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113668 messaggi.
Bruno Isolano da Bruno Isolano pubblicato il 15 Giugno 2009 alle 19:17
Vedevo un faro luminosoche mi confortava, che voleva indicare a tutti la via della legalità e della libertà........prima hanno cercato di offuscarlo dopo l'hanno preso a sassate come i messi di Napoleone. Il paese ora è nel buio più pesto . CIAO Paolo, in 800 ti vogliano bene.
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Giunta comunale da Giunta comunale pubblicato il 15 Giugno 2009 alle 18:59
mi sembrano persone capaci e preparate. Tallarico una lunga esperienza nelle amministrazioni di banca, di ASL e di comuni. Ridi anche lui esperto di urbanistica e per molti anni alle dipendenza di amministrazioni comunali. Galerotti uno dei migliori giocatori di calcio e con una lunga esperienza di allenatore e dirigente dell'Audace. Paoli anche lui ha sempre lavorato in amministrazioni o enti, prima comunità montana ora ASA, buon conoscitore di iter burocratici. Penso che una giunta così possa andare, preparata professionalmente e con adeguata cultura. Altri innesti sono superflui ed inopportuni. Buon lavoro a tutti, Wiwa Capoliveri e....sempre Carpe Diem.
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EL BUTRE da EL BUTRE pubblicato il 15 Giugno 2009 alle 17:51
Volevo fare i complimenti all associazione sarda per impegno organizzazione e bravura per la bellissima festa che hanno fatto a portoferraio .Speriamo poterla rivedere al piu presto .Vorrei sapere invece chi è lo scienziato ogli scienziati che hanno proibito la somministrazione di bevande di ogni genere. Povera Elba in che mani che siamo!!!!!!!!! 🙁 🙁
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forza panino da forza panino pubblicato il 15 Giugno 2009 alle 17:46
ma lo sapete che a Bibbona hanno fatto e messo in funzione una pista per aerei da turismo e anche più grandi capace di gestire voli tipo quelli dell'elba? Ma lo sapete che i Comuni della costa si mettono d'accordo se fanno qualche manifestazione?
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CORTINI PAOLO da CORTINI PAOLO pubblicato il 15 Giugno 2009 alle 17:31
Il turismo elbano ancora tiene nonostante la crisi e il caro prezzi? Speriamo di si agevoliamo pertanto chi decide di trascorrere le vacanze all'Elba. Preoccupiamoci però anche dei residenti che spesso sono costretti a lasciare la propria auto a Piombino per andare a riprenderla il giorno dopo con tutti i disagi che ne conseguono. Che ostacolo queste barriere...!!! Non sono mancate le critiche su tutti i media sia tradizionali che on line ma purtroppo senza ottenere fino ad oggi nessun risultato. Per questo se semplici cittadini si ritrovassero per esempio a San Giovanni ( Portoferraio) nella piazzetta alberata per discuterne ed eventualmente nominare una rappresentanza per chiedere all'autorità portuale la possibiltà di migliorare l'uso e magari.... la rimozione di dette barriere?
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dANTE da dANTE pubblicato il 15 Giugno 2009 alle 17:25
Caro Dumas, Sono certo che leggerai questo messaggio,perchè immagino in queati giorni di dopo elezioni specialmente a Capoliveri un pò tutti leggeranno e scriveranno,sia i contenti che gli scontenti. Perdonami,ti voglio chiedere una cosa. Non voglio che tu ti qualifichi,mi sta bene il tuo anonimato; ma una frase,un motto,un qualcosa che magari io solo conosco che da te pronunciato mi faccia intuire con chi ho l'onore di dialogare,che penso non può che essere un amico mio o della mia famiglia. Se non potrai accontentarmi fa lo stesso. Nulla cambia. Continuando (loro) ad avere fede...........90. Dantes
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Pino da Pino pubblicato il 15 Giugno 2009 alle 17:20
X Paolo Oggi ho visto dei turisti che si sono soffermati a commentare i pini tagliati davanti al comune e gli hanno fatto una foto!!! Avrei dovuto registrare i loro commenti per fare capire alle persone l'importanza dei PINI!!!
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bruno paternò da bruno paternò pubblicato il 15 Giugno 2009 alle 16:58
E’ sempre e solo questione di Poltrone, le altre cose sono variabili indipendenti. L’ UDC ondivago va dove gli danno poltrone e danari. Leggo sulla stampa riminese che il locale UDC, ammaestrato dal bellissimo Casini, si schiererà, in occasione del ballottaggio del 21 giugno con la sinistra dei “ sinceramente democratici riminesi “ In cambio di cosa vanno contro natura ? Hanno solo il 3,9 %, per fortuna ma perderanno molti voti per strada. La Vice Presidenza della Hera, società per azioni quotata in borsa che, in perfetto monopolio comunista, raccoglie la mondezza a Rimini e dintorni.. Il compenso sarà di oltre 200.000 euro per il felice Udicino riminese. Il candidato alla vice presidenza è un simpatico impiegato statale con un reddito di 18.000 euro annui. Un grande balzo, non c’è che dire. Mi ricorda tanto il Presidente del Cigri ( ex sindaco trombato del PCI, che viaggia a 200.000 euro l’anno, oltre alla macchina di servizio e l’autista. E pensare che non è neppure idraulico. E’ quello che chiuse l’acqua all’Elba all’inizio degli anni 2.000 e che i sindaci di allora volevano denunciare per interruzione di pubblico servizio. Ma l’onnipresente Sindaco Signora Schezzini convinse tutti, anche con larvate pressioni e gentili minacce, a desistere. Il mitico Meoni filmò tutto, non visto, per Tele Elba ed io commentai a modo mio. L’avvocato Mancuso, grande vice sindaco del pettoruto on. Bosi, invece fa la segretaria dell’ autorità portuale di Piombino, al costo di soli 80.000 euro annui, oltre alla sua professione di avvocato. Con i risultati che tutti abbiamo sotto gli occhi, anzi, sotto le sbarre. La sinistra sinceramente democratica ha perso il il 7% del suo elettorato. Forse perché anche i sinistri hanno ben capito che premi non meritati del genere, abituali nel mondo para-comunista, ed anche di destra, corrispondono a 10 anni del loro stipendio. Si rendono conto che più aumenta lo sperpero amministrativo, più cala la loro insufficiente busta paga. Rodotà, controllore di non so neppure cosa, prende 900.000 euro l’anno. Sono populista ? si, molto. bp
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ASSESSORI da ASSESSORI pubblicato il 15 Giugno 2009 alle 16:57
Gli assessori saranno sicuramente, tallarico, galerotti, paoli, ridi, il popolo ha votato delle persone e se ne troveranno altre.
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RELAIS delle PICCHIAIE da RELAIS delle PICCHIAIE pubblicato il 15 Giugno 2009 alle 16:32
[SIZE=4][COLOR=darkred]Martedì 10 luglio al Relais delle Picchiaie: Presentazione delle opere di Michelangelo Venturini e Grand buffet a bordo piscina con grigliata di carne e pesce. [/COLOR] [/SIZE] Il suggestivo scenario del Relais delle Picchiaie accoglierà la sera del [COLOR=darkred]10 luglio [/COLOR] alcune opere pittoriche dell’artista elbano Michelangelo Venturini, le quali si uniscono alle installazioni già presenti di Gianni Castelli. Per l’occasione è stato organizzato un ghiotto buffet, preparato con la consueta maestria dallo chef Cristiano Portento e reso ancora più gustoso dalla grigliata di carni e pesce. Prezzo per persona: Euro 35,00 (escluse bevande) Per prenotazioni ed informazioni: Relais delle Picchiaie [COLOR=darkred](Loc. Le Picchiaie, Portoferraio) 0565933110 [/COLOR]
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barriere piombino da barriere piombino pubblicato il 15 Giugno 2009 alle 16:14
leggendo qui mi avevate messo l'ansia per partire e rientrare e trovarmi davanti queste famose (barriere) io sinceramente non hò avuto nessun ritardo e nessun problema hò fatto il biglietto in cima a destra a quelle biglietterie che nessuno le cacava e sono passato tranquillamente dal casello e mi sono imbarcato come sempre!! il problema è che quando davvero ci sarà gente non sarà facile smaltire le code anche perchè quel parcheggione li vicino è per le macchine che restano ferme ed è a pagamento!! devono trovare la maniera di velocizzare l'imbarco e rendere le biglietterie parcheggiabili e vicine!! poi non le abbiamo solo noi i porti incasinati è!!
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Mommo da Mommo pubblicato il 15 Giugno 2009 alle 16:03
Ma il sindaco Bosi(che è sempre stato a favore di noi pendolari) xchè non si sente x la causa delle barriere? Non sarà mica xchè l' avvocato è sua amica????
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Grande la sartiglia! da Grande la sartiglia! pubblicato il 15 Giugno 2009 alle 15:21
Il miglior momento dell'amministrazione Peria si è svolto ieri per merito di una manifestazione di livello eccelso voluta ed organizzata dai nostri concittadini "sardi", ai quali va il ringraziamento più imponente! Nel fare gli Auguri al confermato Sindaco, che rappresenta tutta la cittadinanza anche quella (cioè la maggioranza) che non l'ha eletto, gli ricordiamo che è giunta l'ora di "muoversi" e quale migliore occasione se non quella di prendere le redini della comunità isolana nel far abolire quelle dannose ed inutili barriere piombinesi? P.S. Speriamo............... 😮
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x Assessore da x Assessore pubblicato il 15 Giugno 2009 alle 15:03
ti volevo ricordare che GALEROTTI è il secondo,perchè TALLARICO è già entrato....lo sai che di Carmani ce n'è uno solo!!!!!
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I risultati sono sotto gli occhi di tutti da I risultati sono sotto gli occhi di tutti pubblicato il 15 Giugno 2009 alle 14:49
Non pensate troppo , non scrivete troppo , mangiate , bevete e andatevene al mare , al resto ci pensiamo NOI . I risultati sono sotto gli occhi di tutti . Gimmi Ori Buona Giornata a tutti ! ! !
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dreamer da dreamer pubblicato il 15 Giugno 2009 alle 14:43
Ci stiamo focalizzando troppo... I portatori di buoni sentimenti che occupano le pagine dei giornali in questi giorni sostengono l'eccezionale importanza della foca monaca al Giglio. Ammesso e non concesso che ci fosse davvero, ma mi dite che cosa rappresenta ? Le coste italiane sono tutte, senza eccezione , eccessivamente antropizzate e non consentono più, in alcun modo nè la sopravvivenza , nè la riproduzione della foca che necessita invece di ampi spazi tranquilli per poter sopravvivere. Li ha ancora (e non si per quanto), in Egeo, in Mauritania ed in Marocco , ma non li ha più da cento anni in Costa Azzurra e da 40 in Sardegna. Non è colpa nostra, ci sono animali che si abituano a convivere con l'uomo, altri no. Montecristo è riserva integrale per la protezione della foca da 30 anni e la foca non c'è più tornata ; il fatto che uno o due animali erranti in spostamento dalle colonie mediterranee si fermino qui non vuol dire assolutamente niente se non che sono venuti a vedere la situazione e sono andate via. Pensare che, come qualcuno scrive, al Giglio ci siano furbissime foche stanziali che si nascondono, è da poeti e non da etologi. Sostenere poi che la fochina di turno merita l'AMP è la dimostrazione che non si è fatta vedere per caso il 7 giugno. W LA FOCA
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soldatino di piombo da soldatino di piombo pubblicato il 15 Giugno 2009 alle 14:41
anch'io ho sentito parlare di una presunta notte bianca a capoliveri. credo che la scelta sia azzeccata magari per luglio o per agosto che ci sono piu' giovani. finalmente il paese di una volta... ora capisco perchè "uniti per cambiare"...
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Greesp da Greesp pubblicato il 15 Giugno 2009 alle 14:30
[da pagina 1761 secondo capoverso] Gli elementi probatori emersi dall’indagine dibattimentale espletata hanno consentito di fare luce: [SIZE=1]sulla posizione assunta da Marcello Dell’Utri nei confronti di esponenti di “cosa nostra”, sui contatti diretti e personali con alcuni di essi (Bontate, Teresi, oltre a Mangano e Cinà), sul ruolo ricoperto dallo stesso nell’attività di costante mediazione, con il coordinamento di Cinà Gaetano, tra quel sodalizio criminoso, il più pericoloso e sanguinario nel panorama delle organizzazioni criminali operanti al mondo, e gli ambienti imprenditoriali e finanziari milanesi con particolare riguardo al gruppo FININVEST; sulla funzione di “garanzia” svolta nei confronti di Silvio Berlusconi, il quale temeva che i suoi familiari fossero oggetto di sequestri di persona, adoperandosi per l’assunzione di Vittorio Mangano presso la villa di Arcore dello stesso Berlusconi, quale “responsabile” (o “fattore” o “soprastante” che dir si voglia) e non come mero “stalliere”, pur conoscendo lo spessore delinquenziale dello stesso Mangano sin dai tempi di Palermo (ed, anzi, proprio per tale sua “qualità”), ottenendo l’avallo compiaciuto di Stefano Bontate e Teresi Girolamo, all’epoca due degli “uomini d’onore” più importanti di “cosa nostra” a Palermo; sugli ulteriori rapporti dell’imputato con “cosa nostra”, favoriti, in alcuni casi, dalla fattiva opera di intermediazione di Cinà Gaetano, protrattisi per circa un trentennio nel corso del quale Marcello Dell’Utri ha continuato l’amichevole relazione sia con il Cinà che con il Mangano, nel frattempo assurto alla guida dell’importante mandamento palermitano di Porta Nuova, palesando allo stesso una disponibilità non meramente fittizia, incontrandolo ripetutamente nel corso del tempo, consentendo, anche grazie a Cinà, che “cosa nostra” percepisse lauti guadagni a titolo estorsivo dall’azienda milanese facente capo a Silvio Berlusconi, intervenendo nei momenti di crisi tra l’organizzazione mafiosa ed il gruppo FININVEST (come nella vicenda relativa agli attentati ai magazzini della Standa di Catania e dintorni), chiedendo al Mangano ed ottenendo favori dallo stesso (come nella “vicenda Garraffa”) e promettendo appoggio in campo politico e giudiziario. Queste condotte sono rimaste pienamente ed inconfutabilmente provate da fatti, episodi, testimonianze, intercettazioni telefoniche ed ambientali di conversazioni tra lo stesso Dell’Utri e Silvio Berlusconi, Vittorio Mangano, Gaetano Cinà ed anche da dichiarazioni di collaboratori di giustizia; la pluralità dell’attività posta in essere, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di “cosa nostra” alla quale è stata, tra l’altro, offerta l’opportunità, sempre con la mediazione di Marcello Dell’Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell’economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che, lato sensu, politici. Non c’è dubbio alcuno, alla luce delle considerazioni che precedono e di tutto quanto oggetto di analisi nei singoli capitoli ai quali si rinvia, che le condotte tenute dai prevenuti si sussumono nelle fattispecie previste e sanzionate dagli artt. 416 e 416 bis c.p. delle quali ricorrono tutti gli elementi costitutivi. Ma ricorrono, anche, le contestate aggravanti di cui ai commi 4° e 6° dell’art. 416 bis c.p. Ed invero, la sussistenza di tali aggravanti va ritenuta qualora il reato de quo sia contestato agli appartenenti ad una “famiglia” aderente a “cosa nostra” od al concorrente esterno, in quanto l’esperienza storica e giudiziaria consentono di ritenere il carattere armato di detta organizzazione criminale (Cass. 14.12.99, D’Ambrogio, CP 01,845) e la sua prerogativa di operare nel campo economico utilizzando ed investendo i profitti di delitti che tipicamente pone in essere in esecuzione del divisato programma criminoso (Cass. 28.1.00, Oliveti, CED 215908, CP 01, 844). TRATTAMENTO SANZIONATORIO Per quanto attiene alla determinazione della pena, tenuti presenti i parametri ed i criteri direttivi di cui all’art. 133 c.p., le condotte di Gaetano Cinà, consapevoli e reiterate nel tempo, devono essere sanzionate con una pena che il Collegio ritiene congruo quantificare in anni sette di reclusione, in considerazione della continuità del suo apporto a “cosa nostra”, alla quale è stato organico nei termini sopra evidenziati, dell’importante risultato, economico e non, conseguito dall’organizzazione, grazie alla sua costante disponibilità, consistita nel coltivare il suo rapporto di amicizia con Marcello Dell’Utri anche in una dimensione illecita e funzionale alle richieste ed esigenze degli uomini d’onore della “famiglia” di riferimento e dei capi del sodalizio. (pena così determinata:, anni sei, mesi sei di reclusione per il reato di cui all’art. 416 bis c.p. aggravato, aumentata di mesi sei di reclusione ex art. 81 c.p. Per quanto attiene a Marcello Dell’Utri, la pena deve essere ancora più severa e deve essere determinata in anni nove di reclusione, dovendosi negativamente apprezzare la circostanza che l’imputato ha voluto mantenere vivo per circa trent’anni il suo rapporto con l’organizzazione mafiosa (sopravvissuto anche alle stragi del 1992 e 1993, quando i tradizionali referenti, non più affidabili, venivano raggiunti dalla “vendetta” di “cosa nostra”) e ciò nonostante il mutare della coscienza sociale di fronte al fenomeno mafioso nel suo complesso e pur avendo, a motivo delle sue condizioni personali, sociali, culturali ed economiche, tutte le possibilità concrete per distaccarsene e per rifiutare ogni qualsivoglia richiesta da parte dei soggetti intranei o vicini a “cosa nostra”. Si ricordi, sotto questo profilo, anche l’indubitabile vantaggio di essersi allontanato dalla Sicilia fin dagli anni giovanili e di avere impiantato altrove tutta la sua attività professionale. Ancora, deve essere negativamente apprezzata la già sottolineata importanza del suo consapevole contributo a “cosa nostra”, reiteratamente prestato con diverse modalità, a seconda delle esigenze del momento ed in relazione ai singoli episodi esaminati nei precedenti capitoli. Inoltre, il Collegio ritiene assai grave la condotta tenuta dall’imputato nel corso del processo, avuto riguardo al tentativo di inquinamento delle prove a suo carico, così come risulta dimostrato dalla disamina della vicenda “Cirfeta-Chiofalo”, come pure la circostanza che egli, contando sulla sua amicizia con Vittorio Mangano, gli abbia chiesto favori in relazione alla sua attività imprenditoriale, come emerge dall’analisi della vicenda “Garraffa”. Infine, si connota negativamente la sua disponibilità verso l’organizzazione mafiosa attinente al campo della politica, in un periodo storico in cui “cosa nostra” aveva dimostrato la sua efferatezza criminale attraverso la commissione di stragi gravissime, espressioni di un disegno eversivo contro lo Stato, e, inoltre, quando la sua figura di uomo pubblico e le responsabilità connesse agli incarichi istituzionali assunti, avrebbero dovuto imporgli ancora maggiore accortezza e rigore morale, inducendolo ad evitare ogni contaminazione con quell’ambiente mafioso le cui dinamiche egli conosceva assai bene per tutta la storia pregressa legata all’esercizio delle sue attività manageriali di alto livello. (pena così determinata: anni otto e mesi sei di reclusione per il reato aggravato di cui all’art. 416 bis c.p., elevata di mesi sei di reclusione per art. 81 c.p.). I due imputati vanno condannati, altresì, al pagamento in solido delle spese processuali ed il Cinà Gaetano anche a quelle del suo mantenimento in carcere durante la custodia cautelare, nonchè entrambi vanno dichiarati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici ed in stato di interdizione legale durante l’esecuzione della pena. Alla condanna consegue per legge e, in ogni caso, anche in relazione all’intrinseca pericolosità desunta dalle considerazioni che precedono, l’applicazione a ciascuno degli imputati della misura di sicurezza della libertà vigilata per la durata di anni due (tenuta presente la gravità dei reati contestati), da eseguirsi dopo che la pena è stata scontata o è altrimenti estinta. Infine, entrambi gli imputati vanno condannati in solido: al risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede, in favore delle costituite parti civili, Provincia Regionale di Palermo e Comune di Palermo, rigettando le richieste di pagamento di provvisionali immediatamente esecutive; al pagamento delle spese processuali sostenute dalle medesime parti civili che si liquidano in complessivi euro ventimila per il Comune di Palermo ed euro cinquantamila per la Provincia di Palermo, somme comprensive di onorari e spese. In considerazione della particolare complessità della stesura della motivazione, dovuta alla gravità delle imputazioni ed alla notevolissima mole degli atti processuali acquisiti, si indica in novanta giorni il termine per il deposito della sentenza. DICHIARA DELL’UTRI MARCELLO e CINA’ GAETANO colpevoli dei reati loro rispettivamente contestati e, ritenuta la continuazione tra gli stessi, CONDANNA DELL’UTRI MARCELLO alla pena di anni nove di reclusione e CINA’ GAETANO alla pena di anni sette di reclusione ed entrambi, in solido, al pagamento delle spese processuali, nonché il CINA’ anche a quelle del proprio mantenimento in carcere durante la custodia cautelare. Visti gli artt. 28, 29,32 e 417 c.p., DICHIARA Entrambi gli imputati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici, nonché in stato di interdizione legale durante l’esecuzione della pena. APPLICA A ciascuno degli imputati la misura di sicurezza della libertà vigilata per la durata di anni due, da eseguirsi a pena espiata. Visti gli artt. 539 e 541 c.p.p., CONDANNA Entrambi gli imputati in solido al risarcimento dei danni in favore delle costituite parti civili, Provincia Regionale di Palermo e Comune di Palermo, da liquidarsi in separato giudizio, rigettando le richieste di pagamento di provvisionali immediatamente esecutive. Condanna, infine, gli imputati in solido al pagamento delle spese sostenute dalle medesime parti civili che liquida in complessivi euro ventimila per il Comune di Palermo ed euro cinquantamila per la Provincia Regionale di Palermo, somme comprensive di onorari e spese.[/SIZE]
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INGENUO da INGENUO pubblicato il 15 Giugno 2009 alle 14:18
Urli e spintoni in una riunione fra i nuovi eletti in casa Peria. Il motivo? L'unico che rivuole Parigi come consulente è il Lungo. Quale sarà il motivo?? Mah!? Qualcuno più scafato di me sa darmi una risposta?
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Tamarro da Tamarro pubblicato il 15 Giugno 2009 alle 14:01
:bad: :bad: :bad: Oltre ai comunicati del cambio orario della pista d'atletica, sarebbe meglio che la Cosimo de' Medici provvedesse a tagliare l'erba del campo e dintorni che sembra ormai un campo incolto. Chi passa davanti all'impianto di San Giovanni vede uno scenario di totale stato di abbandono. Penso che i soldi per la gestione del campo dal comune li prenda anche quando non c'e' nessuna attivita sportiva Vergogna!!!!!!!!!!!!! :bad:
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