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CORONAVIRUS: des médecins osent dire la vérité da piero in campo pubblicato il 13 Marzo 2020 alle 11:53
Chers amis, Sarà che vorrei essere ottimista a tutti costi in un momento drammatico in cui il panico ha ormai conquistato la scena a tutti i livelli, ma ritengo che ci debba essere ancora spazio per ascoltare medici competenti che, a loro volta, ‘denunciano chi semina e chi si lascia prendere dal panico’. La novità è che dei medici e degli scienziati onesti, specialisti in questo tipo di virus, denunciano questa deriva sproporzionata come 'LA VERA CAUSA DEL CONTAGIO'. Faccio pertanto seguito alla mia d’ieri per riportare la conferenza stampa del Professeur Gilbert Deray, de l’Hôpital Pitié-Salpêtrière, à Paris, intitulée « Coronavirus, attention danger, mais pas celui que vous croyez » (attenzione al pericolo coronavirus, ma non quello che credete): “Da 30 anni, dal mio osservatorio ospedaliero, ho vissuto molte crisi sanitarie, HIV, SRAS, MERS, ritorno della tubercolosi, batteri multi-resistenti, che abbiamo gestito nella calma e molto efficacemente. Nessuno ha dato luogo al panico attuale. Non ho mai visto un tale grado d’inquietudine per una malattia infettiva così come per nessun’altra. E pertanto non sono inquieto quanto alle conseguenze mediche del coronavirus. Niente nelle cifre attuali sulla mortalità e la diffusione del virus giustifica il panico mondiale sanitario e soprattutto economico. Le misure adottate sono adatte ed efficaci e permetteranno il controllo dell’epidemia. Sta già succedendo in Cina, focolaio iniziale e largamente il più importante di questo agente infettivo, dove l’epidemia si sta spegnendo. Il prossimo futuro dirà se mi sono sbagliato” Riporto anche il testo originale per chi ne fosse interessato: « Depuis 30 ans, de mon observatoire hospitalier, j’ai vécu de nombreuses crises sanitaires, HIV, SRAS, MERS, résurgence de la tuberculose, bactéries multi-résistantes, nous les avons gérées dans le calme et très efficacement. Aucune n’a donné lieu à la panique actuelle. Je n’ai jamais vécu un tel degré d’inquiétude pour une maladie infectieuse et d’ailleurs pour aucune autre. Et pourtant, je ne suis pas inquiet quant aux conséquences médicales du coronavirus. Rien dans les chiffres actuels sur la mortalité et la diffusion du virus ne justifie la panique mondiale sanitaire et surtout économique. Les mesures prises sont adaptées et efficaces et elles permettront le contrôle de l’épidémie. C’est déjà le cas en Chine, foyer initial et de loin le plus important de cet agent infectieux, ou l’épidémie est en train de s’éteindre. L’avenir proche dira si je me suis trompé.
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GRUPPO CONSIGLIARE "FORZA DEL FARE" pubblicato il 13 Marzo 2020 alle 11:39
Al Sig. SINDACO del Comune di Portoferraio Alla Sig.ra PRESIDENTE del Consiglio Comunale di Portoferraio Al Sig. SEGRETARIO GENERALE DEL COMUNE DI PORTOFERRAIO [IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/ditursi.JPG[/IMGSX] GRUPPO CONSILIARE “ FORZA DEL FARE” Interpellanza avente ad oggetto la immediata sospensione di tutti i tributi di competenza comunale, per un periodo non inferiore a 90 giorni, con successiva facoltà di rateizzare le somme dovute nei successivi in almeno 4 anni, quale sostegno ai cittadini ed alle imprese di Portoferraio, stante la gravissima crisi economica determinata dall’emergenza sanitaria. Premesso che E’ di tutta evidenza come la pandemia da “Coronavirus”, stia determinando nel settore del turismo una gravissima crisi economica, che non appare né di pronta soluzione e tantomeno di lieve entità;Nel Comune di Portoferraio ciò sta comportando e comporterà una sostanziale impossibilità di svolgimento delle attività lavorative e produttive, in tutto od in gran parte, con riflessi immediati sulle imprese e sui dipendenti; Come dichiarato in più occasioni da questa stessa Amministrazione, il Comune di Portoferraio ha a disposizione notevoli risorse finanziarie di bilancio, derivanti dalla precedente Amministrazione; Sussiste pertanto l’urgenza di un primo intervento da parte di questa Amministrazione volto a lenire lo stato di evidente difficoltà in cui si trova il tessuto urbano di Portoferraio; Tutto ciò premesso si chiede alla Giunta Se la stessa, come già avvenuto in altri Comuni dell’Isola d’Elba, intenda adottare immediate ed urgenti misure di carattere finanziario in favore dei cittadini e delle imprese del nostro Comune, provvedendo ad una sospensione del pagamento di tutti i tributi comunali, per un periodo non inferiore a giorni 90, con possibilità di una dilazione degli stessi, a partire dal 2021 sino al 2025; Se sono in corso, o stanno per essere adottate, misure di qualsiasi diversa natura, volte a contrastare la gravissima crisi economica ed occupazionale del nostro territorio. A seguire: Interrogazione sull’attuazione del piano sanitario presentato dai Sindaci Elbani in data 11.5.2018, ed in particolare riguardo all’istituzione di unità operativa complessa di anestesia e rianimazione e l’aumento dei posti letto di high/care sub-intensiva, nonché l’adozione di misure urgenti volte a garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini dell’Isola d’Elba. Con richiesta di inserimento nell’Ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale. considerato che - con il piano sanitario presentato dai Sindaci l’11.5.2018 sono state fatte specifiche richieste di potenziamento della struttura sanitaria, in particolar modo l’istituzione di unità operativa complessa di anestesia e rianimazione, con previsione di ulteriori posti letto di high/care sub-intensiva; - l’attuale grave emergenza sanitaria del “Coronavirus” prevede, quale frequente ed indispensabile trattamento, la terapia intensiva, che non sembra allo stato poter essere attuata sul nostro territorio; - la previsione del trasferimento tramite elicottero presso altre strutture ospedaliere attrezzate in tal senso, non garantisce l’effettiva possibilità di spostare gli ammalati in caso di maltempo, purtroppo frequente, non venendo effettuati i voli; - in tale ipotesi si determinerebbero gravissimi rischi per la salute dei pazienti, con violazione dei diritti che devono essere costituzionalmente riconosciuti a tutti i cittadini; interroga la S.V. - per sapere se le richieste di potenziamento della struttura sanitaria con l’istituzione di unità operativa complessa di anestesia e rianimazione e l’aumento di posti letto di high/care sub-intensiva, sono state attuate dall’ all’Azienda U.S.L. Toscana Nord Ovest; - se e quali dotazioni, in termini di macchinari e risorse professionali, esistono nel nostro presidio sanitario in grado di garantire una terapia intensiva, con personale specializzato che risieda sul nostro territorio, non essendo garantiti in caso di maltempo i collegamenti con la terra ferma anche per gli stessi operatori sanitari, che pertanto devono essere stabilmente presenti all’Isola d’Elba; - se il Sindaco del Comune di Portoferraio, anche nella sua qualità di Presidente della Conferenza dei Sindaci, ha formulato precise richieste in tal senso all’Azienda U.S.L. Toscana Nord Ovest, sia riguardo alle richieste di potenziamento alla struttura sanitaria già presentate dai Sindaci con il piano sanitario del’11.5.2018 e se ha ricevuto garanzie e la natura delle stesse, anche relativamente all’adozione comunque di misure idonee a garantire ai cittadini dell’Isola d’Elba, la tutela del diritto alla salute, sulla scorta del principio di eguaglianza sostanziale previsto dalla Costituzione. GRUPPO CONSILIARE FORZA DEL FARE PAOLO DI TURSI
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ISOLA D'ELBA ONLINE pubblicato il 13 Marzo 2020 alle 11:25
I TRAGHETTI DI TOREMAR CAMBIANO ORARIO FINO AL 31 MARZO A CAUSA DELL’EMERGENZA CORONAVIRUS [IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/toremar.JPG[/IMGSX] A causa emergenza Covid-19, Toremar fa sapere che gli orari delle partenze dei collegamenti fra l’isola d’Elba e Piombino, in vigore da oggi 13 marzo fino al 31 marzo. Ecco quindi gli orari previsti: Linea A2 Portoferraio-Piombino e viceversa – Portoferraio- Piombino 5 – Piombino-Portoferraio 6,30 – Portoferraio- Piombino 8 – Piombino-Portoferraio 9,30 – Portoferraio-Piombino 11 – Piombino-Portoferraio 13 – Portoferraio-Piombino 14,30 – Piombino-Portoferraio 16,30 – Portoferraio-Piombino 19 – Piombino-Portoferraio 22 Linea A2 fast (mezzo Veloce): – Portoferraio-Cavo 6,50 – Cavo-Piombino 7,10 – Piombino-Cavo 8,40 – Cavo-Portoferraio 9 Linea A3 – Piombino-Rio Marina e viceversa – Rio Marina-Piombino 6,55 – Piombino-Rio Marina 8,20 – Rio Marina-Piombino 15,30 – Piombino-Rio Marina 17,50 Il martedì sarà effettuata la corsa per l’isola di Pianosa come da programma di esercizio. Per maggiori informazioni vedi: https://emergenzaelba.com/
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CoronaEsa da Elba pubblicato il 13 Marzo 2020 alle 11:18
Buongiorno, vorrei sapere, visto la richiesta già fatta da cittadini a questo blog, visto l'emergenza sanitaria che stiamo vivendo se può essere sospeso il porta a porta, visto anche le attività specie ristoranti bar ect sono chiusi. Già è poco igienico lasciare tutto per strada, poi non spazzando nessuno sarebbe meglio che l'Esa sanificasse e disinfettasse le strade strade. Vi chiedo inoltre cosa fanno gli operatori nel loro orario di lavoro per quel lavoro che hanno da fare con bar chiusi e assembramenti vietati. Dove prenderanno i soldini i comuni quest'anno non si sa. A presto
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KOVID 19 - pubblicato il 13 Marzo 2020 alle 11:16
Il sindaco Zini inizi subito a fare una sanificazione e disinfestazione del paese, si attivi subito.. Dai
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GIOVANNI FRANGIONI pubblicato il 13 Marzo 2020 alle 10:57
[COLOR=darkred][SIZE=4] IL PORTO DI LIVORNO E QUELLI DI PIOMBINO, DELL'ELBA E IL CORONAVIRUS. [/SIZE] [/COLOR] [IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/sbarre.JPG[/IMGSX] Leggo che l'Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno si è riunita con ASL, Capitaneria ecc.… .Hanno, come ovvio, ribadito che i passeggeri devono dimostrare con l'autocertificazione di potersi muovere per motivi di salute, di lavoro o per altre ragioni di assoluta necessità. Il Presidente dell'Autorità ha fatto emergere la necessità di intensificare ( e ci mancherebbe altro) i controlli non solo nelle aree di imbarco, ma anche direttamente ai varchi … . Fino a qui, senza lode e senza infamia, niente da segnalare. Quello che mi ha fatto sconcerto è quando si dice: " sul porto piombinese e su quelli elbani l'Autorità portuale ha stabilito che verrà presto aperto un nuovo tavolo con le istituzioni competenti e le compagnie di navigazione per verificare quali misure per la salute delle persone". In questo momento di criticità massima, di paura, di sacrifici non sai cosa hanno deciso per l'Elba e se quelle misure sono efficaci? Presto aprirai un nuovo tavolo? C'è un urgenza massima e genericamente vieni fuori, L'Autorità Portuale, con queste irritanti banalità?
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Appello ai sindaci dell’Elba da Capoliveri pubblicato il 13 Marzo 2020 alle 10:22
Ai Sigg. Sindaci - Allori - Barbi - Corsini - Gelsi - Montauti - Papi - Zini Leggiamo di raccolte fondi pro ospedali che stanno crescendo, con ottimi e forse insperati risultati, in tutta Italia e mi chiedo se per una volta, tutti uniti, non è possibile lanciare una raccolta a favore del nostro povero ospedale elbano. Magari dove non arriva la regione possiamo arrivare noi ! Tramite il sito GoFundMe è possibile lanciare la campagna indicando come unico beneficiario direttamente l’ospedale. Proviamoci e facciamo circolare la notizia
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POLIZIA DI STATO pubblicato il 13 Marzo 2020 alle 9:18
POLIZIA DI STATO: CHIUSURA AL PUBBLICO DELL’UFFICIO ARMI, PASSAPORTI O ALTRE AUTORIZZAZIONI. [IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/ps.JPG[/IMGSX] In considerazione dell’emergenza epidemiologica da COV-19, in attuazione delle disposizioni di cui alla normativa afferente le misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza da COVID19, è stata disposta la chiusura al pubblico degli uffici passaporti, licenze di porto d’armi ed altre autorizzazioni. ARMI Nello specifico, ai sensi della vigente normativa che prevede la presentazione della denuncia di detenzione armi entro 72 ore dal momento dell’acquisizione, tale denuncia, debitamente datata e sottoscritta, può essere inoltrata anche via mail (comm.portoferraio.li@pecps.poliziadistato.it), ovvero tramite raccomandata a/r. Si ricorda che tale denuncia deve essere presentata nei seguenti casi: • quando si viene in possesso di armi e cartucce per acquisto personale o per eredità; • quando si cedono armi e cartucce a terzi; • per variazione del luogo di detenzione delle armi e delle cartucce. La documentazione dovrà contenere oltre all’attuale denuncia di acquisto/cessione armi (debitamente compilata in ogni sua parte con i dati richiesti), la precedente denuncia, la dichiarazione di acquisto/cessione firmata sia dall’acquirente che dal cedente, la fotocopia dei titoli di polizia dell’acquirente e del cedente ed i relativi documenti di identità, o eventualmente, qualora l’acquisto sia avvenuto presso un’armeria, la dichiarazione di vendita del predetto esercizio. Analoga procedura di trasmissione potrà essere applicata anche per le altre autorizzazioni in materia di armi/munizioni ed esplosivi. PASSAPORTI Per l’Ufficio Passaporti, le relative istanze di rilascio e/o ritiro potranno essere preventivamente inoltrate all’indirizzo mail comm.portoferraio.li@pecps.poliziadistato.it solo per comprovate esigenze di lavoro o di salute o stato di necessità, adeguatamente certificate o documentate: a tal fine verrà fissato dall’ufficio interessato un appuntamento specifico. ALTRE AUTORIZZAZIONI DI POLIZIA Tutte le istanze relative al rilascio di ogni altra autorizzazione potrà essere inviata via mail al medesimo indirizzo pec, ovvero tramite raccomandata a/r. Tutta la relativa modulistica può essere scaricata dal sito della Questura di Livorno (ww.poliziadistato.it). Portoferraio, 13 marzo 2020 IL DIRIGENTE PIETRO SCROCCARELLO
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Moby/Toremar da Portoferraio pubblicato il 13 Marzo 2020 alle 8:53
Ma nessuno dei nostri Amministratori dice niente, il Sig.Onorato ha sospeso tutte le corse Moby, da oggi viaggia solo Toremar...... che dire se non vergogna..... se il motivo era il Coronavirus sarebbero state sospese un po' corse di ambedue le compagnie....... questo è il risultato del monopolio.
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Coronavirus cosa fa la Germania? da Salvini vuole chiudere l'Europa, c'e' il Sovranismo e il Federalismo, e la Germania è a un altro livello rispetto alla Lombardia Nazione Federale Padano-Italica pubblicato il 13 Marzo 2020 alle 8:29
Coronavirus, cosa fa la Germania: restrizioni a livello locale e molte raccomandazioni. Ma può contare su 28mila letti di terapia intensiva Per ora però dal governo federale sono arrivate solo raccomandazioni: qual è quindi la strategia tedesca e perché la Germania non sta mettendo in campo misure draconiane? I posti letto – La prima risposta è che il sistema sanitario tedesco, a fronte di poco più di 80 milioni di abitanti, può contare su 28mila posti letto in terapia intensiva, di cui 25mila con respirazione artificiale. L’Italia ne ha circa 5mila. Il governo e il Robert-Koch-Institut, l’ente tedesco per le malattie infettive, ritengono quindi che gli ospedali siano pronti a reggere l’urto di un contagio. Il virologo Christian Drosten del Charité University hospital di Berlino sostiene inoltre che le autorità sanitarie locali dei 16 Stati federali abbiano eseguito fin da inizio gennaio una serie di tamponi mirati (le cifre però non sono disponibili), che ha consentito di limitare il contagio. Anche se le preoccupazioni crescono man mano che aumenta il numero dei positivi ed è già previsto un importante stanziamento di risorse per il sistema sanitario. Merkel e il suo governo hanno assicurato di prendere sul serio l'emergenza, ma per ora sono arrivati solo appelli alla popolazione. In parte perché sono le autorità locali ad avere potere decisionale: così sulle misure si procede a macchia di leopardo. Il sistema federale – Un’altra ragione per cui da Berlino non arrivano decisione drastiche è il federalismo tedesco, che in questo può diventare un ostacolo. La costituzione garantisce infatti ai 16 Stati, alle 294 contee e alle 107 città una grande autonomia, anche in campo sanitario e anche in caso di emergenza. Lo ha sottolineato più volte il ministro federale della sanità, Jens Spahn. Le decisioni vengono prese localmente e anche per questo si procede a macchia di leopardo. Nel Brandeburgo, ad esempio, un intero comune è stato messo in quarantena: ci sono 5mila cittadini isolati. La città di Halle, in Sachsen-Anhalt, ha chiuso tutte le scuole di ogni ordine e grado fino al 27 marzo. Si tratta però della prima città, che ha deciso di ricorrere a questo provvedimento. Anche la scuola in Germania è di competenza regionale.
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STIAMO TUTTI A CASA ..e se lo dice lui.... da Famiglia... Zecchini & Prianti pubblicato il 13 Marzo 2020 alle 8:13
[vimeo]397365946[/vimeo]
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MARCELLO CAMICI pubblicato il 13 Marzo 2020 alle 7:30
IL RISORGIMENTO ITALIANO E BETTINO RICASOLI . SUO RUOLO NELL’ANNESSIONE DELLA TOSCANA AL REGNO SABAUDO. PUBBLICATA ONLINE UNA RICERCA [IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/camici1.JPG[/IMGSX] Marcello Camici ha pubblicato su Academia.Edu una ricerca sul risorgimento italiano e più in particolare su uno dei suoi artefici: Bettino Ricasoli. La figura di Ricasoli, presidente e ministro dell’interno del governo di Toscana, viene analizzata e commentata attraverso lettere e documenti relativi al periodo 1859-1860,periodo dove nasce la “rivoluzione toscana” con il municipio che si fa stato . Alcune di queste lettere sono inviate al gonfaloniere di Portoferraio dr Squarci. Con la riforma delle rappresentanze comunali dove viene introdotto il metodo dell’elezione, tuttora presente, in sostituzione di quello dell’estrazione ,emerge la figura dello statista. Attraverso le lettere, dispacci, indirizzi alle autorità governative rivive l’epopea del risorgimento italiano dove il popolo, uomini e donne, crede e lotta per la “causa nazionale “. Famosa la sua lode alle donne di Toscana di cui fra pochi giorni ricorrono centosessanta anni. “..Oggi dopo lunga vicenda di patimenti e di errori ,tutti concordi e pronti ad ogni sacrificio di vita e di beni, vogliamo una patria che non sia mancipio dello straniero, e l’Italia è sorta nazione. Se a questo siamo giunti ,è in gran parte opera vostra, o donne gentili; perché ogni lutto della patria ebbe le vostre lacrime, ogni atto magnanimo dei suoi figli il vostro plauso…” (21 marzo 1860. Lode alle donne di Toscana da Bettino Ricasoli, presidente del consiglio dei ministri e ministro dell’interno) E’possibile leggere o scaricare lo studio a questo link; https://www.academia.edu/42198471/BETTINO_RICASOLI_E_IL_RISORGIMENTO_ITALIANO_SUO_RUOLO_NELLANNESSIONE_DELLA_TOSCANA_AL_REGNO_SABAUDO_BETTINO_RICASOLI_AND_THE_ITALIAN_RISOR GIMENTO Marcello Camici
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Elbano pubblicato il 12 Marzo 2020 alle 21:10
Italia stato fondatore della Comunità Europea? Finora siamo stati derisi, invece che aiutati. Ora purtroppo si comincia a capire che siamo tutti sulla stessa barca e tutti si preoccupano. Speriamo che non sia troppo tardi.
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allora non hai capito pubblicato il 12 Marzo 2020 alle 18:49
Infatti si dovrebbe andare nei supermercati solo per vera necessità, e non per passare il tempo come tanti fanno.......
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A chi ci propone poesie. da Ma chi le legge? pubblicato il 12 Marzo 2020 alle 18:39
E questo con la situazione drammatica che stiamo vivendo pensa a propinarci poesie!!! Suvvia! Sveglia!
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Ultimi dati sulla diffusione del contagio in Italia pubblicato il 12 Marzo 2020 alle 18:22
Terrorizzante! Il virus si sta espandendo con la stessa velocità anche nel resto dell' Europa!
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EMERGENZA CORONAVIRUS -CASCHI SALVAVITA pubblicato il 12 Marzo 2020 alle 18:17
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/casco1.JPG[/IMGSX] La regione Toscana ha peso in considerazione come ha fatto la Lombardia di dotarsi dei caschi Cpap? La sanità locale, gli organi competenti, la politica ect sono a conoscenza di questa opportunità salvavita, per arginare le carenze di attrezzature di rianimazione del nostro ospedale? un casco costa circa 200 € di seguito ho fatto copia incolla per portare a conoscenza l'utenza tutta, di questa IMPORTANTE opportunità. Mi auguro chi di dovere si esprimi in merito ed AGISCA! Caschi Cpap: una valida strategia per affrontare l’emergenza I caschi Cpap, sistemi di ventilazione assistita non invasiva, sono strategici per la cura dei pazienti colpiti da Covid-19. Hanno il vantaggio di essere efficaci, relativamente semplici da utilizzare e di alleggerire la pressione sulle terapie intensive, al limite delle loro capacità. La Lombardia ne ha acquistati più di duemila con i fondi stanziati dal Governo per la gestione dell’emergenza. Abbiamo chiesto a Giovanni Landoni, dell’unità operativa di anestesia e rianimazione dell’ospedale San Raffaele di Milano, di spiegarci cosa sono e come funzionano. 11 marzo 2020di Simona Ovadia casco Cpap L’epidemia Covid-19 sta mettendo a rischio la tenuta del Servizio sanitario nazionale, soprattutto nelle Regioni più colpite, come la Lombardia, dove i posti di terapia intensiva si stanno inesorabilmente riducendo. Per far fronte a questa emergenza, oltre alle misure di contenimento sempre più stringenti, si stanno mettendo a punto alcune strategie sanitarie per alleggerire la pressione sui reparti di cure intensive. Una di queste prevede l’acquisto di un numero ragguardevole di caschi Cpap, sistemi di ventilazione assistita non invasiva che possono essere utilizzati efficacemente anche in reparti diversi. All’inizio dell’emergenza la Lombardia ne aveva soltanto duecento, oggi se ne contano più di duemila, acquistati con i fondi stanziati dal Governo. Abbiamo chiesto di cosa si tratta a Giovanni Landoni, medico anestesista e professore dell'Università Vita-Salute di Milano, autore di una lettera pubblicata sulla rivista scientifica Lancet sui caschi Cpap e la gestione dei pazienti con Covid-19 insieme ai colleghi Alberto Zangrillo, primario di rianimazione dell'ospedale San Raffaele, e Luca Cabrini dell'Università di Varese. Cosa sono questi caschi e come funzionano? «Si tratta di caschi collegati a una macchina per la ventilazione. L'aria e l'ossigeno vengono immessi nel casco con una pressione positiva, cosa che aiuta gli alveoli polmonari ad aprirsi e a lavorare meglio. La ventilazione non invasiva viene utilizzata in tutti i pazienti con bronchiti croniche che vengono in ospedale in scompenso, o in chi ha un edema polmonare e fa fatica a respirare perché il cuore non funziona bene, praticamente in qualsiasi forma di insufficienza respiratoria. È una strategia salvavita che gode in letteratura di un alto grado di evidenza, superiore a quello dell'insulina o degli antibiotici, per esempio. Dovrebbero essere messi ai primi posti tra le terapie salvavita: ci sono 24 studi serissimi, fatti in tutto il mondo, che documentano come i malati con gravi crisi respiratorie vivono di più quando sono trattati con questi caschi, sia confrontati con le classiche mascherine per l'ossigeno, sia confrontati con le manovre più invasive, come l'intubazione nella trachea. Dal punto di vista scientifico il livello di evidenze è elevatissimo, dal punto di vista pratico, però, questi sistemi sono ancora poco conosciuti e usati quasi esclusivamente nelle terapie intensive e a casa per sostenere la respirazione dei pazienti che soffrono di apnee notturne (in questo caso però non si usano i caschi ma delle maschere più piccole). C’è una discrepanza notevole tra la bontà di questi presìdi e la loro conoscenza anche a livello della popolazione generale: eppure salvano più vite umane di quanto si possa immaginare». Come saranno d'aiuto nell'emergenza Covid-19? «I caschi Cpap sono sistemi piuttosto semplici, soprattutto se paragonati ai sistemi di ventilazione assistita classici, che possono essere utilizzati anche al di fuori delle terapie intensive, per esempio nelle sub intensive e in alcuni reparti, a patto che si faccia un'adeguata formazione al personale ospedaliero. Ciò significa moltiplicare in maniera esponenziale la possibilità di curare in maniera adeguata i pazienti che si presentano in ospedale con grave insufficienza respiratoria. Per quanto riguarda i pazienti con Covid-19, inoltre, il casco garantisce al personale sanitario una buona protezione dal rischio di contagio, perché tra tutti i sistemi di ventilazione assistita è quello che trattiene meglio eventuali nebulizzazioni contaminate». È favorevole alla decisione della Regione Lombardia di acquistarne una quantità rilevante per fronteggiare l’emergenza? «Sono favorevolissimo. Gli ospedali attualmente hanno pochi sistemi di ventilazione e pochi caschi. In tempi normali si prediligono maschere e sistemi meno costosi. Ma per fronteggiare Covid-19 questi caschi hanno un ottimo rapporto costo -beneficio: si parla di circa 200 euro per il casco (che è di plastica monouso) e di qualche migliaia di euro per la macchina. In futuro la spesa non sarà stata vana: più si amplierà la conoscenza e l’utilizzo di questi sistemi e più saranno utilizzati in modo precoce, minore sarà la necessità di ricorrere a forme di ventilazione più invasive, costose e intensive». UN CITTADINO
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Gianluca Bisso da Portoferraio pubblicato il 12 Marzo 2020 alle 18:17
Voglio augurare un buon compleanno a Manrico Murzi con una delle poesie che preferisco: Di porto in porto, tratta dall'omonima silloge del 1996, dedicata ad Elio Filippo Accrocca , che ha suggerito al poeta il titolo della raccolta. Di Porto In Porto È il mio corpo una nave pirata. Da quale bosco fu tagliata la legna, da quale cielo si staccò il respiro che di dentro si muove; di quale monte è il legno della botte, di quale vigna il vino che contiene, ignoro. La verità come l’acqua si sparge, ed è una casa che non ha cortile il mondo. Né conosco quale canto di gallo svegliò l’onda. Di porto in porto trascino il desiderio. Importa il viaggio, non importa l’arrivo. La vòlta è coppa che un poco s’inclina a farci bere solamente un sorso del liquido mistero. Di giorno c’è un sasso di fuoco a farmi lume, di notte una facciona vagabonda che mi ricorda come viva anch’io di luce in prestito. Dal tempo senza numero nessun segnale. Del mondo che trottola non si avverte il fruscìo. Le stelle, solo perché lontane non possono bruciare chi le ammira. E sopra il cuore fa peso anche un piumino di mimosa. Segnalo inoltre che a dicembre sulla prestigiosa rivista "Poesia" di Crocetti sono state pubblicate in anteprima alcune poesie tratte dall'opera di prossima pubblicazione "Le Mosche di Omero".
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NOCENTINI GROUP Comunica pubblicato il 12 Marzo 2020 alle 18:15
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Ad allora non hai capito pubblicato il 12 Marzo 2020 alle 18:15
In base a quello che dici, non si dovrebbe per precauzione più uscire di casa, perché in qualsiasi luogo sia al chiuso che all' aperto, ci potrebbe essere la possibilità di essere contagiati. Certo all' aperto è meno prtobabile. Il pericolo massimo è quindi quando ci si trova nei supermercati a fare la spesa o nelle attività commerciali rimaste aperte. Quasi impossibile evitare: solo la buona sorte ci può rendere immuni dal pericolo del contagio. Attenzione quindi a quando si va a fare la spesa nei supermercati! E' lì che si annida il massimo pericolo del contagio.
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