la dettagliata esposizione delle tariffe sindacali dei preti non lascia dubbi sulla tua competenza in fatto di retribuzioni clericali (curi anche la loro dichiarazione dei redditi e relativi contributi?).
Quello che hai fatto finta di non capire è che la 'casta' clericale ci costa 4 miliardi di euro all'anno e cioè esattamente quanto ci costa anche la 'casta' politica e ci costeranno in futuro il ponte sullo stretto e il Mose di Venezia (in totale quindi 16 miliardi): da notare che per queste due ultime voci l'utilità pubblica è più comprensibile e forse si potrà risparmiare qualcosa da devolvere in tangenti. Inoltre l'importo è complessivo e non 'all'anno', e quindi eterno, come per le prime due. (Pensa quanti ponti e magari case e ospedali con quei soldi!)
L'80 % di questi 4 miliardi e cioè 3,2 m. annui – cifra da stanziamento per i programmi spaziali americani – rimane netto, pulito ed esentasse sul conto dell'erario vaticano che poi distribuisce ai suoi dipendenti quello che gli pare: ma dato che i preti sono oggi 39.000 (vent'anni fa erano 60.000, differenza che lascia bene sperare nell'estinzione della razza se non verranno dichiarati specie protetta), in linea teorica ad ognuno di essi va la bella prebenda di 6.837 euro mensili, sempre netti ed esentasse.
Se poi la CEI decide invece di affamare con la sua nota carità cristiana la bassa forza, affari suoi, tanto nessun sindacato la contesta.
Lascia fare al cardinale Ruini che è uno che se ne intende (magari lo mettessero a capo di tutte le economie mondiali, risolverebbe subito con un miracolo dei suoi la crisi finanziaria che ci affligge così come ha fatto per la sua azienda!).
La matematica non è un'opinione e comunque, prima di denunciarmi per diffamazione in base alle mie 'assurdità' e darmi lezioni di correttezza, leggiti il bellissimo libro di Curzio Maltese 'La questua' (Feltrinelli, giugno 2008, 14 euro) che riprende l'inchiesta partita il 28-9-07 su Repubblica cui io facevo cenno. Meno famoso della 'Casta' ma altrettanto istruttivo.
Ti anticipo una chicca che neanch'io conoscevo: lo sai che la CEI arraffa il 90% del totale del'otto per mille grazie ad un trucchetto contabile elaborato in società con il nostro ineffabile ministro Tremonti (all'epoca consulente del governo Craxi) che assegna alla Chiesa cattolica anche le donazioni non espresse?
Il 60% dei contribuenti lascia infatti in bianco la voce 'otto per mille' credendo ingenuamente che vada di conseguenza allo Stato: lo credevo anch'io, manco per niente invece!
Questa 'mostruosità giuridica', come fu definita fin dall'84 sul 'Sole 24 Ore' dallo storico Piero Bellini, è un meccanismo perverso così ben congegnato che nessuno se ne accorge e così il papa si becca praticamente tutto lasciando alle altre chiese minori solo le briciole e lo Stato a becco completamente asciutto: quando un dio, come nel caso del cavallo di Troia, mette le fette di salame sugli occhi della gente e le tangenti nelle tasche dei consulenti non c'è niente da fare.
Così è dalla 'Donazione di Costantino', falso storico su cui la Chiesa cattolica baserà le sue pretese territorriali e le sue immense ricchezze difendendole con la più feroce e sanguinaria dittatura di tutti i tempi.
La sua propensione alla truffa, più o meno legalizzata, fa scuola da 1700 anni. Solo un secolo fa ammise ufficialmente quest' inganno, così come solo nel 1848 abrogò le leggi razziali contro gli ebrei e solo nel 1969 abolì la pena di morte.
Chiudo con una terribile profezia lanciata trent'anni fa da un teologo progressista:
'Molti non riescono più a vedere nella Chiesa che l'ambizione umana del potere, il piccolo teatro di uomini che, con la loro pretesa di amministrrare il cristianesimo ufficiale, sembrano per lo più ostacolare il vero spirito del cristianesimo'.
Quel teologo si chiamava Joseph Ratzinger, lo stesso che il 18 maggio 2001 inviò a tutti gli episcopati del mondo una lettera riservata per ordinare che la scottante materia della pedofilia clericale doveva essere coperta dal 'segreto pontificio' e che ora, come nostro beneamato pastore tedesco, premia i vescovi che negano l'olocausto.
