SABATO 14 GENNAIO ORE 21 NEL PALATENDONE DI SECCHETO LA PRIMA DELLA COMMEDIA IN VERNACOLO DAL TITOLO " BUCO BUCO MA CE LA FAMO" COMMEDIA DIVERTENTE.IL RICAVATO SARA' DEVOLUTO INTERAMENTE IN BENEFICENZA PER L'ALLUVIONE DI MARINA DI CAMPO ...NON MANCATE VI ASPETIAMO NUMEROSI.
ASSOCIAZIONE CULTURALE LA GINESTRA SECCHETO
113730 messaggi.
Signor Epicuro, Montecristo (per fortuna) è ancora un'isola protetta perché possiede delle particolarità da proteggere che vanno oltre il puro e semplice granito. I ratti fanno danni documentati all'ambiente in cui vengono inseriti per sbaglio e l'eradicazione è un'opzione obbligata se si vuole evitare che l'isola si trasformi in un deserto totale. Le sciocchezze sul veleno gettato a pioggia le metto volentieri accanto alle vipere lanciate col paracadute.
(Per risparmiare sull'elicottero, le ciminiere di Piombino verranno utilizzate per sparare il veleno anti ratto su Montecristo... inclinandole un po') :gren:
Distrattamente è passata così la notizia sui principali organi di informazione nazionale: una coppia di 60 enni si suicida a Bari per disperazione, dopo avere perso la speranza di ritrovare un lavoro e dopo essere stati abbandonati dalle istituzioni a cui chiedevano di poter vivere con dignità.
Sui principali Tg si parlerà ancora di liberalizzare i taxi e aspirine da vendere ai supermercati per rilanciare l'economia italiana!!!
Ma di Salvatore De Salvo e di Antonia Azzolini non si deve parlare... meglio terrorizzarci con lo "Spread"!
Paolo...fammi sapere il NUMERO degli ingredienti che mettono nella "loro"schiaccia....è importante...Buona serata 🙂
L.T.N
[SIZE=4][COLOR=darkred]Allarme ungulati, il Pdl chiede fondi straordinari alla Regione «Serve un piano di abbattimento a tutela delle coltivazioni» [/COLOR] [/SIZE]
[COLOR=darkblue]Marignani e Benedetti (Comm. Agricoltura) primi firmatari della mozione [/COLOR]
Fondi straordinari dedicati a un piano di abbattimento su vasta scala, in grado di tutelare le coltivazioni agricole: è questa, secondo il Pdl che l’ha formalizzata in una mozione, la ricetta per contrastare la proliferazione di ungulati, cinghiali e quant’altro, in varie zone della Toscana.
Con il suo documento – primi firmatari gli esponenti Pdl in Commissione agricoltura Claudio Marignani (vicepresidente) e Roberto Benedetti, seguiti da Jacopo Ferri, Stefano Mugnai, Nicola Nascosti e Marco Taradash – il Pdl punta a impegnare la giunta regionale ad azioni concrete. In particolare, si legge nel dispositivo dell’atto, «a procedere quanto prima a un opportuno stanziamento di ulteriori risorse straordinarie per provvedere a un piano di abbattimento di un considerevole numero di ungulati in sovrannumero, tale da garantire il contenimento di questa fonte di danno per le coltivazioni agricole».
Il punto è che in molte aree della Toscana, montane ma non solo (si pensi all’Elba), la proliferazione soprattutto dei cinghiali ma anche dei cervidi sta seriamente compromettendo sia la sicurezza dei cittadini che l’economia agricola. E dinanzi a questo il Piano regionale agricolo e forestale (Praf) non prende esattamente ciò che si suol dire ‘il toro per le corna’. «Il Praf – scrivono gli esponenti del Pdl nel loro documento – nella sua formulazione in forma di proposta di delibera n. 184 non affronta, salvo sommaria enunciazione senza alcun determinante impegno di spesa, la grave questione della presenza in sovrannumero di ungulati e la continua e crescente loro proliferazione, causa di gravi danni alle coltivazioni e fonte di notevole pregiudizio per il buon andamento dell’attività agricola in più parti della regione».
Eppure, ricordano Marignani, Benedetti e i loro colleghi, numerose erano state «le richieste in tal senso formulate dagli operatori del settore, che a più riprese e dati alla mano si sono prodigati affinché il governo regionale affrontasse con maggior determinazione questo problema». Ora, osserva il Pdl, «gli imprenditori agricoli, alla luce di questo, non possono veder condizionate le proprie scelte sul tipo di colture sulla base del ‘rischio certo’ determinato dalla nota alta concentrazione di ungulati». Per questo urgono soluzioni, e per questo il Pdl chiede nuovi stanziamenti.
Per L.N.T.
Non sia mai...la Schiaccia Briaca Capoliverese, come dice Lei, è fatta solo col Moscato!! Alessio e Graziella proporrano la loro che non prevede l'utilizzo di chissà quali ingredienti anzi è una ricetta vecchissima tramandata nel tempo e fornita agli stessi da una signora capoliverese. La Sua "preoccupazione" che tale ricetta potesse snaturare il nostro dolce più tipico non ha ragione di esistere com'è però vero che nessuna Schiaccia Briaca è uguale ad un'altra. La saluto, grazie del Suo interessamento. A presto!!. Paolo.
[SIZE=4][COLOR=firebrick]E L'ANTICO GRIDO DI GUERRA SI LEVERA' NELL'AERE [/COLOR] [/SIZE]
[SIZE=4][COLOR=darkblue]Tutto pronto per l'ottava edizione delle Domeniche del Granito
I MONTI SOPRA SAN PIERO [/COLOR] [/SIZE]
Domenica prossima 15 Gennaio alle ore 10 dal Monte Perone parte l'ottava edizione delle Domeniche del Granito organizzate in collaborazione con il Circolo Culturale Le Macinelle e i consorzi Costa del Sole, Capo Sant'Andrea e le guide ambientali de Il Viottolo. Il percorso della tappa inaugurale sarà uno spettacolare trekking tra i monti che sovrastano il paese di San Piero. Quest'anno si parte subito forte con una tappa impegnativa e molto affascinante.
Descrsione del percorso: Partenza ore 10 dall’area merenda del Monte Perone. Ascesa verso Monte Maolo, il sentiero n. 7 ci condurrà poi tra i graniti spettacolari di Masso alla Quata. Dopo la sosta, per dare spazio alle foto e per tirare un po’ il fiato, direzione Filicaie mediante il traverso di Grotta le Pecore, attenzione qui ci saranno alcuni passaggi un po’ “difficili”. In cima alla vetta, oltre i 900 metri incontreremo i resti dei protoelbani dove le guide Sara Di Meo e Cinzia Battaglia, esperte di archeologia, ci illustreranno le bellezze e le caratteristiche del luogo. Da qui, sempre in cresta, arriveremo al Malpasso dove è prevista la sosta pranzo. Il rientro lo effettueremo percorrendo il sentiero n.5, un classico della Grande Traversata Elbana che, tra panorami spettacolari, macei e alberi secolari, ci accompagnerà fino al punto di partenza. In caso di situazioni metereologiche avverse è previsto un percorso alternativo più facile
Si raccomanda come sempre pranzo al sacco, scarpe da trekking. Per info contattare Ruggero al numero 3297367100.
[SIZE=4][COLOR=green]CARO BENZINA – Accisa toscana per emergenza Lunigiana è permanente. Lega: “E c’è da pensare anche all’Elba…” [/COLOR] [/SIZE]
[COLOR=seagreen] Denuncia della Lega Nord Toscana dopo la bocciatura della mozione contro una nuova rideterminazione dell’imposta regionale sulla benzina al termine dell’emergenza per l’alluvione in Lunigiana [/COLOR]
La Lega Nord Toscana, con la propria mozione bocciata dalla maggioranza dell’Assemblea Regionale, chiedeva al Consiglio che fosse formalizzato quanto detto dal Presidente della Regione, Enrico Rossi, ossia che l’accisa sulla benzina per autotrazione fosse strettamente legata all’emergenza alluvionale in Lunigiana. Una tassa che pesa ulteriormente dopo la Manovra del Governo Monti. Purtroppo, la maggioranza in Aula, bocciando l’atto del Carroccio, ha determinato la permanenza dell’accisa anche quando l’emergenza sarà terminata. Secondo il gruppo leghista in Palazzo Panciatichi, questa tassa, quindi, resterà in essere vita natural durante per rimpinguare le casse della Regione Toscana. Pertanto, la Lega ha presentato un’interrogazione indirizzata al Presidente Rossi per chiedergli se condivida soprattutto la posizione presa dal gruppo regionale del Pd. «È molto grave – sostiene il consigliere regionale del Carroccio, Gian Luca Lazzeri – che la Regione Toscana voglia far cassa sull’onda emotiva dei fatti accaduti in Lunigiana. E, comunque, dobbiamo inserire tra gli interventi della Regione anche i contributi a favore degli alluvionati dell’Isola d’Elba». L’esponente fiorentino della Lega Nord si augura che «i soldi derivanti da questa tassa non servano, alla fine, per pagare i premi di produttività dei direttori generali dei vari Enti della Regione Toscana, tra cui le Asl. Non vorrei che si giocasse coi sentimenti e con le tragedie della gente per rimpinguare le casse della Regione». Dello stesso avviso è il capogruppo leghista, Antonio Gambetta Vianna, che, però, evidenzia «la netta contraddizione tra le parole del Presidente della Regione, Enrico Rossi, e quanto votato dal gruppo Pd in Consiglio Regionale. Proprio per questo, abbiamo subito presentato un’interrogazione per sapere se Rossi abbia cambiato idea e, quindi, condivida la posizione della maggioranza in Aula, oppure se continuerà a sostenere di legare questa accisa alla sola emergenza. Sinceramente, spero che il Pd abbia votato contro la nostra mozione solo per gli infantili motivi ideologici che imperano in quel gruppo quando la Lega presenta mozioni a difesa degli interessi dei cittadini».
Ci auguriamo che la sig.ra Zanichelli segua molto presto il suo mentore Mario Tozzi , ne abbiamo abbastanza di questi personaggi che hanno fatto di tutto per non farci accettare il parco inteso come una opportunità di crescita....è vero la crescita c'è stata ma solo per il loro benessere.
Vada in pace ........Non la rimpiangeremo!
Mi domando ma i pendolari che lavorano e studiano fuori dall'Elba hanno tutti la macchina a Piombino? Provate a spostarvi con il treno avete visto le coincidenze nave treno?
Il "maneggio" delle parole e dei numeri è parte integrante della nostra sottocultura mediatica.
Basti pensare ai dati che ci vengono quotidianamente propinati: le auto blu a volte sono 30.000, a volte 800.000... gli stipendi dei parlamentari sono, a scelta, i piu alti o i piu bassi d'europa... ecc. ecc.
In un articolo del Tirreno, stranamente non pubblicato sulle testate on-line, Carlo Gasparri denuncia il lancio delle famose "26 tonnellate di veleno su Montecristo".
Risponde Franca Zanichelli: "E' un falso, sono 26 tonn. di pellet alimentare, il principio attivo è minimo".
E nell'analoga risposta su TEnews, spiega che il totale di veleno è di "solo" 1,3 kg.
Premesso che la conferma ce la dovrebbe dare un chimico o un farmacista, io interpreterei diversamente la dicitura della scheda di sicurezza: CONCENTRAZIONE - 0,005
Senza alcun simbolo di percentuale, o di partexmilione...
A mio parere, 0,005 va inteso come "5x1000" - ovvero - 5 grammi di veleno per chilo di prodotto.
Il totale passerebbe così a 130 kg., e non a 1,3.
Detto questo, la sostanza non cambia: indipendentemente dalla concentrazione, è chiaro che ogni briciola di pellet è intrisa di veleno, tanto o poco che sia.
Ed è quindi chiaro che Gasparri NON DICE NIENTE DI FALSO. 26 TONNELLATE VELENOSE SONO, E 26 TONNELLATE VELENOSE RIMANGONO. 😎
Le "fuorvianti" 26 tonnellate
Replica su TENews del Parco alla polemica per la derattizzazione di Montecristo: "Non è vero che si spargono 26 tonnellate di veleno, il principio attivo è solo 1 chilo e 300 grammi........" ESTICAZZI!!!! Allora facciamo una cosa: risolviamo il problema con "solo" 50 grammi di uranio arricchito e l'innesco giusto, vedrai che i topi spariscono senza danni all'ambiente (tanto di "principio attivo" se ne usa "solo" 50 grammi......)
Ieri mi era stato detto da un'amica che si erano scatenate inutili polemiche sulla vicenda e che il Parco avrebbe provveduto a chiarire sul Tirreno di oggi. Stamani mi sono precipitato a comprare il giornale nella speranza di trovare sollievo alle mie preoccupazioni. Invece ho avuto conferma che verranno disseminati su tutta la RISERVA NATURALE AREA PROTETTA DI GRANDE INTERESSE NATURALISTICO UND SO WEIT la bellezza di 26 tonnellate di pellet alimentare. Già che la parola "pellet" in sé ha ben poco di naturalistico... Ma se poi si costringono gli animali residenti ad ingerirne grosse quantità AVVELENATE questo mi sa molto di TERRORISTICO. Consideriamo poi che nessuno potrà impedire ad altre specie che non siano muridi l'ingestione delle idrossicumarine ivi contenute. E che queste sostanze anticoagulanti sono causa di una delle più terribili e lente morti, inducendo la vittima alla disperata ricerca d'acqua per disidratazione, e alla trasudazione dei suoi vasi sanguigni fino al dissanguamento per emorragia interna. Una morte atroce. La morte è sempre in qualche modo inaccettabile, soprattutto da un punto di vista olistico-animista quale dovrebbe essere quello di ambientalisti e animalisti specializzati nella gestione di un'area protetta. Invece questo atteggiamento somiglia più a quello di un'amministrazione di area metropolitana. Tra l'altro, la vittima designata non è il subterreno ratto delle chiaviche, ma il più nobile ratto delle navi, o ratto nero. Io e Gasparri e gli altri ci stiamo solo preoccupando come nel diritto di ogni cittadino dotato di un minimo di senso civico, non perché non si abbia fiducia nell'Ente preposto, ma perché, in un ambito di partecipazione civile, vorremmo delle spiegazioni plausibili.
Grazie, adoro la schiaccia briaca, specialmente quella con il moscato. Non ho capito se Alessio e Graziella proporranno una nuova schiaccia,però attenzione ad aggiungere ingredienti non conformi all'antica ricetta...perchè altrimenti diverrebbe un altro dolce!!! 🙂
L.N.T
Il tale dice che bisogna essere cauti coi giudizi!
Ha lui qualche ipotesi plausibile, al di là dell' imbecillità, non dico per giustificare, ma almeno per spiegare quale potrebbe essere il motivo che ha spinto questo e questi tipi a predisporre una tale operazione?
Forse pescatori sub che con questa nuova e mai usata prima tecnica pensavano di attirare i pesci per poi, mentre erano intenti ad osservare i fantoccio, sorprenderli e catturarli?
Il ragionamento mi sfugge, così come sfugge a noi che facciamo regolarmente pesca in apnea e con buoni risultati attestati anche a livello nazionale?
Suvvia esprimiti, illumina le nostre menti!
Cara amica Heidi, forse eri troppo impegnata a mungere le caprette che ti fanno ciao, e ti sei scordata che nel direttivo del Parco Nazionale ci sono fior fior di ambientalisti, come un tal Umberto Mazzantini che da 15 anni non si scolla da quella poltrona seguendo con grande attenzione tutto quello che riguarda l'ambiente. Forse in questo caso con le sue capacita' comunicative avrebbe dovuto informare meglio la popolazione dell'Arcipelago sui possibili danni che potrebbe creare la derattizzazione. Non solo i ratti infatti ingeriscono il "pellet alimentare" ma anche le mie e tue amate caprette. Peter.
Numeri che il professore di Varese ha ereditato dal Cavaliere di Arcore, e dal suo ministro dell’Economia. I dati, resi noti dall’Istat mentre il presidente del Consiglio varcava i portoni della Cancelleria di Berlino, dicono che il deficit pubblico del 2011 viaggia sulla strada giusta: nel terzo trimestre è sceso ben sotto il limite del 3 per cento, raggiungendo il 2,7 per cento rispetto al Pil. L’avanzo primario, al netto degli interessi corrisposti sul debito pubblico, è salito a oltre 6 miliardi e mezzo di euro, con un miglioramento di oltre 2 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2010. Le entrate, fiscali e non, sono aumentate. Le spese correnti sono diminuite dello 0,4 per cento nel terzo trimestre, e nei primi nove mesi l’incremento è modesto, intorno all’1 per cento.
Sono tutte cifre e tendenze che dimostrano un fatto: il bilancio della Repubblica italiana è saldo, posto sotto controllo dalle manovre a ripetizione targate Berlusconi-Tremonti. Di più: sui conti pubblici devono ancora dispiegarsi gli effetti della manovra di Ferragosto, che non ha fatto in tempo a insistere sul terzo trimestre. Dunque, i conti miglioreranno ancora. Se il deficit dei primi nove mesi è al 4,3 per cento, l’inevitabile buon risultato del quarto trimestre sicuramente porta il rapporto indebitamento-Pil sotto il 4 per cento a fine 2011. I dati conclusivi si conosceranno fra un paio di mesi, ma in una recente intervista Giulio Tremonti (nella foto) ha detto di aspettarsi una cifra finale migliore delle previsioni ufficiali del 3,8 per cento. La strada per il pareggio di bilancio nel 2013 è stata dunque imboccata.
Il rapporto deficit-Pil del 2,7 per cento è non soltanto in decisa riduzione rispetto a quello dello stesso periodo 2010 (era del 3,5 per cento), ma rappresenta anche il miglior risultato dal 2008 ad oggi. Lo stesso vale per il deficit dei primi nove mesi. E nonostante il momento difficile dell’economia reale, hanno continuato a crescere le entrate correnti, comprese quelle delle imposte - in particolare le indirette, come l’Iva - e compresi i contributi sociali. Sono diminuite le spese per gli stipendi del pubblico impiego e per gli investimenti; sono purtroppo aumentate notevolmente quelle relative agli interessi su Bot, Btp ed altri titoli dello Stato.
Non sono questi i primi numeri «buoni» della finanza pubblica, resi noti in questo scorcio di gennaio. Anche il fabbisogno di cassa dello Stato ha visto un evidente miglioramento nel 2011. Nessuno, neppure la cancelliera Angela Merkel, può negare che l’Italia abbia fatto le cose giuste sul fronte dei conti. Siamo fra i pochi in Europa ad aver raggiunto simili risultati in un anno difficile come il 2011.
Certo, dall’altra parte del tavolo la signora Merkel può sciorinare dati eccezionali. Il disavanzo tedesco 2011 è sceso all’1 per cento dal 4,3 per cento del 2010. E la crescita dell’economia, pur inferiore al record del 3,7 per cento del 2010, ha raggiunto il 3 per cento nonostante l’arretramento dello 0,25 per cento registrato negli ultimi tre mesi. Non così bene andranno le cose quest’anno: persino per la Germania le previsioni parlano di una crescita «anemica», mezzo punto percentuale o giù di lì. Secondo le stime dei tre istituti statistici di Italia, Germania e Francia, l’economia starebbe affrontando in questi mesi una «fase recessiva», per poi registrare un andamento «stagnante» nel secondo trimestre del 2012.
Resta da lavorare, in Italia, sul fronte della spesa. Sono soltanto sette i Paesi europei dove la spesa pubblica è più alta della nostra, in rapporto al Pil. Ma questo è dovuto, per lo più, alle uscite che servono per remunerare il debito pubblico. E si capisce allora quanto possano far male interessi al 7 per cento, come quelli che si pagano da diverse settimane sui titoli decennali.
È questo il vero effetto spread.
Mi intrometto volentieri nella bagarre dolciaria... ma perché pochi ristoratori elbani propongono i dolci tipici?
La schiaccia unta, una friabilissima pastafrolla arricchita dallo strutto è buonissima!!!
A Campo e dintorni il dolce tipico molto spesso è il profiteroles industriale e/o la brioche surgelata!!!
Un po' di coraggio nell'offerta e del sano campanilismo gastronomico non farebbe male a fine pasto!
Anche gli alberghi e bar dovrebbero/potrebbero proporre nei propri buffet delle colazioni e/o pasti corolli, schiaccia briache e schiacce unte.
Almeno provarci!
Capisco che sia più conveniente comprare dolci già fatti e proporre ricette più conosciute..., a napoli c'è la pastiera, in Sicilia c'è la cassata e/o la brioche con la granita ecc... ma se andate a Mantova, città di poche decine di migliaia di abitanti... trovate la "sbrisolona" proposta da qualsiasi pubblico esercizio.
Caro Giancarlo, su camminando sono stati spediti solo due post e con il tuo tre. Uno lo ho scritto personalmente. Non mi sembra contenga denigrazioni gratutie o fuori luogo. Anche io per anni ha praticato subacquea, sia apnea che immersioni. Certo ho provato a darmi spiegazioni diverse, ma te lo ripeto ieri ho pensato con preoccupazione ad una tragedia magari di conoscenti. Ok aspettiamo pure, ma per qualunque ragione quella tuta sia finita in mare, anche non volendolo (è dura), visto che è accaduto, ripeto è da imbecilli.
Che poi a ben leggere il tuo messaggio, fra idiota e imbecille ci corre come fra arancio e mandarino.......
E come sub dovresti capire ancora di più cosa vuol dire procurato allarme...., se bastano dieci minuti di ritardo di un compagno nella riemersione per trovarsi in angoscia ed apprensione, mai capitato????
Se poi trattasi di altro, bastava da subito farsi avanti e spiegare, ma davvero la vedo dura farlo passare per un esperimento di resistenza della tuta immersa in mare fatto da una ditta del settore o da un manichino all'aspetto.......
Un cordiale saluto e buon anno.
