
Livorno – Arrestato un uomo perché sorpreso fuori casa nonostante gli arresti domiciliari e denunciata una donna perché con un cavo forniva illecitamente elettricità al suo appartamento.

Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Livorno, in linea con le direttive strategiche della Prefettura, ha disposto l’intensificazione dei servizi di pattugliamento durante il periodo natalizio. In questo contesto, i militari della Compagnia di Livorno hanno orientato la propria attenzione verso il centro cittadino. Diverse pattuglie, in uniforme ed in abiti civili, sono state dislocate nelle vie di maggiore traffico e nei luoghi segnalati dalla cittadinanza.
Proprio in uno di questo, nei pressi di piazza XX Settembre, i carabinieri hanno immediatamente riconosciuto un 31enne romeno, noto per diversi precedenti con la Giustizia, il quale, sebbene risultasse agli arresti domiciliari, veniva visto uscire da un condominio; l’uomo, accortosi della presenza dei carabinieri, si dava a precipitosa fuga ma veniva fermato dopo un breve inseguimento.
Non potendo fornire alcuna valida giustificazione al fatto di essersi allontanato da casa, il 31enne è stato arrestato per evasione e tradotto presso la casa circondariale “Le Sughere”. Nel corso della successiva udienza, il Giudice ha disposto la convalida dell’arresto e la misura cautelare in carcere.
Nel corso di un controllo presso il citato condominio, i Carabinieri hanno appurato che un’inquilina, anch’ella già nota alle forze dell’ordine, tramite un cavo che collegava il suo appartamento ad un locale condominiale, forniva di energia elettrica la sua abitazione e pertanto veniva deferita per furto aggravato.
I controlli continueranno nei prossimi giorni.


Val di Denari è una periferia che pare ormai dimenticata dall’attuale giunta Zini. Una periferia che conta comunque un notevole numero di residenti, costretti a vivere loro malgrado, in una zona completamente abbandonata al degrado più totale.
In Val di Denari, per in non ferajesi, ci si arriva dalla Via comunale di Viale Aldo Moro, dove numerosi cartelli stradali di sosta e di fermata, dovrebbero vietare appunto che le auto parcheggino lungo la via. Ovviamente tutto questo non succede, le forze dell’ordine se ne infischiano, e succede che detta via divenga una strada a doppio senso alternato autorizzato. Ma tant’è.
Dicevamo, per arrivare in val di Denari, proseguendo per la strada a doppio senso alternato di Viale Aldo Moro, si gira a destra, non appena spunta il campanile di San Giuseppe.
Qui inizia un’avventura tra enormi buche e pure qui, ahimè, doppi sensi alternati. Una strada vicinale che serviva per poche case ma che adesso con le nuove costruzioni realizzate nell’ultimo decennio registra un notevole flusso di veicoli.
Ne è l’esempio il Peep della Cooper Elba, quello che gli abitanti chiamano con ironia, La Nuova Scampia, dove vi si accede da una ripida salita, asfaltata per i primi 5 metri, ma sterrata per il resto. Densa di buche e dossi.
Giunti sul piazzale sottostante le abitazioni, vi si ha una vista mozzafiato. A destra, una recinzione che delimita uno stoccaggio di attrezzature edili, forse dismesse, rifiuti, una baracca in lamiera ed altri scarti di lavorazioni. A sinistra, subito dopo una specie di area a verde, con oleandri a confine e degli arbusti non in formissima, vi si staglia una parete a forma di L in muratura. Sembrerebbe l’esterno di un cimitero, ma continuando il nostro cammino scopriamo che sono le autorimesse a servizio degli appartamenti.
A contorno di ciò, canne, erba alta e tanto abbandono istituzionale. Forse le opere di urbanizzazione non sono nemmeno completate ma le case sono comunque operative ed abitate da anni. Chissà..
Tornando in via Val di Denari, ci siamo dimenticati di raccontarvi del monumento eretto, o meglio abbattuto questa estate, simbolo della situazione in cui versa la zona.
Il guard-rail del piccolo ponte che versa ormai piegato nel letto del fosso da 5 mesi, dopo che un furgone blu lo aveva colpito. Ecco, qui dovrebbe sorgere il monumento all’abbandono della periferia ferajese. Dove ogni anno, dovrebbe essere celebrata una cerimonia per ricordare la pochezza di questa giunta comunale. Portando omaggio alla povera lamiera stanca e riversata nel fosso.
Le truffe on-line sono sempre più all’attenzione dell’Arma dei Carabinieri, sia per la particolare insidiosità con cui si concretizzano, dovuta anche la facilità con cui il mondo virtuale consente di far perdere le proprie tracce e rimanere nell’anonimato, che per il range particolarmente vasto delle potenziali vittime.
I Carabinieri della Stazione di Bibbona però, dopo una serie di accertamenti ed indagini, sono riusciti a dissipare la trama ordita, in concorso tra loro, da ben tre di questi truffatori, raccogliendo significativi elementi a loro carico e deferendoli all’A.G. per truffa aggravata.
Si tratta di tre uomini di origini campane, di età compresa tra i 40 e i 50 anni, gravemente indiziati di truffa ai danni di un imprenditore di Bibbona.
Secondo la ricostruzione dei militari i tre uomini, peraltro tutti con precedenti di polizia alle spalle, avrebbero creato un sito internet pubblicizzando falsamente la vendita di pellet, offerto ad un prezzo decisamente competitivo se posto in relazione a quello attuale, caratterizzato da significativi aumenti.
La vittima, allettata dalla presentazione del sito e dal prezzo particolarmente conveniente, decideva di acquistarne un discreto quantitativo, per un prezzo totale di 330 euro, corrisposti tramite bonifico bancario.
Brutta sorpresa tuttavia per il cittadino quando, una volta andato a buon fine il pagamento, ha scoperto di essere stato raggirato dai sedicenti venditori che da quel momento si sono resi totalmente irreperibili ed il sito internet è stato eliminato dal web risultando non più raggiungibile.
Ma le indagini condotte dalla Stazione di Bibbona a seguito della denuncia sporta dall’imprenditore hanno consentito comunque di identificare i presunti autori che sono stati denunciati.
Il consiglio dei Carabinieri è di diffidare di siti poco conosciuti, di effettuare delle preventive ricerche online e di orientarsi su metodi di pagamento, diversi dal bonifico bancario, che agevolino la risoluzione di eventuali controversie.
Anche qualora la truffa non si consumi, è sempre bene denunciare l’accaduto per consentire di svolgere indagini, individuarne e denunciarne gli autori, evitando così che altri possano rimanere vittime di raggiri.