu fatto proprio dall'allora sindaco Roberto Peria che, inspiegabilmente, lo ripeté diverse volte, gustandoselo, rigirandoselo in bocca come se fosse un lecca lecca.
Cerchiamo di essere logici: se per i compagni fiorentini i compagni elbani (maschi e femmine) sono dei sottosviluppati, come è pensabile che li accettino per degli incarichi regionali?
Ma la cosa più preoccupate, e anche surreale, è che i fatti dimostrano che i compagni fiorentini non hanno tutti torti.
Infatti, se dei dirigenti locali non reagiscono quando i vertici del partito respingono quello che loro avevano democraticamente scelto, non possono che essere, nel migliore dei casi, politici deboli non in grado di difendere le loro scelte, e nel peggiore, solo politici in via di sviluppo e diversamente appecorati.
Comunque, questo fenomeno dell’”appecoramento” dei compagni elbani nei confronti dei loro Capi fiorentini non è stato senza conseguenze sul territorio e sulle popolazioni.
I compagni con il loro voto e con la loro attività politica hanno interpretato (anche per i propri interessi) un ruolo di intermediazione ascara: sono diventati strumenti in mano a coloro che stavano mettendo le mani sull’isola, smantellando tutti i servizi primari -a partire dalla sanità- e trasferendo in continente i centri direzionali; trasformando l’isola in una periferia degradata, una specie di riserva navajo dove vi si accede dopo essere stati bloccati da una sbarra e mostrando un documento di identità.
Ora, siccome tutto questo è vero, perché sotto gli occhi di tutti, se i compagni di base volessero, con calma, riflettere dovrebbero, come ha dichiarato Giovanni Fratini, non andare a votare o votare in bianco, ma non perché a Firenze non vogliono la Giuzio, che potrebbe anche essere comprensibile, ma per tutto quello che è stato detto e fatto contro questa terra negli ultimi 15 anni (tanto per ricordare qualcosa: smantellamento dell'ospedale; la Toremar servita su un piatto d'argento all'unico operatore privato presente sul mercato, che ha così potuto realizzare un monopolio quasi perfetto; l'APT soppressa, insieme a quelle del resto della Toscana, in una regione che realizza gran parte del proprio PIL proprio grazie al turismo; l'immenso e costosissimo bidone al veleno del Buraccio, che ancora oggi paghiamo con le bollette della tassa sui rifiuti).
Coloro invece che hanno un ruolo nel partito dovrebbero affrontare un’ altra questione. Una questione morale di fondo.
Dovrebbero chiedersi se sia moralmente accettabile che un elbano chieda la fiducia della gente per risolvere i problemi e poi si limiti ad eseguire gli ordini dai capi fiorentini anche se questi sono contro gli interessi di chi ha avuto fiducia in lui. Solo per fare un esempio, ci si può schierare con chi smantella l’ ospedale e mette a rischio la vita della gente?
Elba 2000
Movimento in difesa dei diritti degli elbani
Il mio intervento tende a ricordare i brasiliani della F.E.B. (Força Expedicionaria Brasileira alla Campagna d'Italia 1944-1945) che partecipò alla campagna d'Italia.
Il bilancio delle operazioni oltre oceano della Forza di Spedizione brasiliana può essere riassunto in pochi dati statistici. Furono presenti in Italia 25.334 uomini, che giunsero nella penisola in 5 scaglioni. Inoltre giunsero in Italia 111 persone, tra le quali il gruppo di infermiere, per via aerea. 15.069 uomini presero parte ai combattimenti, con il seguente bilancio di perdite: 457 morti, dei quali 13 ufficiali e 444 uomini di truppa. Inoltre persero la vita 8 piloti del gruppo aereo della FAB (Força Aerea Brasileira). I feriti da arma da fuoco in azioni di guerra furono 1.577, mentre quelli feriti per incidenti in zona di guerra furono 487; infine gli infortunati lontani dalla linea del fronte furono 658. Il deposito personale, a fronte di 3.179 uomini messi fuori combattimento, fornì alle unità di prima linea 3.379 rimpiazzi.
Il giudizio complessivo dell'operato dei soldati brasiliani in Italia può essere tutto sommato considerato positivo. I sudamericani riuscirono a superare difficoltà che avrebbero costretto anche gli stessi americani a tragiche battute a vuoto e chiaro è il riferimento alla crisi che colpì la FEB dopo la sanguinosa sconfitta di Monte Castello avvenuta nel mese di dicembre.
Il Brasile pagò enormemente la sua scelta di partecipare al conflitto. Estromesso dalle trattative per i risarcimenti di guerra dovette pagare interamente il prestito di guerra che gli Stati Uniti avevano accordato a Vargas nel 1942. L'ultima rata dei 361 milioni di dollari giunti in Sudamerica fu pagata il 1° luglio 1954. Il totale dei danni, delle spese, dei prestiti da restituire e degli interessi da pagare sommava a 12 bilioni di cruzeiros (2 milioni di sterline o 2 milioni di marchi, del 1945), e tale perdita non fu mai più pareggiata.
Certamente l'amarezza per il torto subito dagli ex-alleati non alimentò tentativi di facili ritorsioni verso i vecchi nemici. Il governo di Rio de Janeiro, che aveva confiscato all'inizio della guerra tutti i beni dei paesi e dei cittadini tedeschi, italiani e giapponesi, superò ogni rancore e restituì tutti i beni sequestrati ai legittimi proprietari. Con questo gesto terminarono tutte le vicende aperte con l'inizio della seconda guerra mondiale ed il Brasile, che aveva vinto la guerra, finì per pagare un conto fin troppo elevato.
Tratto da:
Il Brasile in guerra. La partecipazione della Força Expedicionaria Brasileira alla Campagna d'Italia (1944-1945)
di Andrea Giannasi
Prospettiva editrice
Sono lieto della concreta risposta all’appello che avevo lanciato nelle scorse settimane per aiutarci a migliorare il sito Visit Elba, messo appositamente online in versione base per potere essere visionato da tutti gli elbani
L’intervento del 24 aprile u.s. dei rappresentanti dell’enogastronomia, pubblicato su Il Tirreno, è per noi uno stimolo ad attivarci immediatamente per riprendere un dialogo con gli specialisti elbani di tutte le categorie, al fine di comunicare al meglio l’incredibile e complessa ricchezza della nostra offerta turistica.
Il progetto Visit Elba è un progetto aperto a tutta l’isola e le segnalazioni dei giorni scorsi hanno evidenziato la necessità che il progetto diventi sempre più un progetto di collaborazione di tutta l’Elba, per superare il limiti della comunicazione lasciata a pochi volenterosi e senza il contributo di tutti.
Avevamo, al tempo della redazione dei primi testi del sito, chiesto la collaborazione di alcuni importanti rappresentanti dei principali temi di offerta dell’Elba, ma l’iniziativa non aveva prodotto buoni risultati di collaborazione e ci siamo ritrovati, purtroppo, ad effettuare una revisione dei testi con le sole nostre forze, senza il necessario supporto di chi è esperto conoscitore della materia.
Grazie all’articolo del Tirreno, in poche ore è stato possibile chiarirci e constatare la disponibilità alla generosa e disinteressata partecipazione dei principali soggetti dell’enogastronomia per una più puntuale e precisa comunicazione dell’enorme varietà enogastronomica dell’Isola d’Elba e per la creazione di un disciplinare condiviso per l’utilizzo del marchio Elba per i prodotti elbani eccellenti e anche per un’offerta eno-gastronomica che possa essere veicolata dai canali di comunicazione VisitElba.
Evidentemente il caso concreto delle pagine web, stimolato dall’articolo del Tirreno, ha prodotto le condizioni necessarie per riattivare un dialogo che non aveva prima portato a risultati di collaborazione soddisfacenti.
Auspico che verranno presto attivati altri comitati per rappresentare al meglio la ricchezza di offerta della nostra isola. Oltre all’enogastronomia: cultura, arte, storia, natura, sport di mare, sport di terra, relax, luxury, lifestyle e le molte altre attrattive turistiche di cui la nostra isola è ricchissima e di cui i nostri turisti possono godere in grande abbondanza.
Effettueremo quanto prima, spero già la prossima settimana, una riunione con i principali rappresentanti dell’enogastronomia per stabilire un comitato dell’enogastronomia elbana, che esprima un interlocutore unico con cui relazionarci, che ci indirizzi nelle scelte editoriali della comunicazione e ci supporti nella produzione di contenuti di valore.
Il nostro team editoriale del sito, il nostro social media team e il nostro ufficio stampa sono ansiosi di poter ricevere il prezioso contributo degli specialisti, che ci aiuterà ad essere maggiormente efficaci nella comunicazione.
Nell’ottica del vicendevole scambio di valore, dato che il turismo è bene comune di tutti gli elbani, la Gestione Associata del Turismo metterà a disposizione gli strumenti e le persone su cui sta investendo mentre i rappresentanti dell’enogastronomia e spero in seguito delle altre esperienze turistiche, metteranno a disposizione i contenuti che già producono per la loro attività, in un’ottica di generosa e disinteressata collaborazione a vantaggio del turismo dell’isola.
Tengo solo a precisare che l’articolo del blog citato dal Tirreno non dice le cose gravi riportate e invito tutti gli interessati a verificare la fonte su: blog.visitelba.info. Dico questo perché dietro a queste attività ci sono persone che danno il massimo impegno e dedizione all’attività svolta e dimostrano una vera e grande passione per la nostra isola e riferire citazioni imprecise non rende giustizia della grande dedizione dimostrata e del grande impegno profuso.
Ribadisco la mia stima per le persone che si sono prodigate, tra molte difficoltà, nello sviluppo del sito, del blog e dei social e più in generale nella comunicazione della nostra meravigliosa isola e sono certo che grazie a questa rinnovata volontà di collaborazione da parte dei professionisti dei diversi settori saremo sempre più efficaci nel comunicare la nostra grande e complessa ricchezza turistica, che ci colloca tra le più belle isole del mondo e come meta ideale delle vacanze in ogni stagione.
Ricordo che per manifestare le proprie segnalazioni relative al sito, è stato attivato l’indirizzo e-mail [EMAIL]sitovisitelba@gmail.com[/EMAIL] presso il quale stiamo raccogliendo tutte le indicazioni relative alle possibili migliorie da effettuare.
Ruggero Barbetti