Faccio notare che l'idea dell'uso del volontariato in vari ambiti compreso la cultura non è mia , ma più precisamente del Comune di Portoferraio.
Ovviamente i volontari sono di supporto e non sostitutivi di figure professionali già presenti ( o future) . Quindi non viene tolto niente a nessuno, neanche alle nuove generazioni.
Per quanto riguarda il rimborso spese, è una consuetudine ( per quello che conosco io) ridare almeno la quota di spese già sostenute dal volontario per svolgere la sua opera (ad esempio la benzina se la sede è lontana , ecc) .
Quindi non ci sono guadagni, e neanche arrotondamenti , ma un semplice recupero di spese già sostenute e verificabili .
Rimango in attesa che qualcuno mi indichi atti formali su cui ragionare.
Grazie.
Sarà meglio che riveda il suo concetto di volontario, volontario è colui che spontaneamente e gratuitamente presta la propria opera al servizio degli altri e della comunità, se vuol fare ciò per ricevere compensi o rimborsi deve chiedere in altro modo, ovvero in che modo posso essere pagato in nero pur ricevendo già una pensione, o in che modo posso arrotondare?
Ecco questo non è possibile e non dovrebbe essere possibile farlo faccia lavorare i giovani e si goda la sua pensione
buona giornata
113708 messaggi.
[COLOR=darkred][SIZE=5]MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA: LA POLIZIA DI STATO DENUNCIA UN 40ENNE DI PORTOFERRAIO. [/SIZE] [/COLOR]
Recentemente, personale specializzato della Polizia di Stato, in forza al Commissariato di P.S. di Portoferraio, è intervenuto in relazione ad una lite in famiglia ed all’esito di un approfondimento del referto medico emesso nell’occasione per le lesioni patite dalla donna, è emersa una grave situazione di maltrattamenti e di violenze che durava da anni. La donna, con figli minori, è stata ascoltata con la nuova procedura del codice rosso ed è stata collocata in una casa protetta. L’attività investigativa, sulla quale ovviamente viene tenuto il massimo riserbo, è anche occasione per parlare del fenomeno e della rete con la quale di è potuta muovere la Polizia di Stato, potendo contare in primis sul Servizio Sociale di Portoferraio. Nel nostro Paese, analogamente a quanto accade nel resto del mondo, la violenza sulle donne, fenomeno trasversale che interessa ogni ceto sociale, senza differenze di età, etnia, religione, e condizioni economiche, è in continua e preoccupante espansione. Cosa si aspetta una donna, vittima di violenza di genere, dalla Polizia? Sicuramente protezione ed indagini che portino presto ad aver giustizia, ma non solo. Una donna che è vittima di violenza fisica, psicologica, economica, sociale, proprio perché prevaricata in quanto donna e privata di libertà ed autonomia, si sente sola, è rassegnata, prova vergogna, ha paura di ritorsioni per se stessa e i propri figli, si crede colpevole, teme di non essere creduta. Quando le donne decidono di uscire da situazioni di violenza per chiedere aiuto alle forze dell’ordine, ai medici, agli assistenti sociali, ai centri antiviolenza, agli avvocati, spesso si trovano in uno stato di particolare vulnerabilità e vivono con grande sofferenza ogni momento di comunicazione all’esterno della propria storia. Ed è a questo punto che entra in gioco la Rete, ossia quel collegamento interistituzionale in grado di apprestare tutela ed assistenza alle vittime di violenza di genere in tutte le sue estrinsecazioni e ai minori. Anche nell’indagine in questione, la rete con Procura delle Repubblica, USL e Servizi Sociali ha funzionato, facendo tuttavia emergere l’esigenza che i Comuni si adoperino, concretamente, per l’inserimento nei piani sociali di un centro antiviolenza in ogni ambito territoriale e di una casa di accoglienza per donne maltrattate in funzione del numero di abitanti, così come sollecitato dalle indicazioni della Unione Europea, e comunque a potenziare centri antiviolenza nel proprio territorio nel più breve tempo possibile al fine di indirizzarvi le vittime in applicazione dell’articolo 5 comma 2 lettera d) della legge 119/2013 di recepimento della Convenzione di Istanbul che prevede il potenziamento delle forme di assistenza e di sostegno delle donne vittime di violenza e dei loro figli attraverso modalità omogenee di rafforzamento dei servizi territoriali, dei centri antiviolenza e dei servizi di assistenza alle donne vittime di violenza. Nei giorni scorsi la Squadra Anticrimine ha eseguito, al termine di accurate indagini, l’ordinanza di misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Livorno che ha disposto il divieto di avvinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla moglie dell’uomo, con divieto di comunicare in qualsiasi maniera ed obbligo di mantenersi ad una certa distanza dai luoghi e dalle persone offese
Sarà meglio che riveda il suo concetto di volontario, volontario è colui che spontaneamente e gratuitamente presta la propria opera al servizio degli altri e della comunità, se vuol fare ciò per ricevere compensi o rimborsi deve chiedere in altro modo, ovvero in che modo posso essere pagato in nero pur ricevendo già una pensione, o in che modo posso arrotondare?
Ecco questo non è possibile e non dovrebbe essere possibile farlo faccia lavorare i giovani e si goda la sua pensione
buona giornata
Oggi x la nostra amministrazione è stata una giornata molto intensa in quanto a RECLAMI DELUSIONI INCITAMENTI affinché si veda nel nostro paese muoversi la macchina operativa su tutti i fronti forse in campagna elettorale avevate promesso troppo? La delusione viene tutta da come avete vinto promettendo mari e monti..
E ora? Datevi una bella svegliata e cercate di lavorare sodo lo sapevate che cosa c'era da fare ora non avete più scusanti FORZA A LAVORO BASTA CHIACCHERE.
Marittimi Italiani.
Egregio Dino, chiedo scusa, il suo post mi era sfuggito. Per capire, il richiamo ai marittimi italiani e solo una forzatura alla politica (per avere soccorso), con l'esposizione di Onorato hanno poco a che fare. Vincenzo Onorato ha da anni avviato un conflitto con la Grimaldi che secondo lui fa concorrenza sleale, il tutto nasce dal fatto che Grimaldi fa delle linee che toccano un porto in Corsica fra due porti Italiani (esempio Genova Bastia Olbia) con questa linea la legge consente a Grimaldi di imbarcare anche personale comunitario, con un risparmio sul costo personale (Il personale all'estero costa meno che in Italia). Onorato ha un finanziamento dallo stato di quasi 90 milioni, per questo le linee CNI e Toremar sono linee dirette e imbarcano personale dal turno generale cioè Italiani. Onorato fa il paladino "Prima il lavoro agli italiani". Ma dimentica due fatti sulla sua barca personale aveva personale straniero. Inoltre non dice che Grimaldi ha promesso che con 38 milioni di finanziamento l'anno porta i Sardi avanti e indietro gratis sempre sulle sue navi. Questo mi ricorda quando il Commendatore Achille Onorato, scrisse al ministro Prandini: " se mi date il sovvenzione che date alla Toremar per l'Elba e io porto i residenti avanti e indietro gratis tutto l'anno con la macchina e a piedi. Sempre il commendatore diceva che se si guadagna 100 non devi spendere più di 85. Uomini di altri tempi che pagavano sempre i loro debiti Florio Pacini
[COLOR=darkred][SIZE=5]QUANDO C'ERA LUI CARO LEI [/SIZE][/COLOR]
Se c'era Lui, con la fascia tricolore e il basco da parà, si sarebbe già arrampicato sulla scala per sostituirle.
Ma non sarebbe più decoroso le sole aste senza niente?
Dante
[COLOR=darkred][SIZE=5]I RELITTI DI PORTO AZZURRO. È ON LINE UNA RICERCA DI MICHELANGELO ZECCHINI [/SIZE] [/COLOR]
Riprendendo gli appuntamenti con l’archeologia sottomarina dell’Elba (finora sono stati oggetto di edizione digitale i relitti di Procchio, di Chiessi e di S. Andrea), oggi Michelangelo Zecchini presenta on line su Academia.edu le scoperte di relitti e reperti di epoca etrusca e romana a Porto Azzurro.
Risale al 1971 Il ritrovamento di abbondanti materiali archeologici all’interno del golfo di Porto Azzurro, a poca profondità, in una zona ampia che dalla banchina d’attracco parallela all’edificio comunale va verso il centro dell’insenatura. In occasione dei lavori di sistemazione del molo per navi di linea vennero in luce moltissimi manufatti archeologici (anfore, ceramiche da mensa, lucerne, portaprofumi, catini, vetri, monete, ecc.). Si trattò di un recupero di emergenza. Veri e propri scavi scientifici furono invece eseguiti nel 1977 dalla dottoressa Francisca Pallarès del Centro sperimentale di archeologia sottomarina di Albenga e nel 1989 dall’archeologo subacqueo Enrico Ciabatti coadiuvato dalla ditta Naupegos.
Le testimonianze archeologiche finora disponibili attestano un’ intensa frequentazione della rada di Porto Azzurro dagli inizi del VI secolo a. C. fino al VI secolo d. C. e poi in epoca medievale. La sua importanza come scalo commerciale da e verso Roma e il golfo del Leone, da e verso la Corsica e la Sardegna, aveva fatto sì che l’insediamento portuale fosse registrato con il nome di Portus longe perfino nella Tabula Peutingeriana. La sua versatilità nel processo di irradiazione mercantile - davvero a 360 gradi - è dimostrata dalla estrema varietà dei prodotti in transito che spaziano dalle aree italiche confinanti a quelle più lontane, dalla penisola iberica alle isole dell’Egeo, dalle coste nordafricane alla Gallia.
È possibile leggere o scaricare lo studio di Zecchini al seguente link:
[URL]https://www.academia.edu/40844741/I_RELITTI_DI_PORTO_AZZURRO[/URL]
[COLOR=darkred][SIZE=5]CIAO SARA [/SIZE] [/COLOR]
Sara Simoni, dopo una lunga malattia si è spenta a Portoferraio all'età di 39 anni. Sara era titolare insieme ad un'amica del ristorante la Barca delle Matte in centro storico a Portoferraio.
Grande è lo sconcerto manifestato in molti modi di tutti coloro che conoscevano Sara.
La camera ardente è stata allestita presso l'ospedale di Portoferraio. Alle 10 di mercoledì 6 Novembre la salma di Sara sarà trasportata per la cremazione.
Ciao Sara, ti abbiamo vista nascere e crescere, poi giocare ridere e soffrire a Forte Falcone, dopo ti abbiamo vista realizzata e adesso ti portiamo nel cuore.
Da tutti noi .... Condoglianze sincere a tutta la famiglia.
Diamo un taglio all'ipocrisia che impera all'Elba, noi votiamo per costruire muri. Votiamo chi ci concede un qualche privilegio, non certo per valori, programmi copia incolla presentati tardi o azioni.
Lo abbiamo dimostrato quando dovevamo decidere del comune unico, chi mai avrebbe annacquato il proprio potere di voto così tanto?
Quindi mi chiedo, vista la palese inefficienza delle amministrazioni portoferraiesi degli ultimi 20 anni, visto che su questo blog siamo tutti capaci di fare tutto, perchè non chiediamo di formalizzare un regolamento di collaborazione per la cura dei beni comuni, come avviene ad esempio con grande successo a Bologna?
Quando si parla di immigrazione siete tutti pronti a dire "prendetene uno a casa vostra", adesso la situazione si ribalta, siamo disposti a prendere un pezzo di Portoferraio a casa nostra?
Per chi volesse approfondire l'argomento può iniziare da [URL=https://www.labsus.org/2016/02/cosa-sono-e-come-funzionano-i-patti-per-la-cura-dei-beni-comuni/]qui[/URL]
[COLOR=darkred][SIZE=4]CARO SINDACO
“ …A CITTÀ È NA’ CARTA SPORCA E NISCIUNO SE NE IMPORTA ”. [/SIZE] [/COLOR]
…così raccontava una frase amara di una canzone di Pino Daniele.
Caro primo cittadino
Chiamala pure demagogia, pettegolezzo , classificaci pure come oppositori senza scrupoli, oppure gente contro tutto e tutti, incazzatevi pure assessori ma certamente non potrete fare a meno di ascoltare e leggere questo fiume di proteste verso l’inarrestabile degrado che sommerge il comune di Portoferraio, alcuni anziani e non solo , dichiarano di non aver mai visto la città ridotta in queste condizioni, qualcosa di vero ci sarà in tutto questo o no, i vostri “amministrati” avranno forse un briciolo di ragione?
Ovunque è sporcizia e abbandono , basta camminare per il paese e notare strade dissestate, marciapiedi inaccessibili , erbacce che spuntano in ogni anfratto, percorsi storici vergognosamente indecenti, cantieri aperti e mai terminati, la periferia, poi in modo particolare sembra far parte di un altro paese a voi sconosciuto quindi dimenticato da Dio e dagli uomini…non esiste rispetto nemmeno per i defunti …guardate lo stato della strada che costeggia la zona cimiteriale non vi pare un offesa alla loro memoria?
Tralasciando il vergognoso “caso semaforo” con la futuribile rotonda e quella spada di Damocle dei pini veri Killer in perenne agguato sulla strada , caro Sindaco ti devi rendere conto che i Tuoi amministrati portoferraiesi ( datori di lavoro) vogliono che il loro paese sia non meraviglioso ma almeno semplicemente decente , sicuro, pulito, ospitale, con una amministrazione più attenta e meno logorroica , che usi meno la lingua e che alzi i quarti posteriori e si rimbocchi le maniche , facta non verba dicevano gli antichi , siamo stufi e arcistufi delle dichiarazioni, rinvii e promesse da marinaio …Ha ragione il Prof. Camici questi sono i veri muri da abbattere!
Usa i nostri occhi per guardarti attorno oppure chiamaci per una passeggiata per il paese, così se ci sarà, avrai l’occasione di smentirci pubblicamente , metti da parte per una volta le reverenze politiche dei tuoi sodali dove tutti sono eroi di un giorno e fuggiaschi per cento.
[COLOR=darkblue][SIZE=5]ARCHIVIO E.V.E. [/SIZE] [/COLOR]
Ormai quasi un mese fa, con una lettera pubblica, ho dimostrato la falsità di quanto affermato in uno stranamente appassionato articolo del Tirreno, secondo il quale il Comune di Portoferraio avrebbe salvato l'archivio dell'Ente Valorizzazione Elba. In realtà il Comune di Portoferraio non ha salvato un cazzo e sta facendo i propri porci comodi. Ho chiesto anche di sapere in che condizioni è l'archivio e quando sarà aperto al pubblico. La risposta del Comune? Nessuna risposta, cioè la forma di risposta più vile e scorretta.
Premesso che se qualche fava pensa di farmi tacere non rispondendomi si illude, vorrei sottolineare che la questione che ho posto non è una questione personale, privata. E se qualcuno interviene pubblicamente a proposito di un bene pubblico, un ente pubblico ha il dovere di dire qualcosa, pubblicamente, non tanto per rispondere a chi scrive quanto per dare la propria versione dei fatti a chi legge, possibilmente senza raccontare altre balle.
L'archivio dell'E.V.E. si trova da molti anni in Calata Italia 26, in locali malconci, abbandonato lì dagli ultimi direttori dell'A.P.T. e dai neghittosi zombies della Provincia, che, quando gliel'ho chiesto, nemmeno sapevano dove fosse.
Attualmente c'è una specie di omertà a proposito delle condizioni di questo archivio e mi sembra evidente la volontà di impedire che qualcuno possa verificare in che stato si trovano le carte. Una proposta: facciamo un sopralluogo nei locali, così magari sarò lieto di constatare che tutto è a posto. In caso di rifiuto della proposta prego spiegarne i motivi.
I pur accidiosi espertoni della Soprintendenza, svegliatisi da un lungo sonno solo grazie al sottoscritto, da mesi hanno chiesto al Comune il trasferimento d'urgenza dell'archivio, per metterlo in sicurezza. Ci sarà un motivo per questa urgenza, o no?
L'apposito Codice prevede obblighi di conservazione e di promozione della fruizione pubblica dei Beni Culturali, ma l'archivio dell'E.V.E. è ancora nei vecchi locali e non si sa quando potrà essere consultato. La Giunta Comunale nel recente “Piano triennale degli obiettivi” non ha indicato alcuna data per l'apertura al pubblico dell'archivio, ma gli obiettivi degli enti pubblici dovrebbero essere verificabili, con indicazione dei tempi, non buttati lì tanto per scrivere qualcosa (“a bischero sciolto”, come direbbero a Lastra a Signa).
Ripeto le domande (in che condizioni sono oggi le carte dell'archivio dell'E.V.E. e quando saranno rese accessibili al pubblico?) e attendo risposta pubblica (magari veloce, come decenza vorrebbe), anche sulla proposta di sopralluogo. Ovviamente mi riservo di replicare.
Grazie
Giampiero Palmieri
[COLOR=orangered][SIZE=5]MOSTRUOSAMENTE FESTOSO, DIVERTENTE E STUZZICANTE. [/SIZE] [/COLOR]
In un turbinio di profumi di frati zuccherati, pizzette appena sfornate, patatine fritte, cioccolata calda e thè al limone offerti GRATIS dal Comitato Carpani a tutte le mascherine, un giocoliere di fama internazionale intratteneva grandi e piccini alcuni dei quali chiamati a collaborare con il bravissimo clou.
La festosità e il divertimento si avvertivano già all'entrata dei giardini dove mani sapienti e volenterose avevano disegnato e imbastito una finta porta che separava la normalità dagli inferi. Il giardino tutto era allestito in una scenografia mostruosa ma magica al tempo stesso che avrebbe fatto invidia allo "SAMHAIN" della Florida.
Molte apprezzate sono state le tradizionali caldarroste e i gustosi sfilatini con salciccia.
Un grazie particolare - commenta il Presidente del Comitato Carpani - va a chi con la loro presenza hanno reso possibile e unico questo grande evento; inoltre un doveroso ringraziamento - continua il Presidente - va a tutti i volontari che gratuitamente hanno messo a disposizione il loro tempo per organizzare questa bellissima festa che speriamo abbia fatto trascorrere ai bambini, bambine, genitori e nonni, un pomeriggio piacevole.
Grazie a tutti
Comitato Carpani
Da gennaio finalmente andrò in pensione.
Volevo sapere se qualcuno mi poteva aiutare .
Infatti vorrei fare volontariato al museo, sia statale sia comunale.
Non sono riuscito a trovare la delibera che riguarda i rimborsi per i volontari ( immagino tramite associazioni ) ,ne le modalità di utilizzo e il periodo ( ad esempio nei musei statali servono da marzo o solo da per l'estate?).
Dato che questa giunta comunale ritiene il mondo del volontariato molto importante anche nell'ambito culturale , immaginavo vi fosse già una delibera o altro atto in tale direzione.
Spero che qualcuno mi possa dare delle indicazioni.
E' da diversi giorni che teleelba non si vede , ma poi non vedo piu' il tg dell'elba che trovavo molto interessante .
ma ci si fa a tenere libero dalle auto l'ingresso dell'ospedale,ci sono auto parcheggiate persino sull'incrocio è una vergogna :bad: :bad: :bad: :bad:
[COLOR=darkblue][SIZE=4]MOBIT MOBILITA' IN TOSCANA [/SIZE] [/COLOR]
Caro Sindaco,
le scrivo a nome del Consorzio Mobit nel quale si sono associate le maggiori aziende di TPL della Toscana per partecipare alla gara regionale di Lotto Unico.
Come le è noto, la Gara è stata aggiudicata una prima volta nel 2016 alla società Autolinee Toscane, azienda totalmente controllata dal gruppo francese RATP di proprietà dello Stato Francese. RATP esercisce il servizio nel l’Ile de France fino al 2039 con affidamento diretto senza gara, ma bensì per legge dello Stato francese stesso.
Quell’aggiudicazione venne annullata dal TAR Toscana che, accogliendo il nostro ricorso, definì l’offerta di RATP “irrimediabilmente viziata” e perciò da escludere. Per questo, dice il falso chi le scrive che le nostre ragioni non sono mai stata accolte dai tribunali!
Purtroppo, sorprendentemente, lo stesso TAR Toscana escluse anche la nostra offerta nonostante il perito del Tribunale l’avesse ritenuta perfettamente aderente alle linee guida del bando. Un’esclusione che abbiamo appellato al Consiglio di Stato la cui decisione è attesa nelle prossime settimane.
Lo stesso Consiglio di Stato nel 2017, ad ogni modo, ci ha dato ragione rilevando in quel procedimento un vizio ben più grave, al punto di porre alla Corte di Giustizia Europea ben quattro quesiti interpretativi. Si trattava, in sintesi, di accertare il possesso, da parte della società monopolista di Parigi, dei requisiti anche solo per poter partecipare al bando della Regione Toscana che richiedeva di rispettare le condizioni poste dal Regolamento Europeo 1370.
Dopo quasi due anni di attesa, la Corte di Giustizia, pilatescamente, ha rifiutato di rispondere a quei quattro quesiti limitandosi a rispondere che la Regione Toscana non aveva l’obbligo (che pure lo aveva fatto in osservanza ad una legge nazionale) di far rispettare quel regolamento perché la sua applicazione poteva (non doveva) essere posticipata sino alla data limite del 3 dicembre 2019. Così facendo, elegantemente, ha rispedito la decisione al mittente, ovvero al Consiglio di Stato.
Sulla base di questa non risposta, la Regione Toscana, senza aspettare la pronuncia del Consiglio di Stato ha deciso di aggiudicare la gara avviando le attività di trasferimento dei beni delle nostre aziende, con un grave rischio di vedersi dar ragione quando le aziende toscane saranno già morte!
Una decisione abnorme che lo stesso Consiglio Regionale aveva chiesto di non adottare onde evitare il rischio di produrre enormi danni e/o anche cause di risarcimento milionarie qualora le aziende toscane risultassero poi le legittime aggiudicatarie.
Per questo stiamo combattendo, per una causa di semplice buon senso, vogliamo semplicemente che un passaggio di questa rilevanza avvenga solo dopo che ci siano state tutte le sentenze definitive.
Tuttavia, non è solo un fatto di giustizia: l’offerta fatta da Mobit era qualitativamente superiore a quella dei francesi, perché prevedeva di acquistare un numero maggiore di bus e dava anche maggiori garanzie in termini occupazionali.
Le nostre aziende sono presenti con uomini e mezzi su tutti i territori della Toscana, li collegano e li animano. Sarà troppo tardi quando ci si accorgerà cosa vuol dire non avere più le aziende “dei comuni” e nei comuni” a sostenere ed affiancare il territorio.
Per questo mi sono permesso di disturbarla perché ritengo che la nostra battaglia sia in questo momento una battaglia “del territorio” oltre che di quei comuni soci delle nostre aziende che, in questo modo, verrebbero danneggiati anche patrimonialmente.
Un caro Saluto
Giuseppe Gori
Presidente Mobit Scarl
La Cina, se ancora qualcuno non lo sa, applica le leggi esistenti del mercato mondiale che i paesi più ricchi e industrializzati hanno sempre condiviso e sottoscritto. Ora a qualcuno non va più bene, ma gli stessi bene farebbero a farsene una ragione, a meno che non si voglia stravolgere un sistema politico- economico mondiale e (forse) ammettere che, riferito al sistema, non tutto è perfetto, visto che i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, anche in Cina.
Paolino l'arrotino-
[COLOR=darkred][SIZE=5] CURIOSITA’ DI TERRA E DI MARE [/SIZE] [/COLOR]
Di Carlo Gasparri
La storia della pesca non è mai stata legata ad un singolo pesce, ma con l'evento della pesca subacquea, c'è un pesce che ha fatto e fa parlare ancora di se, essendo entrato nella legenda ancora più degli squali e delle piovre giganti. Parlo della cernia "EPINEPHELUS MARGINATUS". Dall'aspetto e dal colore inconfondibile, la preda più ambita fino a qualche anno fa da ogni cacciatore subacqueo. Per fortuna però, grazie ai diving, il comportamento amichevole di questo magnifico animale, sta cambiando la mentalità delle nuove generazioni dei subacquei i quali preferiscono la macchina fotografica al fucile.
[COLOR=darkblue][SIZE=5]LA CINA E' VICINA [/SIZE] [/COLOR]
Ricordate le concessioni mercantili europee nel golfo di Pechino,oltre 100 anni fa?Le concessioni straniere di Tientsin furono dei territori ceduti dall'Impero cinese ad alcuni paesi europei ed al Giappone nella città di Tianjin, al tempo nota in Europa con il nome di Tientsin, dal 1902 fino alla fine della seconda guerra mondiale. Nel complesso le 8 concessioni (Britannica, Russa, Giapponese, Tedesca, Francese, Belga, Austro-ungarica e Italiana) occupavano un'area di 12,275 Km². Con l'impenetrabile Impero Del Centro ci vollero pressioni militari e mercantili per strappare alla dinastia Q'ing i territori illustrati nella mappa a).Oggi la Cina comunista (?) rende la pariglia agli europei con il loro stesso aiuto. Il suo attuale « imperatore », il presidente della Repubblica Cinese, Xi Jing Pin afferma pubblicamente di ritenere il progetto internazionale a guida cinese « One belt, one road » (quella che noi chiamiamo "Nuove vie della seta") il primo passo tattico per portare la Cina nel 2050 al proprio compiuto RISORGIMENTO (esatta parola usata dall'interessato). Nella cartina b) acclusa potete vedere quanti piedi i cinesi hanno messo – a tutto 2019 - in Europa, per non parlare del resto del mondo (vedi Gibuti). E' stata sintetizzata efficacemente la tattica cinese di rinascita geopolitica: infiltrazione. L'infiltrazione non è da intendersi a livello demografico, bensì finanziario e infrastrutturale ; una dinamica che si avvale della fragilità strutturale della UE, spaccata su tutti gli obiettivi comuni.
