Questo è forse peggio del Coronavirus!
Alberto
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/vacanze.JPG[/IMGSX] Come evolverà la situazione nei prossimi mesi? Nessuno può prevederlo . Per questo la destinazione vuole offrire ai turisti un nuovo servizio per prenotare senza pensieri.
Prenoto subito o rimando la prenotazione delle mie prossime vacanze? Non sono pochi i turisti italiani e quelli mitteleuropei amanti dell’Elba che si stanno ponendo questa domanda e per questo motivo l’Isola ha deciso di fare sistema e di lavorare su una Polizza di Assicurazione, vantaggiosa dal punto di vista economico e studiata appositamente per la destinazione Elba, che permetta ai turisti di prenotare la propria vacanza e contestualmente di stipulare la Polizza Assicurativa con la sicurezza di potersi vedere restituire l’importo versato per il soggiorno. Questo avverrebbe in seguito a varie situazioni negative che si venissero a creare come, ad esempio, nell’evenienza di malattia del turista o suo familiare oppure qualora si verificasse un caso di CoronaVirus nella struttura scelta, ecc. ecc. In questo momento si sta lavorando, con primarie compagnie assicurative del settore, per definire nei particolari le condizioni e le clausole della polizza.
“Nessuno può prevedere come potrà evolvere la situazione nei prossimi mesi ma, noi elbani che viviamo isolati per natura geografica, siamo convinti che l’Isola, grazie alla tipologia delle sue strutture ricettive, alla sua struttura morfologica che impedisce naturalmente le aggregazioni di massa, nonchè alle oltre 200 spiagge, ai 150 km di costa e alle molte attività che si possono fare all’aria aperta, sia una meta capace di garantire a tutti relax, vita attiva, sicurezza e serenità”, ha commentato Ruggero Barbetti, Vicesindaco del Comune di Capoliveri e Capofila della Gestione Associata per il Turismo dei comuni dell’Isola d’Elba.
Per questo la destinazione ha deciso di fare sistema riunendo tutte le tipologie di strutture ricettive (Alberghi, Camping, Residence, Case Vacanze, ecc.) perché a loro volta possano compartecipare al costo della Polizza e quindi offrire l’opportunità ai clienti di prenotare la propria vacanza con serenità e proprio grazie a questo nuovo servizio, che ha un costo di mercato oggettivamente più contenuto, i turisti avranno la certezza del rimborso di quanto versato.
Invece, per quanto riguarda le Compagnie di Navigazione che uniscono l’Isola al continente, queste dispongono già di una Polizza Assicurativa che prevede la restituzione delle somme versate per il costo dei biglietti ma che, eventualmente, potrà essere integrata con quella che si sta definendo in questi giorni.
“Crediamo sia importante che tutti gli italiani guardino avanti per recuperare serenità, ma crediamo anche che sia legittimo il desiderio dei nostri ospiti di essere rassicurati. Per questo, oltre alle ovvie maggiori attenzioni in termini di igiene che già si sono attivate nelle diverse strutture, abbiamo pensato ad un servizio in più per i nostri ospiti che coinvolga tutti gli attori del nostro territorio che sono legati al turismo”, conclude Barbetti.
Grazie e buona domenica a tutti. 😉
La resa dei conti è giunta al capolinea. Tra Onorato e investitori, banche e titolari del bond, la guerra è sempre più totale.
I creditori chiedono ad Onorato e famiglia di farsi da parte, di lasciare il timone della compagnia ad altri.
In una parola semplice: sfiducia. Non si fidano, e ne hanno ben donde, della Onorato company e gli chiedono di ritirarsi a vita privata.
Nessun accordo, dunque, tra chi ha dato i soldi e chi li deve restituire.
Anzi, com'è nello stile di Onorato, il carnefice cerca di indossare le vesti dell'agnello e ha persino il coraggio di dichiarare che l'accordo non si trova perchè Mascalzone latino vuole tutelare i creditori più deboli.
Siamo alla farsa tecnica, finanziaria e morale.
Con un comunicato al limite del patetico Onorato e figli hanno annunciato che non esiste nessun accordo e che continueranno a non pagare i debiti.
La nota divulgata in tarda serata non passa per la borsa di Lussemburgo, probabilmente chiusa per il fine settimana.
A rilanciare l'Onorato pensiero è una nota della società: roba da non credere.
La sintesi è da carnevale: non c'è accordo perchè Onorato vuole difendere i deboli e non vuole cedere ai forti.
Il novello Robin Hood dei mari adesso vuole fare la vittima, tanto da elencare tutta una serie di colpe altrui che gli impedirebbero di restituire i soldi che deve a destra e a manca.
La colpa del mancato accordo con gli obbligazionisti, secondo Onorato, che se la balla e se la canta, viene imputata ad una presunta incompatibilità delle richieste dei creditori con leggi e contratti e non per indisponibilità della Onorato family.
Il mancato accordo tra MOBY e gli obbligazionisti del cosiddetto ad hoc group – secondo Moby – non è dovuto alla "indisponibilità della Famiglia Onorato di fare un passo indietro sulla gestione del Gruppo.
La società sostiene in una nota che "MOBY Spa e i suoi azionisti hanno purtroppo ricevuto una proposta che non è compatibile con le leggi applicabili, con i contratti vigenti ed è eccessivamente penalizzante per i creditori non appartenenti all'ad hoc group. La volontà del gruppo Onorato è, invece, quella di soddisfare tutto il ceto creditorio, e non singole posizioni, attraverso soluzioni legali tutelanti degli interessi di tutti gli stakeholders coinvolti come sempre è stato in 140 anni di storia imprenditoriale del gruppo Onorato".
Ci mancava il richiamo storico!
MOBY, per prendere altro tempo, ormai scaduto, ha inviato "formalmente un invito a tutti i membri dell'Ad Hoc Group ad un tavolo di confronto tra i rispettivi consulenti, ribadendo la piena disponibilità a cercare delle soluzioni tutelanti dei creditori e volte alla creazione di valore".
Parole e parole che non solo non hanno convinto nessuno ma che rischiano di trascinare la compagnia nel baratro più totale.
La richiesta di farsi da parte è, secondo molti, la chiave della soluzione.
I creditori non vogliono dare altro tempo ad Onorato per svuotare il patrimonio della compagnia e lasciarli tra qualche anno con un pugno di niente.
Non c'è accordo e il patto di non belligeranza scade a mezzanotte di oggi.
Domani mattina esistono solo due strade: una tregua di 15 giorni prevista in questi casi, se concessa, oppure guerra senza confine.
Con lo spettro della partita all'incasso totale da parte di tutti i creditori.
E visto che il patrimonio potrebbe reggere l'impatto dello scontro finale non è da escludere che la resa dei conti sia davvero arrivata alla fine.
Poche ore e la verità si toccherà con mano.
www.unidos.it
Nel mio sito “TUTTOACQUEDOTTI – REALTÀ’ E FUTURO” ( https://tuttoacquedotti.it/futuro/ )( ho pubblicato spesso articoli riguardanti errori comuni a molti acquedotti ( vedansi ad esempio “ACQUEDOTTI ITALIANI : TRADIZIONI O ANOMALIE?” ( https://www.altratecnica.it/acquedotti/letteratura-tecnica-2/prima-parte-letteratura-tecnica/acquedotti-italiani-tradizioni-o-anomalie/ )oppure
“ACQUEDOTTI – ESEMPI E POMPOSE AUTO CELEBRAZIONI ERRONEE”. (https://tuttoacquedotti.it/2015/11/19/acquedotti-esempi-e-pompose-auto-celebrazioni-erronee/ )
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/falda.JPG[/IMGSX] Con questo articolo vorrei ora approfondire ulteriormente il grave insieme di errori nella gestione di acquedotti importanti ed in dettaglio di quello dell'Isola d'Elba.
Ciò che mi colpisce fortemente è l’apparire frequente sui media elbani di un’affermazione che suppongo corrispondente alla realtà dei fatti e che in sostanza asserisce come la gestione dell’acquedotto provveda in tutti i periodi invernali a chiudere tutti i pozzi esistenti nelle aree di pianura poste a basse quote sul mare . Quello che ritengo errato è la motivazione a seguito della quale viene operata tale chiusura e che è la seguente: i pozzi vengono chiusi affinché abbia luogo la ricarica delle falda.
Per segnalare l’assurdità di tale affermazione ed al tempo stesso far presente i danni che questa pratica di gestione dell’acquedotto elbano, allego un profilo indicativo della locale situazione della falda artesiana .
Quello che traspare dallo schema è la dimostrazione che anche la falda dell’Isola d’Elba, come del resto accade in tutte le falde artesiane, è alimentata da grandi depositi idrici posti nelle zone montagnose ed a quote sul mare elevate essendo formati da voluminosi ammassi di materiale ghiaioso permeabile che sono in grado di accumulare grandi volumi di acqua piovana per restituirla nel tempo allo scopo di alimentare sorgenti e pozzi che sono ubicati a quote altimetriche inferiori. Ora quando si asserisce, come apparso ripetutamente sui media locali, che i pozzi vengono chiusi durante il periodo invernale proprio per rimpinguare la falda significa supporre una operazione assolutamente assurda perché basata sulla necessità che l’acqua della falda, quando non è prelevata dalle pompe dei pozzi, risalga da sola verso l’alto fino ad accumularsi entro i citati ammassi ghiaiosi. Bisogna infatti rilevare come in tutta l’estensione della falda nell’area di pianura dove sono posti i pozzi la falda non possieda zone vuote nelle quali poter incamerare acqua, per il semplice motivo che si tratta di dì falda artesiana cioè sempre in pressione essendo, come detto, alimentata dal deposito degli ammassi ghiaiosi posti in alto e che figurano in colore celeste nello schema grafico allegato.
E’ invece da precisare una regola di tenore esattamente opposto a quella descritta. Infatti quando un pozzo viene chiuso,con la falda ricca di acqua come accade d'inverno all’Isola, essa non si ferma nè va a rimpinguare i citati ammassi ghiaiosi nè altre cavità sotterranee ma invece continua a scorrere cambiando direzione poiché non è più diretta verso il pozzo ma invece verso la sua destinazione originaria e cioè verso il mare. E’ importante rilevare che questa è un’operazione dannosa in quanto provoca uno sconvolgimento con turbativa delle sabbie e dei limi che finiscono per intasare i filtri dei pozzi e peggiorare notevolmente la costituzione fisica della rete di capillari della falda..
La regola da rispettare per un buon esercizio dei pozzi è basata su concetti diametralmente opposti a quelli descritti e cioè sulla opportunità di far funzionare costantemente per tutte le ore del giorno e per tutti i giorni dell’anno i pozzi con una portata ed una depressione di falda il più omogenea e costante possibile e quindi evitando al massimo gli sconvolgimenti di cui si è detto. L’aspetto più grave è presentato dalla consuetudine invernale in atto all’Elba, non di chiudere qualche pozzo con cui i danni sarebbero irrisori ma di chiudere invece tutti i pozzi elbani provocando una vera e propria rivoluzione dello scorrimento dell’intera falda con i gravi danni di cui si è detto .
Quello che risalta nel caso dell’acquedotto dell’Isola d’Elba e che corrisponde abbastanza a tutto quello che accade nella maggior parte dei casi è una faciloneria nella strategia di utilizzazione della falda giocando sul funzionamento delle pompe sommerse dei pozzi senza tener conto di alcuna regola.
Una ulteriore prova è data da quello che succede nei pozzi elbani e in particolare sulla depressione che viene provocata dalle pompe durante il prelievo. Al riguardo nell’articolo LA CAPTAZIONE D’AQUA TRAMITE POZZI PROFONDI ( HTTPS://WWW.ALTRATECNICA.IT/ACQUEDOTTI/FONTI/LA-CAPTAZIONE-DACQUA-TRAMITE-POZZI-PROFONDI/ )sono spiegate le modalità da seguire per non turbare la situazione dei pozzi e della falda.
Occorre infine rilevare come all’isola d'Elba si adottino sistematicamente le regole citate le quali , oltre agli inconvenienti descritti , provocano anche l'intrusione del nucleo salino nella falda ed anche nei terreni agricoli circostanti danneggiandoli gravemente
Per avere altri importanti dettagli vedi “ERRORI GRAVI DI GESTIONE DEGLI ACQUEDOTTI” ( https://www.altratecnica.it/errori-gravi-di-gestione-degli-acquedotti/ )
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/peria.JPG[/IMGSX] L'epidemia da coronavirus non passerà così in fretta come si pensava e si porterà dietro sofferenze umane e disastri economici. Negli ultimi 8 giorni le borse hanno avuto un crollo peggiore di quello del 2008. Ieri è inspiegabilmente crollato anche l'oro: non era un ritorno all'azionario da parte degli investitori, ma solo il drammatico tentativo di recuperare qualcosa e limitare le perdite finanziarie! Oggi Trump consiglia di non venire in viaggio in Italia. La stagione turistica avrà, almeno all'inizio, pesanti ripercussioni ed il quadro delle aziende potrà essere fortemente compromesso. Servono azioni straordinarie e servono nel brevissimo periodo: sospensione dei mutui, misure di sostegno dedicate, a livello regionale e nazionale. Bisogna anche gestire, con rapidità e professionalità, un piano di comunicazione globale che rilanci turismo e cultura. Gli alberghi, i teatri, i cinema sono vuoti e non possono rimanere così a lungo. Nel medio periodo servirà poi un piano straordinario di investimento pubblici, che faccia ripartire economia e consumi, anche sforando le regole europee, se l'economia dovesse collassare. Siamo il paese più colpito dall'epidemia ed è bene essere subito chiari col resto d'Europa: intendiamo sopravvivere, non vogliamo una strage di aziende e passiamo sopra le regole, se serve. Va detto subito: si vis pacem, para bellum. Per responsabilità, visto che i soldi sono pochi, vanno concentrati e non dispersi, soprattutto in rivoli inutili come quello del reddito di cittadinanza. Questo mi aspetto dai riformisti italiani. Tutto il resto sono inutili polemiche e fuffa politica.
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/covid.JPG[/IMGSX] L'incertezza e il disorientamento creano ansia, paure e a volte panico. Non si parla d'altro nelle Tv, nei Talk show, sui giornali, sui Social e dagli uffici stampa di questo e di quello. Ogni ora esce un comunicato , un bollettino, una ordinanza, un decreto o un piano sanitario straordinario. QUESTO BOMBARDAMENTO DIRETTO O MEDIATICO E' IL VERO ALLARMISMO.
Senza nulla togliere alla pericolosità del virus Covid 19, è bene precisare che il problema del Coronavirus è il suo veloce contagio dal momento che è 10 o forse 20 volte più infettivo dell'influenza stagionale cioè vuol dire che si trasmette con enorme facilità però senza le gravi conseguenze procurate dalle normali influenze a volte trascurate e dalle varie polmoniti Atipiche, Tbc, New Delhi di cui si è parlato e scritto molto poco e forse anche fatto meno di quello che si poteva fare. Le persone finora decedute dopo il contagio del Coronavirus sono pazienti perlopiù molto anziani e con un quadro clinico compromesso da altre patologie.
Il nostro errore è stato quello di avere reso pubblico il tutto già dai primi contagi cosa che la Cina, dopo mesi, ha cominciato a fare qualche ammissione quando non ne poteva più farne a meno. Molte altre Nazioni nel mondo fortemente contagiati ancora oggi tendono a blindare l'informazione e ciò che stanno facendo per limitare il contagio e il crollo economico. A nulla è valso, per correre ai ripari, sbandierare che la nostra sanità è una delle migliori al mondo dove si registrano anche guarigioni e l'isolamento del ceppo del virus Covid 19 Italiano che tre ricercatrici e un ricercatore (tutti PRECARI) hanno isolato all'ospedale Sacco di Milano arrivando alla conclusione che il ceppo Italiano del Coronavirus è un virus "autoctono" ovvero "locale" ed è differente da quello proveniente dalla Cina. Sta di fatto che dobbiamo darci una calmata e lavare qualche panno sporco in casa nostra perché essere "boccaloni" anche per fini politici (penso alle contrapposizioni Romane) ne soffre il cittadino, l'economia e il Turismo fonte di vita di molti Italiani che ne stanno già pagando le conseguenze.
Cosa deve preoccuparci è se il virus Covid19 mutasse e diventasse, come altri suoi simili, pericoloso e letale perché in Italia i posti letto in terapia intensiva sono circa 4.000 molti dei quali già ora occupati da pazienti affetti da Coronavirus e da altre patologie. Non siamo preparati a tale emergenza anche perchè negli anni si è fatto scempio della sanità pubblica convinti di avere il sigillo "tagliamo, tanto a noi non può capitare nulla".
Pensate un po' che all'Elba non c'è una terapia intensiva da anni richiesta dai Comitati pro-sanità anzi, da 7 anestesisti numero indispensabile per il nostro ospedale, ci siamo quasi ridotti a 3.
Mercoledì 26 febbraio l'Elba si è munita di una tenda pre-triage posizionata davanti al Pronto soccorso e che dovrebbe servire per individuare eventuali casi sospetti evitando l'accesso diretto al pronto soccorso solo che non siamo riusciti a sapere quali medici e infermieri sono incaricati a intervenire in caso di contagio sospetto. Ci risulta anche che sempre mercoledì 26, causa maltempo il pronto soccorso non si è avvalso del secondo medico come garantito dall'ASL. Viene logico chiedersi se a tarda serata si fosse presentato un paziente contagiato dal Coronavirus chi lo avrebbe preso in carico??
La speranza è che questa emergenza non sia un mezzo o una scusante per giustificare un rallentamento dell'apertura del nuovo Pronto Soccorso che ritarda anche l'attivazione della Camera Iperbarica necessaria al nostro modo di turismo.
Francesco Semeraro.
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/cct.JPG[/IMGSX] – Non è vero che Mobit ha richiesto alla Regione di attendere per firmare il contratto il “fatidico 26 Febbraio”. Mobit ha sempre sostenuto e sostiene che il contratto di servizio con il vincitore della gara potrà essere sottoscritto, con il conseguente subentro del “nuovo gestore”, una volta concluso definitivamente il contenzioso amministrativo che determinerà l’aggiudicatario della gara.
Non è vero che il Consiglio di Stato ha dato ragione a Regione Toscana respingendo “tutte le tante contestazioni di Mobit”. Il Consiglio di Stato, con sentenza n.8411 dell’11 Dicembre 2019, ha annullato definitivamente la prima aggiudicazione definitiva ad Autolinee Toscane disposta dalla Regione nel 2016, accogliendo la tesi di Mobit che il piano economico finanziario presentato da Autolinee Toscane non garantiva la bancabilità degli investimenti richiesta dagli atti di gara.
In merito ai lavori del TAR, non ci permettiamo nessuna valutazione, né sui modi né sui tempi, rispettosi del lavoro del giudice. Teniamo tuttavia a precisare, ad integrazione di quanto riportato nell’articolo di Repubblica, che, così come Mobit ha accolto l’invito del Presidente del TAR a non richiedere il provvedimento cautelare, Autolinee Toscane e Regione hanno ritenuto opportuno non richiedere l’anticipazione del dispositivo della sentenza per lasciare ai Giudici tutto il tempo necessario per lo studio e la redazione della sentenza.
Mobit contesta il piano industriale di Autolinee Toscane non in quanto questo prevede di acquistare in leasing tutti i bus proposti in offerta. La contestazione, invece, attiene al rispetto da parte di Autolinee Toscane dell’indice di bancabilità previsto dagli atti di gara, in quanto nel calcolo di detto indice non sono stati considerati nei debiti finanziari i canoni da sostenersi per il leasing comprensivi di quota capitale ed interessi. Una semplice verifica presso qualsiasi istituto bancario può attestare che un acquisto fatto tramite leasing rappresenta un debito finanziario da considerare nel debito complessivo dell’azienda e quindi da considerarsi ai fini dell’indice di bancabilità.
E’ implausibile ipotizzare che la motivazione per anticipare la firma del contratto di servizio a metà marzo, a prescindere dalla sentenza del TAR e dal completamento del cronoprogramma per il trasferimento di beni e personale come richiesto dal bando, possa essere la scadenza della Giunta Regionale, quando vige il principio della continuità dell’attività amministrativa.
Sostenere poi che non firmare il contratto di servizio prima che questa Giunta termini il proprio mandato ha l’effetto di bloccare questa gara ed è foriero di penali contraddice al suddetto principio della continuità dell’attività amministrativa, come se obiettivo della Giunta attuale fosse quello di vincolare la prossima amministrazione che sta per essere eletta.
Non è vero che l’attuale gestione delle aziende toscane pregiudichi le certezze dei lavoratori, il servizio per i cittadini e gli investimenti. L’evidenza sta nell’attività svolta negli ultimi anni e in quella in corso nelle quali gli attuali gestori hanno dato certezza di occupazione e di retribuzione a tutti i lavoratori; hanno garantito il servizio per quantità e qualità come disposto dalla Regione Toscana; hanno assicurato investimenti nel rinnovo della flotta addirittura doppi rispetto a quelli ipotizzati nel 2017 e previsti nei primi due anni del contratto di gara; hanno continuato ad investire in innovazione tecnologica e di servizio con l’ingresso di bus ibridi, infomobilità mediante app, installazione paline elettroniche, installazione di tornelli a bordo bus, diffusione di titoli di viaggio elettronici con prime applicazione del pagamento cash-less in diversi bacini provinciali.
Infine Mobit precisa che le aziende attualmente concessionarie non hanno mai manifestato l’intenzione di rifiutare le procedure per il subentro, ma hanno semplicemente contestato e contestano le modalità e il contenuto degli atti di cessione dei beni proposti da Autolinee Toscane perché, fra l’altro, volendoli anticipare rispetto alla definizione del contenzioso, determinerebbero situazioni irreversibili e sono anche per più versi di impossibile attuazione, talché anche l’ipotesi di un ricorso all’Anac appare fuor di luogo.