[COLOR=darkred][SIZE=4] CROCE VERDE, ECCO I BIGLIETTI VINCENTI ESTRATTI DURANTE LA FESTA PER LA LOTTERIA DI NATALE [/SIZE] [/COLOR]
Si è svolta sabato 11 gennaio in Piazza Cavour a Portoferraio la festa con l’estrazione dei tagliandi vincenti della‘Lotteria di Natale ‘ organizzata dalla Pubblica Assistenza Croce Verde di Portoferraio. Una bella festa durante una bella serata con tanta musica e divertimento. Ad aprire la serata è stata la cantautrice Marika, apprezzata professionista elbana, conosciuta per le sue numerose performance in molte piazze dell’isola. Il presidente della Pubblica Assistenza Croce Verde di Portoferraio Paolo Magagnini, ha portato sul palco i ringraziamenti a tutti coloro che hanno reso possibile anche per quest’anno l’evento che è giunto alla sua 18esima edizione. Ad intrattenere il pubblico nella seconda parte dell’evento, lo show man Andrea Paone. La manifestazione che è stata presentata per il 18esimo anno da Paolo Chillè, è stata organizzata dalla Pubblica Assistenza Croce Verde in collaborazione con l’amministrazione comunale di Portoferraio, intervenuta durante la serata con l’assessore Nadia Mazzei che ha contribuito con la sua presenza sul palco, all’estrazione.
I vincitori dei premi possono recarsi presso la sede della Croce Verde per ritirare il premio. La Pubblica Assistenza Croce Verde ringrazia tutti coloro che hanno aderito all’iniziativa e cioè tutti i negozi che hanno venduto i tagliandi, il Gruppo Nocentini, la Locman, l’Acqua dell’Elba e la Banca dell’Elba, tutti i volontari ed in particolare coloro che hanno acquistato il biglietto della Lotteria e “ricordatevi – dicono – che anche chi non ha vinto niente, ha sempre vinto aiutando una Associazione di Volontariato”.
113707 messaggi.
La G.d.Finanza scopre che un'azienda vinicola Elbana con nove dipendenti, ne tiene sette in nero di cui tre minorenni.
La domanda sorge spontanea, non è che questo modo di gestire il lavoro sull'isola, è un andazzo abbstanza generale vista la tranquilla disinvoltura con cui si personalizzano i rapporti di lavoro?
Per arrivare a tanto, ce ne vuole di convinzione di farla franca..., o no?
Gianni
Vi immaginate un comune unico amministrato male come Portoferraio? La salvezza dell'Elba é avere sette comuni, ognuno con la sua personalità ed i vari sindaci alla portata dei cittadini. Vi immaginate un unico sindaco mandato da fuori per soddisfare esigenze di poltrona? E poi i servizi, guardate le difficoltà che sta riscontrando Rio, vi immaginate un cittadino di Chiessi che per andare all'anagrafe deve presentarsi a Portoferraio? Il risparmio sarebbe irrisorio rispetto ai minori servizi al cittadino. Chi si ostina con il comune unico o é comunista o é fuori di testa!
A vedere gli orari notturni in cui pubblichi mi viene da pensare che questo comune unico non ti fa dormire! Prenditi una bella camomilla e dormi magari di giorno, dopo una bella dormita, ti verranno pensieri migliori! Gli elbani hanno votato RICORDATELO e DORMI SERENO!
Non smuovere la Procura!! É molto più vicino al depuratore l'asilo attuale, e le scuole medie, rispetto all'asilo di progetto....sparale più piccine!!! Forse hai paura di perdere il lavoro facile senza alcuna specializzazione all'insegnamento, ma chissà??
Per Florio Pacini
Sig. Pacini c'è un un'equivoco.
Io apprezzo i suoi interventi e quanto ho scritto non voleva certo essere una critica a lei ma uno stimolo ai tanti che hanno ruoli e responsabilità.
Mi permetto anche di consigliare a tutti la soluzione che a mio avviso è il Comune Unico. Solo uniti si vince altrimenti sono solo chiacchiere. Con rispetto .
Sabato 11 gennaio è stato un Diversamente trekking
Grande riuscita sabato 11 gennaio per la camminata dalla villa delle Grotte al parco delle Terme di San Giovanni, organizzata in collaborazione fra Diversamente Sani, CAI - Isola d'Elba, Italia Nostra Arcipelago Toscano, Fondazione Villa Romana delle Grotte e Terme di San Giovanni. Circa cinquanta persone hanno avuto l'opportunità di passeggiare di fronte allo spettacolare panorama di Portoferraio, accompagnate dalle notizie sulla storia dei luoghi, dagli Etruschi all'epoca contemporanea, a cura di Antonello Marchese. I partecipanti hanno visitato i ruderi della villa, nei quali sono stati recentemente condotti nuovi scavi, poi sono scesi al podere San Marco e passati davanti al vecchio mulino a vapore per arrivare alle vecchie saline, ora zona umida di grande interesse faunistico con uccelli stanziali e migratori. Ritorno lungomare camminando su scorie ferrose che testimoniano l'importanza della lavorazione del metallo elbano fin dall'antichità.
Un'esperienza sicuramente da ripetere per coniugare i benefici del camminare e dello stare all'aria aperta con la solidarietà e la conoscenza della nostra isola e della sua storia.
CAI - Sottosezione Isola d'Elba
www.caielba.it
Si sono accorti i Campesi ,ma soprattutto la Procura della Repubblica,che nel nuovo Piano Strutturale, che dovrebbe regolamentare lo sviluppo edilizio del territorio Comune di Campo nell'Elba,tra le altre amenità,è prevista la realizzazione della nuova Scuola per l'Infanzia,cioè l'asilo,in Località Lentisco ?Forse per avviare i bambini alla didattica dell'inalazione dei miasmi del depuratore. Da chi siamo amministrati !!!
Per la Foresteria.
Vorrei dire la mia. Il vero problema è che l'Elba non produce più medici e insegnanti. Le superiori continuano a cercare clienti e non alunni adatte ai loro istituti. Bisogna ripensare l'Elba. 1) Le foresterie inizialmente servono sia per i medici che per l'insegnanti. 2) Le istituzioni e le scuole devono dare indirizzo ai nostri giovani per corsi di studio che vadano a riempire le carenze di personale sanitario e scolastico. In passato il Foresi ha prodotto tanti medici e insegnanti, che riprenda quella strada e i nostri ragazzi diverranno il futuro dell'isola d'Elba. Florio Pacini
Per Elbano che mi chiama in causa:
Sei da record, tante sciocchezze in un articolo solo non è facile.
1) Io parlo e ho sempre parlato dei problemi dell'Elba portando soluzioni e proponendo miglioramenti. Ho evitato i tralicci all'Elba. Ho lottato con tutto me stesso contro il monopolio sulla rotta per Piombino. Ho portato 6.000 persone in piazza contro la chiusura dell'ospedale. Oggi posso solo denunciare le cose che non vanno sperando che qualcuno le faccia sue e agisca.
2) Spesso mi sono trovato contro le associazioni di categoria specie per la privatizzazione della Toremar. Favorevoli a donare la Toremar ad Onorato erano: La Confcommercio, la Confesercenti, la C.N.A, La F.a.i.t.a, L'Associazione Albergatori. Praticamente tutti gli imprenditori Elbani. Contro io con l'Italia dei Valori.
3) LA Blu Navy è stata (questa estate) nuovamente bastonata dalla maggior parte degli albergatori (Imprenditori Elbani). L'Associazione Albergatori Elbana ha fatto un accordo con Onorato e hanno tolto tanto fatturato alla Blu Navy per girarlo a Moby Toremar. Infatti la Blu Navy è stata costretta ad aumentare il biglietto agli elbani.
4) La mia vita e la prova più evidente, che non cerco consenso o seguito. Io cerco solo di svegliare le autorità dormienti dell'isola.
5) Che vuol dire "Lottare in Silenzio" per cercare alleanze e cercare di costruire qualcosa? Alleanze con chi? Forze con il continente? (Val di Cornia, Livorno, Firenze).
Mentre il continente ci sta mangiando, vi riunite come i carbonare e vi compiacete della benedizione continentale. Quando si scrivono certe idiozie e bene non firmarsi. Io mi firmo e osservo vedendo al di la dell'anonimato. Per Toremar vi avevo detto più volte che finiva così. Io continuo a mettervi in guardia e la faccia, prova a farlo anche te. Florio Pacini
[COLOR=green][SIZE=4] I GINEPRI DI CALA MANDRIOLA [/SIZE] [/COLOR]
Carlo Gasparri ritorna al vecchio amore i suoi Giganti Verdi, e ritorna per stupirci ancora una volta , la località scelta dal nostro instancabile responsabile della commissione ambiente del Fondazione Elba onlus è la zona di Cala Mandriola dove è nato l'agroturismo "L'Amadolo" intorno a quale vivono ancora dei monumentali Ginepri alberi che con il tempo - ci dice Gasparri – diventano come quelli che ho filmato per voi , particolarmente legnosi prendendo delle forme contorte con i suoi rami che sembrano artigliarsi al cielo..ma ascoltiamo Carlo nel suo servizio e credetemi ne vale veramente la pena…BUONA VISIONE
http://Op6yRIUrtU4
La risposta è che che qui all'Elba la cura dei corpi è preferibile a quella delle menti?
Il referendum c'è stato. Gli Elbani hanno detto no e si vede dove siamo arrivati . Solo gli stupidi non cambiano mai idea e pensano di non sbagliare mai. Tu ritieni che le cose vadano bene così ?
Ciao
Mi può spiegare il Signor Semeraro e compagni perché tanta insistenza per la foresteria dei medici e non ad esempio per gli insegnanti che guadagnano 5 volte meno dei primi e sono costretti a spendere gran parte del loro stipendio per l' affitto di appartamenti o camere qui all' Elba?
A ritonfa con sto comune unico! C'è stato un referendum, gli elbani hanno detto no!!! Viva la democrazia e il voto dei cittadini, fattene una ragione....
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/unico.JPG[/IMGSX] PER FLORIO PACINI
Caro Florio ,
hai ragione a sensibilizzare i lettori sulla situazione del gruppo Onorato . In Italia come all' Elba però esistono 2 categorie che si comportano in modo diverso .
Da una parte coloro che generalmente parlano tanto , sono divisi su tutto , cercano il consenso ma non le soluzioni , dall' altra quelli che lottano in silenzio , cercano alleanze e tutti i giorni provano a costruire qualcosa .
Nonostante le difficoltà se all' Elba esiste un minimo di concorrenza nei trasporti lo dobbiamo agli imprenditori che hanno investito in Blu Navy, che hanno subito in silenzio le stessi trattamenti degli imprenditori sardi e persino le accuse ingiuste da parte dell' ormai fu Corriere Elbano. Hanno dimostrato che quando si è uniti si può fare qualcosa .
All' Elba non è facile fare l' imprenditore e neppure il politico . Ma esiste una via che può ancora essere intrapresa creando una svolta di grande successo e sviluppo .
Serve una scelta di amore e fiducia per il nostro territorio , rinunciando al protagonismo individuale .
Gli imprenditori lo dicono da sempre, l' Elba è UNA , deve essere unita , ha un potenziale enorme ma deve parlare con una voce sola .
Si chiama Comune Unico.
[COLOR=darkred][SIZE=4] FORESTERIA PER PERSONALE OSPEDALIERO ITINERANTE.
MOTIVATA E GIUSTA LA PREOCCUPAZIONE DELLA CGIL. [/SIZE] [/COLOR]
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/for.JPG[/IMGSX] La CGIL in occasione dell'allerta meteo annunciata nei giorni che anticipavano il Natale, ha segnalato all'ASL la sua preoccupazione per i 4 infermieri pendolari che pur volendo restare sull'Isola a svolgere il servizio per il quale sono stati chiamati, non avevano un luogo dove poter dormire e riposare. L'ASL dopo questa inaspettata segnalazione si attivava immediatamente per assicurare un posto letto per quei giorni trovando per loro una sistemazione nella foresteria Aziendale di San Giovanni. Inoltre agli infermieri pendolari è stata assegnata una vettura Aziendale per lo spostamento dall'ospedale a San Giovanni.
Ora tutto bene quel che finisce bene ma in vista di mesi con avverse condizioni meteo che potrebbero bloccare sull'isola il personale medico e infermieristico itinerante, non sarebbe opportuno essere preparati con posti già disponibili senza la necessità di segnalazioni, proteste, malumori e scritti?
Al riguardo il Comitato Elba Salute chiede alla Dottoressa Fabozzi quale facente funzioni di Direttore Aziendale, di pubblicare un elenco con tutti i locali liberi di proprietà dell'Azienda che potrebbero essere adibiti a foresteria per il personale sanitario itinerante proveniente da altri distretti ospedalieri.
Inoltre si chiede perché questi 4 infermieri non sono stati sistemati nell'immobile adibito come foresteria di proprietà ASL di via Guerrazzi, 61? Il documento ASL del 02.08.2019 a firma del Direttore Dott.ssa Cinzia Porrà mette a disposizione come foresteria questo immobile. Lo si usa a tale scopo oppure ad altra destinazione d'uso? Anche i locali degli ex macelli possono essere usati a foresteria sempre nel rispetto dei criteri di alternanza e rotazione del personale che lo utilizza in attesa che si progetti e si pianifichi la tanto decantata "Casa della Salute" oggetto della passata campagna elettorale..
Comitato Elba Salute.
(Francesco Semeraro)
“ERAN TRECENTO ERANO GIOVANI E FORTI……… ..”
di Alberto Zei
Per rimanere in tema degli sull’argomento trattato si ripropone come immagine di repertorio, la medesima simbolica rappresentazione architettonica apparsa sui giornali dell’Elba.
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_24/torre.JPG[/IMGSX] Il ribaltamento delle posizioni
Erano trecento qualche anno fa, ma adesso sono sicuramente di più i siti archeologici dell’Isola d’ Elba e questo di più dovrebbe essere noto alla Dott.ssa Alderighi in modo che, sommando ai 300 questi ulteriori siti archeologici dell’Elba sotto tutela della Soprintendenza, risultino chiari e dettagliati quei beni patrimoniali storici-archeologici e culturali che ….“sono morti” di fronte alle intemperie del creato e dei predatori, e, a cui la stessa vorrebbe aggiungere altre segnalazioni degli elbani.
Si legge con interesse sui giornali dell’Elba quanto può essere detto del senso di responsabilità socio-culturale del patrimonio storico e archeologico dell’Isola; patrimonio rappresentato da strutture e cimeli risalenti fino al tempo in cui l’ Isola era simbolicamente il “cuore di ferro “ di tutto il Mediterraneo e ancora prima, nella più lontana preistoria.
L’ alto modo di vedere
La versione piuttosto emotiva della Dott.ssa Alderighi, responsabile per i beni archeologici dell’ isola d’Elba per conto della Soprintendenza di Pisa, esprime sugli elbani un giudizio secondo cui, per quanto riguarda la conservazione del patrimonio storico, mancherebbero di senso civico, di attaccamento alla propria isola e ai propri beni culturali.
Nettamente contrario è apparso su alcuni quotidiani locali, il giudizio motivato in replica del Prof. Zecchini, noto studioso di archeologia, secondo il quale non sono certo gli elbani a disinteressarsi di tutto ciò e della propria isola, ma piuttosto chi dovrebbe custodire quegli stessi valori, proprio a fronte dell’ incarico professionale attribuito dallo Stato.
D’ altra parte, il giudizio dell’Alderighi, non richiesto e neppure giustificato, a guisa di fulmine a ciel sereno di “Giove tonante e pluvio” sopra gli elbani, non può che essere motivato da qualche forte ragione. Ma quale? Si tratta di un parere che per dirla con il Prof. Zecchini, è anche abbastanza pesante in relazione all’importanza dell’incarico istituzionale sul territorio dell’Elba: un’accusa rivolta a circa 30.000 destinatari coinvolti dalla sua negativa opinione.
Dal punto di vista della conservazione dei beni archeologici esistenti all’Elba, vi sono sicuramente oltre 300 siti rinvenuti, schedati e noti alla Soprintendenza e ai funzionari preposti alla loro tutela attraverso iniziative, sopralluoghi e trasferte.
Qualche esempio
La dottoressa dovrebbe ben conoscere, per esempio, i siti etruschi da lei stessa citati, di Castiglione di San Martino e di Monte Castello presso Procchio, ma anche la necropoli etrusco-romana del Profico presso Capoliveri e le centinaia di reperti del comprensorio del granito.
Relativamente ai primi due, chi dovrebbe provvedere alla manutenzione della parte strutturale che, dopo gli scavi effettuati nel passato, si sta disgregando per opera delle intemperie e degli effetti negativi provocati dalle radici della nuova vegetazione?
Qualcuno potrà facilmente rispondere che non vi sono sufficienti risorse economiche disponibili per provvedere. Si tratta di un’affermazione che richiama simbolicamente il solito cane che si morde la coda; e cioè, questo è vero per definizione per tutti i patrimoni archeologici non sovvenzionati. Ma dovrebbe rientrare nei compiti della Soprintendenza mettere ufficialmente a conoscenza con rapporti circostanziati, gli Enti centrali sull’entità del valore archeologico trascurato e sulla qualità dei lavori da eseguire per assicurarne il mantenimento; mantenimento non soltanto fine a se stesso ma anche allo sfruttamento turistico-culturale per integrare almeno parzialmente, i costi dedicati.
Valga per questo, il concetto generale che se qualcuno omette di fare ciò che dovrebbe, pensando di evitare un inutile lavoro perché ritiene che gli altri non provvederanno, ecco che allora sicuramente si innesca l’effetto domino causato da quella stessa prima indolenza.
Sovvenzioni o iniziative
Ci sono però situazioni in cui sostanzialmente non occorrono fondi per esercitare la tutela. Al Profico di Capoliveri, per esempio, c’è la necropoli etrusca e romana più importante dell’Elba. Si sa che oltre alle tombe scavate agli inizi dell’Ottocento ce ne sono altre, forse parecchie. Ci vorrebbe un vincolo per evitare, che si costruisca ancora sopra un patrimonio archeologico di grande valore. E’ stato apposto quel vincolo?
Il comprensorio del granito, da S. Piero a Pomonte, è disseminato di colonne, vasche, catini, sarcofagi, are, sculture che giacciono per lo più in proprietà privata. Corre voce che alcuni studiosi li stiano catalogando per evitare che, com’è successo a una pesantissima vasca di granito di Seccheto, già catalogata nel lontano 1814 prendano destinazioni sconosciute.
E’ molto probabile che la stessa Alderighi non abbia ancora percorso quei sentieri e che neppure in altro modo abbia osservato di persona quelle aree.
Sembra però comprendere che la dottoressa sostenga che gli elbani abbiano scarso senso civico in quanto non hanno sufficientemente segnalato ritrovamenti di nuovi manufatti archeologici, come se questi fossero prodotti di annata e magari stagionali.
Molti elbani si domandano, invece, per quale altro motivo la Soprintendenza lascia senza protezione i siti archeologici rinvenuti che da allora sono divenuti vulnerabili a causa dello sterramento nonché i reperti restanti in loco, in balia dei predoni di cimeli.
Non si dica che questo non è vero, in quanto se l’Alderighi esprime con la sua attuale funzione la continuità nel tempo, dell’opera della Soprintendenza, lo stesso concetto vale anche al contrario; e cioè, la Soprintendenza esprime il proprio operato attraverso la continuità dei suoi funzionari preposti.
Vorremmo ricordare alla dottoressa cosa può succedere quando la Soprintendenza non cerca di approfondire magari con la presenza sul posto dei suoi delegati, la conoscenza di situazioni e di siti che riguardano valori patrimoniali archeologici e culturali a cui è istituzionalmente preposta.
In un solo giorno
Resterà emblematico, nella storia di tutti i tempi, il furto del più grande tesoro sottomarino giacente nel Mediterraneo, da parte di un gruppo di predoni inglesi, davanti alle coste di Capoliveri, quando una ventina di anni fa, la Soprintendenza della Toscana concesse l’autorizzazione al recupero della nave inglese Glenlogan, affondata da un sottomarino tedesco nella prima guerra mondiale; autorizzazione che questi ottennero incredibilmente in un solo giorno e senza verifiche.
Soltanto che là in fondo, la nave inglese non c’ era; c’ era invece il primo piroscafo portavalori dei Regni italici, il Polluce, appartenente alla compagnia genovese Rubattino, affondato nel 1841 con un patrimonio di monete di oro e di argento, di diamanti, pietre preziose e gioielli, stimato dall’ inventario di quei beni trasportati, in circa 350 milioni di euro.
Questo furto è avvenuto nel recente passato, mentre l’Alderighi che attualmente rappresenta all’ Elba la menzionata Soprintendenza, lamenta adesso le mancate segnalazioni da parte degli elbani. La dottoressa però sembra dimenticarsi che la allora Soprintendenza della Toscana era la diretta custode di quei valori nelle profondità marine e della stessa nave, contrassegnata nella mappa dei relitti, fino al regolare recupero di quell’immenso tesoro sottratto al nostro Paese.
In attesa di segnalazioni
Ma la dottoressa, che lamenta l’ assenza di indicazioni di reperti all’ Elba per il mancato attaccamento degli elbani alla propria Isola, non può ritenere che le condizioni precedenti, a fronte del risultato che ne è derivato, possano rifondere la fiducia di gran parte degli elbani, naufragata nel mare davanti a Capoliveri. Infatti nel senso lato delle cose, se la sua funzione si identifica con quella della sorveglianza e della custodia dei beni storici e patrimoniali come quelli del Tesoro del Polluce, non è allora l’ attesa di nuove segnalazioni che l’autorizza a ribaltare sugli elbani i medesimi concetti che per quanto sopra accennato, dovrebbero essere rivolti piuttosto all’interno della sua medesima Istituzione.
Alberto Zei
In risposta all'articolo di ASA spa e Autorità Idrica Toscana apparso in data odierna sul Tirreno.
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/sapere.JPG[/IMGSX] Si parla di autonomia idrica dell'Elba, perché si vuole affidare il futuro dell'isola ad una macchina, con tutti i rischi che ciò comporta.
ASA e AIT la smettano di prendere in giro gli abitanti di questa isola e si preoccupino di certificare le condizioni di corretta manutenzione della condotta idrica sottomarina perché siamo pronti ad una diffida che faccia assumere tutte le responsabilità a chi sembra preoccuparsi in realtà di altro.
Sono in corso procedure di ricorso amministrativo che fino ad oggi non hanno dato ragione a chi continua a bacchettarci come dei poveri incivili colonizzati.
I conti sono facili da fare. Come possono pensare che si riesca a convincere gli elbani di voler migliorare la loro situazione di approvvigionamento idrico se propongono un dissalatore con la portata iniziale di 40 l/sec, da portare a 80 in futuro (anche se nell’articolo, meno diplomaticamente, si parla già di 80 l/sec) a fronte di una portata di 160 litri al secondo garantita dalla condotta idrica?
E come pensano di farlo senza distruggere questo territorio, se le valutazioni fatte per 80 l al secondo nascondono la volontà di raddoppiare la portata?
Di questo e della minaccia di rifiutare nuovi allacciamenti informeremo immediatamente il Prefetto. Così come della necessità di una perizia sulla condotta perché è evidente che davanti a queste posizioni le parole non bastano. Non accettiamo ricatti.
Comune di Capoliveri.
Il consigliere delegato
Italo Sapere
