IL NOSTRO TG
da
ELBA PRESS
pubblicato il 29 Dicembre 2022
alle
19:17
Attendi...
Premesso che lei egregio Signore mi appare come un ex tecnico comunale …… molto partecipe di scelte urbanistiche del passato amministrativo di Portoferraio che con gli occhi di oggi appaiono disastrose , ma non entro nel merito per correttezza . Da ciò che scrive si evince la sua totale impreparazione nel settore nautico . 1) le barche non si ancorano alle boe ma si Ormeggiano alle boe 2) il conflitto di interesse sarebbe al contrario e cioè se fossi a favore del divieto di ancorarsi liberamente 3 ) posizionare boe oltre la linea immaginaria Torre del Martello - Hotel Airone vuol dire essere esposti alle onde di tramontana …. 4 ) lei non ha una barca e non conosce la filosofia di chi va per mare 5) non conosce nemmeno Capraia dove all avanporto si può tranquillamente ancorarsi . In conclusione prima di parlare a vanvera si documenti e pensi a quanti problemi abbiamo a Pf per colpa di chi ha gestito il comune in tutti questi anni.
Con il termine “Abbondanza” chiamata anche “annona”,si intende A)la quantità di derrate alimentari ,in modo particolare cereali e biade,necessaria ad una città o a uno stato,B) l’organizzazione e la disciplina della pubblica alimentazione da parte dell'autorità statale .
Nel settecento alla gestione dell’annona in Portoferraio è deputato il Magistrato dell’Abbondanza che è una istituzione cittadina civile molto importante.
E’ costituita da 1) Il governatore come soprintendente 2) i tre anziani di seggio che ogni semestre fanno parte della magistratura comunitativa 3) due abbondanzieri eletti da Sua Altezza Reale
A questi dirigenti chiamati “ministri dell’ Abbondanza “ si aggiungono i ministri subalterni di detta magistratura dell’Abbondanza che sono :lo Scritturale,il Camarlingo,un Custode dei grani ,un Pesatore,un Procuratore dei poveri,due Deputati uno di porta di Mare e uno di porta di Terra,un Bidello.
Inoltre per la vendita delle farine e per la panizzazione vi sono li seguenti ministri:
un Ministro dei forni,il Camarlingo,lo Scrivano, e le maestranze per fare il pane ,un canoviere per la vendita di pane e farina al minuto.
Tale numero di persone addette rende conto della importanza assunta dalla Abbondanza in Portoferraio. Nata sul finire del seicento come negozio con compiti di smercio esclusivo del pane ,nel settecento,in breve volgere di tempo, aveva assunto carattere di stabilimento per funzioni e compiti che ad essa erano stati affidati oltre a quello della gestione pubblica esclusiva del pane .
”Il Negozio dell’Abbondanza “ è una istituzione annonaria comunale la cui costruzione è stato un processo articolato e complesso che si è sviluppato sin dalla seconda meta del XII secolo
Giovanni Cherubini scrive una interessante analisi sull’approvvigionamento alimentare delle città toscane tra il XII e il XV secolo.Analizzando le differenti difficoltà all’approvvigionamento alimentare da parte delle principali città della Toscana,dipendente dal tipo di territorio in cui si trovano, afferma che “ i semplici cittadini, anche in conseguenza di queste maggiori o minori difficoltà di approvvigionamento , elaborarono una vera e propria politica annonaria comunale ,che riguardò il vino, la carne, il pesce, ma in primissimo luogo i cereali, e condusse anche alla istituzione di apposite magistrature”. (99+) L’approvvigionamento alimentare delle città toscane tra il XII e il XV secolo [RSA 2000-1] | Giovanni Cherubini - Academia.edu
L’origine del Negozio dell’Abbondanza è dunque legata alla politica economica messa in atto non solo dai comuni italiani ma anche europei per far fronte alle carestie con acquisti di grano e di altre derrate alimentari fuori del distretto cittadino ,per avere pane di buona qualità per il pubblico indipendentemente dalle condizioni economiche di ogni singolo acquirente e infine , al tempo stesso, per porre un freno con vincoli e regolamenti al prezzo del pane e alla delinquenza legata al suo commercio.
A tutto ciò ,come sopra ho accennato, erano preposti gli ufficiali dell’annona chiamati ministri dell’Abbondanza o “abbondanzieri”
L’istituzione annonaria dell’Abbondanza rappresenta pertanto uno dei primi strumenti di politica economica messo in atto per far fronte alla penuria di un bene comune :il pane.
Ciò comportò vincoli e restrizioni.
A questo proposito,in Toscana,per quanto riguarda il sistema annonario ,Maria Pia Oelker così si esprime
“E’ forse assai difficile oggi rendersi conto di quali e quanti vincoli, regolamenti, tasse doganali, proibizioni venissero imposti ad una serie infinita di attività commerciali, artigianali e agricole ancora nella Toscana degli anni ’60 del 1700. Ciò aveva , come è facile capire, serie conseguenze sulla vita quotidiana della popolazione in modo particolare quando i vincoli e i regolamenti riguardavano la produzione e la vendita del grano e del pane, che rappresentava per molta parte della gente la base dell’alimentazione quotidiana. Quando alla metà degli anni ’60 del 1700 la carestia imperversò nel granducato per circa 4 anni, portando fame, malattie e moltissime morti, la fragilità e farraginosità del sistema annonario, così come era stato concepito nella Toscana repubblicana e medicea, venne drammaticamente alla luce, imponendo urgenti e radicali misure di modifica di tutto l’apparato che doveva sovrintendere alla raccolta e allo stoccaggio del frumento, alla produzione e alla vendita dei pani con severe misure che impedivano la libera coltivazione e circolazione dei grani nonché la possibilità per un qualunque privato di cuocere e vendere il pane” .
https://www.academia.edu/37522226/Il_pane_quotidiano
Queste restrizioni e vincoli sono tra le maggiori cause che condussero alla chiusura e scomparsa dell’Abbondanza sul finire del settecento,come sopra scritto da Oelker.
In Firenze,Contini e Vivoli, sintetizzano la storia del sistema annonario con queste parole:
“Fin dall'epoca repubblicana l'Abbondanza costituì, insieme alla Grascia, la principale magistratura annonaria fiorentina. Le sue attribuzioni consistevano nel regolamentare la produzione e la circolazione dei grani all'interno dell'ambito cittadino. A tale scopo provvedevano sia gli ufficiali stabili, che controllavano la vendita dei grani sul mercato urbano, sia ufficiali straordinari incaricati, invece, di acquistare i grani nei momenti di carestia. Nel corso del '500, in seguito alla formazione di una nuova entità statale regionale e alla conseguente ristrutturazione amministrativa del territorio operata da Cosimo I, la magistratura annonaria da organismo cittadino divenne statale e, da magistratura straordinaria, ordinaria e tale rimase fino alla seconda metà del Settecento. In quest'epoca infatti, in seguito al succedersi di numerose e gravi carestie e ad un considerevole aumento dei prezzi, il sistema annonario fiorentino risultò incapace a risolvere i problemi della sussistenza all'interno dello stato toscano ed entrò definitivamente in crisi. Con l'editto del 29 ottobre 1768, Pietro Leopoldo di Lorena (anche per l'influenza dei principi liberoscambisti di matrice francese), abolì i protettori dell'Abbondanza e il magistrato della Grascia. Le competenze, anche se oramai limitate, in campo annonario passarono al nuovo organismo istituito nella medesima occasione: la Congregazione dell'Annona…”
https://archiviodistatofirenze.cultura.gov.it/inventari/u/biado/intro/introduzione.html
A Portoferraio,che sin dalla sua fondazione ha sempre fatto parte della giurisdizione e dominìo fiorentino con particolari privilegi ed esenzioni, l’istituto o negozio dell’Abbondanza ha fatto la sua comparsa nel 1681,essendo granduca Cosimo III de medici, divenendo,nel breve volgere di anni, una delle più importanti magistrature cittadine e tale perdurò per tutto il settecento.
Era infatti arrivata ad essere una vera e propria azienda .
”Stabilimento” la chiama Vincenzo degli Alberti nel suo manoscritto del 1766,perché ad essa furono affidate funzioni e còmpiti oltre a quelli per i quali era nata cioè l’esclusiva funzione di provvedere al rifornimento,custodia,macinazione ,panificazione del grano.
L’acqua e il pane sono sempre stati due importanti ed essenziali elementi per poter vivere in una città “murata” come quella di Cosmopoli pensata e costruita dal suo fondatore per la difesa in lunghi assedi.
Non a caso a Portoferraio sin dalla fondazione sono esistiti i granai per far fronte alla mancanza di farina nei casi di penuria in corso di carestie o assedi prolungati,i mulini a vento per la macinazione del grano,la biscotteria per la cottura del pane , le cisterne per raccolta di acqua piovana.
“…Nel 1681 il commissario di Portoferraio ,Sergente Maggiore Pietro Paolo Nardi coll’imprestito di pezze 400 e di altra somma somministrata dalla comune introdusse il negozio dell’ Abbondanza perché il popolo abbia pane di buona qualità scriveva Giuseppe Bonavantura il 20 luglio 1685….”
(Cfr pg 87 “I Medici a Portoferraio 1548-1737”Marisa Sardi Persephone edizioni 2021)
Nata in epoca medicea ha operato per circa cento anni in Portoferraio fino a quando,in epoca asburgo-lorenese, fu soppressa con editto granducale da Pietro Leopoldo nell’ottobre del 1768 .
A Portoferraio,il forno comunitativo successe all’Abbondanza nello smercio del pane.
MARCELLO CAMICI

Val di Denari è una periferia che pare ormai dimenticata dall’attuale giunta Zini. Una periferia che conta comunque un notevole numero di residenti, costretti a vivere loro malgrado, in una zona completamente abbandonata al degrado più totale.
In Val di Denari, per in non ferajesi, ci si arriva dalla Via comunale di Viale Aldo Moro, dove numerosi cartelli stradali di sosta e di fermata, dovrebbero vietare appunto che le auto parcheggino lungo la via. Ovviamente tutto questo non succede, le forze dell’ordine se ne infischiano, e succede che detta via divenga una strada a doppio senso alternato autorizzato. Ma tant’è.
Dicevamo, per arrivare in val di Denari, proseguendo per la strada a doppio senso alternato di Viale Aldo Moro, si gira a destra, non appena spunta il campanile di San Giuseppe.
Qui inizia un’avventura tra enormi buche e pure qui, ahimè, doppi sensi alternati. Una strada vicinale che serviva per poche case ma che adesso con le nuove costruzioni realizzate nell’ultimo decennio registra un notevole flusso di veicoli.
Ne è l’esempio il Peep della Cooper Elba, quello che gli abitanti chiamano con ironia, La Nuova Scampia, dove vi si accede da una ripida salita, asfaltata per i primi 5 metri, ma sterrata per il resto. Densa di buche e dossi.
Giunti sul piazzale sottostante le abitazioni, vi si ha una vista mozzafiato. A destra, una recinzione che delimita uno stoccaggio di attrezzature edili, forse dismesse, rifiuti, una baracca in lamiera ed altri scarti di lavorazioni. A sinistra, subito dopo una specie di area a verde, con oleandri a confine e degli arbusti non in formissima, vi si staglia una parete a forma di L in muratura. Sembrerebbe l’esterno di un cimitero, ma continuando il nostro cammino scopriamo che sono le autorimesse a servizio degli appartamenti.
A contorno di ciò, canne, erba alta e tanto abbandono istituzionale. Forse le opere di urbanizzazione non sono nemmeno completate ma le case sono comunque operative ed abitate da anni. Chissà..
Tornando in via Val di Denari, ci siamo dimenticati di raccontarvi del monumento eretto, o meglio abbattuto questa estate, simbolo della situazione in cui versa la zona.
Il guard-rail del piccolo ponte che versa ormai piegato nel letto del fosso da 5 mesi, dopo che un furgone blu lo aveva colpito. Ecco, qui dovrebbe sorgere il monumento all’abbandono della periferia ferajese. Dove ogni anno, dovrebbe essere celebrata una cerimonia per ricordare la pochezza di questa giunta comunale. Portando omaggio alla povera lamiera stanca e riversata nel fosso.
Le truffe on-line sono sempre più all’attenzione dell’Arma dei Carabinieri, sia per la particolare insidiosità con cui si concretizzano, dovuta anche la facilità con cui il mondo virtuale consente di far perdere le proprie tracce e rimanere nell’anonimato, che per il range particolarmente vasto delle potenziali vittime.
I Carabinieri della Stazione di Bibbona però, dopo una serie di accertamenti ed indagini, sono riusciti a dissipare la trama ordita, in concorso tra loro, da ben tre di questi truffatori, raccogliendo significativi elementi a loro carico e deferendoli all’A.G. per truffa aggravata.
Si tratta di tre uomini di origini campane, di età compresa tra i 40 e i 50 anni, gravemente indiziati di truffa ai danni di un imprenditore di Bibbona.
Secondo la ricostruzione dei militari i tre uomini, peraltro tutti con precedenti di polizia alle spalle, avrebbero creato un sito internet pubblicizzando falsamente la vendita di pellet, offerto ad un prezzo decisamente competitivo se posto in relazione a quello attuale, caratterizzato da significativi aumenti.
La vittima, allettata dalla presentazione del sito e dal prezzo particolarmente conveniente, decideva di acquistarne un discreto quantitativo, per un prezzo totale di 330 euro, corrisposti tramite bonifico bancario.
Brutta sorpresa tuttavia per il cittadino quando, una volta andato a buon fine il pagamento, ha scoperto di essere stato raggirato dai sedicenti venditori che da quel momento si sono resi totalmente irreperibili ed il sito internet è stato eliminato dal web risultando non più raggiungibile.
Ma le indagini condotte dalla Stazione di Bibbona a seguito della denuncia sporta dall’imprenditore hanno consentito comunque di identificare i presunti autori che sono stati denunciati.
Il consiglio dei Carabinieri è di diffidare di siti poco conosciuti, di effettuare delle preventive ricerche online e di orientarsi su metodi di pagamento, diversi dal bonifico bancario, che agevolino la risoluzione di eventuali controversie.
Anche qualora la truffa non si consumi, è sempre bene denunciare l’accaduto per consentire di svolgere indagini, individuarne e denunciarne gli autori, evitando così che altri possano rimanere vittime di raggiri.