Cara Angela, credo che tu non ti debba preoccupare se ti riferisci almeno ad un episodio accaduto domenica intorno alle 20 quando c'era al molo Gallo il semaforo rosso acceso e in teoria nessuno avrebbe dovuto entrare nel centro storico. Alcune auto davanti a me entravano e dato che non c'era ombra di una qualche manifestazione o altro che potesse giustificare una chiusura del traffico, anche io sono passato. La mattina del lunedì comunque sono andato dai VV UU a chiededere "lumi" e mi è stato detto che tutto andava bene in quanto il semaforo si era acceso da solo.... che sia diventato intelligente a favore delle multe??? Mah!!
Siamo ormai schiavi di questi sofisticati "giochini" mangiasoldi, spesso messi in luoghi poco visibili o troppo alti tali da non essere notati se non troppo tardi, insomma delle vere trappole "legali" dove prima o poi qualcuno suo malgrado ci casca. D'altra parte ormai il gioco d'azzardo "legale" e la multa sono due dei sistemi di tassazione su cui si fa grande affidamento e si investe molto, di conseguenza devono anche rendere.
Questa volta tutti eravamo in buona fede ma quello che più mi turba è un fatto, in un caso come quello appena citato, avrebbero comunque potuto farti ugualmente una multa perché? Ma perché eri passato con il rosso e, giusto o sbagliato che sia stato il motivo, tu avevi trasgredito la "legge", perché con il rosso non si deve tassativamente passare . Di questi casi ce ne sono stati tanti e altri ci saranno, se devi pagare o no dipendrà dalle necessità di... bilancio.
C.M.
113664 messaggi.
Rif. al post dal titolo: "Comunicato stampa congiunto delle categorie economiche".
So per certo che voi le verifiche le fate, ci mancherebbe altro, ma un povero cristo avrebbe bisogno di sapere qual'è l'organo ufficiale che emette questi comunicati stampa, attraverso quale figura responsabile, in quale data ed in quale luogo.
Grazie
Valerio S.
da [URL]www.corriere.it[/URL]
IL PARADOSSO DEL CONTROLLO FISCALE CHE PENALIZZA I CONTRIBUENTI VIRTUOSI
Sarà interessante vedere che cosa accadrà alla categoria degli evasori totali, quelli che, per definizione, risultano invisibili
Siamo tornati al Fisco lunare? Quello che fece impazzire gli italiani nel 1993 tanto da meritarsi il rimprovero dell'allora presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro? Più ci si avventura nel complicatissimo decreto che ha rifatto il look al redditometro, più la Luna finisce per sembrare, quasi, un rifugio accogliente. Voci di spesa, categorie familiari, aree territoriali, dati medi Istat: un'enorme schedatura con la quale il Fisco vuole ricostruire il reddito di 40 milioni di contribuenti partendo dalla spesa sostenuta. Una specie di radiografia della situazione contabile alla quale tutti, in qualche modo, dovranno sottoporsi. Eppure sarà interessante vedere che cosa accadrà alla categoria degli evasori totali, quelli che, per definizione, risultano invisibili.
Vent'anni fa gli italiani impazzirono per indicare nel modello 740 il possesso di cavalli, deltaplani o elicotteri. Ora, per fortuna, non ci sono dichiarazioni da fare, ma la situazione è, per certi versi, anche peggiore. Per rispondere ai rilievi del Fisco, infatti, potremmo essere costretti a ricordare quanto abbiamo speso nel 2009 dal parrucchiere o in un istituto di bellezza. O in biancheria. O al supermercato, o in officina per il cambio dell'olio. O addirittura di quante pizze con la famiglia abbiamo mangiato il sabato sera. Non ci sembrano, francamente, indici reali di capacità contributiva. Vale più l'acquisto di un set di pentole nuove, o un viaggio per una meritata vacanza? Che cosa sarà fiscalmente rilevante e che cosa non lo sarà? Più si scorrono le voci prese in considerazione per i controlli, più si viene colti da una strana sensazione. L'impressione, forse sbagliata, è quella di un Fisco che vuole fare da deterrente ai comportamenti scorretti. Un passo in avanti? Sì, ma con il rischio che questi metodi finiscano con il mettere in agitazione le persone per bene. Senza centrare il vero bersaglio.
La lotta all'evasione è sacrosanta in un Paese dove sfuggono al Fisco 120 miliardi all'anno. Recuperarne un 15-20% vorrebbe dire coprire circa un quarto degli interessi che lo Stato paga sul debito pubblico. Un recupero che consentirebbe di abbattere la pressione tributaria e di destinare una discreta somma allo sviluppo e alla creazione di posti di lavoro. Le finalità sono sacrosante, ma il redditometro potrebbe trasformarsi in una graticola in cui finiranno, probabilmente, per rosolarsi soprattutto i contribuenti onesti, più che i «furbetti del modello Unico». Con effetti negativi anche sul fronte economico: il messaggio, non velato, che il Fisco ci manda, è il seguente: chi spende tanto vuol dire che evade. L'effetto è indesiderato, certo: ma considerare i consumi una voce «a rischio» potrebbe avere come effetto quello di spingere a ridurli. Una cosa della quale il Paese in questo momento non ha proprio bisogno.
Ci sono molti punti che non quadrano. Il primo è l'inversione dell'onere della prova. D'ora in avanti, infatti, non sta al Fisco dimostrare che un cittadino ha evaso, ma al contribuente provare che il reddito attribuito è errato. Che le spese sono state finanziate da prestiti dei parenti - ma come dimostrarli, specie quando i trasferimenti in contanti erano leciti - oppure dai frutti degli investimenti finanziari (tutti a cercare i vecchi estratti conto). Non convince nemmeno la retroattività, cioè la possibilità di scandagliare le spese fatte nel 2009. Mica il contribuente poteva sapere allora che una vacanza alle Maldive o in montagna potesse attirare quattro anni dopo l'attenzione del grande fratello fiscale. Metodi che, se applicati agli evasori abituali, potrebbero cogliere veloci a consistenti risultati. Se estesi a tutti rischiano di creare un clima di disorientamento. Altro elemento poco convincente è l'utilizzo, per certe voci che non sono monitorabili direttamente, di dati medi Istat anche se il contribuente ha dichiarato di spendere di meno. Una follia. Se è già difficile dimostrare acquisti di tre o quattro anni fa, come si può dimostrare di non aver speso?
E poi ognuno ha le sue abitudini. C'è chi risparmia sul cibo, e non lesina di spendere per cure di bellezza. Non certo per evadere le tasse. Grossi rischi in arrivo per chi risparmia e investe. Fino all'anno scorso quando, ad esempio, veniva acquistato un immobile, il Fisco ipotizzava che la somma spesa fosse stata accumulata per quote costanti negli anni precedenti. Ora, invece, l'intero ammontare finirà a reddito (detratte le spese come il mutuo). Con il risultato che il reddito virtuale risulterà lontano anni luce da quello reale. Ma l'acquisto di un immobile è spesso il frutto di sacrifici ultradecennali: come si fa a non tenerne conto? Insomma nel trita-reddito finiranno sia i contribuenti-formiche sia i contribuenti-cicale. E gli evasori? Quelli resteranno, beatamente, sulla faccia, non tanto nascosta, della Luna.
Massimo Fracaro e Nicola Saldutti
Da quest'anno viene introdotto il "redditometro" cioè un sistema che analizza i tuoi consumi, come persona fisica, e quindi potrebbe accadere un fenomeno perverso: sei ok per lo studio di settore ma non-ok per il tuo tenore di vita. In questo modo potrebbe emergere l'evasione; bisognerà vedere che succederà, essendo il primo anno.
Dante
Aumenti TOREMAR
Le categorie economiche sono le uniche che stanno cercando di ribellarsi agli aumenti delle tariffe.
Ma secondo voi se Moby fosse un vero concorrente TOREMAR avrebbe aumentato i prezzi ?
Che razza di continuità territoriale abbiamo se TOREMAR e MOBY costano uguali ?
Purtroppo a livello politico non contiamo NIENTE!
Voi avete sentito uno dei nostri Sindaci ?
ELBANO.
Prima di proporvi come tagliatori di teste per contenere i costi dei biglietti per fare il "bene" del paese, provate almeno a proporre ai vostri affiliati di piantarla di evadere le tasse, che questo si contribuirebbe al bene economico e anche morale del paese!
Vedete di fare il vostro mestiere come si conviene in un paese civile, che già ce ne sono di Berlusconi e Fornero!
Ferajese
[COLOR=darkred] Toremar, la Regione conferma gli aumenti delle tariffe.
Biglietti più cari fino al 25% in alta stagione, per il trasporto di un veicolo si pagherà 8-9 euro in più. Risparmiati i residenti [/COLOR]
Il primo pezzo aveva un contenuto alquanto discutibile; leggere che le categorie economiche dell'elba trovano quale soluzione per abbattere i costi dei traghetti, il licenziamento e l'attivazione della cassa integrazione ha fatto inorridire. Questo secondo pezzo invece fa veramente pena. Conclusione: é evidente che le nostre categorie economiche sono confuse.
Io dormo tranquillo perchè ho la coscienza a posto, comunque leggiamo a pagina 7 del documento della commissione dell'ordine dei geologi della toscana sulle linee guida per lo svolgimento della funzione di direttore responsabile delle attività estrattive, cosa potrebbe forse fare il Presidente Rossi:
"quando dalla coltivazione di cave e torbiere derivi grave pericolo di dissesto idrogeologico, tale da comportare rischio per la sicurezza delle persone e degli insediamenti umani, la regione, salvo diversa disposizione regionale in materia, può prescrivere, con ordinanza del presidente indicante un termine, interventi di messa in sicurezza a carico del conduttore. In caso di non ottemperanza alle prescrizioni, la regione può, con deliberazione motivata della giunta, disporre l'immediata revoca
dell'autorizzazione e l'acquisizione delle cava al patrimonio indisponibile della regione.
Qualora la cava faccia parte del patrimonio indisponibile della regione, la giunta regionale dispone la revoca della concessione (art. 45, così come modificato con L. 03.08.1998, n° 267).,
[URL]www.geologitoscana.net/DocumentazioneOGT/2004/Doc%2520Cave.pdf[/URL]
per dante
sarà, però per quanto mi riguarda non è che ne venga fuori un reddito da "fame" come qualcuno ha detto in alcuni post precedenti.
Sapete dirmi se si può passare dalla calata in macchina dalle ore 20? Come tanti ho notato che c'è il semaforo rosso da qualche giorno, mentre prima delle 20 è verde! Grazie
[SIZE=4][COLOR=darkblue]Comunicato stampa congiunto delle categorie economiche [/COLOR] [/SIZE]
Abbiamo letto con attenzione le reazioni della società TOREMAR e dei Sindacati alla nostra lettera , rivolta soprattutto all'Assessore Ceccobao della Regione Toscana.
Nei giorni precedenti sulla stampa si parlava di possibile fallimento per l’ex compagnia pubblica ed in un normale regime di concorrenza l’aumento dei prezzi spesso non risolve i fattori di rischio.
Chiariamo che nessuno vuole licenziare dipendenti TOREMAR, anzi concordiamo con quanto dichiarato da Achille Onorato che identifica il personale come il primo valore di un azienda e dunque sempre da difendere e tutelare.
E' vero: è semplicistico affrontare il problema scaricando sulle parte debole, i lavoratori, le disfunzioni delle normative che mettono anche in difficoltà la stessa TOREMAR. Ma riteniamo altrettanto semplicistico agire con aumenti tariffari alle carenze e agli appesantimenti delle stesse normative; in questo modo ogni aumento che incide sul trasporto marittimo dovrebbe nel tempo essere ricoperto dagli aumenti tariffari????? No!!! Noi non crediamo che sia o debba essere l'unica soluzione.
Condividiamo sulle azioni e le proposte che i Sindacati avanzano per la continuità dei trasporti elbani e comprendiamo anche lo sfogo degli stessi, ma la forma ci è parsa davvero fuori luogo.
Sicuramente il gravissimo momento che attraversa il paese ed in particolar modo il nostro territorio, non aiuta nessuno di noi a giudicare e ragionare in maniera serena sulle tante problematiche che abbiamo da affrontare.
Riteniamo che ognuno su questa vicenda, anche noi, senta il dovere, per il bene comune dell'Isola, di abbassare i toni e concentrarsi tutti sulle azioni che comunemente possono essere messe in campo.
Al centro della discussione occorre mettere i rischi reali per un territorio che impiega decine di migliaia di addetti nel turismo ed in molteplici attività economiche, compreso quella marittima, da tempo bersagliati dai colpi della crisi, per i quali anche il minimo aumento dei costi dei collegamenti aggraverebbe in modo irreversibile la sopravvivenza delle aziende e dei lavoratori.
Per questo ci auguriamo quanto prima una riconvocazione dell'Osservatorio per la continuità territoriale per valutare attentamente e adeguatamente, con le Istituzioni, la situazione , facendo cessare l’attuale condizione di disparità che le attività economiche dell’Isola devono fronteggiare da anni con le proprie forze rispetto alla concorrenza continentale o di altre località turistiche.
x Gimmi Ori la montagna presto sarà saccheggiata l'operazione è già in atto è sconfortante notare che nessuno se ne renda conto servirebbero verifiche e controlli più accurati per poter stabilire se tutto è in ordine e corretto e privo di rischi per non dover dire un domani ..TE L'AVEVO DETTO..dormi tranquillo il presidente Rossi veglia su di te
Il commento di ieri ha funzionato!!!!!
Nella bacheca di LUI...una delle foto di lusso è stata tolta!!!
Ma lo sa la gente che si può fare COPIA-INCOLLA o SALVARE le immagini con la data di quando sono state postate?
Ahahahahaha troppo forte...ma ingenuo/a 😀
Da IL TIRRENO del 27 dicembre 2012
[SIZE=4] [COLOR=darkblue]Stop alla tassa di sbarco per chi arriva a Capraia [/COLOR] [/SIZE]
CAPRAIA ISOLA. [COLOR=darkblue]Stop alla tassa di sbarco per i turisti che arrivano sull’isola di Capraia a bordo di navi vettore, vale a dire imbarcazioni che fanno collegamenti marittimi saltuari ma non si possono classificare come una vera e propria linea di navigazione nonostante viaggi anche periodici e ad orari prestabiliti.
L’esempio pratico della categoria a cui si fa riferimento lo fa il sindaco di Capraia Gaetano Guarente all’indomani della sentenza del Tar della Toscana che ha dato ragione al ministero dell’Economia che ha impugnato il provvedimento del Comune.
«Soprattutto nel periodo estivo – spiega Guarente – in porto arrivano traghetti anche di piccole dimensioni dall’isola d’Elba oppure dalla Liguria con a bordo decine se non centinaia di turisti. Quel tipo di imbarcazioni, secondo il ministero, non devono versare al Comune la tassa di soggiorno che invece rimane per la nave di linea della Toremar».
Secondo la legge ogni Comune poteva fissare una tariffa massima di 1,50 euro che se moltiplicato per ogni turista alla fine della stagione poteva trasformarsi in un bel gruzzoletto da reinvestire in turismo.
«In vista della sentenza del Tar – prosegue il sindaco – non avevamo messo quei soldi a bilancio che per noi sono cifre piccole rispetto ad isole come Ponza. In ogni caso – va avanti – trovo assurdo che il territorio non abbia alcun beneficio dalla sbarco di turisti che arrivano, mangiano al sacco e ripartono».
Al centro del ricorso del Ministero delle economie e delle finanze la deliberazione del consiglio comunale di Capraia Isola dello scorso 21 giugno con il quel veniva data applicazione alla tassa di sbarco.
«L’imposta – si legge – è l’alternativa alla tassa di soggiorno ed è corrisposta da ogni persona fisica che per giungere sull’isola utilizzi traghetti o altri mezzi delle Compagnie di navigazione che forniscono collegamenti di linea unitamente ad altri vettori pubblici o privati».
Secondo i tre componenti della Corte il regolamento impugnato «viola i limiti fissati facendo riferimento a vettori pubblici o privati o comunque ad altri soggetti diversi dalle compagni di navigazione che forniscono collegamenti marittimi di linea».
Secondo il Tribunale all’interno del regolamento c’è anche un errore formale nel capitolo che riguarda le “Controversie”.
Ecco perché – scrivono i giudici – «ritenuto che il ricorso deve essere accolto e che il regolamento impugnato deve essere conseguentemente annullato nelle parti precedentemente individuate come illegittime». [/COLOR]
A fronte dell'articolo riportato integralmente del quale solo oggi siamo venuti a conoscenza riteniamo necessario fornire alcune precisazioni per salvaguardare una soglia minima di onestà intellettuale sotto la quale non siamo disposti a scendere.
Nella stagione turistica 2012, la nostra Compagnia ha sbarcato all'Isola di Capraia circa 3000 passeggeri provenienti in parte da San Vincenzo ed in parte da Portoferraio e Marciana Marina.
La stragrande maggioranza dei passeggeri effettua i viaggi di andata e ritorno nello stesso giorno arrivando all'isola intorno alle ore 11,00 per ripartire intorno alle ore 17,00.
Per una precisa strategia aziendale volta ad agevolare proprio ciò che il Sindaco Guarente vorrebbe negare, sulle nostre motonavi non esiste la possibilità di acquistare altro che bevande o caffè garantendo in tal modo uno standard di accoglienza a bordo sufficiente alle esigenze di passeggeri che affrontano una navigazione che può raggiungere le due ore. Non effettuiamo pranzi a bordo e neppure proponiamo soluzioni alternative di pranzo al sacco di qualsivoglia tipologia pur essendo pienamente consci di rinunciare ad un potenziale introito non trascurabile avendo in tal modo sempre inteso sostenere le economie delle località da noi raggiunte.
Se ciò non bastasse, il nostro call center (in alta stagione attivo dalle 8,00 alle 23,00) che serve giornalmente centinaia di clienti per le varie destinazioni da noi proposte, fornisce da sempre precise informazioni in merito alle varie e differenziate possibilità di pranzare o reperire generi alimentari durante lo scalo a Capraia con il preciso intento di dissipare timori di spesa eccessiva che, ove si manifestino, non si sono certo diffusi per colpa nostra.
Per tutti i motivi sopra descritti con fin troppa dovizia di particolari vorremmo dire al Sindaco Guarente che siamo noi i primi a trovare assurdo che il territorio non abbia avuto beneficio dai 3000 passeggeri che abbiamo sbarcato a Capraia nel 2012, di più diremo che oltre ad essere assurdo è più che altro falso
Per inciso, se un territorio che si intende a vocazione turistica non riuscisse a trarre un ragionevole reddito dal transito di 3000 persone che permangono mediamente 6 ore a cavallo dell'ora del pranzo, sbarcando da una motonave dove non possono acquistare altro che acqua minerale o caffè, non sarebbe certo incassando una tassa da chi sbarca che si raddrizzerebbero le cose.
AQUAVISION p.s.c.r.l.
[EMAIL]info@aquavision.it[/EMAIL]
Messaggio 50290 del 01.01.2013 ore 15:27
Ciao Noemi, noi abbiamo un cucciolo di pinscher nano (Femmina) disponibile a partire da Sabato(ha 35 giorni di vita)! Se interessata prego indicarmi un tuo recapito!
Debora
Ragazza diplomata in lingue si offre per ripetizioni di tutte le materie per bambini della scuola elementare e ragazzi scuola media!
per contatti 3289767242
CONFERENZA PUBBLICA GIOVEDI 10 GENNAIO ORE 17.30 PRESSO LA SALA DELLA GRANGUARDIA
L'accademia italiana della cucina organizza il primo di quattro incontri, con il patrocinio del Comune di Portoferraio, presso la Sala della Gran Guardia, giovedi 10 gennaio alle ore 17.30 sul tema "CIVILTA' DELLA TAVOLA".
10 GENNAIO tema trattato "LA CUCINA NEI SECOLI" relaziona Alvaro Claudi, gastronomo:
24 Gennaio, tema trattato "STORIA DELLA CUCINA ELBANA"
RELATORI: Dott.ssa Gloria Peria (archivi storici elbani); Dott.ssa Lucia Paoli (scrittrice e storica), Alvaro Claudi, gastronomo; e alcuni ristoratori elbani.
7 Febbraio, tema: "Il servizio in tavola" relazione il maitre A. Ghisolfi;
21 Febbraio tema "Nutrizione e dietetica" relaziona l'Accademica Dott.ssa Giovanna Villani.
Le conferenze sono aperte al pubblico
Cittadini dell'Elba Elio Bianchi 7 gennaio 14.47.54
Amico Gimmi tu sai come le tue posizioni politiche sono lontanissime dalle mie ma ti debbo riconoscere che questo scambio epistolare con il Presidente Rossi, persona e politico che stimo ed apprezzo, è pieno di buon senso, verità e giusti interrogativi.
E credo che al di là delle risposte ufficiali del Presidente Rossi faranno riflettere chi ha competenze e responsabilità politiche e formali su questi fatti.
N.B. Ti regalo una foto di quando ero giovanotto di una persona che ha segnato la mia vita politica.
Gimmi Ori
Amico Elio, ti ringrazio molto e penso che per le cose fondamentali come la sicurezza, la legalità, dobbiamo essere tutti uniti, la politica partitica non c'entra niente, poi non credere che abbiamo delle posizioni così diverse, forse pensiamo che ci vogliano altri sistemi e altre persone per raggiungere lo stesso obiettivo, ti ricordo che ho già elogiato il personaggio della foto e la questione morale, ti auguro una buona giornata, a presto, ciao
Lo studio di settore è indirettamente l'ammissione plateale da parte dell'Agenzia delle Entrate di non riuscire ad intercettare puntualmente il reddito dei singoli appartenenti alla categoria dei lavoratori autonomi.
Lo studio di settore, come dice la parola, è il risultato di un modello econometrico (statistico-matematico) applicato su precedenti dichiarazioni fiscali e diventa un punto di riferimento per il lavoratore per "non uscire" dalla griglia fiscale della categoria, pena un indagine diretta della finanza sulla sua dichiarazione.
La ragionevolezza vorrebbe che nel modello econometrico venisse anche inserita la componente "evasione", con inevitabile innalzamento della griglia di riferimento; ma non lo fanno, sennò te le immagini le scene di disperazione, affiancate da battaglioni di avvocati (la categoria che più brilla nel fenomeno dell' evasione) ....
Quindi, tranquilli, pagate la gabella allo studio di settore, indipendentemente dal reddito reale, e nessuno vi disturberà, come consigliano i commercialisti.
Dante
