X LA MANFRINA DEL CONTRIBUTO
SAREBBE BENE CHE SI VERIFICASSE QUELLO CHE IPOTIZZI, RAMMENTA CHE UNO DI QUEI 6 CHE STA A GUARDARE E' QUELLA CHE SI E' FATTA ELEGGERE DAL SESTETTO A RAPPRESENTARCI NELLA SANITA' E IL RISULTATO E' EVIDENTE A TUTTI TACE E SI ECLISSA PER APPARIRE QUANDO VUOLE SENTIRE PROMESSE O PARTECIPARE A SERATE MONDANE.
ALMENO QUEI DUE SI DANNO DA FARE ANCHE SE LITIGANO COME IENE ALLO STESSO PEZZO DI CARNE.
Marco
113666 messaggi.
Mi pare che il sindaco di Capoliveri prova a fare come se la legge del 2016 non fosse cambiata, rispetto ai bei tempi della gestione associata della promozione turistica.
Se ne faccia una ragione. Dal 2 febbraio quei soldi dati dai turisti si possono spendere solo ""Al fine di sostenere e finanziare gli interventi di raccolta e di smaltimento dei rifiuti nonché gli interventi di recupero e salvaguardia ambientale nelle isole minori" (comma 1 della nuova legge) che poi ribadisce: Il gettito del contributo è destinato a finanziare interventi di raccolta e di smaltimento dei rifiuti, gli interventi di recupero e salvaguardia ambientale nonché interventi in materia di turismo, cultura, polizia locale e mobilità nelle isole minori».
Fra l'altro la legge parla di regolamento comunale (non di regolamento unico fra i Comuni dell'isola).
Quindi è meglio che il sindaco di Capoliveri il Ferrari se lo tenga buono. Con i traghetti attestati a Portoferraio se il regolamento lo fa Portoferraio da sé farà soldi a palate.
Per applicare la legge nuova basta che il passeggero sbarchi a Portoferraio. Si applicherebbe il regolamento di Portoferraio.
Naturalmente il Comune di Rio Marina può fare un regolamento per i suoi porti e quello di Campo lo può fare per l'aeroporto e per Pianosa.
Ma il massimo dispetto che si può architettare da Capoliveri è quello di approvare una imposta di soggiorno (che varrebbe solo per chi soggiorna a Capoliveri) ed ha già pagato lo sbarco a Portoferraio.
Meglio dunque che i sindaci si mettano d'accordo per un regolamento unico purché in linea con le finalità della legge nuova.
Ma i soldi per i professori della Gestione associata della promozione non possono uscire dal contributo di sbarco 2016. Dura Lex sed Lex.
Lo avevo già segnalato ma vedo non è cambiato niente.... informo la ditta ASA riguardo 3 perdite che perdurano da tempo:
1) piano San Giovanni direzione P.Azzurro poco prima delle ceramiche Volpi.....
2) piano San Giovanni direzione P.Azzurro proprio sotto semaforo
3) il non plus ultra bivio di Lacona: provenendo da Pf poco prima della curva sulla destra per Lacona la perdita esiste da almeno un anno.... è l'unico punto all'Elba che anche ad Agosto è tutto verde....
Spero vivamente chi di dovere legga ed intervenga quanto prima....
Finalmente qualcuno ha definitivamente omologato le Ghiaie.
Che quelle luci pare siano anche addirittura fotovoltaiche e reintroducono energia in linea, assorbono anidride carbonica e restituiscono ossigeno.
E bagni estivi più salutari e sicuri, gli squali temono i led.
La poesia??? E che robba è???
La natura??? E che robba è???
Speriamo sia una apripista per illuminare l'intera Elba.
Con i LED, si intende.
L'isola a cinque led.
Anonimo
Sono curioso e per questo chiedo a tutti i partecipanti alla riunione del 2 di febbraio di richiedere a quanto ammontano i costi dei 2 PROFESSORI scelti dal Sindaco Barbetti per "guidare" la comuncazione elbana per l'estero.
Solo per conoscere quanto costano, mica per altro, perchè i PROFESSORI ...COSTANO!
[COLOR=darkblue][SIZE=5]LE GHIAIE.....MOLTE DISCUSSIONI SUL NULLA [/SIZE] [/COLOR]
Il nuovo impianto di illuminazione installato alla spiaggia delle Ghiaie è un buon lavoro sotto vari aspetti. E' un impianto tecnicamente aggiornato sotto il profilo dell'energy saving essendo realizzato con lampade a LED di ultima generazione, con alta efficienza luminosa e minimo consumo. La sua installazione è un valido deterrente funzionale a diminuire, o almeno rendere meno facilii, gli scorretti comportamenti notturni accaduti spesso in quella zona. Ben sappiamo che la penombra favorisce vandalismi ed assimilati. Infine è una parte importante per rilancio turistico delle Ghiaie se appena si pensa che la spiaggia è il terminale naturale della passeggiata "buona" che inizia dalla capitaneria fino al piazzale delle Ghiaie stesse. Servirà sia i turisti estivi che potranno bagnarsi nelle acque cristalline in notturna senza problemi, sia i residenti che potranno godersi in tranquillità la bella passeggiata a tutte le ore.
E' una piccola opera che i portoferraiesi, in specie coloro che amano e frequentano quella spiaggia, apprezzeranno.
E' singolare che questo buon investimento pubblico, realmente banale nella sua semplicità, sia stato oggetto di pesanti critiche da parte di blasonate associazioni ambientaliste.
Se si vuole criticare questa Amministrazione ci sono ben più validi motivi per farlo. Perchè sprecare tante parole per un piccolo impianto di illuminazione ma non leggere commenti alla perdurante mancanza di un impianto di depurazione della acque a Portoferraio? Sappiamo che gli scarichi sono tuttora rilasciati a mare a metà strada circa fra la Madonnina e lo Scoglietto. Questo è una grave carenza ambientale sulla quale non dovrebbe esser concessa alcuna tregua all'Amministrazione affinchè eserciti ogni possibile mezzo di pressione sull'ASA perchè l'impianto di depurazione sia messo in servizio "quanto prima possibile". Turisti e residenti hanno diritto di avere un mare pulito e luminoso tutto l'anno.
Oggi so che l'estate prossima potrò fare con gli amici dei piacevoli bagni notturni nelle splendide acque delle Ghiaie. E moltissimi turisti apprezzeranno questa novità.
Alberto Nannoni
[COLOR=darkred][SIZE=4] IL 2 FEBBRAIO L’INCONTRO PUBBLICO PER LA PRESENTAZIONE DELLE ATTIVITÀ DELLA GESTIONE ASSOCIATA PER IL TURISMO DEL 2015 E LINEE GUIDA PER IL 2016. I SINDACI ELBANI INVITANO ALL’APPUNTAMENTO NELLA SALA CONSILIARE DEL COMUNE DI CAPOLIVERI. [/SIZE] [/COLOR]
Si terrà martedì 2 febbraio, a Capoliveri, l’incontro pubblico per la presentazione ufficiale dei contenuti delle attività svolte nell’anno 2015 dalla Gestione Associata per il Turismo dell’Isola d’Elba.
L’appuntamento si terrà a partire dalle ore 15,00 presso la Sala Consiliare del Comune di Capoliveri. Oltre ai sindaci dell’Isola d’Elba, saranno presenti i professori Maurizio Goetz e Andrea Rossi, destination manager e servizio marketing and experience manager per la GAT, con il responsabile dell’Ufficio Stampa Studio Mailander Srl, dott. Bruno Caprioli, per presentare i contenuti del lavoro svolto nell’anno 2015 insieme agli obiettivi per il 2016 già approvati.
L’incontro, voluto dai sindaci elbani, servirà a fare il punto sugli obiettivi perseguiti e raggiunti nel 2015 nella promozione turistica dell’Isola d’Elba nei mercati turistici nazionali ed internazionali.
Nonostante le problematiche sorte negli ultimi giorni sulla Gestione Associata, saranno comunque presentate le linee guida tracciate dai comuni dell’Elba per l’anno 2016 in un confronto diretto con cittadini e categorie economiche del territorio.
Questa storia del contributo di sbarco è stata una storia veramente vergognosa che ha fatto però capire a tutti una cosa importante : i sindaci sono otto ma 6 non sono solo controfigure quindi ipotizzo nel prossimo futuro due soli sindaci uno a Portoferraio e l'altro a Capoliveri
Secondo il nuovo rapporto l’Italia, con i suoi 44 punti (lo scorso anno erano 43), si colloca al 61esimo posto tra le 168 nazioni censite, penultima nella lista dei 28 membri dell’Unione Europea, dove si piazzano meglio del belpaese sia Grecia che Romania (entrambe con 46 punti), mentre fa peggio la sola Bulgaria (41 punti). Secondo i dati dell’indice 2015, che riflettono l’opinione anche di potenziali investitori esteri, negli ultimi 24 mesi l’Italia è rimasta ferma al palo, sorpassata – tra i paesi dell’Ue – persino da quelli considerati molto corrotti come Grecia e Romania. A trainare la classifica dei virtuosi, come ogni anno, i paesi del nord Europa, Danimarca in testa con i suoi 91 punti, seguita dalla Finlandia con 90 punti. Mentre a chiuderla, anche qui senza troppe sorprese, con 8 punti a testa, si trovano nuovamente Somalia e Corea del Nord. Promossi mediamente anche i paesi del G20, tra i quali quasi la metà supera abbondantemente la soglia della sufficienza. A partire dal Canada (83 punti) a seguire poi Germania (81), Regno Unito (81), Australia (79), Usa (76), Giappone (75), Francia (70), Corea del Sud (56) e Arabia Suadita (52)
Ma non è che tutta questa diatriba sulla tassa di sbarco sia dovuta a come dividere il tesoretto ???
Egr. Geom. Leonardi
Ora che è stata illuminata la spiaggia delle Ghiaie su cui mi astengo ad esprimermi , il tempo è galantuomo, quindi si vedrà. Aspetto fiducioso che venga messa in opera l'illuminazione del tratto di strada comunale di viale Einaudi che va dal civico 54 , casa del pretore , al civico 107 , incrocio con la provinciale per l'Enfola .
In detto tratto di strada vi sono varie abitazioni di residenti e due fermate dell'autobus .Fate questo sforzo,grazie ! Poi credo che altre zone stiano nella stessa situazione di attesa.
Qualcuno può spiegarmi cosa significa la delibera del comune di Capoliveri riguardo al contributo di sbarco? 1,5 euro li paga solo chi dichiara di prendere la nave per andare a Capoliveri? E chi a Marciana quanto pagherà dal 2 febbraio?
Grazie per l'aiuto.
Poco importa
x Geom. Dante Leonardi
dopo la mia considerazione fatta contro l'opinione della Sig. Pacini, leggo con piacere il suo articolo con fatti e dati precisi per contrastare ancor più quel pensiero.
Alla fine del suo scritto dice:
Ho letto tra le righe in uno degli interventi , che quel cono di luce che lambisce la battigia possa minacciare o disturbare l’habitat di alcune diversità biologiche. Sinceramente in fase esecutiva, l’illuminazione della battigia è stata una scelta per la valorizzazione di un patrimonio ambientale di Portoferraio, comunque se abbiamo sbagliato, c’è sicuramente il modo di correggere.
Beh! mi auguro che quella correzione non significhi assecondare i pensieri della Signora e di Italia nostra che proprio di mio non ha niente, sarà tutta loro.
Cordiali saluti
[COLOR=darkblue][SIZE=5]AUGUSTO A PIANOSA VECCHIO E MALATO? UN'ALTRA CONGETTURA EVANESCENTE [/SIZE] [/COLOR]
Michelangelo Zecchini ci regala questa bella lezione sulla relegatio di Agrippa Postumo a Pianosa, vicenda in cui la microstoria delle nostre isole si intreccia con la grande storia di Roma e della corte imperiale.
Nell'anno 4 dopo Cristo Augusto adottò contemporaneamente Tiberio (gens claudia), figlio di sua moglie Livia, e Marco Vipsiano Agrippa (gens Iulia), detto Postumo perché nato dopo la morte del padre Agrippa, grande generale che dell’ “imperatore” era stato il braccio destro militare per un’intera vita. L’adozione di Agrippa forse fu una mossa volta a riequilibrare la politica di successione, che si era sbilanciata in favore del ramo claudio allorché Augusto, nell’anno 2 a. C., aveva condannato per adulterio e tradimento sua figlia Giulia Maggiore, madre dello stesso Agrippa, alla relegazione nell’isola di Ventotene.
Nella bilancia successoria della dinastia giulio-claudia il ramo giulio perse nettamente di peso fra il 6 e il 7 d. C., anni in cui Agrippa Postumo fu “abdicato” (disadottato) e relegato prima a Sorrento e poi a Pianosa; e vide scemare ancor più il proprio potere nell’anno successivo, quando Giulia Minore, sorella di Agrippa, fu allontanata alle Tremiti, dove morì una ventina d'anni dopo. Ma se per Giulia c’era un’accusa precisa, ossia la relazione adulterina con Giunio Silano, per Agrippa non ci furono motivazioni e, secondo Tacito, la vera molla va cercata nelle trame ordite da Livia, che in Agrippa vedeva un pericoloso concorrente di Tiberio sulla strada della successione. Le parole dello storico sono chiare: “Infatti (Livia) aveva reso succube il vecchio Augusto al punto tale da convincerlo a relegare a Planasia il suo unico nipote Agrippa Postumo, certamente sprovvisto di qualsiasi preparazione culturale e scioccamente fiero della sua forza fisica, ma non riconosciuto colpevole di alcun delitto”.
In quegli anni, e negli anni successivi fino alla morte di Augusto, la corte imperiale fu scossa da intrighi, lotte di potere, situazioni adulterine, scandali, suicidi e omicidi, tentativi eversivi: il tutto occultato così bene che gli storici antichi (e quelli moderni), in disaccordo fra loro, non riuscirono a trovare il bandolo della matassa.
Non fanno eccezione le vicende di Agrippa Postumo a Pianosa. Di lui vengono tramandati aneddoti e particolari di vita poco significativi, ma scarse e nebulose sono le notizie sugli importanti episodi che, stante la sua posizione dinastica di primo piano, lo coinvolsero anche se relegato in un’isola. Dione Cassio, per esempio, compone su Agrippa un quadro negativo che lo vede iracondo e di bassa indole, uno squilibrato che si proclama Nettuno e che si dedica solo alla pesca. E Velleio Patercolo ne dipinge con precisione la follia. Ma la realtà dovette essere un po’ diversa: con ogni probabilità Agrippa fu consapevole e partecipe delle non sopite aspirazioni alla successione da parte della ‘fazione’ giulia, che allora faceva capo a Giulia Minore. È difficile credere, per esempio, che Agrippa fosse all’oscuro del complotto poi fallito (ce ne parla Svetonio), organizzato da Lucio Audasio e Asinio Epicado, che prevedeva il rapimento suo e di sua madre Giulia Maggiore e, subito dopo, il loro trasferimento alla testa degli eserciti di stanza in Germania. Altrettanto arduo è ritenere che egli non sapesse niente del progetto dello schiavo Clemente, alle cui spalle c’erano personaggi influenti, volto a liberarlo e a scortarlo presso le legioni germaniche. Il caso volle che il piano non andasse a buon fine: il ritardo della nave oneraria diretta a Pianosa consentì al sicario di arrivare prima, di sorprendere Agrippa inerme e di ucciderlo. La responsabilità dell’assassinio è incerta: mentre secondo Tacito l’ordine partì da Tiberio e da Livia, secondo Svetonio fu dato da Livia in nome di Augusto; Dione Cassio, poi, pensa che il mandante sia stato Tiberio.
Ancora più fluttuanti sono le notizie sul viaggio di Augusto a Pianosa, che sarebbe avvenuto appena tre mesi prima della sua morte (19 agosto 14 d. C.). La salute di Augusto da tempo stava peggiorando, a tal punto che c’era chi sospettava un tentato delitto da parte della moglie Livia. Così racconta Tacito quasi a rafforzare i forti dubbi sull’effettiva partenza di Augusto alla volta di Planasia. Ma sentiamo come lo storico continua la sua narrazione: “Si era diffusa la voce che Augusto pochi mesi prima, avendo come compagno il solo Fabio Massimo, si fosse recato a Pianosa per vedere Agrippa; lì molte lacrime e segni di affetto e la speranza che il giovane venisse restituito alla casa avita…”. Coloro, fra gli studiosi contemporanei, che propendono per la storicità della visita di Augusto al nipote, citano come conferma indiretta gli Acta Fratrum Arvalium: Augusto e Fabio Massimo - sottolineano - erano assenti il 14 maggio del 14 d. C., allorché in seno a quel collegio sacerdotale si doveva decidere la cooptazione di Druso, figlio di Tiberio. Il loro parere favorevole arrivò con una lettera perché - si deduce un po’ semplicisticamente - erano in viaggio per Pianosa. A parte il fatto che la loro mancanza fisica alla riunione non significa che si trovassero lontani da Roma, occorre rilevare che non era presente neppure Tiberio, pur trattandosi di una questione che lo riguardava direttamente.
A mio avviso è più centrata l’opinione di Ludovico Antonio Muratori, anche se risale a più di due secoli e mezzo fa: “Ma non par già verisimile che Augusto sì vecchio volesse prendersi lo incomodo di arrivare fino alla Pianosa… L’affetto poi dimostrato da Augusto sul finire di sua vita alla medesima Livia e a Tiberio… non lascia trasparire segno di affezione di esso Augusto verso il nipote Agrippa”. Del resto, come si è visto, anche la testimonianza di Tacito mostra un’angolazione non dissimile: lo storico, infatti, non crede al viaggio segreto di Augusto a Pianosa, che non esita a definire ‘rumor’, dicerie.
Come siano andate veramente le cose non lo sapeva Tacito circa 1900 anni fa, non lo sappiamo oggi e forse non lo si saprà mai. Ma, allo stato attuale delle conoscenze, a me pare che le argomentazioni di Tacito e di Muratori siano più plausibili: il trasferimento a Pianosa di un Augusto vecchio (settantaseienne, un’età ragguardevole per l’epoca), debilitato dalla malattia e privo di forti motivazioni per muoversi, è da inserire, insieme con l’ipotesi di Ovidio e Valerio Messalla all’Elba, nell’ambito delle congetture alquanto evanescenti.
Michelangelo Zecchini
In riferimento alle unioni civili o al matrimonio omosessuale, qui di seguito riporto la legislatura riferita all’Europa-
In molti paesi esempio Spagna-Francia- Gran Bretagna-Danimarca- Norvegia-Finlandia-Svezia- Olanda-e altri, esiste il matrimonio omosessuale, mentre in Germania e Grecia esistono le unioni civili. L’Italia si trova a far parte di quei paesi Europei che non hanno mai approvato una legislazione specifica, tra cui la Moldavia- Bulgaria(EU)-Bielorussia-Bosnia ed Erzegovina-Romania(EU)-Macedonia-Polonia(EU) Russia-Serbia-Montenegro- Turchia- Serbia-Ucraina-Slovacchia(EU) Città del Vaticano, e ITALIA.
PS- Pensiamo davvero che il nostro paese sia un paese giovane, moderno e al passo con i tempi?
Ieri alla facoltà di Scienze Agrarie dell'Università di Pisa si è parlato delle dune di Lacona dell'Elba, deĺla loro genesi, della loro unicità, delle criticità e dei pericoli incombenti e delle metodologia per la conservazione.
È stata la tesi di Lorenzo FLAMINI che si è laureato col massimo dei voti e la lode. Al neo-dottore un abbraccio e tanti auguri dal papà Stefano, dalla zia Rita, dalla nonna Loriana e dal sottoscritto che ha rivissuto un ricordo indelebile.
Quando il rapporto di un individuo con la realtà si altera viene sminuita gravemente la capacità di giudizio, e subentra una compromissione del suo ruolo sia nella società che in ambito familiare. E questo il caso in cui si parla di psicosi o psicopatia, e quando un gruppo di individui si riunisce spinto dal medesimo momento si parla di psicopatia collettiva. Le forme più “leggere” di psicopatia sono le distorsioni del pensiero che, indipendentemente dal fine, si orienta intransigentemente verso un’unica direzione. Intendiamoci bene, le psicosi non hanno sempre un indirizzo negativo come quelle del tifoso o dei tifosi di calcio che giungono a compiere gesti irrazionali se perde la squadra del cuore, possono essere anche indirizzate positivamente come quando sono indirizzate alla tutela dell’ambiente o degli animali, tanto per fare un esempio e sono indipendenti dal grado di cultura o intelligenza degli individui. E’ però l’esasperazione di un pensiero, buono o cattivo che sia, che ci fa sfociare nella psicosi, individuale o collettiva. Ecco quindi che mentre è normale essere contrari alla caccia perché premere un grilletto e spegnere una vita per divertimento è un gesto ignobile e non più comprensibile nell’uomo moderno (ma è un pensiero personale), e la frase di Ovidio ‘la violenza contro gli animali è il tirocinio della violenza contro gli uomini’ è e rimane un principio condivisibile, divenire animalisti assolutisti ed ignorare il problema che ormai da anni provocano gli ungulati in varie parti del paese diviene una psicopatia collettiva caratterizzata da una perdita di obbiettività e da una incapacità a relazionarsi in maniera raziocinante con il problema.
Il proliferare incontrollato di specie, animali o vegetali, qualunque ne sia stata la causa, ha sicuramente portato a nuovi equilibri, come la storia biologica ha dimostrato, ma a discapito di altre che si sono estinte e, contemporaneamente, a uno stravolgimento dell’ambiente. Certamente l’uomo con i suoi interventi è stato determinante nel creare il problema ungulati non solo nel nostro territorio ma anche su quello nazionale, ad iniziare dal loro inserimento in ambienti nei quali prima non era presente, favorendone incroci con affini con aumento della prolificità, fino all’ampliamento delle zone di tutela ambientale con le quali si è inconsapevolmente realizzato un abitat ideale per la loro sicurezza. Il risultato è che da anni ormai si vedono danni, in alcuni casi irreversibili, all’ambiente, al patrimonio forestale, compromissione della biodiversità e recentemente pericoli per la vita dell’uomo stesso. Siamo evidentemente in una fase di emergenza per la risoluzione della quale dovrebbero messi in campo ragionamenti razionali ed equilibrati, lontani da principi assolutisti. E’ per questi motivi che ho apprezzato le parole di Gianni Anselmi che riporto integralmente, intervenuto sul problema della eccessiva proliferazione dei cinghiali sul territorio toscano: “Sappiamo di dover entrare nel merito di una materia articolata, da valutare anche sotto l’aspetto scientifico e naturalistico. Fa piacere e lo ritengo un segnale positivo, il sostegno al nostro lavoro da parte di parlamentari nazionali, come il capogruppo e il segretario della Commissione Ambiente del Senato, dei quali apprezziamo il supporto e il richiamo a principi di interesse generale, buon senso ed equilibrio, che sicuramente ci devono guidare in questa fase. Ci sono tutti i presupposti per arrivare a una normativa appropriata, equilibrata e credo anche innovativa: siamo sulla strada giusta”.
Contemporaneamente mi sento sempre più lontano da associazioni animaliste o ambientaliste come Italia Nostra che sembrano aver perso il senso della misura.
