[COLOR=darkblue][SIZE=5]
LA GIUNTA ZINI E I MURI ITALIANI [/SIZE] [/COLOR]
La giunta Zini di Portoferraio viene condannata da una parte dell'opinione publica in queste ore – che seguono l'ultimo Consiglio comunale – proprio per aver condannato i muri anti-migrazione o solo per averne inserito la dichiarazione nell'Ordine Del Giorno?
Senza entrare nel casus belli e senza scomodare il diritto naturale, è un fatto che alzare un muro per tener fuori qualcuno – da un posto percepito come cosa propria – NON E' un segnale di pace, né un atto di distensione; se non è un atto di provocazione è comunque (la si pensi come si vuole) sempre un atto COERCITIVO.
Premesso questo, mi chiedo se quei portoferraiesi o elbani che attaccano la Giunta, lo facciano NELLA SOSTANZA, insomma perché vogliono i muri (magari con contorno di respingimenti a mare), oppure NELLA FORMA, cioè giudicano la dichiarazione una forzatura illegittima delle forme assembleari. Possibile che il Sindaco non conosca il regolamento comunale o che lo violi scientemente? Non credo.
Faccio un passo indietro: In linea generale un sindaco può (anzi DEVE, secondo la dottrina politica) usare le sue prerogative per spostare la soglia percettiva che divide le cose che oggi contano (i valori) da quelle oggi insignificanti o nocive (i disvalori), insomma per sviluppare spinte sociali costruttive e allontanare quelle distruttive. La mia opinione è che quando la Giunta Zini condanna un disvalore (come dividere i popoli artificiosamente) lo fa con diritto. Una giunta comunale è un organo di indirizzo, quindi politico. Non conosco il regolamento comunale portoferraiese ma, se non ci fosse forzatura nell'iter assembleare, allora l'unico torto della Giunta portoferraiese è quello di aver forzato la coscienza di alcuni concittadini (e elbani) a fare apertamente i conti con i valori e i disvalori della nostra società. Voglio credere i portoferraiesi amanti della tranquillità, dello “understatement”, non voglio pensarli pieni di livore cieco. Questo, per me, chiude la faccenda.
In postilla; perché certi temi stimolano negli italiani sentimenti diffusi così estremi? Quando sui giornali c'erano solo minacce jihadiste di annientamento dell'Occidente, la paura dominava le masse, il panico addirittura. Adesso che si legge e si ascolta solo di invasioni migratorie, il rancore, l'odio persino. Io so che questi sentimenti estremi non si agglutinano e organizzano spontaneamente, perciò quando sporadiche parole di odio indistinto diventano parole d'ordine ubiquitarie, allora vado cercando il demiurgo mediatico che ha soffiato sul fuoco. E lo trovo sempre, perché sempre c'è. Anche la manipolazione dell'opinione pubblica è uno strumento dell'armamentario politico di ogni tempo e luogo.
P.S.: avverto i più distratti che i migranti nel 2019 sul suolo europeo sono soltanto lo 0,2% degli abitanti totali. Un milione quindi, diluito fra Ragusa e Rovaniemi, in mezzo a oltre 500 milioni di cittadini comunitari. Per contro in Italia quest'anno il saldo demografico negativo ha raggiunto un record mai toccato in tutta la sua storia: il numero di donne ultraottantenni attualmente viventi ha superato il numero delle femmine nate, inoltre, la nostra media anagrafica nazionale è di 46 anni. La media africana, invece, è di 22 anni. Nel nord e centro Italia si è già da anni in regressione demografica, e nel 2019 il sud – proverbiale serbatoio demografico fino agli anni Settanta – si è adeguato, riuscendo a fare ancora meno figli. Questo è il segnale di una profonda sfiducia e difficoltà degli italiani verso il loro futuro. La colpa non è certo di chi sbarca ora, ma un colpevole bisogna pur scovarlo, no? Nel frattempo gli italiani rimandano ancora i problemi decennali che li affliggono… ma questa è un'altra storia.