[COLOR=darkblue][SIZE=4]PRIMA VEGANO LE NOSTRE PRIORITA' [/SIZE] [/COLOR]
Il diniego dei Sindaci Elbani, compatti nel respingere la richiesta di accoglienza ai migranti, formulata ieri dal Prefetto di Livorno, ha il completo accordo del Comitato " Elba Liberata", visto che, non solo non abbiamo strutture idonee per garantire questo servizio, ma riteniamo , che eventuali risorse, vadano spese per le difficoltà sociali, che tanti nostri concittadini, incontrano quotidianamente!
Il Presidente
Giudicelli Tiziana
113700 messaggi.
Il modo per far cessare il casino notturno provocato da locali con impianti di amplificazione sonora a tutta birra c'è e funziona.
Un certo numero di cittadini della zona circostante il locale che fa casino, indirizzano una denuncia circostanziata alla Procura della Repubblica e p.c. al sindaco del comune interessato in cui si lamentano danni fisici e psicologici alle persone alle quali viene alterato il necessario ciclo di riposo. Le persone alle quali viene impedito di riposare il necessario, non possono svolgere l'attività lavorativa nel migliore dei modi e col giusto rendimento. Soprattutto sono sottoposte a potenziale rischio di incidente, anche grave, quelle che dovessero svolgere attività pericolose per cui è necessaria la massima attenzione es: guida di mezzi pubblici o mezzi particolari, attività mediche-ospedaliere, lavori sui ponteggi, etc. Questo è un danno reale per cui si può anche chiedere risarcimento.
Quindi fate un piccolo sforzo, incontratevi e fate questa denuncia, servirà anche come precedente per altri casi.
Claudio
Vorrei capire chi è quel genio che ha dato il permesso di fare una discoteca dentro il bar del porto ,il venerdì serra dopo le 22, musica a palla fino a molte ore dopo la mezzanotte, nella zona porto ci sono decine di appartamenti dove sembra di avere la musica in casa sarebbe l'ora che qualche istituzione controllasse chi gli ha dato il permesso.
So per certo che i bar possono fare solo musica di sottofondo.
Spero che qualcuno si muova per risolvere questo problema
anche perchè fra qualche mese comincia la stagione estiva.
[COLOR=darkred][SIZE=4]FINE DEL GRANDUCATO DI TOSCANA ASBURGO LORENA L’ALBA DELL’UNITA’ D’ITALIA AL’ELOBA (1859-1860) LA STAMPA DURANTE LA SECONDA GUERRA PER LA INDIPENDENZA D’ITALIA [/SIZE] [/COLOR]
In uno stato di guerra come quello che si vive nel giugno del 1859 in Toscana, il “Superiore Governo” che risiede a Firenze è molto attento alla stampa.Già il Governo Provvisorio Toscano con decreto del 29 aprile 1859,primo giorno del suo insediamento ,non tollera la vendita,la distribuzione e l’affissione per le vie e le piazze di fogli scritti o stampati di qualunque specie senza il permesso dell’autorità.Poi il Governo della Toscana,succeduto a quello provvisorio,ritorna sull’argomento con dispaccio del 13 maggio 1859 dove esorta i vari governi locali ad impedire qualunque esorbitanza da parte della stampa periodica.
Tutto questo accade perche il “Superiore Governo” è teso a mantenere l’ordine e la quiete pubblica prima di tutto e poi anche per controllare che idee avverse alla causa dell’indipendenza italiana possano diffondersi.
A Portoferraio lo stampatore Alessandro Dionigi incappa nei rigori delle leggi vigenti sulla stampa.
Lo si apprende da lettera manoscritta dal procuratore del governo di Portoferraio al governatore dell’Elba
“Al Sig.re Cav.re Colonnello Governatore Civile e Militare dell’Isola dell’Elba
Uffizio del Procuratore del Governo Portoferraio
Ill.mo Signore
Il Governo della Toscana ha ingiunto la rigorosa applicazione delle vigenti Leggi sulla Stampa.
Invano questo Uffizio ha più volte richiamato lo Stampatore Alessandro Dionigi ad uniformarsi all’adempimento di ciò che dispone l’Art.5 della Legge del 17 Maggio 1848 unicamente preordinata a garantire l’esercizio il più pronto ed efficace dell’azione competente al Pubblico Ministero.
Il contegno del Dionigi non può altrimenti essere tollerato perché dimostra uno ( ) non solo alla Legge ma anche all’Autorità incaricata della sua applicazione.
Com’Ella rileverà dalle unite carte si pubblicavano nelli ultimi del decorso mese di Maggio alcuni Stampati i quali oltre a non venire depositati prima della pubblicazione a quest’Uffizio mancavano altresì delle indicazioni esplicitamente richieste dall’art 2 della predetta Legge del 17 Maggio 1848.
Sebbene la Gendarmeria col suo Rapporto attribuisca la Stampati che sopra alla Tipografia Dionigi , e credo con verità,pur nonostante trovo conveniente di averne conferma ufficiale da VS Ill.ma a cui non può essere ignoto,per l’azione preventiva che necessariamente avrà dovuto esercitare in proposito prima delle pubblicazione di quelli Stampati,chi n’è stato il Tipografo.
In attesa di questa notizia per me opportuna all’effetto di perseguitare le dua contravvenzioni sopra indicate contro chi né è stato il Colpevole,mi onoro di essere con tutto l’ossequio.
Di VS Illustrissima
C. Cesarini
Lì 16 Giugno 1859 “
Affari generali del governho dell’isola d’Elba 1859-1860.Doc 101-260.Carta 255.Archivio storico comune Portoferraio)
Marcello Camici Mcamici@tiscali.it
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ORA A MENTE FREDDA ANALIZZIAMO INSIEME LE NORME CHE REGOLANO GLI INTERVENTI DELLE AMBULANZE DEL 118. [/SIZE] [/COLOR]
Credo che alla Signora Sere una spiegazione va data per suo figlio che per un gesto di civiltà ha dovuto subire botte e una attesa di 40 minuti circa prima di essere soccorso. Ritardo NON certo da attribuire ai volontari di Porto Azzurro che sono partiti immediatamente dopo l'ok del 118 allertato molti minuti prima.
Parliamo di regole e non di personale, volontari e Associazioni
Le norme dettate dalla nuova centrale 118 di Pisa e non più di Livorno non prevedono la chiamata diretta all'Associazione ma si affida a delle sigle che definiscono quale sede deve intervenire per un determinato soccorso che i più non possono effettuare per la cronica mancanza di volontari.
La ragione che mi ha indotto a scrivere in stampatello le due righe del mio post di domenica 19 è quella che regola l'ambulanza medicalizzata che, essendocene una sola, se già in giro per un servizio di soccorso attivato dal giusto codice l'Elba intera resta senza ambulanze con medico. Domenica questo mezzo con medico a bordo è intervenuto subito ma è rimasto fermo sul molo perché il codice attribuito a quei tre non giustificava il soccorso di una medicalizzata quindi per portare in ospedale quei giovani si è dovuta attendere l'arrivo dell'ambulanza di Porto Azzurro che ha risposto tempestivamente alla chiamata che il codice le attribuiva. E' UNA MIA CONCEZIONE che se c'è una persona a terra deve essere soccorsa e trasportata in ospedale immediatamente e con qualsiasi ambulanza per sottoporre il trasportato ad accertamenti diagnostici e radiologici che certo un medico di ambulanza non può fare.
Altra cosa gravissima è che nessun ambulanza o altro mezzo di soccorso ha in dotazione una radio per comunicare con il proprio punto di stazionamento o con altre ambulanze e questa mancanza ha creato non poche difficoltà nei trasferimenti in particolar modo nei rendez-vous.
La maggior parte della gente è convinta che in caso di urgente soccorso basti telefonare al 118 per avere un'ambulanza e questo è quanto è successo domenica 19 al molo Elba quindi è comprensibile che sui social si sono accese le discussioni però mai rivolte alle Associazioni di volontariato che tutti sanno che poco possono fare se mancano i volontari. La rabbia sul molo Elba montava perché a pochi metri vi era in sosta un'ambulanza e non si è capito perché non prestava soccorso a quel ragazzo a terra.
Alcuni responsabili delle Associazioni da me sentiti hanno affermato che se ci fossero più volontari potrebbero appropriarsi di qualche codice 118 in più e mettere a disposizione della popolazione Elbana più ambulanze. Per coinvolgere la cittadinanza Elbana sarebbe necessario che le amministrazioni comunali, associazioni, comitati, scuole, circoli sportivi, società sportive e ricreative insieme promuovessero una campagna di sensibilizzazione affinché tutti i cittadini prendano coscienza che molte volte la loro vita e quella dei propri cari può dipendere dalla tempestività del soccorso e quindi se ogni cittadino dedicasse qualche ora alla settimana del proprio tempo libero al volontariato avremmo più ambulanze a disposizione.
Un'ora del nostro tempo può salvare una o più vite.
Le associazione Vi ASPETTANO.
Sono le ore 01.30 e il Bar del Porto "spara" ancora musica a tutto volume!
Esiste il diritto di dormire in questa zona x gli abitanti?
Sarei curioso di sapere chi è il cretino vero che ha riempito alcuni bidoni della spazzatura dell'Antiche Saline di calcinacci.
Mi piacerebbe farci una chiacchierata di cinque minuti per rendermi conto del cervello...
Scusatemi, ma non credete che fondi, affitti, botteghe e bottegai non siano poi elementi così importanti e neanche strategici i per le sorti di un paese, come invece appare dai vs. interventi?
L'orizzonte non si ferma al mattone, al compra-baratta e vendi, ai coperti/anno o ai posti letto, scusate la brutalità. All'Elba deve poter esserci anche altro per tanta altra gente che non sono ristoratori, albergatori o proprietari di fondi da affittare e neanche muratore-cuoco-cameriere. Credo che quando stanno a cuore le sorti del paese e non di questa o quella categoria, si debba parlare di occupazione, giovani, formazione, scuole, sanità, turismo Elbano, cultura, collegamenti etc.etc., perchè se non c'è gente e che possa anche spendere, mi dite che botteghe possono essere aperte?
Giuliano R.
Ancora uno scandaloso caso di assenteismo,questa volta in un noto Ospedale Napolitano il Loreto a mare.
94 persone denunciate di cui piu' di 55 agli arresti domiciliari. Medici, infermieri,contabili. Due anni di indagini.
Quanto ci e' costato in termini economici questa indagine???'
MA VOGLIAMO COMINCIARE A CAMBIARE QUESTO PAESE?????
LICENZIAMENTO IN TRONCO SENZA DIRITTO DI APPELLO....ASSUNZIONE DIRETTA IMMEDIATA DI GIOVANI DISOCCUPATI CON I REQUISITI PROFESSIONALI NECESSARI!
solo così si puo' cambiare la vergognosa indecenza italica!
VENERDì 24 ORE 21.30
Il film candidato a 6 Premi Oscar
L’ultimo lavoro del regista Mel Gibson
[COLOR=darkred][SIZE=4]LA BATTAGLIA DI HACKSAW RIDGE [/SIZE] [/COLOR]
E la programmazione continua:
Sabato 25 ore 22.00
Domenica 26 ore 18.00 e 21.30
Mercoledì 01 ore 21.30
[COLOR=darkblue][SIZE=4]VANAGOLLI, CAMICI E I BENI CULTURALI DEL VERSANTE RIESE [/SIZE] [/COLOR]
Non si può ignorare il cahier de doléances presentato da Vanagolli sui beni culturali del territorio di Rio. D'altro canto non si può che essere totalmente d'accordo con l'osservazione avanzata dal prof. Marcello Camici: Vanagolli, per il quale i beni culturali del riese non dovrebbero avere segreti, avrebbe incontrato ben poche difficoltà nel predisporne una schedatura, allo scopo di presentarla a chi di dovere come opportunità di conoscenza e come implicita esortazione ad assumere determinazioni corrette. Nel caso che non lo abbia ancora fatto, Vanagolli potrebbe cominciare a pensarci insieme con la sua associazione. Talvolta il buon esempio può essere determinante. Per quanto mi riguarda, sono disponibile ad offrire il mio contributo per l'approfondimento dei problemi relativi al settore archeologico.
Michelangelo Zecchini
Problema immigrati o richiedenti asilo , che dir si voglia.
I sindaci si sono misericordialmente espressi per no.
Fino a qui nulla da eccepire da quel punto di vista, ma proporre Pianosa e Montecristo per accoglierli sembra una , diciamo, barzelletta. Avrebbero , a mio avviso, fatto meglio confermare il diniego punto e basta che fare una proposta così fantasiosa e quanto mai impossibile in particolare poi per Montecristo.
Non so se ridere o piangere.
[COLOR=darkblue][SIZE=5] AGLI AMICI SERGIO BICECCI E RENZO FALCONE [/SIZE] [/COLOR]
Certo non si può darvi torto quando, ognuno con le sue giuste motivazione denuncia il lento ma inarrestabile spopolamento di Portoferraio, con attività che chiudono rinforzando la mesta schiera dei cartelli “affittasi & vendesi”
Si è detto e lamentato dei margini di guadagno troppo bassi per coprire le spese delle attività . Si è ventilato il ritorno di servizi essenziali come le poste ed altre attività emigrate in periferia,.
I commercianti che resistono stoicamente lamentano a ragione vendite in calo esponenziale incolpando i nuovi canali di acquisto sempre più competitivi.
Ormai nel centro storico addirittura non è più possibile acquistare un quotidiano o una rivista, l’edicola più vicina è a fine Calata Mazzini nella zona portuale …
Ultima ferita alla città è solo di pochi giorni fa, la storica bottega del “Libraio” che si è vista costretta alla resa quando anche uno dei suoi pilastri, quello dei libri ha iniziato a vacillare: «Da anni ci dicono gli ex gestori, lavoravamo prima con la bancarella itinerante, poi con l’avventura del negozio "fisso " un punto di riferimento per i turisti ed anche per le famiglie - ma tra supermercati, grande distribuzione sul web e tablet che vendono di tutto e di più, c’è stato un crollo». Risultato: ricavi sempre più ridotti per riuscire a coprire i costi (tasse, affitto, personale ecc. ecc. ).
Ho citato il caso del “Libraio “ perché è solo l’ultima delle vittime di un settore che nel centro storico Ferrajese solo pochi anni fa era Il fiore all’occhiello, basti ricordare, le storiche edicole , De Pasquali e Dellea, ed anche l'allora Libraio gestione Fubini vendeva, oltre ai libri, riviste e quotidiani,
Insomma una città vecchia e non solo per gli anni ma divenuta uno spaccato di desolazione che sarà difficile colmare , a meno che oltre doverosi, implorati e auspicati aiuti comunali , chi può ( e dovrebbe) non si metta una mano sul cuore e non badando alla tasca dia una mano a qualche giovane coraggioso che abbia voglia di investire nuovamente nel nostro meraviglioso “centro storico”…..
cari medici al capezzale ricordate ... primum facere deinde philosophari
Vi saluto cordialmente......
Il blog è aperto a tutti, e dire che alcuni interventi rendono lo stesso mezzo noioso, a me pare un velato e strisciante avvertimento a non guardarlo più.
Certo sei libero di farlo, ma lascia che altri possono esprimere le loro idee liberamente, nonché leggere gli innumerevoli interventi che talvolta possono essere agli antipodi dalle proprie, l'Italia e l'Europa ha già conosciuto il lungo periodo del pensiero unico con immani tragedie, e anche allora è cominciato con censurare chi la pensava in modo diverso. Il resto è storia.
Paolino l'arrotino-
[COLOR=darkblue][SIZE=4] GENT. SIG FALCONE LE RISPONDO [/SIZE] [/COLOR]
Rispondo volentieri al sig. Renzo Falcone che ringrazio per quanto ha scritto. Infatti mi offre la possibilità di replicare ampiamente ai quesiti che oculatamente pone e che ritengo giusti. Comincerò col dire che apprezzo che concordi con me su quanto scritto sul Centro Storico, infatti scrive: “Condivido appieno le sue rimostranze”. E’ altresì vero quando ricorda che il mio suggerimento di riportare in C.S. alcuni Servizi non è che “solo una minima parte di ciò che servirebbe”. Infatti, non solo non ho mai asserito che tanto basterebbe ma, al contrario, negli anni ho scritto abbastanza sullo stesso argomento, esprimendo a torto o ragione, la mia opinione e suggerendo anche provvedimenti provocatori per viabilità, parcheggi, ed tanto altro, più volte chiedendo la stesura di un progetto che riguardi anche la Darsena medicea. Molti miei “pezzi” si trovano ancora in internet, non certamente quelli degli anni nei quali si verificarono i provvedimenti Amministrativi citati nel precedente articolo. Consideri il sig. Falcone che ho lavorato 39 anni nel C.S, e credo di sapere ciò che oggi servirebbe. Ciò non toglie che altro e di meglio si potrebbe suggerire, infatti non ritengo di essere la bocca della verità. Lamento, invece, la indifferenza di fronte ad un problema che è diventato sociale, perché coinvolge il vivere delle famiglie per lo più anziane che vi abitano, i proprietari degli appartamenti e dei fondi, immobili questi enormemente svalutati a seguito di una politica ceca e nefasta. Come ho suggerito sarebbe il caso di cominciare a fare qualcosa. Per quanto riguarda le “esose cifre” citate, posso assicurare che la cosa non mi riguarda affatto, chiarisco però che un fondo sfitto grava sul proprietario, anche se libero, per redditi da patrimonio, ASA, TARI, spese condominiali e manutenzioni. Potrei anche aggiungere sempre per esperienza, che oggi chi si mettese in commercio dovrebbe avere tante energie da resistere almeno due o tre anni che sono il minimo dovuto per farsi conoscere, con pubblicità, promozioni nei modi e nei tempi che la scienza del marketing oggi impone. Il commercio non può più essere un’avventura, da vivere alla giornata, o la va o la spacca, tanto poi si chiude, come immagino per lo più si intenda, perché i danni collaterali sono tanti, per tutti. Al contrario deve essere un passo ben calcolato e sostenuto da capitale. Tanto asserisco sulla scorta di diverse esperienze negative purtroppo già vissute. Un’attività non chiude per qualche centinaio di euro annuali, ma per difficoltà con i fornitori, spese generali, INPS, tasse e imposte locali che potrebbero essere compensate dalle vendite, se ci fossero acquirenti che, come chiaramente condiviso, purtroppo non ci sono per i motivi enunciati.
Sergio Bicecci
Corsi gratuiti di Golf
Come ogni anno, sono iniziati i corsi di avvicinamento al golf, organizzati dall’Ass. Sportiva Elba Golf Club Acquabona.
Ogni sabato pomeriggio dalle ore 15.00 alle ore 17.00, presso il campo pratica del Circolo, saranno messi gratuitamente a disposizione istruttori, mazze e palline per accompagnare i partecipanti alla scoperta di questo meraviglioso sport.
Il Golf è alla portata di tutti!!! Vi aspettiamo numerosi!!!!!!
PER MAGGIORI INFORMAZIONI TELEFONARE IN SEGRETERIA AL SEGUENTE NUMERO 0565/940066, OPPURE INVIARE UN E-MAIL [EMAIL]info@elbagolfacquabona.it[/EMAIL]
Mi auguro che il nostro sindaco mantenga la sua ferma posizione riguardo le insistenti e reiterate richieste del Prefetto di accoglienza nel nostro comune dei migranti. Non abbiamo alloggi per i residenti, immaginiamoci per chi spesso viene da noi solo per vivere a nostre spese.
Sig. Pasquale Scopece, Le offro un 'assist' prezioso per la soluzione del problema cosi farà veramente un bel figurone: rifate l'Impero, Renzi e Poletti sono d’accordo, i posti al sole per intenderci e trasferiteci a lavorare gratis tutti i migranti che si trovano sul nostro suolo patrio. La dodicesima Mas provvederà a proteggere le italiche coste. Pensa quali vantaggi economici, un Impero, altro che un Italietta schiava della Merkel, spezzeremmo le reni all'Europa, spezzeremmo ecchecca@zo!
Mirko
Scopece,
ma non lo sai che in Italia non si può dire la verità?
