Riscontro Messaggio 92798 del 07.11.2019, 08:51
L’autore lamenta, giustamente, la crisi che investe i negozi privati dell'Isola asserendo testualmente “ serve una risposta di sistema, di comunità e questa risposta non potrà che partire da un riconoscimento importante, collettivo, del valore che ha il ruolo sociale e aggregante delle attività commerciali, artigianali, sul nostro territorio… da….un progetto organico e condiviso che riguardi crescita e sviluppo anche del commercio al dettaglio nella nostra realtà isolana ormai impera la legge “Mors tua vita mea”
Nel mentre faccio mio interamente l’intervento concordando in toto con il contenuto, nel quale si sottolinea come l’Elba sia senza “un progetto organico e condiviso che riguardi crescita e sviluppo” vorrei aggiungere che i concetti e le mancanze esposte riguardano non solo quello dei piccoli negozi ma anche molti settori importanti e tra tutti quello della sanità pubblica mentre tra di essi non si può escludere quello essenziale per l’Elba del rifornimento idropotabile che io conosco abbastanza bene. In questo settore l’Elba viene considerata, con una indifferenza assolutamente ingiustificata, come un ente a sé stante che deve provvedere da solo a risolvere i suoi gravi problemi. Non è sicuramente in questo modo che troveranno soluzione, come detto il commercio locale, ma nemmeno il rifornimento d’acqua potabile. Infatti, come del resto impone la legge regionale, la soluzione può essere trovata soltanto studiando e realizzando a poco a poco, un sistema a rete che economicamente e tecnicamente riguardi l’intera regione ed addirittura delle aree extra regionali quando ciò sia tecnicamente giustificato. Si tratta di un sistema composto in unica soluzione da una rete di condotte interconnesse ed estese a tutto il territorio, Elba compresa, con definizione delle fonti che in un futuro dovranno alimentare l’intero territorio, dei serbatoi di accumulo, degli impianti di sollevamento e di tutti gli altri accessori di cui sono normalmente dotati gli acquedotti, il tutto progettato e dimensionato in maniera razionale e congruente per l’intera regione toscana. Ovviamente il compito da realizzare urgentemente è la progettazione generale di tutto l’insieme ed inoltre la definizione degli interventi da realizzare attraverso gli anni in modo da arrivare ad un futuro assetto regionale razionalmente concepito non senza aver definito gli interventi intermedi tutti congruenti con il progetto generale stesso ma atti ad offrire delle soluzioni temporanee di alimentazione idrica nei periodi che precedono la realizzazione del sistema a rete generale.
Invece come ci si comporta ? Si improvvisano soluzioni di ripiego fatte passare come soluzioni definitive e destinate tutte a fallire proprio perché prive di una strategia di base. Si cita come esempio la soluzione con costruzione di ben 21 laghetti per una cubatura totale di circa 2 milioni di mc soluzione ormai abbandonata a seguito della costruzione del primo laghetto chiamato, Condotto come quella della dissalazione dell’acqua marina che prevede una vera e propria rivoluzione scelta senza alcuna visione dell’insieme del problema generale dell’alimentazione di tutta la regione toscana del quale dovrebbe far parte anche la dissalazione dell’acqua marina la quale invece viene considerato soltanto come componente essenziale della sola Isola d’Elba. Un altro problema di non poco conto è quello della condotta sottomarina che collega l’Isola con le fonti della terraferma, condotta che documenta da sé sola l’appartenenza dell’Elba ad un insieme continentale e che invece viene considerato isolatamente. Si tratta di una condotta ormai giunta alla fine della sua vita e quindi da sostituire, Ma quali previsioni si sono fatte al riguardo? La condotta sottomarina sostitutiva sarà ancora alimentata dalle fonti della Val di Cornia oberate da richieste idriche superiori alla sua potenzialità oppure si pensa di collegarla ad altre fonti? . Ma quali sarebbero queste nuove fonti? Nessuna previsione!
Le stesse fonti della Val di Cornia non sono oggi senza problemi e non è possibile che la loro risoluzione venga ottenuta sic et semplkciter con la dissalazione marina prevista all'Elba come risulta dagli atti ufficiali.
In conclusione non è solo il sistema dei piccoli negozi individuali destinato ad una brutta fine ma sono anche servizi prioritari che proseguono alla cieca senza che appaia chiaramente la congruenza di ogni intervento con un dettagliato piano generale a carattere regionale!
